Nonsolomamma

tre in dad

sneddu usa un tablet malandato e lentissimo.

il grande un vecchio computer portatile.

il medio il cellulare ma protesta perché dice che non vede niente.

mister i sta registrando delle lezioni con il suo computer ma ogni tanto si avvicina nervosamente al tablet di sneddu perché lì dentro c’è il gioco di guerre stellari. e mister i soffre di una grave dipendenza per il gioco di guerre stellari. appena sneddu si distrae lui gli sottrae il tablet e sferra un attacco jedi poi torna a registrare.

elastigirl legge i giornali sul tablet semi-nuovo che porta con sé alla radio e che le è indispensabile. ma quando rientra a casa il medio e sneddu la aggrediscono perché ne hanno bisogno, uno per liberarsi dello schermo minuscolo del cellulare, l’altro di un padre ludopatico.

ci sarebbe anche un computer portatile. di elastigirl. ma si è rotto. due giorni prima che chiudessero le scuole. è a riparare ma non capiscono perché continui a spegnersi.

e costoro sono, oggettivamente, una famiglia fortunata. ma la dad, altrimenti detta didattica a distanza, ha il super potere di rendere tutti derelitti. e frustrati. e ignoranti. e insofferenti. e soli.

15 pensieri riguardo “tre in dad

  1. Elasti, come e’ vero!!! Qui a Bologna…il giorno stesso in cui ci hanno tristemente informati che dal lunedì saremmo tornati tutti in DAD (inclusa la sottoscritta perché mi rifiuto di chiamarlo smartworking) e’ saltata la connessione per un guasto al cabinet…ho rischiato la crisi di nervi

  2. Ieri primo giorno di dad per il “piccolo” in seconda media (la grande alle superiori ormai è una veterana). Noi al lavoro. Dalle 8 alle 9 3 telefonate perché non funzionava nell’ordine il microfono, la telecamera, la connessione….

  3. Com’è vero tutto quello che scrivi…ti seguo da tanto, anch’io ho 3 hobbit di sesso maschile e faccio la maestra per cui i collegamenti qui dentro sono 3 (lo hobbit più piccolo fortunatamente ha solo 3 anni). In questi giorni abbiamo vinto la combo zona rossa + quarantena per cui…. vediamo come ne usciremo! Grazie per il tuo stile leggero ma profondo!

  4. Leggerti mi è sempre di grande consolazione! Dei miei due, uno positivo in isolamento ma che può godere di console giochi e pc per una DAD efficiente; l’altro in quarantena nella casa in campagna dove la connessione internet è un’utopia 🤦‍♀️ e col solo cellulare…Vediamo di uscirne bene, quando un giorno ne usciremo.

  5. L’ignoranza regnerà sovrana, alla fine di tutto questo!
    Io dico sempre che se mio figlio ora 7enne, che ha già fatto in prima elementare marzo-giugno in DAD e in seconda marzo-? in DAD, da grande saprà mettere qualche H al posto giusto, non dico tutte, solo qualcuna, mi potrò baciare i gomiti. E pure le tabelline, se le imparerà sarà un miracolo. E la lettura dell’orologio: sono già due lezioni pomeridiane cui assisto e sento il povero maestro 25enne di storia che mentre si mette d’impegno a spiegare la lettura delle lancette, viene bersagliato da domande tipo “posso andare in bagno” “posso andare a bere” “posso dire una cosa che non c’entra – no se non c’entra non dirla, ma vebbè ormai dilla – mi sono tolto i calzini e ora ho freddo ai piedi”
    Solo che se fossero in classe tutte queste spiritosaggini – stupidaggini non salterebbero fuori, almeno spero, ma così è un continuo interrompere e non stare attenti.
    Pure la maestra di matematica, più navigata e di polso, deve continuamente scrutare nella webcam che i bambini non si mettano a giocare con qualcosa mentre lei spiega, cosa che sicuramente non farebbero in classe, perchè la disciplina lei la sa tenere molto bene.
    Poveri bimbetti! Connessione permettendo, che salta continuamente, saranno ignoranti come caprette… Speriamo solo che nei prossimi anni, senza mascherine e gel, riusciranno a colmare le lacune.
    Per il resto, a parer mio, chi seguiva in classe con voglia ed entusiasmo, seguirà anche in DAD. Almeno questo vedo nella classe delle medie di mio figlio grande. Chi faceva tante assenze o prendeva 4 prima, continua così, forse con meno dispiacere alla vista del 4.
    Quanto al tracollo dei devices di casa, è successo anche a noi: tablet funzionante, ok.
    Il portatile funzionante e performante ma…. abbiamo scoperto avere il microfono rotto, il tecnico ha detto che non si può fare molto. Ci eravamo già visti a comprare un altro tablet, e invece la scuola indice il bando per fornire in comodato d’uso gratuito dei devices a chi li richiede. Io dico al marito “figurati se possiamo avere i requisiti” e invece la scuola ci ha fornito un pc portatile funzionante, vecchio come il cucco, ma funziona! Ho dovuto disinfettarlo perchè pieno di schifezze, pure i tasti erano imbevuti di sostanze non ben identificate che il coronavirus levate, ma è atto allo scopo.

    1. @Titti1, concordo con te che chi seguiva le lezioni prima, le segue anche in DAD. E chi non le seguiva prima, continua bellamente a fregarsene.
      Però, da mamma di un liceale bolognese ormai veterano della DAD, mi permetto di fare un’osservazione: alla lunga la concentrazione e la motivazione calano irreversibilmente anche in chi ha seguito sempre con entusiasmo e responsabilità. Purtroppo ci si abitua a stare rinchiusi in camera, attaccati ad un (qualsiasi) device e si fatica non poco anche a farli uscire per una semplice passeggiata.
      Io sono fortunata, mio figlio ha reagito benissimo al confinamento lo scorso anno e altrettanto ha fatto quest’anno. è rimasto sempre “sul pezzo” e ha coltivato i suoi interessi extrascolastici con costanza e dedizione. Fino a un paio di settimane fa.
      Adesso non ce la fa più, si sta “sfilacciando”. L’equilibrio ha iniziato a venire meno e io sono molto preoccupata. Per lui la scuola sta diventando una noia mortale, anche se i prof si impegnano come possono a tenere viva la classe. Diversi ragazzini si sono già persi nei meandri delle difficoltà, soprattutto psicologiche.
      E, anche lui che è stato davvero molto bravo ad adattarsi, è arrivato al punto in cui fatica a trovare forza e motivazione per andare avanti.
      Il problema non è la DAD utilizzata in emergenza, ma la DAD che si protrae per mesi e mesi di seguito e diventa normalità.

      1. Perfetta disamina, e te lo dico da prof in DAD , con due figli universitari che da un anno non entrano in ateneo e un ginnasiale che tra una lezione e l’altra gioca alla play coi suoi compagni. Non escono più, né, e questo è grave, ne sentono il bisogno. Sull’ eventuale ignoranza post DAD sono comunque ottimista, meno sulla stabilità emotiva.

      2. questo “sfilacciarsi” e non poterne più è successo anche al mio grande l’anno scorso a maggio, dopo mesi di DAD. Era stanco e arrivava a piangere per il carico di lavoro che cmq era immane ma non poteva essere condiviso con un sorriso amico, se non chiamando un compagno al telefono. Noi abitiamo in campagna e devo costringerlo ad uscire con me per un giro in bici o una passeggiata nei campi. Ma lui è sempre stato così, più casalingo che tipo da due calci al pallone. Però la mancanza di contatto con i compagni di classe o qualche amico extra-scuola, alla lunga toglie allegria e senso di realtà. Speriamo di poter tornare a scuola alla svelta

  6. Carissima Elasti, ti seguo da anni; non ho mai commentato perchè.. boh, non so perchè. Probabilmente non ne ho mai sentito il bisogno..
    Ma, oggi, quei 5 aggettivi mi fanno sentire questa necessità. Per spirito di condivisione, credo. Mai come oggi mi sono sentita così: impotente, frustrata, ansiosa, livorosa.
    Disperata.
    E leggo fra le righe e sulle righe che è così per tanti genitori.
    Proseguendo così, domani i nostri figli saranno esattamente così: DERELITTI, FRUSTRATI, INGNORANTI, INSOFFERENTI, SOLI. E aggiungo TRISTI e ARRABBIATI. Ma contemporaneamente RASSEGNATI.
    Perchè è quello che ho letto negli occhi del mio tredicenne il pomeriggio in cui gli ho annunciato che sarebbe tornato alla DAD: tristezza e rabbia. Ma anche rassegnazione, che è forse ancora più grave, perchè li stiamo privando finanche della ribellione propria dell’adolescenza.
    E io non voglio dei figli derelitti, frustrati, ignoranti, insofferenti, soli. E tristi, arrabbiati e rassegnati.
    Quale paese è disposto a giocarsi con tanta leggerezza i propri giovani? Le proprie basi? Il proprio futuro?
    Io lavoro e lotto e vivo ogni giorno per dare loro il domani che desiderano e che meritano e adesso vedo derubati tutti i miei sforzi. E sono impotente e frustrata davanti a questo furto.
    Ma rassegnata, no. Rassegnata mai

  7. Se non ricordo male ad Aprile nell’ Elasti famiglia ci sono tre compleanni : non hai bisogno di idee su cosa regalare

  8. Normalmente, su richiesta, ed anche con sollievo dati gli investimenti fatti ,le scuole mettono a disposizione, in comodato d’uso , i dispositivi per la dad ,addirittura ,se in zona rossa la protezione civile li recapita nei vari domicili ,immagino glielo abbiano già suggerito tuttavia…
    di sicuro i licei sono attrezzati

  9. A casa nostra ieri è arrivato un computer nuovo (per la figlia), spero nell’arco di ore arriverà anche il mio (quello attuale è troppo vecchio, pieno e lento, sempre più spesso fa il mulo e si blocca tutto). Ormai i computer sono diventati beni pimari, secondo me nel paniere ISTAT vengono subito dopo farina e latte. Dovrò prendere decisioni, “spostare” il contenuto di un computer è molto più difficile che svuotare un armadio, non vorrei cancellare nulla della storia che archivia, vedremo.
    Il prof di motoria della figlia mi ha consigliato le interviste ad adolescenti in DAD del tg24 di sky “Ragazzi interrotti”, obbligati a maturare in fretta perché sottratti della spensieratezza dell’età, a rapportarsii con la solitudine, la malattia; confrontati prepotentemente con un dato di realtà: genitori e insegnanti li martellano sul fatto che la scuola è importante, ma i politici la ignorano. OT per la cronaca, a marzo 2021 il nuovo ministro dell’istruzione ha chiesto un gruppo che analizzi e – dico io, si spera pubblichi – i dati su covid e scuola. Chissà come (non) hanno preso le decisioni negli ultimi 12 mesi.

  10. sono mamma di un liceale ormai 17enne e la cosa che più mi intristisce non è tanto il programma scolastico mandato avanti alla meno peggio.. ( le nozioni con qualche sacrificio si possono recuperare) è il resto della vita che i nostri ragazzi hanno perso e continuano a perdere e che nessuno potrà mai restituire. Se paragono i miei 17 anni fatti di pomeriggi interi di risate e di niente, di confronto con gli amici, di viaggi, di vita vera vissuta tra la scuola e tutto il resto del mondo…..che magone

  11. Cara Elasti, sono la mamma di una neo 7enne innamorata della scuola che ha preso la DAD con un commovente misto di rassegnazione ed entusiasmo. L’anno scorso di questi tempi mia figlia scherzava “non finirà mica che quando torno a scuola sono direttamente in prima elementare?” (e invece sì), quest’anno non scherza più ma ce la mette tutta per apprezzare quello che c’è. In realtà tutti i nostri figli, anche quelli apparentemente impermeabili, si porteranno dietro i segni di questo periodo, ma lo accetteremmo, pur affranti, se la DAD fosse davvero necessaria e inevitabile. Purtroppo invece la sensazione che si ha è di déja-vu, l’orribile presentimento che comunque vadano le cose da qualche parte nelle stanze del potere si sia già deciso che la scuola non riaprirà, esattamente come l’anno scorso, e che oltre alle privazioni “necessarie”, ai nostri figli – dal nido alla maggiore età non c’è nessuno che possa “benissimo” fare a meno della scuola in presenza – verranno inflitte delle privazioni assolutamente evitabili. Quindi sì, derelitti, soli, frustrati. E anche arrabbiati. Ed è ancora più difficile rendere leggera a una 7enne entusiasta una situazione in cui noi non crediamo più.

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