Nonsolomamma

sos

è un problema. un problema non da nulla. ha a che fare con il lavoro da casa che è un privilegio prezioso, impagabile. un lusso sfrenato che bisogna sapere gestire. e lei non ne è sempre capace.
c’era un tempo in cui aveva un lavoro a tempo pieno e indeterminato. aveva una scrivania, un computer aziendale e degli obblighi di decoro sociale e personale. è durato vent’anni. un tempo lungo, tosto e insidioso. ma anche istruttivo, stimolante, necessario. un tempo in cui la mattina usciva all’ora in cui tutti escono. si vestiva, si truccava, accompagnava i bambini a scuola. e a volte stava in ufficio, a volte andava in giro, ma sempre doveva garantire a se stessa e agli altri una soglia minima di presentabilità. adesso è cambiato tutto. perché lei, certo, continua a lavorare, forse anche più di prima
. e comunque in modo più vario e imprevedibile. però esce di casa di notte, prima delle cinque. si prepara in uno stato di incoscienza. si trucca a occhi chiusi. si veste come meglio riesce. a volte peggio. fa la radio in cui dall’altra parte tutti sentono ma nessuno vede. basta collegare il cervello. e la voce. il resto conta meno. ed è bellisimo ma è  anche un problema. perché dopo, quando ha finito, lei torna a  casa, si spoglia e si infila un tutone diserotizzante. e lavora comoda, con i vestiti sbrindellati e larghi. e i capelli a carciofo. e le pantofole con il pelo dentro. e siccome ha sempre un po’ freddo, a volte indossa pure un maglione di pelo che ucciderebbe anche la passione più ardente. e va bene. perché chi è a suo agio pensa meglio. finché  il tutone non entra dentro l’anima e la ricopre tutta. e allora è difficile farlo uscire. al momento elastigirl è alla scrivania, coperta di tuta e stracci caldi. e la cosa peggiore è che anche la sua anima è conciata così. e insieme si trascinano ciabattando e sorseggiando una tisana. non va bene per niente.

23 pensieri riguardo “sos

  1. Per quanto mi riguarda non credo ci sia nessun problema!
    Io lavoro fuori casa, e mi devo vestire decentemente e truccare per uscire, pero’ appena rientrata a casa corro a struccarmi ed a mettermi comoda. Non c’e’ piacere piu’ grande….
    Pero’ ho comperato alcuni capi comodi, ma non sbrindellati, da mettere in casa, e delle belle ciabatte calde e super carine, per cui non mi sento un cencio. Comoda ma con decoro insomma!

  2. Era così anche un anno fa, probabilmente, ma Mr I era a Londra e tu non ti facevi scrupoli.
    O cambi guardaroba o rimandi lui alla sua vita parallela.

  3. Cara mammina sei una scrittrice di successo, una professionista determinata e instancabile e una mamma adorabile. Ma dà retta a me: lascia stare le diete e le tisane, fatti una bella cioccolata calda con panna e brioche. La vita ti sorriderà.
    Forza Elasti
    ( che a me ricorda sempre un cartone della mia gioventù, credo fosse Tiramolla )

  4. Quanto ti capisco! A parte l’autogestione – che non mi appartiene affatto, ma è sempre un buon esercizio provare ad organizzare le priorità, le necessità e le urgenze senza distrazioni – lavorare o studiare da casa a me porta all’abbrutimento esterno ed interno con contorno di acidità semi permanente nei confronti del prossimo. Siamo esseri sociali, abbiamo bisogno di interazioni e di confronti o l’entropia personale rischia di sopraffarci… questo è il capro espiatorio che mi ripeto mentre sorseggio l’ennesimo tè o caffè, come se dovessi ingannare l’attesa di chissà cosa😅

  5. Forse conciata cosi’ non ti sembra di lavorare.esistono abiti comodi e caldi.comunque la levataccia che fai la mattina non e’ da sottovalutare.,…adesso ti dico una cosa retorica:pensa a chi e’ senza lavoro.mio marito non lavora da 11 anni e io ho da poco ritrovato un lavoro.ringrazio la vita per averci concesso due anni fa l ‘arrivo di un nipote.ti abbraccio!!!

  6. Trova un compromesso.
    Se sei a casa non ha senso essere vestiti di tutto punto perché stare scomodi in casa è inconcepibile, ma nemmeno in versione “pronta per andare a letto” perché, secondo me, non aiuta non solo l’efficienza lavorativa ma nemmeno l’autostima.
    Cioè, fichissimo la prima settimana, ma poi a lungo andare abbrutisce anche l’animo e sembra di non far nulla pur facendo molto. Quindi, quando mi capitava (gioia!) di lavorare da casa mi vestivo da casa ma “bene”. Avevo adottato una serie di vestiti comodi ma carini, caldi ma presentabili, mi truccavo un minimo, giusto per il piacere di dare un tono a me stessa e per essere comunque pronta ad uscire senza che mi prendesse lo scoramento da “oddio sembro un troll appena sveglio”, e poi mi godevo il mio fantastico mondo di mezzo.

      1. Ma guarda, anche sì. Anche se il piacere di avviare una lavatrice in pausa pranzo e stendere i panni in pausa caffè…goduria.
        Il punto è che il 90% abbondante del lavoro impiegatizio sarebbe tranquillamente gestibile da remoto, che sia a casa o in coworking (anche se a Roma purtroppo sono pochi) con risparmio non indifferenti sia per la collettività (meno traffico, meno inquinamento, meno stress) che per lo stesso datore di lavoro (meno costi fissi). Tanto questo tipo di lavoro è a task, a progetto, ad attività, andrebbe superato il concetto di orario di lavoro.

  7. Un altro problema del lavoro da casa è che il resto della famiglia ti sbologna qualunque incombenza (spesa, cucina, patronato, pediatra, incontri con le maestre…) al grido di “tanto tu sei a casa”.
    Senza contare i nonni che compatiscono la cognata che lavora in ufficio (accanto a casa, part time), mentre tu “sei fortunata, te ne stai a casa!”.
    Ecco, tutto questo demolisce l’autostima più della tuta stracciata, secondo me.

  8. Cara Elasti, comprendo, io faccio un lavoro che mi permette dei giorni (2) di lavoro a casa e il resto in azienda senza orari(che spesso vuol dire flessibili ma tanti), so la libertà (raggiunta da poco) del tutone ammazza sensi, ma che comunque ci sfalda un poco l’anima e l’autostima. Per questo, quando vado in agenzia (assicurazioni), cerco di riproporre una me accattivante, sciolta, interessante. Sogno di vivere la libertà con affetti, amici (amiche di più) ozio impegni congeniali e risate al vento, piedi scalzi, sguardi intensi. ❤️

  9. anche io, quando devo/posso lavorare da casa tendo all’abbruttimento. a me è capitato poche volte e per brevi periodi. ma ho anche sperimentato che più lungo il periodo, peggiore l’abbruttimento. quando sono stata a casa 2 mesi per studiare per l’esame di stato ero talmente conciata che una volta ho dovuto fare la doccia per andare a buttare la spazzatura.

  10. Ogni lavoro richiede la sua divisa, si sa. Dunque, se hai una postazione in casa (ne so qualcosa) è necessario adeguarsi, tisana compresa.
    Che la felpa sia con te: l’anima, oltre che il corpo, deve stare bella comoda.

  11. Si può stare comode in casa, ma con un minimo di decoro… ora ci sono tute da ginnastica stra belle e stra comode, e anche ciabatte o calzini antiscivolo molto carini, comode in casa assolutamente sì, ma si può fare di meglio, anche pettinandosi i capelli e dandosi una crema con un po’ ci colore in viso…

  12. Secondo me ci vuoi dire ……..che vuoi cambiare vita……lavorativa…..intendo dire che vorresti non fare più il programma del mattino alla radio….o fare un altro programma o in un orario diverso.

  13. Torno a casa e mi trasformo in una clochard fino a sera..poi risorgo il mattino seguente..Claudia bella..Da quanto non ti leggevo..

  14. Dopo 16 anni da pendolare (sveglia alle 6,30 e rientro a casa alle 19, ogni giorno dal lunedì al venerdì) il lavoro in remoto è un dono del cielo. Il compromesso è fare colazione al bar ogni mattina. Sono obbligata a rendermi presentabile anche se sto fuori casa meno di 20 minuti.

  15. Consiglio abbigliamento sportivo, ormai molto elegante e molto più comodo dei tutoni e sneakers. E poi si, coworking, baretto o biblioteca di zona. Io a casa mai

  16. Predica da pesantona: cambia subito, vestiti benissimo anche in casa (comodo e bello si può e si deve). Punta al finto sciatto che intriga, molla lo sciatto doc, She davil docet 🙂

  17. Ma solo io non mi trucco per uscire e mi vesto rigorosamente casual in scarpe da ginnastica?
    Mi state facendo sentire inadeguata, eppure lavoro con il pubblico e non ho mai avuto questa sensazione…

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