Nonsolomamma

non v’è certezza

mister i è una creatura polemica. ama la provocazione e la dialettica. ha spesso, persino nell’interazione pacifica, toni bruschi, talvolta aggressivi. ha poi un tono di voce naturalmente elevato che regala al suo eloquio colori vividi e stridenti anche quando conversa amabilmente. ha una compulsione irrefrenabile all’interventismo e al controllo capillare e pervasivo anche in ambiti che non gli competono. senza togliere nulla alla sua intelligenza, alla sua generosità, alla sua ironia e al suo indiscutibile carisma, è un uomo ingombrante da avere accanto a tempo pieno.
forse è proprio per questo che elastigirl ha accettato un amore a distanza negli ultimi venticinque anni, nonostante gli equilibrismi, la fatica e lo sbilanciamento dei carichi familiari e domestici. forse è grazie a quel migliaio di chilometri – tanti separano milano, dove vive lei, e londra, dove lavora lui – che il loro amore ha continuato ad ardere negli anni.
tuttavia da ormai tre giorni lui risiede stabilmente a milano, sotto lo stesso tetto degli altri quattro quinti familiari. è ufficialmente iniziato l’anno sabbatico. e del doman non v’è certezza.

29 risposte a "non v’è certezza"

  1. Per noi è stata durissima abituarsi a condividere la quotidianità dopo tanti anni di pendolarismo e, quindi, di spazi e tempi propri. Anche ora, che sono ormai passati 10 anni, di tanto in tanto abbiamo bisogno di prenderci una pausa. Coraggio…e tanta pazienza…

  2. Non è esattamente incoraggiante. Comunque sulla distanza part time che mantiene l’amore un mio collega dice “è il futuro”. E non ha tutti i torti

  3. cara Elasti, ti capisco! Dopo 5 anni di matrimonio a distanza, da luglio conviviamo. I timori ci sono, così come la gioia di svegliarsi insieme ogni mattina ma soprattutto potersi abbracciare alla sera dopo una giornata dura (non c’è telefonata che tenga il confronto). Poi c’è il suo ordine compulsivo che ha già creato qualche frizione. C’è il fatto che magicamente sono diventata di default la responsabile dei pasti (“sei più brava”, sostiene il vile). Ho affrontato i timori da persona razionale quale sono: ho comprato due comodissime sdraio per il terrazzo. E ogni tanto gli dico quello che mi da fastidio. Non sempre, ma ogni tanto lascio che esca un po’ di vapore dalla pentola, che non arrivi mai a fischiare la valvola. Funzionerà? Lo spero.

  4. Due possibilità:
    trovate, nel tempo, un equilibrio differente ma rispettoso e appagante.
    Valutate, almeno passato un anno, l’impossibilità di far felici le vostre due identità e riinizierete una nuova relazione a distanza amorevole e complice. 😁 io e mio marito siamo stati assieme per 9 anni, senza figli, siamo stati separati, lui in sardegna e io in toscana, per 25 anni con crisi nel mezzo durata 5 anni. Ci siamo riuniti in sardegna con singletudini toste ma amorevoli( ancora?).🤗 Andremo a vivere in Portogallo

  5. ogni coppia è una storia a se, c’è chi vive in simbiosi, c’è chi vive bene soltanto lontano.
    Io sarei per due cuori e due capanne, specialmente passati i 40 quando si è meno tolleranti e più bisognosi di spazi propri. Ma un equilibrio si trova anche vivendo sotto lo stesso tetto, basta mantenere i propri interessi e i propri spazi vivi anche al di fuori della famiglia… poi se ogni tanto dovrà assentarsi per qualche congresso nel weekend, meglio 😉

  6. Carissima Elasti,
    le prime caratteristiche indicate sul tuo consorte sono dovute anche in buona parte alla professione di professore, stando con voi si rimoduleranno. Certo quando si ricomincia a vivere insieme tutti e due si tende a “marcare il territorio” delle comode abitudini da “single” che si sono acquisite. Se tutti e due mettono la cosa in prospettiva (mi da fastidio la luce di lui che legge l’ipad, ma,seriamente, preferisco essere da sola o coprirmi gli occhi con una scomoda mascherina, e averlo qui?) e pensano alla bellezza di affrontare le difficoltà insieme e godersi le cose belle insieme, allora ce la si fa e voi due siete intelligenti e non avete certo bisogno che ve lo dica io!
    Un abbraccio

  7. Si è immolato alla causa: i figli non sono più piccoli e gli adolescenti si raccontano meno, ha fatto in modo che tu avessi nuovo pane per le storie da raccontare, spostando il baricentro da mamma a moglie. Scherzo, secondo me starete proprio bene, la sua presenza, seppur ingombrante, è stata sempre fondamentale. Gli angoli fastidiosi si smussano o si ridefiniscono i nostri. P.S. A proposito di “Bari-centrismo”, due miei amici di Taranto sostengono che il sushi lo abbiano inventato i baresi😄

  8. Questo è il pezzo più bello che tu abbia mai scritto.
    La convivenza è dura: benvenuta nel club!!!
    …sarà entusiasmante leggerti in questo anno sabbatico!!!
    In bocca al lupo!

  9. Mio marito per lavoro viaggia tantissimo. Gli ultimi anni e’ stato come aver vissuto sola con mia figlia tranne per alcune settimane nelle quali stava a casa ma sempre con la valigia pronta perché c’era sempre un viaggio in programma. Adesso le cose sono cambiate perché i viaggi sono molto di meno e in più ora mio marito ha scelto home office.
    Premetto che vivo all’estero. Quando ci siamo trasferiti nella nuova città, mio marito essendo sempre in viaggio non ci ha mai vissuto. Io in questi ultimi tre anni ho costruito la nostra comfort zone, tra scuola, sport, cercando di fare nuove amicizie ( alcune bene, altre male..come per tutti). Quando rientrava mio marito era sempre una festa, uno perché si godeva casa, due perché uscivamo magari concedendoci un fine sett fuori oppure semplicemente con un bel divaning.
    Adesso che sta molto a casa gli equilibri sono cambiati. Finché viaggiava non aveva tempo per pensare troppo. Invece ora e’ un continuo lamentio perché odia la città, perché la sua dimensione ( da sardi che siamo) e’ vicino al mare, alzarsi presto la mattina e chiacchierare con i pescatori che arrivano al porto. Si alza e sembra uno zombie perché lui tt i giorni si chiede che ci faccio qui in mezzo ai palazzi, lontano dal mare. Siamo 15 anni che viviamo all’estero, abbiamo cambiato tante volte ma questa e’ la prima volta che lui sta molto in casa. Contemporaneamente vaccilla anche la mia di comfort zone perché anche io avevo il mio equilibrio.
    Sono sicurissima che un equilibrio nuovo lo troviamo. Nel mentre mi concentro sulle cose belle, soprattutto sul fatto che siamo di nuovo in due, non io qui e lui un giorno lì, un giorno là…
    Lui fatica a crearsi una quotidianità soprattutto perché in città si sente un’anima in pena. Io invece prendo il buono di tutto. Siamo diversi in questo senso. Non so infatti dove ci porterà la vita. A volte penso che se continua home office cambio di nuovo vita e ritorno alle origini a due passi dal mare così plachiamo la crisi dei 40 di mio marito e riniziamo da zero in terra nostra.
    In bocca al lupo a voi Elasti!

    1. Se vi è possibile forse vi merita tornare nella vostra terra, perché si sa gli uomini si lamentano di più, si adattano meno, quindi fra i due il jolly sei tu 😉

    2. coraggio Marti! Io sono fiduciosa, secondo me se si affrontano le cose con mente e cuore aperti si riescono a rimodulare le scelte. Anche mio marito con molto tempo libero e una città vuota è spaesato e sta passando un periodo non facile. Eppure ho fiducia che dandogli del tempo riuscirà a trovare il suo ritmo, e se non lo troverà rimetteremo in gioco le nostre scelte. Leggevo da qualche parte che abbiamo il vizio di pensare che le nostre scelte di vita siano perentorie e definitive, quando invece sono davvero poche le scelte che non hanno di via di ritorno e non possono essere rimesse in discussione

      1. Grazie!!! Quando ci siamo trasferiti qui ho sempre pensato che non sarebbe stata la nostra scelta definitiva. Però nel mentre che ci sono e ci vivo cerco di farlo bene..anche perché così si e’ più sereni anche per prendere decisioni future.

  10. mio marito ha un lavoro che lo impegna fuori casa 10/12 ore al giorno 6 giorni su 7 e quindi nella quotidianità sono abituata a prendere le decisioni da sola e ad organizzarmi in autonomia rispetto alla gestione dei figli. Non so se sarei capace di condividere e discutere ogni singola scelta. Poi penso alle coppie che condividono casa e bottega e mi chiedo come facciano

  11. oh bella…. mi rendo conto solo adesso di avere condiviso casa e bottega.
    sarà che la bottega è più importante, forse?
    si passa sopra a tutto in nome della bottega? boh.
    adesso che la bottega non c’è più e ci sarebbe da condividere una vita sì faticosa, ma volendo bellissima (oltre che SCELTA), piena di cose da imparare (ne ho imparate tantissime ed ogni giorno è un dono) lui è diventato una checca isterica e io non so più dove sbattere la testa 😦
    (spacca le pietre, che ti passa, penso io)

    1. I cambiamenti, anche quelli in meglio, destabilizzano sempre gli equilibri, ma credo facciano emergere la parte più “vera” e istintiva di noi…non so, è un pensiero. In bocca al lupo

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