Nonsolomamma

la fine di un’epoca

ieri  sera erano soli in casa, in un caldo a cui lui, abituato  ai cubetti di ghiaccio e all’aria  condizionata, temeva di non sopravvivere. si sono salutati con un virile abbraccio. lei lo ha ringraziato. “averti qui, con noi, nella nostra famiglia, è stato un enorme piacere. torna a trovarci ogni volta che vuoi”. lui, ruvido, si è schermito. poi sono andati a dormire. è partito nella notte. lei non lo ha sentito.
l’adorabile ragazzo alla pari è tornato a casa sua.
è sato l’ultimo dopo improbabili lettrici, magnifiche artiste, impegnative entomologhe, malmostose adolescenti, intraprendenti marxiste, amiche, figlie, intruse.
dopo di lui non ce ne saranno altri. perché a settembre mister i inizierà un anno sabbatico in cui prevede di stare, finalmente,  per la prima volta dopo 25 anni, sotto lo stesso tetto  di elastigirl. gli hobbit stanno crescendo e forse  il ménage può fare a meno di  estranei. che sono tanto cari e aprono la mente e insegnano l’accoglienza e la tolleranza ma a lungo andare scatenano istinti territoriali e bassi e indegni di persone per bene.
oggi, quando elastigirl è entrata nella stanza che negli ultimi anni è stata occupata da loro,  finalmente vuota e pulita (no, nessuna ragazza o ragazzo alla pari ha mai pulito la sua stanza più di  una volta in tre mesi e nessuno, di sua spontanea volontà, ha lavato  le lenzuola,  mai) ha avuto un  brivido di emancipazione e di libertà.

ps per chi se lo domandasse, quella stanza è destinata allo hobbit grande che attualmente dorme con il medio e sneddu.

28 risposte a "la fine di un’epoca"

  1. Anche io ricordo con precisione il momento in cui l’ultima tata convivente ha lasciato la nostra casa (la sua stanza destinata a un ingombrante figlio mefio maschio tra due femmine). Una vertigine e un senso di liberazione! Indispensabili fino a che riesci a farne a meno

  2. Vorrei dire semplicemente: è bello crescere i figli con te!
    La ricchezza di avere villaggi: familiari (Amicizia incluse), di quartiere, di lavoro, di corsi preparto che durano ancora oggi, “virtuali” come questo, ha veramente impreziosito la mia vita.

  3. …e così inizia la saga di mister i marito a tempo pieno! Certo altrettanto avventurosa e appassionante, ne sono sicura… 😝 se non per la realtà (che ti auguro davvero molto piana), almeno grazie alla tua penna magica 😍.

    Speriamo che lo hobbit grande faccia meglio degli au pair, in quella stanza 🙏

  4. Perdona la notazione prosaica, mi interessa l’argomento lenzuola: nessuno le ha mai lavate spontaneamente?? E lì intervenivi tu, o lasciavi le cose come stavano?

    1. era un tema controverso perché io all’inizio del soggiorno di ciascuno davo due set di tutto (asciugamani e lenzuola) dicendo che la pulizia della stanza e il cambio con il lavaggio della biancheria dovevano farselo da sé. poi mi sono accorta che per la maggior parte di loro il lavaggio delle lenzuola è una pratica sconosciuta. e se non volevo fare la mamma e lavargliele io dopo un po’ la camera tutta sa di lenzuola non lavate… e quindi ogni tanto, magari quando erano via, intervenivo io. ma ti assicuro che non era facile 😱

  5. Questo tuo ultimo post mi ha lasciato addosso quella dolcezza nostalgica che ti si appiccica addosso quando guardi le foto dei figli piccoli. Ho 3 figli come te. La mia primogenita è coetanea di Sneddu. Per farmi ridere, la mia migliore amica mi ha regalato i tuoi primo due libri quando aspettavo il secondo. Poi ho scoperto il blog. Solo ieri, incinta del mio secondo, ridevo sul tuo hobbit grande, sciupafemmine già all’asilo. Adesso è destinato alla stanza singola. Basta tate, babysitter (come stanno Valentina Diolabenedica e Annalisa Portapazienza?) e ora basta ragazzi/e alla pari. I tuoi figli crescono. E ahimè…anche i miei (ps: ho sempre odiato a morte la mia R moscia. Finché seguendoti su instagram ho scoperto quanto sia deliziosa da ascoltare. Ce l’abbiamo identica. Grazie anche per l’iniezione di autostima fonetica!!!!)

  6. E’ la stessa libertà che provo io dopo aver salutato ogni au pair negli ultimi anni. Ciao, ora disinfetto la stanza e FINALMENTE lavo le lenzuola. Sarà perchè sono anglosassoni, ma il lavare le lenzuola non gli viene in mente manco con 40°?! boh….
    Infatti quest’anno che non ho ancora trovato nessuno che venga a casa, da un lato mi chiedo “oddio come facciamo?” e dall’altro dico “però potrò girare in mutande per casa, parlare sempre in italiano con mio marito senza dover tradurre – lui non spiccica una parola di inglese – non avrò l’ansia di cosa fare da mangiare a pranzo e cena che non preveda troppe kcal”

    1. Confermo: Inglesi, Americani e anche Francesi e Spagnoli (nella mia esperienza) possono andare avanti settimane senza un cambio di lenzuola e asciugamani. Io che quando ero in Erasmus ogni settimana cambiavo e lavavo venivo additata come fissata della pulizia… E, in maniera decisamente razzista, come la tipica donna del Sud.
      Per me erano loro ad essere i tipici zozzoni con più sfoghi di un pronto soccorso.

    2. io sono rimasta talmente traumatizzata da questa cosa delle lenzuola che adesso quando vedo i letti nei film americani penso sempre a quante settimane saranno rimaste le lenzuola senza essere lavate

  7. Anche da noi il sedicenne, che condivide la stanza con due fratelli, sta pressando per averne una tutta sua….anche perché tra un po’ la stanza sarà abitata da tutti e quattro i fratelli!!
    Stile ostello….
    Qui occorre la moltiplicazione delle camere e dei metri quadri!

  8. Elasti, io inizio in ottobre con le aupair! Figli di 8 e 7 anni. Ho ancora un po’ di paura a cedere la stanza della tata che vive con noi… e a rinunciare ad alcune comodità, dal lunedì al venerdì sera, consistenti soprattutto nell’aiuto dopo cena e nel poter (in teoria; in pratica, spesso siamo stanchi e preferiamo stare con i bambini) uscire come vogliamo quelle cinque sere.
    Sento però che sia arrivato il momento di aprire la mente, di parlare altre lingue ogni giorno, dell’accoglienza, della tolleranza ecc.
    hai un consiglio per me? Qualcosa che tu abbia capito dopo tanti anni di aupair? Lascio perdere o mi butto? Arrivo previsto il 2 ottobre e la tata (che ha una sua casa e passerebbe da fissa a lungo orario) ancora non sa nulla…

    1. la ragazza alla pari o il ragazzo alla pari è un’esperienza splendida che io ripeterei mille volte se tornassi indietro. però bisogna armarsi di pazienza e di tolleranza perché a volte hai un altro figlio in casa ancor più che un aiuto. ma adesso i miei tre parlano inglese senza alcun problema. e anche a me ha fatto molto bene

      1. ma come fanno a parlare così bene l’inglese? Tutto grazie agli aupair o grazie a corsi extrascolastici? E i ragazzi che prendevate, sapevano anche l’italiano o no?! Scusa la curiosità da mamma che vorrebbe far imparare l’inglese ai figli.

      1. e voi programmate di martirizzare il giovanotto per una materia (per altro matematica al classico!!) tutta estate?????
        capisco il vostro trauma ma da vecchia madre mi rilasserei un minimo 😉

  9. Mi permetto di fare tanti auguri al marxista barese, affinché riesca nell’impresa, perché di impresa trattasi, ne so nostalgicamente qualcosa. Forza vigoressico elfodomestico! 💪 e avercene di … everlasting Elasti 🤗

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