Nonsolomamma

non passa giorno

C è un’elasti-amica. ha una bambina e ne aspetta un’altra che arriverà a febbraio. lavora da anni in una società importante, con migliaia di dipendenti.
C è brillante, spiritosa, intelligente e coraggiosa. è partita da un piccolo paese tra le montagne alla conquista del mondo, tanto tempo fa.
C ed elastigirl hanno pranzato insieme.
"in ufficio non passa giorno che non mi dicano ‘contavamo tanto su te, poi però…’", dice C con gli occhi tristi.
"non passa giorno che non mi guardino il pancione scuotendo la testa, non passa giorno che non mi facciano notare la loro delusione", prosegue C.
"non passa giorno che non mi tolgano un pezzettino del mio lavoro, non passa giorno che non mi facciano sentire esclusa, non passa giorno che non mi ricordino la brillante carriera che avrei fatto se solo non avessi avuto la balzana idea di un secondo figlio".
"non passa giorno che non mi senta fuori posto, che non mi senta in colpa, che non mi senta una traditrice".

95 pensieri riguardo “non passa giorno

  1. Questo non è giusto. Non è per niente giusto. E io non ho parole. Essere donne significa anche accumulare una continua serie di sfide, di ingiustizie, che si accompagnano e si generano sempre intorno all’essenza priopria della femminilità. Questo non è giusto.

  2. E’ questo il problema..continuiamo a tener duro a star zitte su tutto ciò ma in realtà dovremmo combattere.
    Perchè se si preoccupano dei figli vuol dire che non sanno quanta forza possiamo avere…e questa forza che ormai anche noi pensiamo di non avere dobbiamo farla uscire fuori…!!

    Edhel

  3. Sono completamente, assolutamente d’accordo con la posizione di Bostoniano. All’amica C. vanno comunque tutti gli auguri solidali da mamma che sono. Per tortadimele: non credere che agli uomini non facciano domande del piffero ai colloqui; ormai devi essere a disposizione 24/24. A mio marito hanno chiesto: “ma se lei è a cena con sua moglie e sua suocera e noi la chiamiamo per un problema tecnico che potrebbe compromettere la produzione, lei cosa fa?” …(la risposta giusta era “le passo mia suocera”).

  4. @madresnaturata: la domanda che han fatto a tuo marito potrebberofarla anche a una donna, ma non credo siano tanti gli uomini a cui chiedono se hanno figli piccoli e come fanno con il lavoro se i figli si ammalano. Come non credo ci siano molti uomini a cui non danno un lavoro perché sono sposati e in età fertile.

  5. LAPALS: il problema è che “loro” ti danno uno stipendio e spesso da “loro” dipende la tua soddisfazione professionale, il tuo futuro privato e un sacco di altre cose

    AILICEC: che tristezza!

    BOSTONIANO: per una volta dissento con te. la lavativa di cui parli tu al massimo si può fare 5 mesi a stipendio pieno (di cui l’azienda paga il 20%) e altri 9 con lo stipendio al 30% (che l’azienda non paga). il resto la lavativa se lo fa gratis. certamente è un costo per l’azienda la latitanza di un dipendente ma questo è un problema generale, che non riguarda solo le madri. ci sono fior di uomini o di donne senza figli che se ne approfittano, che se ne fregano, che latitano. essere madre non è condizione né sufficiente né necessaria per essere lavativa.

    CANGU: il problema dei medici compiacenti che dichiarano il falso esiste certamente, ma ti rinvio alla mia risposta a bostoniano.

    ANONIMA: per fortuna anche dove lavoro io è così, ma temo siano isole felici

    VERONICA: ma i disponesti ci sono ovunque, non solo tra le madri

    LISA: senza contare che il tuo bambino pagherà la pensione pure a loro…

    MIDSEF: no no! non si diventa così. si nasce così direi, ma si deve cambiare

  6. FREESIA: essere donne è spesso più difficile che essere uomini. e forse è anche questo che ci rende spesso migliori di loro

    DIMMELOTU: concordo.

    LIARIT: credo proprio tante 😦

    DEDELANUIT: credo che C dovrebbe passare un pomeriggio con te!

    ALEANNA: direi che il concetto è chiaro…

    TORTA: sono d’accordo con te a parte sugli 82 mesi di ferie naturalmente

    SOLITA: 😦

    UGUCCIONE: temo che certe cose non siano cambiate abbastanza…

    GAIA: ti senti per caso coinvolta in questa fattispecie?

    LOZIOFRANCO: ecco. questo intervento che sdrammatizza e che trasuda baresità ci voleva proprio. grazie!

    CAROZIGGY: già… i tuoi interventi, caro omologo, mi fanno proprio piacere

  7. per la prima volta commento anche io…pur avendo un blog e un nick da più di un anno.
    commento perchè questo è un argomento davvero tremendo…e per portare il mio esempio.
    sono incinta. sono al 3° mese…e 15 giorni fa il mio adorabilissimo datore di lavoro mi ha sommersa per più di due ore di offese, bestemmie e parole del tipo “devi andare da uno psicologo”, “hai problemi comportamentali perchè sei una rompicoglioni” “se non capisci la cazzata che ti ho spiegato sei una rincoglionita” “COME FA TUO MARITO A STARE CON TE?”…
    io, che il mio lavoro lo amo, lo faccio da 7 anni e più che un lavoro è una passione…avevo tutte le intenzioni di lavorare fino al 7° mese.
    Ma dopo quell’urlata al limite della denuncia e un pomeriggio di pianto per una cattiveria ingiusta e gratuita del genere…e dolori atroci da non riuscire nemmeno a stare seduta, il mio ginecologo mi ha dato 10 giorni di riposo assoluto per minaccia d’aborto che ha appena reintegrato con altri 10 giorni,
    per i dolori che continuo ad avere e l’insonnia annessa che mi vengono ogni volta che mi si riaffaccia il pensiero del lavoro e del capo…

    riuscireste forse a biasimarmi se io a questo punto desiderassi avere la maternità…o ritenete più giusto che io debba licenziarmi?

    A.

  8. @elasti: su quale dei miei mille commenti sei d’accordo? 😉
    aggiungo che non tutti i contratti prevedono che il datore aggiunga il 20 % alla maternità obbligatoria

    p.s sugli 82 mesi scherzavo eh?

  9. c’è chi ha dovuto cambiare lavoro
    c’è chi ha creduto che gli dessero il part-time ed invece…

    c’è chi da piu importanza al lavoro
    c’è chi da piu importanza ai figli

  10. E non passerà giorno che guardando i tuoi bambini che crescono ne sarai fiera, orgogliosa, intenerita, affascinata e tutto quel che vuoi. Non esiste professione seppure soddisfacente che possa donare sensazioni comparabili.

  11. Elasti (e tortadimele): non intendevo parlare di stipendio pieno, lo so che è ridotto. Il problema di chi paghi poi la percentuale di stipendio è relativo: per l’azienda tu sei comunque una persona a cui tenere il posto, quindi il discorso “tua sostituzione” si complica. Vorrei portare un esempio: mia madre (che ha fatto 4 figli) è dirigente di ricerca all’istituto superiore di sanità. È stata una femminista della prima ora e ha sempre difeso i diritti delle donne, tanto per chiarire da che posizioni parta. Ora sta per andare in pensione, ed è nella situazione di aver assunto anni fa collaboratrici che non ha mai visto: si sono fatte incingere (mi si passi il termine) praticamente appena assunte, hanno ottenuto il certificato di gravidanza problematica dal medico compiacente (aggiungendo altri mesi a quelli menzionati da Elastigirl), poi hanno scelto tutte le opzioni “pochi e maledetti” per non tornare a lavorare il più a lungo possibile, quindi hanno ricominciato il ciclo con un altro figlio. A questo punto, mia madre è incavolata nera perché passerà la sòla al suo successore e non può farci niente. Io stavo cercando di mettere in evidenza l’assurdità di questi abusi da un lato e i pazzoidi dall’altro, che ora mobbeggiano l’amica C solo perché ha avuto dei figli, in maniera legittima e responsabile verso le esigenze dell’azienda (non verso le PRETESE dell’azienda, che sono folli e irresponsabili).
    Che il problema riguardi anche gli uomini: concordo in pieno. E non solo per la paternità: inventa un diritto e lo vedrai abusato, specie in Italia. E anche qui si applica lo stesso discorso: le persone che abusano fanno anche il male delle persone che avrebbero una vera necessità.

  12. Povera amica C… Non passa giorno che non ci si accorga che il mondo è pieno di stronzi! (e chiedo scusa per la parola) 😦

    Per il resto sono mille le occasioni e i modi di pesare sull’azienda, sia per le donne che per gli uomini.

    Se già conosci e stimi una dipendente non si capisce il motivo per cui dovrebbe trasformarsi in un’apporfittatrice appena sa di aspettare un figlio…
    Ma i pregiudizi sono duri a morire.

  13. MITILE: in linea di principio hai ragione, poi è tutto molto più difficile nella pratica. in america comunque non credo che la legge sulla maternità tuteli le donne quanto quella italiana che alla fin fine non è certo da buttar via

    LAROTTAMATRICE: è difficile combattere una battaglia da soli, soprattutto poi se, come nel caso dell’amica C, tuo marito lavora nella stessa società e il rischio di essere mobbizzati in due è altissimo e pericolosissimo.

    ANNARED: anche io ho avuto lo stesso problema con le maestre dell’asilo del nano grande. ma non perché stanno a casa con i figli. perché stanno a casa perché sono stanche… come vedi il problema è delle persone, non della maternità

    ANONIMA: comunque tu sei in una situazione di grande privilegio. parlare con il marito e dirgli: visto che tu vuoi tanto il numero due e io comunque voglio continuare a lavorare come ora, perché non ti prendi tu un po’ di paternità e fai il mammo? come la prenderebbe?

    MAMMAFOREVER: che bella storia la tua. allora è possibile…

    SAIL: ignorare i propri superiori purtroppo non è sempre facile

    COLPODICODA: già, ma non credo che C sia nelle condizioni di mandare tutti a quel paese

    LANTERNA: capisco perfettamente il problema. è un gatto che si morde la coda

    THESILVERLADY: chissà se dopo queste incitazioni alla ribellione l’amica C si decide a fare qualcosa?

    STEFANIA: concordo, come già scrissi più sopra

    ANONIMA SVIZZERA: pensa che io pensavo che la svizzera fosse decisamente più avanti…

    MOISIMPLEMENT: sottoscrivo

    GIOGIO: ci perde solo perché verosimilmente chi va in maternità sa già fare il suo lavoro, il sostituto molto meno… però…

  14. SKYNET: bello questo messaggio guerresco. io ti immagino proprio come la strafiga di matrix…

    ALEBEGOLI: anche io sono convinta che una donna che soffre nello stare a casa sia una cattiva madre, mentre una mamma che lavora felice riesca a trasmettere moltissimo al suo bimbo

  15. si potrebbe dire a c che oggi lei ha fatto qlcosa per se stessa domani ritornera’a pensare all’azienda e si riguadagnera stima e fiducia di tutti ,non sembra una tipa da mettersi in maternita’ prima che compaia la segonda lineetta del testdigravidanza.essere mamma e’ dura per le responsabilita’ ma le soddisfazioni sono doppie,credo.

  16. Infatti, la ratio della legge italiana è giusta in linea di principio.
    Però, qui credo che il punto sia non una donna che approfitta delle tutele che lo Stato le concede, ma una donna che pur continuando a fare il suo lavoro viene discriminata, nemmeno avesse ucciso qualcuno!
    Capisco, però, che in teoria è facile dire “fai causa!”

  17. avere una collega tutto il giorno con questa lagna. elasti hai un sacco di pazienza. perchè non si mette in maternità almeno non pensa a tutto questo. non lo so avere figli è una tragedia?

  18. @bostoniano: complimenti alla tua mamma, io però non credo che tipe come quelle di cui tu parli siano la regola, quanto non lo sono i finti malati e i finti disabili. Ti assicuro che tra corsi corsetti e palle varie di neomamme ne ho conosciute tante, e l’unica che è ancora a casa sono io, però io non ho un lavoro e sono a casa mio malgrado, perché un lavoro non lo trovo. Quanto a queste tipe, meglio perderle che trovarle, tra l’altro devono essere ricche, perché la maggior parte delle mamme che conosco DEVE comunque tornare al lavoro, perché con il 30% dello stipendio ci fai proprio poco. E quella che ti parla è una che quando va ai colloqui ha il terrore della fatidica domanda “Vuole avere altri figli?” perché lei vorrebbe dire che “sì, ne vorrei ancora uno o due” ma sa che dirlo non le converrebbe, ma non le va l’idea di cominciare un lavoro partendo proprio dalpiede sbagliato, e sa che non è onesto, ed è circondata da gente che le consiglia di mentire e aspettare un contratto a tempo indeterminato per rimanere incinta. Per fortuna almeno QUELLA domanda non me l’hanno ancora fatta, gli basta già sapere che ho un bimbo piccolo…

  19. @tortadimele: chiaro che non ci diventi ricca, ma se a casa basta un aiuto perché già entra uno stipendio accettabile per le aspettative della famiglia, può bastare. Specie se poi consideri che in questo modo dovresti (uso il condizionale, perché non lo so per certo) essere coperta completamente dal punto di vista pensionistico e previdenziale. Ma lo dico per fare conversazione, non per polemizzare: ho l’impressione che la percezione della mia posizione in merito stia deviando da quello che penso in realtà. Dopotutto, abito nel paese dell’eccesso opposto: Pigrazia ha lavorato fino alla notte prima del parto e ha avuto 6 settimane (scarse) di ferie, coperte da un’assicurazione solo perché il capo dell’azienda ha tendenze filantropiche. E gli stronzi che ti guardano male se osi rimanere incinta ci sono nonostante l’assenza totale di garanzie…

  20. Ah… magari essere Trinity! Io non sono mamma, penso che forse vorrei esserlo, ma ho ancora tanta paura e c’è un baubau che noi donne temiamo più di tutto che è l’orologio biologico.
    Mi sono permessa di commentare perchè ci sono principi ed argomenti che vanno “oltre”, ci sono priorità che non devono essere dimenticate: i bambini non nascono sotto i cavoli, nè li porta la cicogna, sono frutto di sudore e sangue e sono impegno per tutta la vita, sono esserini da non mettere al mondo a cuor leggero.
    Inoltre è ora di dire basta a tutti gli impuniti di tutti i livelli e di tutte le classi, per ogni impunito c’è un onesto che ne subisce le conseguenze e questo è il danno maggiore.

    commento #60: tu devi stare a casa e il tuo medico non sarà “compiacente” nel farti un certificato, ma sarà solo onesto! infatti in questa sede i dubbi se li pongono solo gli onesti.

  21. l’amica C deve combattere. non cedere al ricatto emotivo.
    credere nei temporali e alla capacita’ dei fulmini di restituire la vita a un paesaggio inaridito.

    futuregirl

  22. Non passa giorno che non manderei a cagare la gente come quella di cui parli nel post. Quanto siamo lontane dalla parità dei diritti e dalla politica per la famiglia! D’accordo con tutti quelli che si scagliano contro con le donne che sfruttano i privilegi ottenuti, ma credo che l’epoca stia per finire: il popolo dei precari, che avanza, le gravidanze se le fa a spese proprie, believe me..
    Un abbraccio all’amica C.

    PS: Skynet: aprirai mai un blog guerresco? Trovo sempre fantastici i tuoi commenti in cui “inciampo”

  23. non passa giorno che qualcuno non voglia mettere il bastone fra le ruote ad una donna che intende realizzarsi a pieno!
    il lavoro sarà pure importante, ma la vita non è solo lavoro, non è nemmeno solo famiglia…credo sia davvero terribile che una cosa bella come la gravidanza debba essere vissuta (per colpa di altri) con senso di colpa, come un tradimento, come motivo di delusione.

    Nonostante andiamo verso il 2008, la parità dei sessi è a dir poco fantomatica…speriamo che il maschilismo c’è oggi nel mondo del lavoro vada scemando.

    Fatti forza amica C!

    Ciao ciao

  24. ho visto cose che voi umani… anche di una titolare in gravidanza che faceva mobbing ad una dipendente in gravidanza pure lei… altro che dolce attesa! questa telefonava a casa della dipendente promettendole fulmini e saette al suo rientro… roba da non credere! ho visto proprio di tutto ora…

  25. Elasti: pazienta, quest’argomento mi prende.

    ma ci fate caso che quando si parla di conciliazione dei ruoli i figli sono solo delle donne?
    anche nei commenti c’è solo questo dire “una donna che vuole un figlio” “una donna che vuole lavorare”… come se il figlio questa donna lo facesse da sola e solo per suo egoistico diletto…
    ma com’è che poi, quando si comincia a parlare di aborto e legge 40 (solo per fare un esempio) tutti si riprendono – e con che foga, che sacro fuoco! – il diritto di parlare ? tutti, buttiglione in testa, hanno da dire e dettare e pontificare ?
    aleanna
    (l’ho detto, m’intrippa ‘sta storia…:-)

  26. @bostoniano: ecco, non credo che quello in cui siete voi sia proprio il sistema migliore, io penso che sia ancora il vostro, solo che andrebbe semplicemente applicato bene, soprattutto nel pubblico. Non lavori perché hai una gravidanza a rischio? O perché c’hai il ginocchio della lavandaia o sei rimasto chiuso nell’autolavaggio? Ok però stai a casa, e io vengo a controllare. E se non è vero faccio un mazzo così a te e 1000 mazzi così al tuo medico.

  27. non passa giorno in cui io non maledica queste persone così idiote, ottuse, maschiliste, stronze, meschine, che fanno sentire in colpa una donna che abbia deciso di diventare mamma una, due, cento, mille volte… e alla tua amica un suggerimento: si lasci scivolare addosso questa cosa e risponda prontamente a questi figli di… che loro non sanno cosa si stanno perdendo… e se ne parlerà quando lei, a fine periodo lavorativo avrà una famiglia e loro non avranno più la sedia cui si sono così tanto aggrappati nella vita! Scusa lo sfogo… un bacio a C.

  28. che bastardi!!! che razza di maschilisti di merda. mi incazzo solo a leggere. la donna è propio considerata un cazzo in qst società di merda. non essere triste C, stai facendo un piccolo miracolo come già ne hai fatti tanti e nessuno può farti sentire in colpa per farti una vita felice.
    Cris

  29. SUZANNE: già. hai ragione. bello schifo

    TORTA: il tuo fervore mi commuove. hai assolutamente ragione

    ZIAMATTA: per andare a kabul cosa ti hanno chiesto, darling?

    ANONIMA: anche io sono convinta che non riuscirei a fare la madre e basta e che se lo facessi sarei una madre orrenda e frustrata. e che i miei figli sarebbero molto più infelici di quanto non siano vedendomi uscire la mattina all’alba

    MUFF82: 😦

    EURIDICEFIORI: per questo bisogna combattere e parlarne e cercare, nel proprio privato ma non solo, di cambiare le cose

    STEFANO: non credo sia facile combattere da sole battaglie così grandi e così rischiose

    EDHEL: già. io sono convinta che una donan che lavora e ha dei bambini piccolo tira fuori risorse ed energie che un uomo nemmeno si immagina

    MADRESNATURATA: 😀

    CUGINOS: mi piace questo approccio riflessivo e cauto

    CRISTELLA: già. e perché nei paesi scandinavi o anche in altri paesi europei tipo la francia hanno tutti una marea di figli???

    A: la tua storia è agghiacciante. però io credo che qui ci siano veramente gli estremi per una denuncia. non hai colleghi solidali testimoni? non hai colleghe a cui questo idiota squilibrato di un capo ha fatto scene analoghe? perché le cose che ti ha detto non sono accettabili, nemmeno se te le dicesse tuo fratello. adesso però no pensarci. rilassati. occupati del fagiolino e fottitene di tutto il resto. un grande abbraccio

    TORTA: su molti… riguardo alle 82 settimane so che scherzavi…

    PIL: 😀

    MAUBAUIS: purtroppo per avere figli il lavoro è necessario e sbattere la porta a volte è veramente difficile

    BIANCAC: 🙂

    BOSTONIANO: io lo so che sotto sotto eravamo d’accordo. comunque tua mamma è una grandissima!

    KLOCHOV: poi io credo anche che dipenda dal tipo di azienda in cui lavori. dove lavora C sono vecchi dentro

  30. @Midsef: non so se all’università si diventa così o se così si nasce. Io so solo che quando sono rimasta incinta lavoravo all’università (dottorato, assegni di ricerca e cose varie) e mi è stato detto: “lei era l’ultima che avrebbe dovuto fare una COSA DEL GENERE”. “Una cosa del genere” rimanere incinta? dopo di che, il mio ex-capo non mi ha più guardata in faccia per 8 mesi (ho laorato fino alla fine dell’ottavo mese, anche se la sede dell’università stava a 200 km da casa mia). il mobbing più pesante l’ho ricevuto da una donna (il mio capo) e da un padre di famiglia (collega). alla fine ho cambiato lavoro.

    @ tutti: le lavative esistono e non è giusto quello che fanno. tuttavia la loro esistenza non può essere considerata un motivo per giustificare la discriminazione di donne-lavoratrici-madri(o potenziali-madri). fin che esisterà un solo caso di mobbing o di discriminazione è giusto parlarne e combatterla.

    @ elasti: che successo questo post! perché non creare un canale di raccolta per consentire a tutte le donne che hanno subito esperienze simili? sarei anche disposta ad uscire dall’anonimato (anche se ho ancora qualche amica alla quale sono molto affezionata nel posto dove lavoravo). intanto ti linko al mio blog!

  31. Scusate ho schiacciato inavvertitamente “Enter”. Cmq, VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! La maternità (cosi come la paternità, concetto ormai dimenticato) sono dei diritti sacrosanti dell’uomo e come tali vanno tutelati. Quei grandissimi figli di p… che mobbizzano la tua amica andrebbero puniti. Purtroppo, il mobbing è difficile da provare forse un avvocato (onesto, Duchesne?) potrebbe aiutare la tua amica. Saluti

  32. Io però questa situazione l’ho trovata solo in Italia.
    Le mie amiche si sfilano anelli di fidanzamento quando vanno ai colloqui ed è considerato accettabile e normale chiedere ad un colloquio quanti anni si hanno, se si è sposate, se si sta pianificando un matrimonio/figli etc… è ridicolo!
    Negli altri paesi (ho lavorato in Francia e UK) è assolutamente VIETATO chiedere queste cose. L’intervistatore può ess denunciato se solo ci prova. Nemmeno possono comunicare l’età. Questi sono tutti informazioni private che non dovrebbero influenzare le abilità/capacità lavorative di qualcuno.
    Purtroppo so bene che in Italia non funziona cosi.
    Il problema è che lo accettiamo, cosi come i giovani che lavorano gratis o per stipendi ridicoli (come è ridicolo definite stipendio 33euro/mese) perchè appena usciti dall’università.
    Perchè fondamentalmente lavorare in Italia è visto come un favore che l’azienda fa a te dipendente, mentre nel resto d’Europa è esattamente il contrario: sei tu dipendente, con le tue capacità e unici pregi a fare un favore all’azienda e l’azienda se ti vuole paga e compete per averti.
    Differenza di base.
    Scusa Elasti, ma sono molto sensibile sugli argomenti del lavoro, specialmente femminile: me ne sono dovuta andare dall’Italia perchè appena laureata, con il max dei voti non riuscivo a trovare lavoro che non fosse 6 mesi a 300euro…e mi continuavano a chiedere se fossi sposata o lo stessi pianificando.
    Ora sono all’estero con tre volte lo stipendio che prenderei in Italia, ma mi manca il mio paese. Non è stata una scelta mia andarmene, ma loro, di tutto il sistema.
    Povera la tua amica, invece di sentirsi felice e programmare il suo nuovo futuro, e esrpimere questa gioia anche attraverso il lavoro (perchè no?!Io quando sono felice lavoro cosi bene!) si sente invece in colpa e discriminata. Dimmi te se è accettabile nel 21esimo secolo sentirsi discriminati la lavoro!

  33. Lo so che non dovrei dirlo: sono infelice.
    Il mio caso? Beh, lo hanno già raccontato in molte: prima lavoravo, con un figlio cagionevole di salute e molto complicato di carattere, non ce l’ho fatta, poi è arrivato il secondo: mi sono messa in interdizione perchè stavo davvero male, ma poi l’idea di affrontare tutto daccapo con un marito che non c’è mai, mi ha terrorizzata. Al lavoro hanno fatto salti di gioia quando mi sono dimessa. Una in meno? No, al mio posto ne hanno dovuto prendere tre. Comunque tutti maschi. Ora sto a casa con i bambini e mi vergogno a dirlo, ma sono infelice. Non era questo che volevo dalla vita.

  34. cara C a oggi la tua bimba avrà quasi un anno…. al diavolo tutti quelli che non ti hanno incoraggiata!!! sei stata fantastica non fuori posto nè traditrice
    un abbraccio

  35. Ciao, anche io sono mamma di una befanina e in attesa della seconda (mancano 4 settimane ormai). Come per la prima befana lavoro full time, ho lavorato fino alla settimana 38 con la prima e sto facendoaltrettanto per la seconda. Non sono wonder woman e non mi vergogno a dire che son stanca, ma non lavoro in miniera e quindi il mio bebe sta al sicuro in ufficio come sul divano di casa. Purtroppo Bostoniano ha ragione, sono circondata da amiche parenti e affini che hanno passato la maternita’ a fare shopping andare in piscina e ricamare o preparare il battesimo, in “finte” maternita a rischio, un vero insulto a quelle donne che la maternita a rischio la vivono davvero e devono restare inchiodate al letto per mesi. Dall altro lato della medaglia, anche per me la maternita ha avuto e avra un costo in termini di carriera, non e giusto e ne sono arrabbiata, ma anche Martin Luther King comincio la battaglia per il diritto al voto da una situazione ben peggiore,….questo insegna che le cose e la mentalita dell uomo/ donna puo cambiare

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