Nonsolomamma

sonni non tranquilli

la ragione per cui elasti sopravvive da oltre sette anni alla sveglia alle 4 e 10 del mattino non è l’abitudine né tantomeno un fisico bestiale. sopravvive soltanto perché, dopo la diretta alla radio, lei torna a casa e dorme. se non ci fosse quel sonno mattutino, che può durare da mezz’ora a due ore, lei non sarebbe in grado di fare il lavoro che fa.

il problema è che non sempre è facile svenire a comando, o rilassarsi, o non pensare a quello che succederà nel resto della giornata. non sempre quel sonno è facile o profondo. lei sta lì, chiude gli occhi e aspetta. a volte ne riemerge come dalle profondità degli abissi e non sa se sia notte o mattina. a volte si esaspera perché è stravolta ma non succede niente. a volte fa elenchi, di nomi, di posizioni yoga, di strade per tornare a casa. non sempre funziona ma di solito sì.

ultimamente accade un fenomeno spiacevole. lei si addormenta e, quando si sveglia, lì con lei, sul cuscino, ci sono pensieri tristi, paurosi, terrificanti. pensieri sulla guerra, sui figli che non sono più piccoli e un giorno se ne andranno, sull’invecchiare, sulla solitudine. e questi pensieri la soffocano e quando si alza è talmente stropicciata e stralunata che un po’ barcolla e ha l’impressione di non essere buona a nulla.

si domanda cosa succederebbe se facesse un lavoro normale, a un orario compatibile con le vite degli altri. si domanda se sarebbe più forte, più serena, più felice. o se magari quei pensieri intrusivi e corrosivi toccano a tutti, anche chi va a lavorare all’ora in cui lei torna a dormire.

7 pensieri riguardo “sonni non tranquilli

  1. Mia cara Elasti…. Potresti dirmi perché MIA CARA e io ti risponderei che mi sei cara perché riesci a tradurre in parole i miei pensieri e i miei vissuti da molti anni e ovviamente anche oggi; io sono un medico e dopo anni di turni e reperibilità notturne in ospedale da 8 anni sono il medico “della mutua “ più felice della terra e finalmente faccio orari normali ( insomma negli ultimi due anni non proprio…), ho due figli laureati da 1 anno e mentre il più grande lavora felice e beato ancora da casa in smart , il più piccolo ha lasciato il nido otto giorni fa per andare vicino a Padova a fare un master di sei mesi finiti i quali sono sicura che non tornerà più a vivere a casa… e questo pensiero mi ha tolto il sonno e messo il magone per molto molto tempo perché sono capace di ragionare e dire che è assolutamente giusto e sano e sono felice di poter offrire i mezzi per un futuro il più gratificante possibile ma poi, quando vedevo la mezza casa che si stava preparando a portare via le lacrime erano incontenibili giorno e notte, e allora sveglia, nell’ attesa che la perfida mistura dì melatonina,passiflora,valeriana papavero della California ecc ecc facesse il suo dannato effetto mi sono complicata ancora di più la vita con le immagini dei bambini in Ucraina: ed è stato un attimo: il giorno dopo ho chiesto a marito e figli: cosa ne dite di presentare domanda per accogliere una famiglia di profughi ?
    Siamo menti pensanti anche quando vorremmo solo dormire però siamo un po’ come la vecchia pubblicità della Panda…. Se non ci fossimo noi dovrebbero inventarci!!!

    1. Mi piace di più il termine medico di famiglia.Perche’ davvero si occupa di tutta la famiglia.
      Per quanto riguarda me,ho avuto una famiglia di origine talmente complicata e piena di dolore,da non aver avuto il coraggio di costruire e una mia.Non c’e’ niente di piu’ brutto della solitudine…..quando non si e’ soli
      Però il tuo racconto mi ha commosso…..mi piace pensare che ci sono persone che riescono a costruire famiglie piene d’amore…..a me non è capitata……ma e’ bello sapere che esistono

  2. Pensieri intrusivi e corrosivi che riguardano tutti, o almeno tanti. Hai còlto nel segno, cara Elasti! Quanta tristezza e amarezza lo spettacolo di tanta inutile distruzione, morte e dispersione… rasenta la depressione, perché non sai che fare e ti senti responsabile. E il fisico reagisce disturbando il sonno, e rendendo cupa la giornata.
    Avevo pensato un commento a uno scambio precedente, che inserisco qui perché lo trovo ancora attuale.
    Quando dico “semplicemente non si doveva fare tutto questo!” mi riferisco al prima e all’adesso. Siamo, eravamo, tutti coinvolti, con la produzione e il commercio di armi, con i vantaggiosi affari… Se ora le emozioni sono sollecitate da una aggressione violenta e incurante di qualsiasi obiettivo sensibile, beh… diventa questione di proporzioni e di evidenza. Custodire, proteggere, aver cura e responsabilità gli uni degli altri, questo ci dice il Vangelo. Quando il danno è fatto, non si torna indietro: difficile ricucire le distruzioni, le morti… Solo possiamo fermarci e chiedere perdono.

  3. Non credo che i pensieri sarebbero diversi se tu facessi un lavoro diverso. Io faccio un lavoro diverso dal tuo e mi alzo anche relativamente presto (6 o 6:30, per molto presto) eppure ho i tuoi stessi pensieri, a volte incubi, tanto che mi sveglio di notte e non riesco a prendere più sonno e la situazione peggiora anche. Ma con ciò non ti voglio intristire e sono contento che almeno una volta a settimana quando il giovedi vado in auto a lavoro, possa sentirti insieme ai tuoi colleghi alla radio e non sai che piacere io provi nel sentirvi quella volta. Quindi non farti tutti quei pensieri, non lasciarli girare, pensa alla tua voce gioiosa che ci accompagna tutte le mattine a ciò che riuscite a fare e dare a noi ascoltatori e normali esseri umani. Tu che hai questo talento usalo per pensieri positivi come la positività che emana la vostra trasmissione. Stammi bene

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