Nonsolomamma

mia, missing in action

whatsapp
domenica, ore 19,30
da elasti allo hobbit grande, lasciato un paio d’ore prima al campo estivo “great books” in versione residenziale
– ciao amore! ci manchi già. come va lì?
– sono andata all’incontro di presentazione per i genitori. mi sono gasata! il programma è bellissimo. ho avuto anche un raptus da prima della classe e ho alzato la mano con il tuo professore. ma tranquillo, non sa che sono tua madre.

“ehi, mister i, gli mandiamo una fotina di noi due con le facce devastate dalla disperazione che lo salutiamo. tipo emigranti italiani degli anni’50 in un film neorealista”
“ok. dai”

“siamo veramente orribili. come minimo dopo avere visto questa foto non torna più a casa e si fa adottare dalla famiglia di uno dei suoi amici cinesi del campo. è perfetta. gliela mando”

“non mi risponde. mi sa che non riceve niente. probabilmente non ha connessione in questo momento. starà bene, vero?”
“certo che starà bene!”

whatsapp
lunedì, ore 830
da elasti allo hobbit grande
– ciao tesoro! buona giornata

lunedì, ore 1730
– non accendi mai il cellulare? non connetti mai? devo chiederti un paio di cose. appena puoi rispondimi!

“mister i, lo hobbit non legge, non risponde… ti sembra normale???”
“quello è un furbo”
“però gli accordi per mandarlo lì a dormire erano che ogni tanto mandasse notizie! adesso non dico chiamarci, o mandarci lunghe mail, ma uno straccio di messaggio whatsapp al giorno per dire ‘ehi, voi, vecchi. io sto bene. di voi ve ne frego’ potrebbe pure sprecarsi a scriverlo!”
“magari non ha il wi-fi”
“già. però la settimana scorsa quando la sera voleva che lo andassimo a riprendere in macchina il wi-fi lo trovava senza problemi e ci tempestava di messaggi…”
“si starà divertendo come un pazzo”
“mica gli chiedo di non divertirsi. gli chiedo solo di dare segnali di vita!”

whatsapp
lunedì, ore 20
dallo hobbit di mezzo con l’elasti-telefono allo hobbit grande
– ciao. sono tuo fratello. ho saputo che ti diverti talmente tanto che non ti connetti a internet. nel frattempo al mio campo c’è pamela, la junior counselor che ti piaceva l’anno scorso. è ridotta malissimo. dovresti fare qualcosa per lei. rispondi alla tua famiglia, infame!

martedì, ore 730
da elasti allo hobbit grande
– buongiorno tu, ingrato

“mister i, pensi che dovrei scrivere a qualcuno del campo per dire allo hobbit di accendere almeno una volta al giorno il cellulare?”
“secondo me no. ma se vuoi fare la parte della madre ansiosa…”
“non è questione di essere ansiosi, è questione di rispettare i patti e di dare notizie!”
“tu sei ansiosa. e lui è un adolescente idiota”
“ehi! guarda!!! sul sito del campo hanno messo delle nuove foto! forse c’è anche lui!”

“eccolo!”
“dove???”
“qui. è quello con il cellulare in mano! sembra lo stia usando!”
“maledetto! adesso vado al campo e faccio una strage”.

27 thoughts on “mia, missing in action

  1. Mmmmm…. Ma quindi mi dici che quando il mio settenne ma dice che non si fidanzera né sposerà mai perché vuol stare sempre con me non gli devo credere? Effettivamente qualche dubbio già lo nutrivo (e per fortuna eh…)

  2. Fantastico, ho le lacrime agli occhi.
    “Rispondi alla tua famiglia, infame!” mi ha fatto ridere a crepapelle .
    è l’adolescenza, lui fa da apripista, vedrai che con gli altri due, ti sarai fatta quanto meno le ossa in tema di gestione dell’ansia. Forse. (Te lo auguro!)
    Stay strong

      1. Ti capisco, sono nella tua stessa situazione, con un figlio sedicenne. A casa mi prendono in giro e mi dileggiano con frasette sarcastiche incitandomi a resistere senza mandare messaggini idioti. Ma io volevo solo che mi dicesse che sta bene senza di me….ma per scritto o a voce 😂

  3. Siamo in vacanza al mare.
    I primi 3 gg è venuto con noi un compagno di classe di mio figlio. 10 anni
    Io e sua mamma eravamo in contatto whatappena ma lui
    Per 3 gg non hai mai chiesto dei suoi genitori. Completamente preso dal gioco e quando sono venuti a prenderlo sembrava l’avessero apiena lasciato

  4. Io non ci andrei, dimostrerei una superiorità trascendentale poi a fine corso lo lascerei un po’ lì a cuocere nel suo brodo senza rispondere , per vedere di nascosto l’effetto che fa.
    Gnomico bulletto

  5. Io anni fa ho mandato la mia bambina di 5 anni e mezzo ad un campo estivo assolutamente da sola, non conosceva nessuno. Le regole ferree (Che poi ho scoperto non esserlo così tanto) dell’organizzazione dicevano di non lasciare ai bambini il cellulare; si poteva chiamare al numero fisso del campo ma si raccomandavano di non telefonare spesso sia per non intasare le linee e sia per non provocare crisi di malinconia ai bambini. Io mamma ansiosa come tutte le mamme che non voleva essere considerata tale, mi sono attenuata alle regole ed ho resistito dal sabato al mercoledì sera ed ho finalmente chiamato. La mia povera bambina mi ha risposto quasi con le lacrime dicendomi: “Però mamma…tu non mi chiami mai…”. Mi sono sentita una madre degenere ed ho scoperto che tutte le altre mamme, ignorando completamente il regolamento chiamavano tutte le sere i loro figli.

  6. Ciao Elasti, quando si dice “mal comune mezzo gaudio”: figlia tredicenne in viaggio studio in Inghilterra, la prima volta così lontana da casa. Domenica sera videochiamata whatsapp perché era tanto triste, piangeva e non sapeva perché. Un’ora di chiamata. Io all’una ancora sveglia per l’ansia. Poi scopro che si trattava di pene d’amore , grazie alla soffiata della meravigliosa prof. che li accompagna.
    Morale: con questi adolescenti non si capisce mai e noi mamme ne usciamo a pezzi.

  7. ti leggo sempre ma è la prima volta che non posso fare a meno di rispondere. Quattro figli (29-26-22 maschi l’ultima femmina di 11) e la grande ESPERIENZA mi dice che l’ansia da risposta è una malattia che passa con gli anni ma la rabbia per OK TUTTO A POSTO che non arriva invece non passa mai anche perchè questi nostri caaarrrriiii figli sono sempre appiccicati al cellulare meno che per consolare queste povere mamme malate di ansia. Sigh Sigh

  8. ciao elasti! io sono “datata” e mio figlio era scout prima dell’avvento dei cellulari. ai tempi esisteva una cosa che si chiamava “catena dei genitori” e funzionava così: i pargoli (9/10 anni) partivano per il campo,(durata una settimana), all’arrivo il capo scout chiamava il primo genitore della lista per avvisare che era andato tutto bene, il primo genitore chiamava il secondo per condividere la notizia e così via fino all’ultimo della lista che doveva aspettare pazientemente il suo turno. dopo di che la regola era : nessuna nuova, buona nuova e i figli si recuperavano alla fine della vacanza. l’ansia la gestivi sperando di NON avere notizie e i figli si dedicavano ad altro.
    il mio mi diceva “vabbeh, non mi diverto molto ma almeno non ti vedo per una settimana!!!”

      1. Proprio belle soddisfazioni… a 10 anni poi!!!!
        il mio ne ha 9 e devo ancora dirgli “lavati la faccia che hai le caccole agli occhi” ogni mattina, se mi dicesse “almeno non ti vedo per una settimana”…. morirei di dolore!!!!!

  9. Quando ero io ad essere in giro se chiamavo voleva dire che qualcosa non andava per cui, in definitiva, era meglio che non mi sentissero. Passando dall’altra parte della barricata però penso che sarei partita per la strage :)… immagino stia facendo le sue prove di libertà e indipendenza, ma i patti sono i patti e sopratutto se la mamma s’infuria… mmhh sono guai!!

  10. Posso spezzare una lancia a favore dello hobbit grande?
    Quando parto per un viaggio o devo affrontare una separazione, sia adesso sia quando ero ragazzina (o da universitaria, nelle campagne di scavo di un mese e mezzo in paesi stranieri), ho sempre sentito il bisogno di dare un taglio netto, per potermi calare completamente nella nuova realtà e ambientarmi senza traumi.
    L’obbligo “morale”, imposto da mia mamma, di mandare almeno un messaggio al giorno mi pesava moltissimo: era come tenere un piede di qua e uno di là, continuando a rinfocolare la nostalgia o le paure. Non sono mai riuscita a farglielo capire.
    Vedrai che lo hobbit sta benissimo 😉

    1. Secondo me far si’ che gli altri stiano tranquilli e’ un modo per dimostrare loro il nostro amore.
      Se si puo’ goustificare un preadolescente, una ragazza piu’ grande meno…

      1. Il discorso però vale nei due sensi: non è soltanto il genitore che ha diritto a vedere rispettata la propria tranquillità di spirito.
        Ovviamente qui non sto parlando del figlio di Elasti, che è ancora un ragazzino, ma della me stessa ventenne in Oman e in Egitto. Per me sono state esperienze molto intense, bellissime, ma fisicamente ed emotivamente impegnative. In quella particolare situazione io avevo bisogno di “isolarmi” e immergermi completamente nella nuova realtà. E sì che sono una figlia unica legatissima ai genitori 😊
        Volevo solo dire che non è sempre facile interpretare i bisogni altrui!

  11. A leggere i commenti mi sento una mosca bianca… io ho sempre chiamato mio padre quando ero fuori mi sembrava di farlo preoccupare inutilmente, telefonate veloci “ciao tutto bene ci sentiamo domani” ma le ho sempre fatte anche e soprattutto prima dei cellulari e mi incavolerei parecchio se le mie figlie un domani non facessero altrettanto con me…. sarò strana io….

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