Nonsolomamma

uguale a tutti gli altri

nell’elasti-famiglia è arrivata la nuova ragazza alla pari. viene dal connecticut ed è un’artista che per comodità e riservatezza sarà qui indicata come ‘l’artista’.
l’artista, in base a quanto intuito da elastigirl, si esprime attraverso piccoli frammenti di vernice colorata che lei combina variamente realizzando disegni, quadri, sculture e immagini digitali dall’effetto molto gradevole. l’artista sorride con gli occhi ed è terribilmente graziosa. è curiosa, allegra, avventurosa e, almeno all’apparenza, in equilibrio con se stessa. esce, conosce, esplora, si avventura con una intraprendenza raramente riscontrata negli esemplari di ragazze alla pari precedenti. passa anche l’aspirapolvere nella sua stanza e cambia le lenzuola del suo letto, pratiche non usuali come il buon senso e la fiducia nel genere umano potrebbero erroneamente suggerire. l’artista si è comportata egregiamente durante l’emergenza appendicite della scorsa settimana, mostrando sangue freddo e grande spirito di collaborazione. a elastigirl per il momento l’artista piace moltissimo e la diverte parecchio.
ieri sera, per la prima volta, l’artista è uscita a cena con un ragazzo italiano. e stamane non è sfuggita al fuoco di fila di domande intrusive prodotte dalla sfrenata elasti-curiosità.
è simpatico? cosa fa? da dove viene? come parla inglese? cosa avete mangiato? siete stati in un posto bello? è stato gentile?
l’interrogatorio, ops, la conversazione si è svolta in cucina, sul filo del surreale e meraviglioso rapporto materno-amicale che talvolta magicamente si crea tra madre ospitante e fanciulla ospitata.
tuttavia al fondamentale quesito: “com’è? è carino?” l’artista ha esitato un istante. poi ha abbracciato con lo sguardo il tavolo, la parete color ottanio, la lavastoviglie, i fornelli, il soffitto e, con un sorriso vago e sfuggente, ha dichiarato: “be’, è uguale a tutti gli altri… è come i ragazzi italiani. perché si somigliano tutti un po’. non trovi?”
e di fronte a questa epifania non ci sono state più parole.

27 risposte a "uguale a tutti gli altri"

      1. Di seguito una citazione: in una puntata del telefilm Lie to me, il protagonista, interpretato da tim roth, dice che l’occhio umano fa una classificazione per ‘razza’ (passami il termine) per cui la razza caucasica fa fatica a distinguere bene le differenziazioni somatiche ad esempio nei cinesi o negli afroamericani ( si parla di prima vista, non di conoscenza approfondita). E viceversa.

  1. Sarei curiosa di sapere qual è il minimo comune denominatore dei ragazzi italiani secondo l’artista. E se invece i ragazzi americani non ricadano negli stereotipi ma siano più originali (senza nessuna critica, beninteso, ma per pura curiosità).

  2. Io vivo tra la Spagna e la Francia e trovo che i francesi si somiglino tutti, cosi’ come gli spagnoli. Non che siano tutti uguali, ma hanno tutti qualcosa che li accomuna e rende riconoscibili ai miei occhi. Inoltre, sono ormai in grado di riconoscere un italiano o un’italiana all’estero a colpo d’occhio, senza aver bisogno di sentire la voce o vedere i gesti o notare dettagli di stile, biondi, rossi o scuri che siano. Mi è capitato persino di riconoscere gli italiani negli “stranieri” (con tratti somatici tipici di etnie diverse) che vivono in Italia da diverso tempo. Ne ho dedotto la seguente conslusione : la lingua che parliamo quotidianalente intensifica una certa muscolatura del volto che determina un’espressione tipica.

    1. Anche io vivendo prima in Spagna e poi in Lussemburgo ho imparato a riconoscere a colpo d’occhio alcune nazionalita’, ma non sono mai riuscita a spiegarmi quali sono i tratti comuni.
      Il mio ragazzo (argentino), dice che gli italiani si riconoscono perche’ sono sempre al telefono..e non ha tutti i torti!

      1. Un amico di una mia amica, di nazionalità inglese, sosteneva che gli italiani si riconoscevano subito per via dei piumini lucidi 😀 Questo ovviamente solo durante la stagione invernale.

    2. Da italiana all’estero confermo ogni parola! Ne discutiamo spesso, io e il mio partner, a noi sembra che sia possibile riconoscerci dallo sguardo. E alla fine, siamo arrivati anche noi ad attribuire la causa alla lingua… Certo, forse essendo entrambi linguisti è stata una questione di deformazione professionale 🙂

  3. Però non ha risposto alla tua domanda. Voglio dire, okay gli italiani si assomigliano tutti, ma non si sa se il tipo con cui è uscita fosse carino o meno. Il che mi fa supporre che: o gli italiani sono tutti belli oppure il contrario.

    1. Ha! Ha! capisco! 😀
      mio marito e’ tedesco ma hem ha la barba lunga fino al petto o forse di piu’
      sono 16 anni che non se la taglia! (cioe’: la regola, la pettina, la lava, la raccoglie in un elasticino nascosto per darle forma, ma non la accorcia)
      QUELLA si che e’ barba! e no non mi sembra uguale ne’ a tutti gli italiani ne’ a tutti i tedeschi!

  4. io sono un po’ d’accordo con EN e un po’ con rabb72it cioe’ con lie to me
    avendo anch’io vissuto un po’ in giro:
    anche secondo me dei caucasici stimiamo le minime differenze mentre per dire i neri o i mongolici ci sembrano molto piu’ simili, e anche per me, fra i caucasici, all’interno di una nazione si assomigliano tutti e puo’ darsi che sia un misto di “cultura o abitudine” per quanto riguarda come vestirsi, pettinarsi, (non) truccarsi, e cibo o linguaggio che sviluppano determinate forme del corpo
    ma io faccio prte del 25% della popolazione cosidetto “non visuale” cioe’ che non ha nella vista il principale canale di collezione di dati e memorizzazione
    invece mi stupisce come l’artista, dedita alle arti figurative, non sia ipersensibile alla minima sfumatura di cio’ che vede: gli italiani possono essere tutti uguali per me, ma no per lei!
    e tu elasti gli americani non li hai mai trovati con caratteristiche esteriori simili?? O

  5. L’artista ha ragione, i ragazzi e le ragazze si somigliano pericolosamente tutti. Lei ha avuto l’occhio per vederlo, la prossima volta prendi la sociologa e lei ci spiegherà il perché!

  6. Con il mio primo ragazzo italiano mi è capitato un sacco di volte di sbagliarmi, cioè di rivolgermi ad altri ragazzi più o meno della sua statura quando eravamo in giro. Anche se ero innamorata trovavo il suo aspetto pericolosamente simile ad altri della sua età. Anche l’odore, quel misto tra borotalco e sapone Marsiglia che avvolge tanti italiani non aiutava.

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