Nonsolomamma

c’è un mostro nel mio lunchbox

il lunchbox è un’incombenza che affligge molte famiglie americane. la maggior parte delle scuole e dei campi estivi qui non provvede ai pasti. pertanto bambini e ragazzi devono andare muniti del loro pranzo, nella forma di un cofanetto termico, di colori vari, opportunamente riempito di cibo, amorevolmente preparato la sera prima o la mattina stessa, in orari già fitti di affanni e caos.
elastigirl e mister i, forse per la loro provenienza etnica e per l’ingombrante cultura gastronomica che l’accompagna, prendono terribilmente sul serio il dovere genitoriale del lunchbox e, dal lunedì al venerdì si interrogano e si ingegnano per trovare contenuti sani, variati, appetibili e adeguati con cui farcire lo scrigno del pranzo.
mister i in particolare si dedica con trasporto e passione al sacro compito della nutrizione della prole, lanciandosi nella preparazione di crostate alla marmellata e al cioccolato, focacce, paste fredde e al forno mentre elastigirl vigila sulla razione giornaliera di frutta e verdura.
“cosa c’è oggi nel lunchbox?”
“focaccia pugliese con pomodori, crostata di albicocca e ciliegie”
“uffa”
“non ho tanta voglia di focaccia io…”
“sempre le ciliegie…”
“non possiamo avere i goldfish al formaggio?”
“sì! i salatini a forma di pesce che hanno tutti!”
“no, voi quelle porcherie non le mangiate. voi siete italiani e avete un nome e una dignità da tenere alti”, ha concluso mister i.
allora elastigirl ha domandato che cosa ci fosse nei lunchbox dei loro compagni del campo estivo.
e questo è stato il risultato dell’indagine:
– goldfish al formaggio (“e poi?” “solo quelli: fanno da pranzo e da merenda!”)
– panini con burro di arachidi e marmellata che non è nemmeno marmellata ma jelly, gelatina
– caramelle gommose lunghe di tutti i colori (“anche quelle sono un pasto unico?” “certo!”)
– barrette energetiche con formaggio (“barrette con dentro il formaggio?!” “no, barrette con cereali ricoperte di cioccolato e sopra una fetta di formaggio”)
– i cereali tondi con il buco, tipo ciambelline, hai presente i cheerios?  (“con il latte?” “no, no: da soli” “anche quelli sono un pranzo???” “sì, certo”).

41 thoughts on “c’è un mostro nel mio lunchbox

    1. Il burro di pinozzi!
      Questa cosa dei pinozzi mi fece morire la prima volta che la sentii dalla famiglia barese che mi ospitó a Toronto per la GMG del 2002..

      1. son d’accordo. A viverci gli orizzonti diventano strapiombi nel vuoto. L’esperienza l’ha acquisita in 18 anni di residenza in Krukkland e 2 figli ivi scolarizzati. Hai voglia di dire: “Raga’… siete italiani!”

    1. 😱e io che credevo di far mangiare troppe schifezze a mia figlia (tanto per cominciare è cresciuta in un negozio di dolciumi per cause di forza maggiore), ecco ora mi sento meglio, grazie 😊 Tenete duro, W Mister I e W la cultura gastronomica italiana. Bravi!

  1. Concedere un giorno alla settimana di orrore alimentare potrebbe portare alla rivalutazione della fornitura familiare? Forse sono troppo piccoli per apprezzare e finirebbero per aspettare con ansia il giorno schifezze…. Ricordo le merende salutari concordate con le maestre alle elementari e il confronto impietoso tra le merendine in classe: anche se erano tutti o quasi connazionali, gli orrori non mancavano.

  2. “no, voi quelle porcherie non le mangiate. voi siete italiani e avete un nome e una dignità da tenere alti”: e come dar torto a Mr I???Io sono una che (pur con lavoro a tempo pieno, marito libero professionista sempre assente, due figli da gestire da sola e aiuto in ttt pari a zero) cerco sempre di portarmi il pranzo da casa. nn solo non mi piace l’idea di dover passare la pausa pranzo in uno dei tanti bar vicino l’ufficio, uscendo da lì odorante di panini/piadine/odore di ragù od altro, ma preferisco alla peggio una mozzarella ed un cetriolo piuttosto che cibarmi sempre fuori casa.alla lunga stufa. e poi è vero che veniamo da un paese dove per retaggio culturale, il cibo ha la sua importanza, è al contempo nutrimento per il corpo ma anche per l’anima. nel nostro paese il cibo è strettamente legato alla convivialità, ed anche perchè lo caratterizziamo con ulteriori connotati che per noi il cibo deve essere di buona qualità.foss’anche un lunch box!

  3. Credo sia perché per gli statunitensi il pranzo è più che altro uno spuntino, ho due nipotine che vivono in florida (genitori italiani eh, quindi abitudini alimentari mediterranee) ma si vede bene che a pranzo nn sono abituate ai nostri pasti primo secondo contorno. I miei figli alle 12.30 smaniano per la pasta

  4. In UK ho visto il panino imbottito di patatine (dopo averle prima accurattamente sbricciolate nel loro sacchetto). Era un pranzo. Grandi applausi a te e Mr. I!

  5. Elasti, posso chiedere se gli hobbit hanno frequentato qualche scuola di lingua negli USA? Ho una bambina di 17 mesi, che al momento sta imparando l’italiano, ma io e suo padre vorremmo avvicinarla da subito all’inglese, approfittando magari delle vacanze.

    1. In che senso sta imparando l’italiano…. sta imparando a parlare? Ma non vi stressate….i figli raramente rispecchiano le nostre aspirazioni..

  6. Saranno obese per qualcosa le creature ammmeregane. Taralli, frise, insalate di pasta,e riso e farro con verdure , perfino la pizza (senza ananas però) e deambulare hobbit!

    1. non è detto che i bambini del campo naturalista siano obesi! anzi, se ho capito bene e vivono ad A. probabilmente sono di una fascia socio economica altina, dove l’obesità non dilaga. Io ho frequentato una scuola privata in texas per un anno, e c’erano tre ragazzini obesi in croce, e a pranzo ti assicuro che quasi tutti mangiavano “porcherie”, anche i magri e magrissimi. mio papà in italia era come mr. i, e per i pranzi a sacco mi cucinava certe paste fredde con le melanzane e la mozzarella che me le sogno ancora adesso (che vivo in scozia e cerco di portarmi il pranzo a sacco ovunque vado).

  7. Dopo aver letto questo, sono contenta che in Italia ci sia la mensa e anche della consapevolezza maturata tra i genitori dell’importanza di questo servizio. Per un certo periodo ho dovuto preparare il pranzo a mia figlia perché la mensa non era disponibile, ho finito per copiare il precedente menu della mensa per non uscire di testa!

    1. Parole sante!
      Anche io che alterno anni in usa e in Italia da un po’, passo coi miei due figli dalle loro lamentele per la mensa italiana che io ignoro soavemente, alle mie lamentele per l’appuntamento quotidiano col lunch box, che loro ignorano altrettanto soavemente.
      Anche perché diciamo che va bene la cucina italiana ma mettersi a sfornare focacce e crostate durante la settimana lavorativa ehm anche no.
      Per cui: panini- torta salata quando va grassa- riso e pollo- panini. A volte avanzi della cena.
      Comunque è una fatica per chi come noi è abituato a mangiare cose cucinate e non caramelle :/

  8. Ho avuto sentore di qualche problemino col cibo sano che hanno gli americani, proprio dalla mia ultima aupair, che si è presentata come “io non sono picky per niente col cibo” e poi le ho visto mangiare di ogni ad ogni ora del giorno e della notte. Tipo al risveglio un bel pugno di arachidi tostate salate, poi un litro di caffè (della moka), mezza pesca (ciucciata con dei versi che solo per quelli, l’avrei mandata via da casa il primo giorno), un biscotto. Fine primo round.
    Poco più tardi, non in mia presenza, altro cibo ingurgitato a valanga preso a vanvera dalla dispensa. Io sono al lavoro, ma i bimbi mi dicono che mangia continuamente, apre confezioni di roba che io manco sapevo più di aver comprato. Un giorno a pranzo, cerco le verdure grigliate che avevo cotto il giorno prima per cena e chiedo “sai dove sono?” e lei “ah scusa, le ho mangiate per colazione”
    alchè io, impassibile dico “ok, no problem”
    mica posso farmi vedere provincialissima che a colazione un cappuccio e qualche cosa di dolce o anche salato (max un toast) ma mai e poi mai mi andrebbero delle melanzane e zucchine grigliate condite con spezie varie e aglio….
    Quando cucino la pasta a pranzo, mi dice “non ti offendere, io non sono abituata a mangiare a pranzo, specie così presto” – le 12.30. Poi mentre io e figli mangiamo una pasta al pesto, lei se magna cioccolato, biscotti, cereali secchi + muesli, due tarallini, un cracker spalmato di formaggio squaquerone (contaminazione di mio figlio) e pure un topo morto, se lo trova in dispensa
    Ma anche lei è magra e credo dipenda come qualcuno ha detto, dalla sua classe sociale, che non è certo bassa.
    Viva la cucina italiana, e anche chi ne va orgoglioso e si fa testimone, come Mister I!

    1. Scusa,ma se di aupair si tratta,deve essere di esempio ai tuoi figli,quindi se la regola di mangiare ai giusti orari e nelle giuste dosi vale per i bimbi,non vedo perché non dovrebbe valere per lei. Scusa,non è una critica nei tuoi confronti,ma credo che se una persona viene in casa mia a lavorare,ci sono regole che vanno imposte e rispettate,per quanto questa persona sia necessaria al menage famigliare.

      1. Ma, io sinceramente non mi faccio troppo il problema di come mangia lei. Per fortuna, i miei figli non mi chiedono di emularla, perchè loro sì che sono picky, e quindi mangiano quelle 4 cose in croce e molto poco fuori orario. L’unica cosa che mi chiedono sono le noccioline salate che abbiamo preso per lei. Ogni tanto gliene concedo un pugnetto da dividersi.

  9. SOGNO UN GIORNO DI POTER AVERE LA RICETTA DELLA FOCACCIA PUGLIESE DI MISTER I E IL NOME DELLO SPACCIATORE DI TARALLI ALLA CIPOLLA. IN FONDO, MI ACCONTENTO DI POCO 😉

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