Nonsolomamma

cujo

non è un periodo facilissimo (che è pure un gran bene). elasti sta lavorando tanto, troppo, ha mille insicurezza riguardo alla propria adeguatezza rispetto al mondo professionale in cui abita. a intervalli regolari viene colta dalla sindrome dell’impostore e si domanda quando coloro che le stanno intorno si accorgeranno che lei è un gigantesco bluff.
ad aggravare il tutto, si accavallano eventi, impegni, incombenze. il rilassamento delle restrizioni pandemiche ha rianimato progetti felicemente sepolti, ha acceso frenesie sopite, ha attivato circuiti spenti che dovevano restare tali.
l’altro giorno, mentre faceva yoga, le si è stretto lo stomaco e le è mancato il respiro. è stato un mostro passeggero che è stato ricacciato via subito ma è stato un inequivocabile presagio di quello che sarebbe successo la mattina dopo alle 5 e 02.
era l’alba, appunto. anzi, prima dell’alba e lei, al buio, vestita di tutto punto, con l’ombretto sugli occhi, le scarpe ai piedi e la borsa al braccio, era pronta ad uscire per andare alla radio. ha messo la chiave nella toppa per aprire la porta e fuori qualcuno ringhiava. ha sbirciato nello spioncino e c’era lui, il cane enorme dei vicini del piano di sopra che ha cominciato ad abbaiare, furioso o eccitato, difficile a dirsi attraverso una porta blindata.
e adesso cosa faccio? e se si arrabbia? no, è un labrador e i labrador sono carini e coccolosi. già, ma magari è un labrador che si sente un dobermann. magari ha fame, è furioso, è preoccupato, mi odia perché in questo momento io rappresento tutti gli umani del mondo, compresi quelli che lo han lasciato fuori di casa.
ma siccome il senso del dovere è superiore al timore di essere aggredita da una creatura imbizzarrita in un palazzo dormiente, lei ha girato la chiave, ha aperto la porta e, mentre lui sfogava la sua frustrazione canina, lei cercava di spiegargli con ragionevole pacatezza, che non poteva aiutarlo perché era già in ritardo e comunque aveva già abbastanza ansie e problemi per i fatti suoi senza bisogno di sobbarcarsi anche quelli altrui. lui si è rassegnato, lei si è congedata, nessun altro ha condiviso il loro dramma antelucano.
se è riuscita a tenere a bada il cujo (cane rabbioso protagonista di un terrificante omonimo libro di stephen king) dei vicini, forse può imparare a domare anche il suo cujo interiore.

3 pensieri riguardo “cujo

  1. Senz’altro, sei una mamma elastica ma con un’anima di acciaio.
    Magari la prossima volta quando devi uscire butta al cane un dolcino, come l’eroe antico con il bieco Cerbero.
    Rilassati con della buona cioccolata, quella funziona sempre,sarebbe anche consigliabile del buon vino, ma sei astemia..

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