Nonsolomamma

il passaporto

quest’estate in massachusetts quando l’elasti-famiglia decise che l’entomologa sarebbe stata la ragazza alla pari perfetta per l’autunno, le chiese se per caso i suoi genitori, che vivono a pochi chilometri dalla città di A ,avessero interesse, necessità o piacere di incontrare i cinque tizi con cui la loro primogenita avrebbe trascorso tre mesi e più.
lei prima disse “non credo proprio ma grazie” poi annunciò che sì, in effetti, la sua mamma sarebbe stata più tranquilla se avesse potuto vedere in faccia questi italiani.
“i miei fanno i fabbri” aveva raccontato l’entomologa ed elastigirl e mister i avevano fantasticato a lungo su questa coppia di signori che immaginavano forti, grandi e nerboruti come quelli che lavorano il ferro per fare le pistole nei film western.
poi un pomeriggio alle cinque arrivò la mamma dell’entomologa accompagnata da lei. ed effettivamente aveva le spalle larghe e in un film western ci sarebbe stata bene ma aveva anche una dolcezza ruvida, un candore luminoso, una curiosità divertita e vorace che facevano di lei un’incantevole giunone.
“mia figlia, l’entomologa, è la prima componente della nostra famiglia ad avere il passaporto!” disse con un misto di orgoglio e trepidazione.
elastigirl avrebbe voluto assicurarle che ne avrebbe fatto buon uso e che doveva stare tranquilla ma si limitò a sorridere perché, a pensarci bene, è molto difficile mantenere una promessa fatta per interposta persona.
stamane l’entomologa, dopo avere accompagnato sneddu a scuola, si è avventurata in un quartiere di milano che si chiama isola che poi diventa garibaldi e poi brera, alla ricerca di un rivenditore di servizi telefonici che riattivasse la sim ricevuta in eredità dalle au pair precedenti.
quando è rientrata aveva gli occhi che brillavano ed era felice. aveva visto il mercato, il bosco verticale, i grattacieli e le piazze con le fontane e il cielo blu e poi aveva parlato con la gente per strada e tutti erano stati gentili con lei. “allora ho chiamato i miei genitori – ha raccontato – e mi sono arrabbiata con loro perché pensavano che si potesse vivere senza passaporto. e invece no. oggi ho scoperto che avere il passaporto è una cosa bellissima. e necessaria”.
“ed è solo l’inizio” le ha detto elastigirl.
e lei ha risposto: “lo so”.

21 thoughts on “il passaporto

  1. L’entusiasmo di questa giovane donna mi commuove. Come donna non più giovane e come madre di una ragazzina che vorrei che mantenesse sul mondo uno sguardo candido positivo.
    Ho bisogno di sperarlo, per non soccombere alle notizie di cronaca di questi giorni.

  2. Meraviglia di ragazza! Che gioia quando si hanno gli occhi per imparare ad amare il mondo… Che bello questo candido stupore tipico, forse, della giovane età. Brava Elasti, in parte. responsabile di cotanta consapevolezza…

  3. Sono poco più grande della tua aupair (e mi sarei candidata come amica, ma non vivo più nella mia amata Milano!) e non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per avermi sempre spronato a mettere la testa, e i piedi, fuori dal paesino, dalla città, dall’Italia, per vedere posti nuovi e conoscere persone diverse. Domani vado in Olanda a trovare il mio fidanzato (che è turco), e la prossima settimana mi trasferisco in Germania per uno stage. Per recarsi in questi Paesi in realtà è sufficiente la carta d’identità, ma lo spirito entusiasta e aperto alle scoperte è il passaporto emotivo!

  4. Io e mio marito abbiamo fatto scadere il passaporto quando sono nati i figli e per un po’ non ne abbiamo fatto uso. Ora che sono cresciuti, abbiamo da qualche anno 4 bellissimi passaporti pieni di meravigliosi timbri. In pratica lavoriamo principalmente per poter viaggiare. Continuiamo ad ostinarci a voler vivere in un appartamento ormai talmente piccolo, che i souvenir devono avere una dimensione
    massima. Lo spazio fisico è obiettivamente limitato, ma spero che quello mentale non abbia confini.

    1. invidissima!
      vorrei vivere come voi
      solo che al momento non riesco a fre a meno della casa grande & sto pure annullando viaggi di lavoro:
      sento il bisogno di stare a casa calma e tranquilla, non so perche’
      spero sia solo perche’ mi sono appena ristabilita’ qui dopo l’UK e perche’, in fondo, con un marito che non parla l’italiano non fa molta differenza 😀

      1. A volte anche fermarsi ci permette di ricaricare le pile. E’ venuto il momento per il marito di imparare l’italiano. Se è come mio cognato, di Middlesbrough e in Italia da 10 anni, sarà impegnativo 😀

  5. io manco lo so, quando ho fatto il primo passaporto…
    mi sento cittadina del mondo da quando sono nata
    pero’ ricordo il “certificato di identita’ personale” che i miei mi fecero per andare chissadove
    quando ero troppo piccola per avere sia il passaporto sia la carta di identita’
    (una volta le regole erano diverse ed i figli avevano solo una foto nel passaporto dei genitori)
    comunque si: sono i genitori che ti danno precocemente il passaporto emotivo

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