Nonsolomamma

halloween a casa mia

lo hobbit grande ebbe il suo primo telefonino al compimento dei 13 anni, nell’aprile della seconda media. fu l’ultimo degli ultimi a riceverlo nella sua classe e quando, la mattina dopo, entrò in aula brandendo trionfante l’oggetto fiammante, tali furono la sorpresa e l’incredulità che tutti i suoi compagni e persino l’insegnante, gli fecero un caloroso applauso. quella sera stessa, via whatsapp, si fidanzò.
tanto ritardo rispetto ai suoi coetanei è dovuto soprattutto al rigore bacchettone di mister i che considera il cellulare uno strumento demoniaco la cui scarsa utilità è ampiamente controbilanciata dai suoi effetti nefasti.
così, per amore di equità, anche lo hobbit di mezzo, arrivato in prima media, è condannato ad aspettare un altro anno e mezzo.
tuttavia poiché il medio è un socializzatore indefesso e compulsivo e, a differenza del fratello maggiore, non ha alcuna inibizione nel condividere le sue relazioni amicali con elastigirl, usa impunemente lo smartphone materno, chattando senza tregua con i nuovi e i vecchi compagni di scuola, creando gruppi calcistici, di studio, di autocoscienza, conviviali e ludici e ricevendo su whatsapp svariate centinaia di messaggi al giorno.
elastigirl tollera con stoica pazienza il traffico in entrata e in uscita, considerandolo un compromesso tra la rigidità paterna e l’accesso a un mezzo imprescindibile nei rapporti scolastici e amicali.
di solito evita di leggere i messaggi che non sono indirizzati a lei, più che per discrezione per disinteresse ed esasperazione. tuttavia la settimana scorsa è comparso un nuovo gruppo dal titolo “halloween a casa mia” con un crescente numero di partecipanti e un crescente entusiasmo che spesso virava in molesta isteria.
lei ha cercato di mantenete un freddo distacco fino a quando, con tono casuale, ha domandato allo hobbit: “chi ha organizzato una festa a casa propria ad halloween?”
lui, reticente e omertoso, ha nicchiato per un po’ rispondendo con vaghezza e approssimazione.
allora, turbata, elastigirl, contrariamente alle sue abitudini, si è presa l’onerosa briga di analizzare gli amabili conversari scoprendo che al gruppo partecipavano una quarantina ragazzette e ragazzetti e che il creatore di tale diabolica iniziativa era proprio lui, lo hobbit di mezzo.
lei, che mercoledì lavorerà come tutti gli altri giorni e si sveglierà alle 420 del mattino, alla prospettiva di una masnada di preadolescenti mascherati, a casa sua, la sera prima, è stata scossa da tremori, iperventilazione e tachicardia.
“scusa, hobbit di mezzo, non avrai mica organizzato una festa a casa nostra per halloween senza chiedermelo, vero? ti ricordi che martedì sera non c’è papà, sneddu sarà in giro con i suoi amici e dovrò controllarlo e soprattutto la mattina dopo lavorerò all’alba come al solito?”
“ma no, tranquilla mamma. scialla. ci troviamo qui sotto casa nostra e poi andiamo in giro…”
“ok. deve essere chiaro che non ci può essere martedì sera un’invasione di amici tuoi a casa”
“noooo! che dici?”
così per qualche ora lei si è placata.
tuttavia, dopo poco, hanno cominciato ad arrivare messaggi cortesi e amabili di madri sconosciute.
“ciao. volevo ringraziarti per l’invito a casa vostra. serena con la sorellina bianca vengono volentieri”
“bella la festa di halloween! cosa possiamo portare?”
“che idea magnifica! se non ti dispiace oltre a chicco, vengo anche io!”
“va bene se mando insieme a sergio qualche torta salata per la festa di martedì?”
“pensate voi anche al trucco?”
a quel punto elastigirl prima è stata assalita dal panico, poi ha risposto alle mamme dicendo che ci doveva essere stato uno spiacevole malinteso, infine è andata dallo hobbit di mezzo e ha scatenato l’inferno.

 

48 thoughts on “halloween a casa mia

  1. ” Serena con la sorellina bianca … ”
    invito aperto anche a sorelle e fratelli 😂 non sia mai qualcuno ci rimanesse male😂😂
    Dai che l’hai scampata per un pelo!😘😂
    Baci tesoro

  2. “Mamma, oggi viene Mihajlo da noi.”
    “No, che non viene: è il mio compleanno, facciamo una festa per merenda.”
    “Non c’è problema, mamma, può venire anche lui alla tua festa, la torta gli piace di sicuro.”
    Anche io ho scatenato l’inferno e Mihajlo non è venuto, però era solo un bambino, non quaranta persone :-O

      1. Neanche io lo so leggere, solo i suoi genitori possono! Ora ho scoperto che si scrive “Mihajlo”, solo con la j in mezzo. Comunque non demorde, sia lui che altri compagni di mio figlio citofonano e ci chiamano sul cellulare ogni giorno, weekend compreso!

  3. Noi bacchettoni come tuo marito, alle medie il cellulare non serve e per nessun motivo deve usare i nostri telefoni, non possederlo non ha avuto nessun effetto negativo sui suoi rapporti sociali

  4. Mio figlio ha l’età dell’ hobbit di mezzo, non ha il cellulare e non può usare il mio telefono, sono molto felice che ancora siamo indietro da questo punto di vista, ne va della mia salute mentale e penso che siano proprio ancora troppo piccoli per usarlo in questa maniera così compulsiva, lo trovo assolutamente inutile e terribilmente dannoso.
    Ci fossero stati più genitori come me l’età più giusta sarebbe stata alla fine della scuola media…purtroppo so già che dovrò abdicare prima…

  5. Brava, proprio brava, non so se il mio cuore di ricotta sarebbe riuscita a reggere la delusione di una quarantina di persone grandi e piccole

  6. Si narra nella mia famiglia che quando mio fratello aveva…non so, forse 8 o 9 anni, disse a tutti i suoi compagni di classe che avrebbe festeggiato il suo compleanno a casa (nostra). Solo che non avvisò i miei genitori, che alle 18/18:30 si videro casa invasa di bambini e NULLA da bere e mangiare. Mia madre fortunatamente ha un negozio proprio il portone accanto a casa nostra, quindi riuscì a comprare al volo paninetti, patatine, bibite, mentre mio padre allertato a lavoro andava a comprare teglie di pizza.
    A me diverte molto questa storia, anche perché mostra un lato sconosciuto di mio fratello, ma credo che i miei non si divertirono poi così tanto :-p

  7. Poiché il mio quasi novenne ha già iniziato con la storia che vuole il cellulare (perché già alcuni compagni lo usano), mi fa piacere sentire che non sono l’unica genitrice che ritiene sia troppo presto, almeno non mi sento all’antica e sorpassata.
    Per quanto riguarda gli inviti dell’hobbit di mezzo, mi congratulo per la tua reazione, io non avrei saputo fare di meglio. 😉

  8. direi che la punizione giusta per questa insubordinazione di proporzioni epiche è che hobbit di mezzo dovrà aspettare fino alla fine della terza media per avere il suo cellulare! Caspita!!

    1. anche mio figlio, 12 anni, non ha il cellulare che gli regaleremo (anzi, daremo in comodato mantenedo il controllo di tutte le pw) alla fine della terza media. Nessun effetto negativo sulla socialità. Solo qualche preoccupazione della mamma quando torna (ovviamente da solo) un poco in ritardo da scuola e non c’è modo di contattarlo…mi consolo pensando che anche io come mamma mi sto educando a lasciare vivere mio figlio senza stargli sempre addosso

  9. ma Elasti non parlerai mica sul serio?
    non gli avrai mica cancellato la festa gia’ organizzata?
    sei proprio una party pooper! 😀

    PS
    A morte il cellulare! Resistete! Non dateglielo mai! Bravi a quelli che resistono fino alla terza media inclusa e complimenti a quelli che qui sopra riportano il dato sperimentale “nessun effetto nefasto sulla socialita’”

    1. Di buone intenzioni è lastricata la strada del paradiso, ovvero: ero una brava madre prima di avere figli (cit.).
      A undici, tredici anni cellulare e socialità non hanno alcun nesso.
      Il cellulare è esplorazione, curiosità, giochi.
      Per me sono peggiori i genitori che consentono, a quelle età, di avere un profilo Instagram o Facebook, di condividere i video di musical.ly in rete.
      È inutile dire “alla nostra età non c’erano cellulari e stavamo meglio”.
      Adesso ci sono e dobbiamo educare i figli e noi stessi ad un uso consapevole, magari dando anche esempi pratici.
      Indietro non si torna.

      1. ai miei tempi la televisione era appena apparsa
        c’erano genitori che parcheggiavano figli davanti alla tv, genitori che la davano CALMIERATA e famiglie in cui i genitori non si preoccupavano della televisione perche’ i figli non si occupavano della televisione
        e lo stesso coi primi computer e videogiochi
        non e’ che perche’ c’e’ una cosa tutti debbano usarla e non e’ neanche che perche’ molti hanno una cosa la debbano avere tutti
        io ho amici adulti che non hanno il cellulare: usiamo le mail, il telefono, la visita di persona (anche se ora siamo a mille km di distanza) e comunichiamo lo stesso
        personalmente non ho figli ma ho nipoti e quando erano adolescenti facevo loro un cosi’ quando li vedevo al cellulare o al computer: volevo che capissero cosa stavano facendo e che mantenessero il contatto con la realta’, che NON E’ il cellulare ma viene solo TRASMESSA dal cellulare
        ma non l’hanno avuto prima delle superiori ed ora il piu’ vecchio (22 anni) ancora lo usa pochissimo

  10. Cellulare dato ad 8 anni ma solo perché andava a sciare con la squadra e doveva comunicarci quando tornava a casa. Utilizzato con buon senso dagli 8 ai 12 anni. Ora che ne ha 13 è completamente soggiogato dal maledetto apparecchio. Quando glielo requisisco (1 volta ogni 2 giorni) si ricorda addirittura che può giocare con suo fratello più piccolo!!!!
    Che tempi difficili.

      1. Sì grazie della metafora colta…e si vede che si sono date appuntamento tutte qui nei commenti….. seguendo la coda della cometa.

  11. Scusate ma a leggere alcuni commenti sembra che i cellulari siano indispensabili e non se ne possa fare a meno , possono essere uno strumento utile ( non indispensabile) per gli adulti ma per quanto riguarda i bambini le regole le facciamo noi, siamo noi che decidiamo se metterglieli in mano oppure no,
    Sembra quasi che ci sia una resa nei confronti dell’uso del telefono cellulare alle medie.

  12. ma solo a me fa l’impressione che il problema non sia il cell ma il fatto che ci considerano ( noi mamme, con gestione casa al seguito) come cose nella più piena loro disponibilità? il mio maschio non si pone mai il problema che la mamma potrebbe avere altri programmi, e io mi sento una cosa mista tra un’utile appendice e un taxi, sino a che – anche io – non mi trovo a scatenare l’inferno ( in genere in auto al rientro da qualcosa o sulla strada per qualcosa).
    Non voglio ragionarci troppo ma ho la sensazione sia la conseguenza del fatto che distratte dagli impegni quotidiani cerchiamo di esserci condividendo e dicendo tanti si e facendo i salti mortali per regalargli quotidianità scorrevoli e fluide. Dal trovarsi il letto rifatto ai libri in ordine alle proposte di attività o studio. Papà lavora, è ok; mamma pure, ma non è lo stesso.

    1. no a. fa impressione anche a me
      io sopra ho scritto ad Elasti “party pooper” un po’ per citarla 😀 e un po’ per canzonarla
      (e perche’ non so perche’ ma non mi aspettavo che annullasse la festa: lei e la sua famiglia sono abbastanza pazzi da accettare una festa siile 😀 )
      ma non mi sarei mai permessa di fare quel che ha fatto l’hobbit medio
      quando ero piccola vigeva (non solo nella mia famiglia ma anche in quelle di tutti i miei amici) la regola: puoi invitare chi vuoi, basta che PRIMA tu chieda alla mamma
      l’idea era appunto di evitare che la mamma (o i genitori in genere) si trovassero con un altro impegno / la casa da pulire / niente da mangiare e da bere e uno o piu’ ospiti all’improvviso

      1. vero, in altri momenti saremmo stati abbastanza pazzi da riderci sopra. ma ci sono periodi in cui stanchezza e solitudine prevalgono e allora prevale anche l’inferno!

  13. Elasti per favore dicci com’e’ finita! In cosa ha consistito l’inferno e come l’ha presa l’hobbit. E soprattutto come avete festeggiato Halloween alla fine!
    (noi siamo ingenuamente andati al cinema in inglese PROPRIO il 31 sera in un centro commerciale… MORTE E DEVESTAZIONE: ti ho pensata tantissimissimo!)

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