Nonsolomamma

se non piove

Domenica è il giorno della prima colazione in uno dei nostri posti del cuore. Ne abbiamo tre o quattro. A volte sperimentiamo locali nuovi ma siamo molto esigenti e un po’ conservatrici. Così, alla fine, non cambiamo mai. Fino a qualche mese fa era lei a decidere dove andare e cosa prendere («Voglio la tarte tatin» «Oggi provo il cinnamon roll» «E se scegliessi pane, burro e marmellata?»). Poi scegliere è diventato faticoso. Il libero arbitrio può dare le vertigini. «Fai tu», dice. E io faccio.
Oggi la tarte tatin non c’era. L’ho sostituita con una torta di mele al rosmarino. Ha sempre amato gli accostamenti arditi (fragole e aceto), i cibi poco ortodossi (litchi, alchechengi, cavoletti di Bruxelles). «Uh! È troppo calda!» «Non è calda, mamma. È appena tiepida» «No, scotta!». Il mio ruolo, mi hanno spiegato, è riportarla alla realtà. Ma devo scegliere con cura le mie battaglie.
Non è sempre facile fare conversazione. Non lo è mai stato del resto. Mia madre, in famiglia, non ha mai trovato interlocutori particolarmente interessanti. La sorpresa e l’incanto arrivano sempre da fuori. L’ignoto, nella sua visione del mondo, riserva sorprese migliori della prossimità.
«Andiamo a fare due passi?» «Volentieri».
L’ho portata dove ci piaceva camminare. «Uh, non ce la faccio» «Ce la fai» «C’è troppo sole» «Allora cerchiamo una panchina all’ombra».
Abbiamo trovato la panchina e, lì accanto, una quindicina di persone in cerchio. C’erano, tra gli altri, una donna con un neonato nel marsupio («Ha due settimane»), due sorelle dell’Ecuador, un signore elegante, un ragazzo vestito da ciclista, un’anziana che guardava in continuazione l’orologio («Devo andare: mi inizia la messa»), una ragazza muscolosa in calzoncini, un uomo dall’aria stropicciata come chi non ha un tetto sulla testa. Facevano ginnastica, chi più chi meno. «Vuoi provare anche tu, mamma?» «Certo!». Ho chiesto se potevamo unirci. L’istruttore era un tipo segaligno, in tuta verde e maglietta bianca. «Certamente! Accomodatevi.»
Lei ha partecipato dalla panchina con un entusiasmo che non le vedevo da mesi.
Ho scoperto poi che l’istruttore è lì ogni mattina, dal lunedì alla domenica, con il freddo e con il caldo. Fa lezioni di ginnastica gratuite, aperte a tutti quelli che vogliono partecipare, in prima linea o in panchina. «Se non piove ci sono». Ha 91 anni.

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