Nonsolomamma

cohousing

in questo periodo nella città di A lo hobbit di mezzo e il piccolo, detto sneddu, sono diventati molto amici. rassegnati a un fratello maggiore che si sente ormai troppo grande per giocare con loro e ha perso interesse anche per l’esercizio dell’antica arte del “divide et impera” o della sempreverde pratica della tortura, i due si sono assestati su un equilibrio binario, ludico e solidale.
insieme fanno lunghe partite a frog juice, un nuovo gioco di carte, scoperto al campo estivo naturalista e diventato tormentone familiare dell’estate 2017 anche per elastigirl e mister i, si sfiniscono a pallone, guardano insieme video di improbabili e demenziali youtuber, performance di gatti, di cani, bambini piccoli, e, in base all’ultimo controllo della cronologia delle pagine viste sul tablet, immagini di “ragazze con tette giganti” (“pensi che dovremmo dir loro qualcosa, mister i?” “no, finché non diventano abbastanza furbi da cancellare le tracce delle loro ricerche. mi limiterei a vigilare per il momento” “anche tu alla loro età eri alla ricerca di tette giganti?” “ti ricordo che i’ so’ d’ bari: se avessi avuto internet alla loro età avrei cercato ben di peggio”).
parlano nel loro privato lessico fraterno, in una lingua a metà tra l’italiano e l’inglese del campo estivo naturalista (“draw a card” “no, ho appena discardato” “ah. tocca me allora. hai per caso bats?” “sì ma mi servono per il mio spell”).
dormono insieme in un grande lettone e prima di addormentarsi la sera si raccontano le storie, ridono, sono colti da incoercibile stupidera. a volte litigano ma se qualcuno sgrida uno di loro, l’altro si infuria.
hanno tra loro una tenerezza ruvida e struggente.
diventare grandi con un complice è di certo più facile. e più divertente.
“cosa state facendo?”
“stiamo disegnando la nostra casa”
“ah, bello! andiamo a vivere da un’altra parte?”
“no, non tutti. solo noi due. da grandi vivremo insieme”
“non lo sapevo”
“lo abbiamo deciso ieri”
“e come sarà la vostra casa?”
“grandissima, con la piscina sul tetto”
“a torino”
“come mai proprio a torino?”
“perché c’è la juve. e io sarò un calciatore famosissimo”
“ah. già. e tu, sneddu, cosa farai?”
“io sarò uno scienziato”.

11 thoughts on “cohousing

  1. La complicità che osserviamo tra i nostri ragazzi è la cosa più bella del vederli crescere. Alfo 22 anni, Lorenzo 16 e Pietro 9, come quando il secondo mi dice “stasera torno a casa con Alfo “(finalmente faccio le ore piccole…) oppure il primo che dice a tavola :” vorrei dirvi che rimando la laurea a settembre così ho più tempo per scrivere ” e il secondo anch’io vorrei dire una cosa: ” anch’io rimando a settembre “. Due materie, inglese e storia! E Pietro che sfida Lori alla play

  2. Love!
    Spero che anche i miei trovino quei binari, per ora se le danno di santa ragione, tranne quando sono colti da stupideria

    1. quanti anni hanno?
      i miei 4 e 9 e tranne la stupidera, se le danno di brutto.
      Per non parlare delle gelosie “a lui hai dato più dolce che a me” oppure “lui non lo sgridi mai” “lui ha più giochi di me” etc etc….

  3. Questo post mi armonizza il Karma., grazie Elasti Abbiamo appena scoperto di aspettare il secondo maschio e stiamo cercando testimonianze incoraggianti dei tanti vantaggi di avere un fratello maschio rispetto ad un’adorabile sorellina …..

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