Nonsolomamma

il fondo del colloquio

nella scuola superiore degli hobbit grandi i colloqui con gli insegnanti si prenotano sul registro elettronico a partire da un casuale e imprevedibile giorno x, altrimenti definibile click day. al tramonto del click day i posti sono già tutti esauriti e il genitore ha perso la chance di un colloquio per quel trimestre o quadrimestre o pentamestre.
senza falsa modestia, elastigirl quest’anno è stata straordinaria e alle nove del mattino aveva già messo sette/otto bandierine sugli insegnanti più gettonati. e si sentiva invincibile.
in preda a una certa nevrosi, aveva inviato, subito dopo, varie mail vessatorie ai docenti domandando i link, necessari per accedere all’olimpo del dialogo online.
i primi colloqui erano ieri, alle 10 e alle 1030, rispettivamente con l’insegnante di italiano e di storia dello hobbit grande (che peraltro quest’anno ha la maturità). “li faccio io! non ho problemi!” aveva dichiarato mister i una settimana fa. “sicuro?” “certo”.
nei giorni successivi le aveva domandato ripetutamente e ossessivamente a che ora fossero. lei, senza fare una piega, glielo aveva ribadito, oralmente e per iscritto.
ieri elastigirl è riemersa dal sonno radiofonico, quello che segue la sveglia alle 4 e la diretta, intorno alle 11 del mattino. “come sono andati i colloqui?”, ha domandato a mister i che, insolitamente, non stava berciando nello schermo del computer.
lui l’ha guardata stranito, ha preso l’aria dell’agnello sacrificale che redime i peccati del mondo e, candidamente, ha risposto: “ops, me ne sono dimenticato”.
e lei si è rotta.
no, non si è arrabbiata. non lo ha insultato. non gli ha impartito una magistrale e velenosa lezione sulle responsabilità, sulla cura, sull’attenzione, sul carico mentale femminile, sulla figura di merda che le aveva fatto fare perché naturalmente registro elettronico, mail, firme sono tutte a nome di lei e non di lui. niente di tutto questo.
lei si è rotta altrimenti.
con l’avvilimento e la disperazione. e ha cominciato a singhiozzare. e non riusciva più a smettere. e lui, che è una brava persona ma pur sempre maschio con una ridottissima comprensione dell’altrui emotività e una ancor più ridotta capacità di gestirla, è rimasto lì senza capire e dopo un po’, poco, è tornato a lavorare.
chiaramente lei non sta troppo bene in questo periodo, e qualche piccolo motivo ce l’ha pure (no, niente che riguardi la salute propria o di affetti prossimi), ma lui, lui, a volte, fa rimpiangere il pendolarismo pre-covid milano-londra, quando almeno aveva la scusa che non c’era.

33 pensieri riguardo “il fondo del colloquio

  1. Piena solidarietà mia cara elasti!
    Sono uomini e in quanto tali non riescono!
    Mi dispiace che anche io come te ho tre maschiacci ,ma ti giuro che sto facendo di tutto affinché escano da questo buco nero del lato maschile.
    Un abbraccio

  2. Bisogna proprio smetterla di dire che non riescono. Così non facciamo che accettare come una fatale condizione naturale una situazione che invece è culturale e come tale va trattata e modificata! Dire che sono maschi e non riescono è una rassegnazione che va a loro vantaggio. Invece riescono eccome, bisogna smettere di fare le cose per loro e far assumere loro le conseguenze di quello che fanno. In questo caso specifico, chiedi a mister I di scrivere personalmente e a suo nome una mail di scuse ai professori, spiegando che la colpa è sua.

    1. Si, anche per loro deve valere che se ci si dimentica, poi bisogna rimediare. E bisogna assolutamente che scriva per scusarsi altrimenti si fa una figura da maleducati notevole.
      E comprendo come ci si sente, proprio rotte dentro. Elasti su questa cosa mister i deve riflettere un po’.

    2. concordo. mister I scriva una lettera di scuse, ma scuse vere dfove si assume tutta la colpa: ha mancato dir ispetto a te, ai docenti e ad altri genitori che non hanno potuto sostenere il colloquio. non ha scuse che tengano. che faccia una riflessione molto accurata e che trovi il modo per ovviare, perchè una cosa così è inaccettabile. è uomo, non è ritardato. non ha avuto un’urgenza. se ne è dimenticato, punto.

  3. E poi non esiste che il genitore abbia perso l’unica chance di avere un colloquio per quel trimestre o quadrimestre o pentamestre..! Io sono insegnante e i colloqui con i singoli docenti (non quello generali chiaramente) sono ogni settimana ! Così in tutte le scuole superiori che conosco !
    Comunque concordo, che si assuma lui la responsabilità della magra figura che ha fatto… Ad ogni modo niente di così irrecuperabile su..!

    1. Mio figlio maggiore fa la seconda media. Per il secondo anno consecutivo hanno soppresso i colloqui generali e ci sono solo quelli individuali, la mattina. Alcuni professori mettono subito tutte le date, altri un po’ alla volta, bisogna sempre stare pronti per accaparrarsi il posto… poi ovviamente le lotte per prendere il giorno di ferie, oppure chiudersi in bagno al lavoro per quei 5 minuti con l’insegnante…
      Qualche professore a volte mette date extra di pomeriggio, ma non tutti lo fanno, quindi, soprattutto per i professori che hanno più classi, è un’impresa!
      Magari anche da Elasti funziona così…

      A parte questo, concordo, mister I deve assolutamente assumersi le sue responsabilità

  4. …e quanto ti capisco anche io…
    Dopo inenarrabili liti con mio figlio grande (9anni) per l’ennesima nota per non aver portato il materiale a scuola (ne ha prese ben 7 dall’inizio dell’anno!!!), mercoledì prepara la cartella con il padre (mentre io ero in piscina con gli altri due figli piccoli)… giovedì esce da scuola tutto mogio e mi dice che ha lasciato a casa il quaderno verde e ha preso un’altra nota… io sarei esplosa davanti all’ingresso ma mi son trattenuta… lo porto a catechismo e mando un messaggio al padre che lo doveva riprendere per dirgli di cercare il quaderno a casa al loro rientro… mentre ero in piscina con gli altri due figli mi arriva il messaggio del padre che mi comunica che hanno rigirato tutta la libreria ma il quaderno verde non c’è’… allora mando nella chat della classe per vedere se qualcuno per sbaglio ha preso il quaderno (ovviamente il tutto in piscina a tremila gradi)… nessuna risposta dalla chat (e io sempre più indispettita)… dopo cena si avvicina angelico mio figlio grande per dirmi che come per magia il quaderno e’ ricomparso dal nulla… e il papà’, come se nulla fosse, ha fatto spallucce… morale della fabula… ho capito una volta di più che i maschi sono assolutamente inaffidabili e se voglio evitare che mio figlio collezioni quest’anno più note dei giorni scolastici, la cartella deve farla con me… con beneplacito di ogni proposito per farli diventare più autonomi ed evitare l’esaurimento nervoso giornaliero… Sobh!
    Quindi… tanta tanta tanta solidarietà’, cara Claudia!
    Ed un caro saluto, Elena

    1. Scusami se mi permetto, ma vorrei farti una domanda. E giuro che non ho per niente un intento polemico, perché ti capisco e capisco tutte le donne in questa situazione. Però, ti sei mai chiesta perché a te viene un esaurimento nervoso e al padre no? Pensi che sia perché noi donne siamo più responsabili e ci preoccupiamo? Ma non sarà che ci preoccupiamo un po’ troppo? È davvero così grave se tuo figlio prende tutte quelle note per dimenticanza di materiale? Se la sua maestra mette quelle note è perché giudica che lui abbia l’età per prendersi cura da solo del suo materiale. È sbadato? Ne assumerà le conseguenze. Perché l’esaurimento viene a te?! Lascia correre un po’di più.. Non è così grave! Noi siamo intimamente convinte di fare le cose meglio, ma è tempo di abbandonare il “privilegio” di essere più brave, responsabili, multitasking etc.. perché non sono dei privilegi ma delle belle fregature inculcateci per farci sgobbare il doppio! Ti abbraccio sinceramente e abbraccio Elasti , perché davvero capisco! Ma lottiamo insieme e per lottare bisogna anche saper lasciare correre un po’!

      1. Hai ragione in toto… e’ che non e’ semplice fregarsene… però una valida alternativa all’esaurimento ci vuole… eccome!

      2. Concordo su tutto e aggiungo…abbiamo “il privilegio” di essere più brave, responsabili, multitasking ma continuo a chiedermi: allora dove sbagliamo?? Perchè poi al vertice delle aziende, della politica, la maggioranza è maschile, dove sta l’inghippo? Ho due figli, la prima è in quinta superiore, ne ho fatti parecchi di colloqui in questi anni e, quando gli insegnanti parlano della classe in generale, ho ascoltato sempre le stesse cose, dalle elementari ad oggi, dicono che le femmine sono più mature, responsabili, attente e tendenzialmente più studiose, dei maschi parlano sempre un pochino peggio in termini generali. Ma allora davvero, da adulte, dove sbagliamo? Mi farebbe piacere leggere il vostro punto di vista. Grazie.

    2. No comment su mr I che suppongo non si dimentichi degli impegni lavorativi nè delle deadline dell’università. Mi sembra che abdichi semplicemente perchè se lo può permettere.
      Ad Elena un consiglio da un’omonima: io ho un figlio che deficit di attenzione e iperattività, ha 8 anni e un QI di 140, quindi quando si dimentica le cose ed è disordinato o facilone (sempre) di primo acchito penseresti che non si impegna, è svogliato e scansafatiche. Non è così e seppur brillante c’è qualcosa dietro che gli rende la vita un pochino più difficile. Vero che lui si deve adeguare alla vita nel mondo reale ma è anche vero che ci sono strumenti da poter usare per aiutarlo (dopotutto a un bambino che non ci vede bene diamo gli occhiali, no?).
      Il tutto per dire che un bambino che può comportarsi bene e prendersi elogi lo farà, di sicuro non è piacevole nemmeno per lui prendersi le note e non avere il materiale. A volte si nascondono dietro il menefreghismo perchè magari è un problema che va avanti da anni e sono demoralizzati e rinunciatari.
      Occhio che le insegnanti spesso non riconoscono questi disturbi apparentemente lievi perchè non hanno una formazione al riguardo. Io consiglio di parlare con l’insegnante che mette tutte queste note e chiedere intanto se ha suggerimenti per la gestione del materiale (invece di segnalare il problema che proponga una soluzione no?) e poi se secondo lei ci sono elementi da approfondire con una diagnosi specifica. Esiste in Italia l’Associazione Italiana Famiglie ADHD che può fornire consigli in merito.
      Sul marito anche qui no comment, ci vorrebbe il collare con la scossa. 🙂
      e.

  5. Rispondo a Elena.
    Sono insegnante e penso che le note significhino proprio questo: tuo figlio ha l’età per sapersi preparare la cartella. NON sono rimproveri a te, solo comunicazioni.

    Cara Elasti,
    Una mail di scuse da parte di Mr. I alle proffs sarà gradita (a me capitano tanti “show off” ai colloqui on line e si scusa…nessuno!).
    Che dici, Mr. I non ce la fa a riprenotarsi da solo? un click day per uno non fa male a nessuno!

    Comunque molti piangono in questo periodo, anche i genitori ai colloqui, gli alunni in classe o in bagno, i professori nei momenti in cui possono.
    L’altra settimana una signora si scusava perché non riusciva a collegarsi mentre l’evidenza dimostrava proprio il contrario! Come siamo stanchi tutti! 🙄
    Abbracci a tutti.

    1. Non sono del tutto d’accordo: non tutte le insegnanti hanno la sensibilità per capire se un figlio ha la maturità per prepararsi lo zaino da solo, o semplicemente non gliene importa perché hanno la classe da portare avanti in egual misura….

  6. Sono insegnante e genitore di due bestiole in prima media. colloqui in line mi fanno piangere. Hai scritto più volte che mister I non chiede scusa….. Siamo tutte un po’ rotte. dal nostro stesso peso

  7. Non scrivo mai, ma questa cosa mi sembra molto grave. Mister I non è un ragazzino, non sarebbe ora che si prendesse le sue responsabilità? Non riesco ad avere una buona immagine di lui…

  8. Massimo rispetto per Elasti che “si è rotta altrimenti” eppur prosegue….e oltre a dir di sé che sta poco bene- che non può essere una colpa- chiude con il “semplice” rimpianto del pendolarismo pre-covid….
    Vivo una situazione che, seppur nella differenza che ciascuna storia familiare porta con sé, mi risuona molto….😔solo che io mi sto davvero rompendo dentro, e credo di non potermelo permettere, né di volerlo fare, né per me né come responsabilità verso mia figlia…..certo, dipende sempre dalla soglia di tolleranza di ciascuna – uso il femminile in quanto sembra una forma mentis prevalentemente espressa da noi donne- e io mi sento la responsabilità di essere per lei esempio di cambiamento…..chiunque, a prescindere dal cromosoma X o Y, ha la possibilità – e il dovere- di assumersi le proprie responsabilità, senza usufruire dei falsi alibi altrui nei confronti di chi “non ce la fa in quanto maschio”….io dal canto mio sto cercando di capire dentro di me se e come trovare il modo di essere più “leggera” , lasciando correre alcune cose, sperando di riuscirci💪e vedere se l altro ci prova – almeno questo- a farcela…. in caso contrario, a prescindere dalle decisione che prenderò, so che non sono disposta a rompermi….nella consapevolezza che, comunque vada ” un giorno mi perdonerò tutto il male che mi sono fatta fare” (E. Dickinson).un abbraccio 💖

  9. Concordo con gran parte di quanto detto finora, e aggiungo una domanda rivolta a insegnanti e genitori di figli grandi, per mia curiosità: davvero adesso sono previsti colloqui anche per i ragazzi maggiorenni? Quando io ho finito il liceo, sedici anni fa, nessun professore si aspettava di parlare con i genitori l’ultimo anno: davano per scontato che un maggiorenne si gestisse lo studio da sé, e se c’era qualche questione da chiarire con l’insegnante, un ragazzo si prenotava il colloquio in autonomia, ma lui/lei, non i genitori. Sono curiosa di capire cosa sia cambiato, anche se per mio figlio c’è tempo (va ancora all’asilo). Grazie in anticipo

    1. io mi sono diplomata nel 1999 e ai colloqui anche dei maggiorenni, quindi già dalla quarta liceo, ci si aspettava eccome la presenza dei genitori. l’unica differenza era che verifiche e assenze venivano firmate direttamente dagli studenti

  10. Attenzione sempre ai segnali.
    Se uno/a chiede più volte giorno ed ora di un impegno, vuol dire che ogni volta non ascolta/cancella l’informazione.
    La prossima volta fagli prendere personalmente l’impegno…..sempre che tu abbia voglia di ricordargli il giorno del click day.
    Purtroppo si deve correre e non sempre si ha la pazienza di far crescere adulti riottosi.

  11. Le mamme di solito si preoccupano, si agitano, si ansizzano di più perché, nella maggior parte dei casi, sono quelle che si occupano in prima persona dei figli. A volte quel “di più” è troppo e bisognerebbe imparare dagli uomini che hanno un atteggiamento più easy. Ma l’atteggiamento easy degli uomini credo dipenda anche dal fatto che molti di loro tendono a essere più dei babysitter e si occupano dei figli in maniera più altalenante, non continuativa, quando riescono, se riescono.

  12. Grazie. Ad elasti che ha scritto il post, a voi che avete commentato.
    Sto vivendo un periodo con situazioni molto simili e mi avete dato un sacco di spunti di riflessione (l’introduzione di Michela Murgia al fumetto “Emma” è da applausi)….oltre ad avermi fatto sentire decisamente in compagnia 😉

  13. Elasti sai quale e’ l’errore? Che tu ti senta responsabile. E’ lui ad esserlo, quindi consigliai una mail di scuse e bona le’. Poi diciamocelo alla fine la maturità e’ a giugno che bisogno c’e’ dell’udienza papale a novembre, se gli insegnanti sono gli stessi dell’anno scorso sara’ cambiato poco, se sono nuovi non sapranno ben che dirti.
    Non e’ nella bravura a fare clic che si misura la performanza materna, e lo so che lo sai ma pero’.

    Io sono del partito della ri-prioritizzazione

  14. Non so se aiuta l’ennesimo “non sei sola” e “anche mio marito è così”.
    Non sei sola. Anche mio marito è così.
    Però.
    Forse stiamo cercando di fare troppo. Se mio marito se ne sbatte dei colloqui, in effetti, chi me lo fa fare a me?
    Se il maestro di tromba dice “Purtroppo sono in quarantena, guardate se riuscite a registrare gli esercizi e a mandarmeli”, e io non ho il tempo fisico di farlo, chi me lo fa fare?
    Se mi dimentico per il secondo o terzo giorno di fila di portare i soldi delle foto di classe, che fanno, mi arrestano?
    Dobbiamo calmarci noi.
    Io vorrei fare i colloqui e conoscere tutti i prof di mio figlio, che già l’anno scorso non ho potuto incontrare, sono curiosa, e vorrei essere una di quelle mamme secchione (giuro, ci sono) che hanno sempre il quaderno giusto, i soldi delle foto in tempo, che arrivano al colloquio più preparate della maestra… ma non ce la faccio. Ho appunto tre figli a cui badare, un lavoro bellissimo ma che comunque ha bisogno di tempo, una casa sottosopra, un marito che sta al pc dalla mattina alla sera (in genere a lavorare) e non ha voglia di andare ai colloqui o di registrare esercizi di musica.
    Perché dobbiamo fare TUTTO?
    Riprendiamoci il tempo, riprendiamoci la calma e impariamo a fare una lista delle priorità.
    Con i colloqui, se non ci sono situazioni da bocciatura o da debiti, perché non limitarsi a una mail?

    La mia politica al momento è: se non è salute, né famiglia, né lavoro, e solo l’idea mi fa venire da piangere, non lo faccio. Non è essenziale, a differenza della mia sanità mentale.

  15. il mio riusciva sempre a prenotare un appuntamento per cambiare le gomme dell’auto proprio nel giorno e ora dei colloqui generali (sempre due e in due posti diversi…) e ad accampare le scuse più assurde…alla fine ci ho rinunciato.

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