Nonsolomamma

dove i binari finiscono

sabato è partita, con una borsa piccola e la sensazione di imbarcarsi per una piccola odissea. ha fatto ciao con la mano agli hobbit e a mister i, inghiottiti da un videogioco, e ha detto: “ci vediamo domani”. nessuno ha risposto.
ha preso un freccia rossa per bologna. arrivata a destinazione si è fermata su una panchina di ferro, è salita su intercity per ancona e alla stazione si è seduta su un’altra panchina, ma di legno e questa volta al sole. ha trovato il regionale per san benedetto del tronto e infine il locale per ascoli piceno.
ad ascoli piceno i binari finivano e faceva quasi buio. ma la libraia che l’aspettava aveva un cappello irresistibile e anche delle scarpe favolose. era gentile e l’ha accompagnata in un albergo che era un palazzo antico e un tempo era stato un lazzaretto.
nei 45 minuti successivi si è fatta una doccia, ha constato con orrore di avere dimenticato a milano l’illuminante-correttore-alabarda-spaziale-contro-le-brutture-del-mondo ma ha realizzato con sollievo di avere portato il deodorante.
ha provato l’anisetta (che è un liquore all’anice) con il caffé in uno spettacolare locale liberty in piazza del popolo che è così bella che toglie il fiato anche se c’erano delle lumache, delle rane e altri animali di plastica appesi ovunque, e un grosso fallo del 1444 su una delle due torri della chiesa di san francesco.
ha presentato nina sente in una libreria in cui viene voglia di trasferirsi di casa. ha conosciuto una ragazza magnifica con le labbra e il cappotto rossi che si occupa di mafie ma anche di lavoratori e ha la forza di 3.000 uomini e sette donne.
si è divertita. ha chiacchierato, ha riso, ha dato alcuni baci e molti abbracci.
è andata a cena con la libraia gentile dalle indimenticabili scarpe e la ragazza con le labbra e il cappotto rossi e un ragazzo che è ascolano ma anche australiano. ha ascoltato storie ipnotiche di famiglia, di chiesa e di australia, ha assaggiato le olive ascolane e i cremini e altre delizie.
è andata a dormire e per qualche motivo non ha chiuso occhio.
la domenica mattina prestissimo, quando ancora tutti dormivano, è tornata a vedere quella piazza in cui aveva lasciato il cuore. ha incontrato la ragazza che alle otto del mattino non ha le labbra rosse ma resta incantevole. si sono fermate nel caffé liberty  più bello del mondo, così bello che ci sono i soffitti dipinti, un grande specchio e persino un uccellino imbalsamo dentro una gabbia che detto così è inquietante ma a vederlo è proprio lì che deve stare.
infine è partita. quattro treni, sei ore di viaggio.
quando è rientrata a casa i maschi erano davanti allo stesso videogioco. forse nemmeno si erano resi conto che elastigirl aveva attraversato il mondo ed era ritornata perché a volte la presentazione di un libro è molto di più di quello che si può immaginare o prevedere.
e comunque ad ascoli piceno bisogna andare. anche se lì finiscono i binari. o forse proprio per questo.

21 risposte a "dove i binari finiscono"

  1. Bellissimo racconto pieno di poesia. Dove vivo io i binari finiscono e poco più in là c’è il mare, la Manica, e poi l’Inghilterra… è bellissimo vivere in un posto in cui ci si deve fermare per forza, in una specie di caput mundi. Io mi sono fermata qui da 25 anni… Buoni viaggi Claudia e Nina!

  2. Nina che viaggia offre la possibilità di incontrarti ma anche di leggere i racconti luminosi sui luoghi che visiti… ti dispiace se mi auguro che giri ancora per un po’? 😁

  3. Io adoro Ascoli Piceno e tutti quei paesini deliziosi che le fanno da contorno. Il suo mercato dell’antiquariato è immenso.mi rende felice la tua esperienza.

  4. Spettacolare di nuovo… sono sicura che sai quanto cambi la tua scrittura quando fai qualcosa che entusiasma e per quanto sua faticoso sono sicura che sai quanto valga la pena vivere il tuo sogno che ormai è una realtà… scrittrice affermata oktre che tutto il resto che già sai… ma ci tenevo a dirtelo… non sai quanto gorse quanto bene faccia il tuo entusiasmo e quanto sia contagioso… faticoso si girare l’Italia così ma che grande privilegio avete sempre una storia che vale la pena raccontare e che i tuoi lettori abbiano la consapevolezza che vale la pena leggere in mezzo a tante brutture… e non è che ciò che scrivi valga la pena leggerlo perché tanto del resto è schifo bada bene… semplicemente vale sempre tanto leggerti nei giorni no come in quelli sì… tanto felice di averti ritrovata in un giorno sì💛…

  5. Sabato prossimo ti incontrerò a Canonica d’Adda ed avrò la “presunzione di colloquiare” con te…mi stai già mettendo a mio agio (ma non dovrei essere io ad assolvere questo compito nei tuoi confronti?): Perchè? adoro le scarpe spettacolari! porto sempre il rossetto rosso! ed ho pure un cappotto rosso!!!!
    e poi…sono una libraia, ed ho una libreria accogliente come una casa. Ci siamo vero?

  6. io abito poco più a nord di Ascoli Piceno, ogni volta che riesco ad andarci rimango incantata, il suo centro storico è magia pura…. peccato che noi marchigiani, almeno noi del sud, non sappiamo “venderci”….. ogni singolo paese, borgo merita una visita, sono tutti dei gioielli con degli scorci (tra i maestosi Sibillini e il placido Adriatico) meravigliosi….. terremoto a parte abitiamo in paradiso
    grazie Elasti 💖

  7. Grazie per quel che ha scritto su Ascoli. È la mia città. È il posto in cui sono sempre a casa. Quando leggo che chi la vede per la prima volta rimane colpito dalla sua bellezza sono molto contento.

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