Nonsolomamma

con un po’ di anticipo

ore 1750 di giovedì pomeriggio. elastigirl sta per iniziare un incontro online su genitori e adolescenti in pandemia. fa per spegnere il cellulare che però la precede e squilla. è eritreo cazzulati, l’anziano vicino del piano di sopra. e quando eritreo chiama bisogna rispondere.
“eritreo, è urgente o posso richiamarla tra un’oretta?”
lui balbetta qualcosa. è in evidente stato di agitazione.
“che succede? tutto bene? vuole che mandi su uno dei ragazzi?”
“è arrivato”
“chi?”
“l’essemmesse”
qualche settimana fa elastigirl ed eritreo insieme avevano fatto la registrazione per la vaccinazione. o meglio: lei compilava i campi online sul sito della regione lombardia e lui diceva che non capiva niente, che era troppo vecchio e si stava rimbambendo. (“la smetta di dire sciocchezze” “non sono sciocchezze! son rimbesuito”). con l’efficienza che contraddistingue la regione, qualche giorno fa è arrivato un messaggio: “gentile cittadino. sappiamo che sta aspettando ma abbia pazienza ché siamo in ritardo”. perché in effetti a 89 anni che fretta c’è quando si aspetta un vaccino salvavita?
“e cosa dice?”
“che mi vaccinano”
“evviva! è una notizia bellissima!”
“ma è domani mattina alle 913. non sono pronto. come faccio? con chi vado? perché non me lo hanno detto con più anticipo?”
e aveva ragione. perché gli eritrei cazzulati sono tipi ansiosi e organizzati e previdenti. ogni appuntamento è un evento da scrivere in rosso sul calendario e da controllare due, tre, dieci volte. e un avviso per una vaccinazione che aspettano da un anno deve essere metabolizzato e non può essere ricevuto la sera prima. per questo a eritreo tremava la voce.
“passo tra un’ora a casa sua. ora stia tranquillo e provi a non pensarci”
“gioca il milan”
“ecco. guardi il milan”
domani andranno insieme al centro vaccinale.
“passo da lei alle 830. si faccia trovare pronto. e si vesta comodo. non si metta la cravatta per una volta. così è più facile scoprire la spalla”
“non posso non mettermi la cravatta”
“ma..”
“io senza giacca e cravatta non mi sento in ordine”
“faccia come vuole”
“metto la sveglia alle sei. sarò qui pronto ad aspettarla dalle sette”.

10 pensieri riguardo “con un po’ di anticipo

  1. Sei come tutte vorremmo essere. Ti ho scoperta per caso e ho cominciato a leggere il blog da prima della nascita dello hobbit piccolo. Sono arrivata alla sua seconda elementare. Complimenti!!

  2. È vero! Sei come tutte noi vorremmo essere. E forse in qualcosa ci assomigliamo!
    Eritreo è fortunato.
    Grazie Claudia🥰

  3. Quanta tenerezza in lui, gradasso e fragile. Anche io aspetto SMS dalla nostra Regione Lombardia per la mia mamma 83enne. 🤞

  4. Quanta tenerezza! la stessa che ho provato martedì nel centro vaccinale della mia città, quando ho accompagnato mio padre 86enne, notoriamente gradasso e sig. “NonHoBisognoDiNienteFaccioDaSolo”. Con noi entravano suoi coetanei messi più o meno bene, conservati bene o trattati male dalla vita. Lui si è seduto al suo posto fingendo una insolita “paura del virus”, chiedendo all’infermiera se poteva aspettare fuori quando di solito si butta al Sigma sfidando i pericoli senza il minimo timore. Una volta sulla sedia, ha iniziato a guardarsi attorno e dopo un po’ ha dichiarato che lui era quello messo meglio, “guardaci mo’: quello gira (cammina) con la zanetta (il bastone), quello sta su solo se lo tengono in due, quello non si rialzerà dalla sedia se non con la gru…” e sorrideva sornione. Io ho finto di leggere il mio libro perchè non sapevo che rispondere…. Ma anch’io avevo visto signori anziani fragili e traballanti che sembrano i figli dei loro figli che li accompagnavano e facevano domande in dialetto alle quali gli accompagnatori rispondevano in dialetto (io no, solo in italiano perchè il romagnolo lo capisco ma non so parlo!)
    Dopo 10 minuti sulla seggiola della sala d’attesa post-vaccino, una giovane infermiera è venuta a chiedere a me se era tutto a posto, e lui si è premurato di rispondere che stava meglio prima, che il braccio faceva male e lei premurosa, a rispondere che si poteva mettere il ghiaccio sulla puntura… Poi lei va via e io gli chiedo se gli faccia davvero così male e mi risponde “no, ma lei è venuta in qua a chiedermelo e non potevo non accontentarla, la pureina (poveretta)” 😀

  5. oohhh che bella notizia! sono felicissima per Mr. Eritreo e ho un nuovo briciolo di speranza che arrivi l’sms anche per mia madre (88, ipertesa, cardiopatica e ormai intrattabile!)

  6. Anche io aspetto l’sms di Regione Lombardia per mia mamma ottantacinquenne….per ora abbiamo ricevuto solo quello di scuse

  7. È molto giovane,forse appena laureato,dietro la decorosa scrivania sembra ancora più piccolo:’Buongiorno,signora le farò qualche domanda’,le dice con estrema gentilezza.Lei,è sicura di se’,quello è il ‘suo’ ospedale dove per molti anni ha accudito volontariamente quanti ne hanno avuto bisogno.’Le faremo il vaccino,se è d’accordo,quanti anni ha?’Lungo silenzio di entrambi.Disagio dell’accompagnatrice che non dubita della lucidità e consapevolezza della candidata al preziosissimo farmaco.’E va bene,un medico può chiedere l’età ad una signora,sono novantacinque’ dice con voce squillante,lei,mia madre.

  8. Io ti ho scoperto per caso perché ad essere sincera per una che non ha figli e sopporta a malapena un fidanzato, il titolo del tuo blog non sembrava molto invitante. Da quando ho iniziato a leggerti però ti vorrei dire che secondo me tu hai un dono perché quello che scrivi è universalmente attraente e dovresti scrivere un libro. Hai quella cosa per cui scrivi della tua famiglia ma potrebbe essere la famiglia di chiunque e sono certa e tutti ci si rispecchiano e fino qui va bene ma poi c’è anche chi, come me, non c’entra niente ma ti legge volentieri lo stesso e sono certa che non sono l’unica. Poi sei ironica il giusto, non spavalda e non cinica ma neanche mielosa. Non cerchi pubblico ma te lo attiri perché come ti ho detto hai il dono. Se di tutti i tuoi post ne fai un libro con una storia incorporata secondo me avresti un bel risultato. E adesso spero solo di riuscire a inviare il mio lungo commento che a volte tutto mi si perde nell’etere. Ciao

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