Nonsolomamma

di notte

lo hobbit di mezzo è sempre stato sonnambulo. di notte, sin da piccolo, si aggirava dormiente e sbrindellato per casa, i piedi nudi, gli occhi tondi da civetta e l’incedere barcollante di chi attraversa territori invisibili ai più. a volte camminava per casa al buio, a volte lasciava il suo letto e si riaddormentava altrove – pavimento, vasca da bagno, divano – a volte, tipicamente quando mister i era via, si piantava ai piedi del lettone, immobile, a guardare elastigirl che si svegliava di colpo, trafitta da quello sguardo vuoto e stralunato. è capitato che, nel sonno, facesse pipì dietro una porta, convinto di essere davanti al gabinetto, che parlasse al muro pensando che fossero i suoi compagni di scuola, che si incantasse immobile al cospetto del nulla vedendo panorami immensi.
ci sono, da sempre, periodi quieti in cui il medio si limita a fare proclami o a biascicare da sotto le coperte, e periodi turbolenti in cui corre di notte su e giù per la casa e incontrarlo può generare traumi indelebili.
sneddu ha la ventura di dormire con lui. e ieri sera, con aria casuale, ha iniziato a raccontare.
“l’altra notte ho aperto gli occhi e il medio aveva i gomiti appoggiati al mio letto e mi guardava”
“e tu?”
“gli ho detto di andarsene. allora lui senza parlare si è seduto sul letto e ha cominciare a picchiettare su una tastiera che però era solo nella sua immaginazione. gli ho detto di smetterla e lui ha alzato le mani e ha risposto: scusa scusa”
“no vabbè, sneddu, sei un eroe. io sarei morta di paura” ha commentato elastigirl.
“io lo avrei massacrato di botte”. lo hobbit grande ha un approccio da bruto ma in realta è un po’ meglio di come si disegna.
“a me fa più paura quando si accovaccia sotto il pianoforte e gratta per terra”, ha concluso sneddu, rassegnato al suo destino.
il medio ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

8 pensieri riguardo “di notte

  1. Anche a mia figlia è capitato 2 o 3 volte. La prima volta sono morta di paura (non avevo ancora letto del medio). Ora quando succede ti penso!

  2. Occhio a tenere ben chiusa la porta di casa: mia nonna aveva beccato mio padre che se ne stava andando, profondamente addormentato.
    Sono affascinata dai sonnambuli, ma anche io ne sarei terrorizzata. Una mia compagna di stanza una volta si è messa a camminare di notte, solo io me ne sono accorta: la sentivo che si avvicinava, e le dicevo “Vale, Vale! Cosa vuoi? Vale! Svegliati! Ti prego, dì qualcosa!”, e lei muta, solenne, stralunata. E’ arrivata al mio letto, nel buio più totale, e ci ha sbattuto contro, piombando con le mani su di me. Io ho lanciato un urlo belluino, scalciando, Ho fatto un salto all’indietro, sconfinando nel letto della mia vicina (le suore: 4 letti nello spazio di due), che si è svegliata urlando. La sonnambula è stata svegliata da un mio calcio e si è messa a urlare. La quarta di noi è stata svegliata dagli urli, alla fine tutte e quattro urlavamo come pazze…
    e niente, se la sono presa tutte con me, perché IO avevo urlato, IO avevo menato calci, e avevo reagito da pazza alla normalissima passeggiata notturna di una studentessa di biotecnologie sonnambula. Non me ne pento, mi viene di nuovo la pelle d’oca al ricordo!

  3. Io ho avuto la mia migliore amica (molto) sonnambula. Facevamo entrambe le animatrici in parrocchia, fatalmente dormivamo nella stessa tenda, o camerata. Ecco che una notte, dopo una camminata, avevamo piantato le tende nei pressi di un laghetto alpino. I dolori alle gambe non mi facevano dormire, e la vedo che apre il sacco a pelo, si infila la giacca. ” ‘tascia, dove vai?” sottovoce, perchè so che non li devi svegliare. “Devo andare!” “Non è vero, adesso rimettiti seduta.” Esegue. Le ho dato, con voce quieta, un ordine dietro l’altro, e lei se ne è tornata a dormire tranquilla e pacifica. In una casa in cui facevamo l’uscita, siamo tutte a letto e a un certo punto comincia ad urlare: “Accendete la luce, presto, presto!Aiuto!” ovviamente tutte si sono spaventate. A luce accesa, lei si sveglia e ci sgrida” ma siete matte? Perchè accendete la luce con la gente che dorme?” Inutile dire che me l’hanno sbranata…

  4. Mio padre raccontava di come suo fratello, di notte, in campagna, si alzasse e curasse i cavalli, da sonnambulo.. li spazzolava, cambiava la paglia, li ripuliva. Tutto dormendo. Poi, tornava a letto, e la mattina dopo non ricordava nulla, si sentiva solo esausto.
    Per scoprirlo mio padre si era legato con una fune ai piedi del fratello, così si era destato, alzato con lui e lo aveva osservato silenzioso.
    Che notti magiche.

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