Nonsolomamma

control freak

lo hobbit piccolo, detto sneddu, è lungo, sottile e piuttosto preciso.
nel pomeriggio è arrivato nello studio dove elastigirl lavora. aveva gli occhi grandi, la testa spettinata, lo sguardo grave e nuvoloso e un pallore terreo.
“ehi, sneddu. come stai?”
“mmmh…”
“che significa ‘mmmh’. c’è qualcosa che ti preoccupa?”
“mmmh…”
“aspetta, chiudi la porta e vieni qui vicino. abbracciamoci un po’”

“non vuoi dirmi cosa succede?”
“ma niente…”
“sei preoccupato per la recita di pinocchio della tua classe domani? guarda che la tua parte la sai benissimo. lo ha detto anche papà…”
“non è quello…”
“sai la parte, sai come vestirti… che problema c’è?”
“eh… so come vestirmi… la maestra ha detto che devo avere una maglietta colorata. ma io mica ce l’ho una maglietta colorata! cosa vuol dire esattamente ‘colorata’? devo andare già vestito o devo vestirmi prima della recita? e poi è meglio la maglietta o la camicia? i pantaloni di velluto o i jeans? e di che colore deve essere colorata una maglietta colorata???”
“andiamo a vedere nell’armadio quello che troviamo…”
“ma tu non sai…”
“io so tutto”
“e come fai a sapere tutto?”
“perché sono la tua mamma e perché sono stata alla riunione di classe la scorsa settimana e ci hanno spiegato tutto perfettamente”
“sul serio?”
“certo! è per questo che si fanno le riunioni, no? così le maestre possono spiegare ai genitori come funziona tutto quanto…”
“ah… questa camicia secondo te va bene?”
“secondo me è perfetta”
“forse è meglio questa maglietta…”
“puoi fare così: andare a scuola domattina con la maglietta e portarti la camicia in un sacchettino in cartella. e poi decidi cosa usare”
“certo. posso chiedere un consiglio alle maestre…”
“esatto!”
“va bene”.
il problema di sneddu è che deve avere la situazione sotto controllo. lui detesta le zone grigie. ha bisogno di istruzioni chiare, di bianchi e di neri, di pulizia e di ordine. altrimenti lo coglie lo sconforto e i suoi occhi diventano enormi, lo sguardo si riempie di nuvole, i capelli impazziscono e il viso gli si rimpicciolisce e si fa bianco.
sneddu può andare in crisi perché non sa se un’operazione va fatta in riga o in colonna, perché forse il disegno va ripassato di blu o magari di azzurro e quegli avverbi incerti – forse, magari – lo distruggono. sneddu si perde dentro il colore di una maglietta, nelle regole lasche di un gioco, nell’altrui sciatteria, nelle righe sghembe su un quaderno, in un orario approssimativo, nel buco nero di ciò che non sa.
i superpoteri di elastigirl funzionano ancora bene con lui ma l’esperienza le ha insegnato che non saranno eterni, a differenza del caos che avrà intorno.
tuttavia la paura del disordine si rimpicciolisce ogni anno che passa e le spalle di sneddu diventano piano piano più larghe.
nel frattempo si scelgono i colori giusti di una maglietta, si infila una camicia in cartella e si tifa per lui.

28 risposte a "control freak"

  1. Mi fa una gran tenerezza questo hobbit piccolo che si smarrisce per i confini sfumati. Imparerà che il bello ed il divertente nella quotidianità è cavalcare quelle sfumature e dare a ciascuna un senso ma nel mentre non si può che stringerlo virtualmente in un abbraccio pacificatore.
    E provare una grande immensa affettuosa comprensione…

  2. Ciao Elasti..
    In casa mia il mio primogenito (quasi 7 anni) è un po’ così…
    Uno spostamento non avvisato di un mobile… Cambiare il programma della giornata.. Capire che una felpa è troppo corta e non potrà più indossarla…
    Ne può uscire una crisi di pianto senza soluzione di continuità…
    È difficile dare sempre la staticità di cui ha bisogno…

  3. Mio figlio, tre anni e mezzo, uguale. In crisi davanti al disordine e all’incertezza da quando ne ha uno. Un bisogno viscerale di schemi, istruzioni precise, sequenze temporali scandite e ben stabilite. Tutto deve essere in fila, perfettamente allineato, non penso sia casuale la sua passione (ossessiva) per i treni e per i numeri, che si ripetono sempre uguali, in fila, perfetti, senza sorprese.

    1. Anche la mia grande era così,numeri e filastrocche a memoria già a 3 anni. Sarà bravissimo a scuola,ma sempre un po’imprigionato nei suoi stessi schemi.
      La mia è migliorata quando è nata la sorella, perché è stata costretta ad accettare novità,cambi di programma,pianti improvvisi,ritardi nel preparare la cena etc…etc… Ha capito che il mondo sta in piedi lo stesso. Ma ha comunque bisogno di incasellare gli avvenimenti e le persone,dare un numero a tutto (età,peso,altezza,targa della macchina o cose così),mettere in ordine alfabetico il mondo o imparare a memoria elenchi di cose. Ha trovato nella sua scuola il suo paradiso.

      1. me lo ricordo ancora: facevo lezione di fisica generale 2 agli allievi ingegneri
        dopo un’ora a spiegare uno alza la mano e fa:
        “professoressa, non ci potrebbe fare uno SCHEMA? a questo problema corrisponde questa soluzione, e cosi’ via…”
        ho cacciato un’URLATA al microfono:
        “BASTA! la smetta di fare l’INGEGNERE! questa e’ FISICA! lei non puo’ sapere la soluzione prima: la deve trovare al momento usando quello che sa! la soluzione di un problema di fisica e’ un’operazione CREATIVA!”

      2. Il mio lo sta diventando! È al secondo anno di ingegneria e ancora si preoccupa dei “grigi” e, per fortuna, riesco ancora a rassicurarlo quando gli serve…. quante volte si spiega che la vita è fatta di diverse sfumature e che soprattutto gli esseri umani o gli accadimenti non possono essere bianchi o neri!

    1. 😀 😀 😀
      me lo ricordo ancora: 2001, facevo lezione di fisica generale 2 agli allievi ingegneri civili del politecnico di milano
      dopo un’ora a spiegare l’induzione elettrica uno alza la mano e mi fa:
      “professoressa, non ci potrebbe fare uno SCHEMA? a questo problema corrisponde questa soluzione, e cosi’ via…”
      ho cacciato un’URLATA al microfono:
      “BASTA! la smetta di fare l’INGEGNERE! questa e’ FISICA! lei non puo’ sapere la soluzione prima: la deve trovare al momento usando quello che sa! la soluzione di un problema di fisica e’ un’operazione CREATIVA!”
      e lui, tristissimo…
      “… e si pensi che prima ho fatto pure l’istituto per geometri…”
      😀 😀 😀

      1. “La smetta di fare l’ingegnere” è bellissima!!!!!
        Io, fisica, lo dico sempre ai miei 4 colleghi ingegneri…. e pure tutti maschi….

      2. E’ proprio questo l’errore che fate, quel tizio non deve smettere di fare l’ingegnere ma deve ancora iniziare. Il suo problema, ma ancora non lo sa, è che sta imparando una materia fondamentale, insegnata da una persona che non ha la minima idea dell’uso che ne dovrà fare un ingegnere. Che è diverso dall’uso che ne farà un fisico. Che è diverso dall’uso che ne farà un medico. Che è diverso dall’uso che ne farà un chimico industriale. Non gli dobbiamo dare una formazione culturale generica, ma gli dovremmo dare delle basi specifiche per affrontare cosette come scienza delle costruzioni ed elettrotecnica.
        Pensare che la formazione scientifica di base debba essere uguale per tutti porta a dei mostri che si concretizzano quando ad insegnare meccanica razionale mettiamo un laureato in matematica.
        Poi se il richiamo voleva essere un invito a ragionare in maniera costruttiva, siamo tutti d’accordo, ma dietro quel richiamo si nasconde troppe volte una mancanza di conoscenza delle esigenze future dello studente.

  4. Il mio piccolo è identico. Ti leggevo e pensavo a questa mattina: dieci minuti di sconforto perchè non sapeva se portare a scuola il libro illustrato di Pinocchio.
    Si fa domande che a me non verrebbero mai, che a volte rimango in silenzio, senza parole.
    Vive nel caos del resto della famiglia e resiste. Si sistema il bordo della camicia e resiste.

  5. Amo il tuo Sneddu un po’ fragile come il mio terzogenito Teo… ti seguo sempre e mi risollevi queste giornate grigie e incerte… anch’io mi sento un po’ come Sneddu in questo periodo perche’ non si hanno mai spalle abbastanza larghe per il caos che ci circonda💚

  6. Anche il mio grande (9 anni) è così, vuole sapere già oggi cosa si mangerà domani e dopodomani, se potrà incontrare un amico nel weekend e cosa faremo sabato pomeriggio se l’amico non verrà. Gli prende l’ansia per tutto quello che non è stabilito e deciso, anche dove iniziare a scrivere nel quaderno a quadretti, se nella prima riga o nella seconda. In prima pretendeva che fossero le maestre a dirgli in quale riga iniziare a scrivere, andando nel suo banco e indicando col dito. Lo farebbe ancora, se loro non l’avessero stoppato dicendogli più volte che non succede niente se lascia una riga di troppo vuota. Al contempo, e questo è spiazzante, è disorganizzato nel lasciare le sue cose in giro per casa, nel vestirsi ed avere sempre i pantaloni troppo calati e le mutande e lo smile in vista, nel non sapere gestire il materiale da portare a casa da scuola il pomeriggio per studiare a casa. A volte se la maestra non gli dice di usare l’attaccapanni, lui si tiene in braccio la felpa che si è tolto nell’intervallo in giardino, mentre scrive e se lei gli dice “Lorenzo puoi usare l’altra mano per prendere il pastello dal portacolori sul banco” lui risponde “ma sto tenendo la felpa”…. Posso minacciarlo di buttargli tutti i Lego e le navicelle spaziali che ha costruito, ma alla fine, l’ordine dura un battito di ciglia.
    Sono due facce della stessa medaglia, un bimbo cuoricioso e tenerone. Mio figlio.

  7. anche il mio e’ cosi’: regole precise e non cambiare i piani!
    niente sfumature di grigio
    solo che lui ha 37 anni
    e non e’ mio figlio: e’ mio marito! :O
    ma per lui e’ normale, da lui sono tutti cosi’: egli e’ tedesco!

  8. Mia figlia su arrabbiava moltissimo per i piani famigliari non specificati e mai anticipati. Mi piaceva sorprenderla e non darle l ansia dell attesa.adesso che è mamma anche lei mi potrà capire?.in ognuno di noi si cela uno sneddu?forse si

  9. Mio marito e’ così e devo dire che purtroppo mi ha intristito parecchio la vita… Qs programmazione continua per fare ogni cosa, qs voler sapere tutto come se solo così si potesse aver godimento della vita, mi ha tolto molto slancio e animo anche nelle mie passioni… “Trascinare” con se una persona del genere e’ molto dura… Perché non si capisce mai poi cosa gli piace, se è felice in certi contesti, non è mai rilassato. Io sono parecchio in crisi, soprattutto perché poi con l’arrivo dei bambini le cose sono peggiorate, e c’è la pretesa da parte sua di “trasferire” anche su di loro qs stile di vita… È una rigidità che sto cominciando ad odiare e mi sta portando lontano da lui.
    Non riescono a farmi tenerezza quindi qs situazioni… Mi fanno molta paura… Qs persone le vedo come in una gabbia, in cui si ritrovano e vogliono imprigionare gli altri… 😦
    Tania

  10. Aggiungo…. Nel caso di mio marito, vissuta cosi’ in ogni contesto, lavoro, vita famigliare e gestione della vita quotidiana, la vedo come una forma estrema di insicurezza. Capisco ci sia l’ambizione di voler far bene e nei migliore dei modi ogni proprio obiettivo, ma aspettarsi che solo da un determinato evento possa scaturire un risultato positivo lo vedo davvero molto limitante (soprattutto nella sfera privata….)
    Io so che se le cose prendono una strada diversa da quel che mi sono prefissata ci sarà sempre modo di “raddrizzare” la situazione, perché ho fiducia e credo nelle mie capacità. Invece qs persone sono capaci di “perdersi” e demotivarsi di fronte ad un fallimento.

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