Nonsolomamma

grattacieli, fagioli e impressionisti

a chicago ci sono un grande lago di nome michigan e canali e così tanto vento che la chiamano windy city, città ventosa.
su una barca c’è una volontaria della fondazione degli architetti che racconta la storia dei grattacieli affacciati sui canali ed è talmente brava che la ascoltano tutti in silenzio e si dimenticano persino di fare le fotografie.
a chicago c’è un parco dove ogni sera d’estate c’è un concerto diverso e gratis e la domenica c’è il cinema all’aperto. e sul prato la gente si sdraia sulle coperte o gioca o fa le capriole. e c’è una fontana dove si può entrare e tutti quelli che ci mettono i piedi dentro si agitano e gridano come pazzi felici. c’è una costruzione che si chiama pritzker pavilion e ha la forma di un enorme pesce perché il signor pritzker quando lo ha ideato e poi costruito, pensava al gefilte fish che gli preparava la sua nonna ebrea quando era bambino. nel parco c’è anche un gigantesco fagiolo in cui si può specchiare. è solo un simpatico fagiolo ma, inspiegabilmente, fa impazzire tutti quanti.
a chicago c’è una pinacoteca che si chiama art institute e ha una collezione di quadri impressionisti inferiore solo a quella francese. e lì ci sono anche van gogh e munch e hopper con i suoi nighthawks. ci sono picasso e magritte e andy warhol e anche i due figuri di american gothic. ci sono anche i suprematisti russi che piacciono molto a mister i ma per qualche motivo se li è persi e questa sera era molto triste quando se ne è reso conto.
a chicago ci sono un orologio, una dea pagana della fertilità scolpita da mirò, un teatro che all’entrata ha il disegno di una pistola sbarrata che in italia sarebbe uno scherzo ma qui no, perché in questo paese entrare armati in un teatro è un’opzione possibile nella testa di uno spettatore.
a chicago c’è, tra i tanti, un grattacielo che si chiama willis tower e si sale fino al 103simo piano con un ascensore super veloce. e lassù ci sono delle pensiline trasparenti sospese nel vuoto dove si può stare per un minuto poi tocca gli altri. ma in quel minuto se si guarda giù si ha tutta la città sotto i piedi e se si soffre di vertigini si muore un po’ dentro.
chicago è nata nel 1833 ed è stata distrutta da un incendio terribile nel 1871. è così giovane che si conosce il nome del suo primo abitante: jean baptiste point du sable.
di chicago il primo giorno ci si può innamorare.

7 risposte a "grattacieli, fagioli e impressionisti"

  1. Veramente, Chicago quanti ricordi….
    Ed Elasti, hai proprio ragione quella vertigine ti da proprio l’idea di essere sul punto di morire.
    Il fantastico “Fagiolo”!

  2. Io penso sempre all’incubo di scendere 103 piani velocemente, salirli è un gioco da ragazzi, ma il mio stomaco a scenderli mi direbbe”vai avanti tu che mi viene da ridere”

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