Nonsolomamma

nonna, placcami!

"dai nonna! corri! veloce! prendimi prendimi! no, non così! dalla cintola in giù"
"poi ti faccio male!"
"non preoccuparti, nonna, il tuo obiettivo è placcarmi!"
"ho paura, rischi di cadere!"
"ho capito. non sei pronta. facciamo un po’ di lotta dei galli"
"ma…"
"buttami giù! buttami giù! se poi lo fai bene facciamo una partitella!"
"ti va un bel puzzle?"
"macché puzzle nonna! ecco. ti ho buttata giù io. ho vinto. se te la senti facciamo una partitella…"
"partitella… ma… è un gioco violento"
"placcami nonna. non si parla quando si gioca, è la regola numero uno"
"ma ti butto per terra. c’è il marmo, batti la testa!"
"meta!!!!! meta!!!!"
"ah. adesso facciamo un bel puzzle?"

ci vollero un po’ di tempo, un viaggio in sudafrica e una crociera nello yemen, perché nonna J si riprendesse dallo shock di essere diventata nonna di nipote maschio, la prima volta.
furono poi necessari una gita in mozambico e la dedizione dell’amorevole fidanzato artù che la accolse nel suo castello multi-accessoriato per qualche mese, affinché superasse il trauma di un secondo nipote, sempre maschio.
nonna J sembrava finalmente avere raggiunto un suo equilibrio, dopo tanto penare.
l’ingresso nella sua vita del rugby tuttavia è stato un ennesimo, durissimo colpo.
"ho deciso, vado in egitto per capodanno. ho preso un last minute. non so bene quando torno", ha annunciato lapidaria dopo il placcaggio dello hobbit grande nel corridoio di casa.
e nessuno le ha ancora detto che prima o poi le toccherà passare un sabato pomeriggio a bordo campo a guardare un manipolo di nani con paradenti rotolarsi nel fango.

43 pensieri riguardo “nonna, placcami!

  1. Bè non è facile per una nonna subire un placcaggio. Quando la inviterai alla partita, credo che subito dopo la vedrai sulla sua auto direzione aeroporto, gate “terra del fuoco” ushuaia:):)

  2. ARTU’

    Cara elastigirl,
    non avrei mai immaginato che tu saresti stata capace di mettere in piazza le emozioni, le esperienze di nonna J., nonna che ha sempre affrontato le reazioni di una fragile bambina, tu tanto per essere chiari, che essendo cresciuta ed essendosi riprodotta, avendo dato due maschi alla luce, hai davanti a se una realtà diversissima da quella che ha avuto lei (nonna J).
    Come fa lei, poverella , che ti ha sempre cercato abitini deliziosi per la bambina che eri, ad affrontare discorsi di luridi maschietti che secono da partite di rugby che tutti sappiamo essere uno sport tanto violento quanto cavalleresco; ma per nonna J non è altro che un groviglio di corpi maschili avvinghiati, sanguinanti e maleodoranti.
    Certo che è sconvolta, e, meno male che c’ero io che l’ha portata a risolvere il suo shock in luoghi tranquillizanti.
    Mi rendo conto che dovrò occuparmi di lei un po’ più da vicino, in modo da evitarle dei traumi psichici troppo forti.

    Questo è comunque un chiarimento che dobbiamo avere tra noi al di là di cotesta via di comunicazione.

    Scusa il mio sfogo da vecchio che difende una vecchietta, ma è proprio questa la mia preoocupaziine se si parla di nonna J.

    Ti abbraccio

    artù

  3. Ho letto da Baol di te e non posso più smettere!!
    Anch’io supermamma, ho affrontato da poco un’emigrazione downunder, con marito e un piccolo etzbolla di 4 anni.

    La sua di nonna, pur avendo minacciato fulmini e saette per il ns trasferimento, non resiste alla distanza ( che è tanta, sicilia/australia) ed è pronta per giocare la sua prima partita di rugby a gennaio.
    see ya, anzi no, ci vediamo presto!
    serena

  4. E pensa se si dovesse realizzare la inimmaginabile sventura (tranquilla, MAI accadrà) di un terzo maschio.
    Per fortuna che, quando Mr I. si deciderà, sarà una bambolina che farà danza classica e disegnerà tranquilla.

    Un saluto
    Lydia

  5. Io tremo..il papà di Apocalypto ha giocato a rugby per un po’.A me è capitato di fare l’interprete ai mondiali juniores per la squadra olandese e so di che si tratta..Dici che sono pericolosamente vicina alla realizzazione di un incubo?Meglio che faccia scorte di biancospino.
    Wayta

  6. cavolo, mi fai pensare che sono sempre stata circondata da donne… se un domani dovessi avere dei figli maschi mi ritroverei totalmente impreparata. inizierò a documentarmi sul rugby, non si sa mai 😉

  7. @ 17
    … chissà poi perché chi lascia un commento come il tuo (banalmente aggressivo, insulso e inutile) è sempre anonimo. Eppure se anche ti fossi firmata/o Genoveffa, Peppino o Cunegonda mica ti avremmo identificato… le tue considerazioni da minus habens restavano comunque… anonime, come dire… un problema solo e tutto tuo! 🙂
    Marina

  8. Divertente . . . come femmina in un gruppo di fratello e cugini, sono propensa ai giochi da maschi . . .
    Come mamma di un figlio che a 15 anni è stato “folgorato ” per l’amore del rugby . . . parteggio per la nonna . . . mi sono sempre rifiutata di andare a vederlo giocare!!! 😉

    Ciao, R

  9. Solidarietà alla mamma elasti. Di cui capisco a fondo i sentiri.
    Credo.
    Confortete che per quel che mi pare di evincere se le figlie erano femmine, il viaggio in Mozambico era necessario lo stesso.
    E dopo tutto placcare lo ha placcato eh:)

  10. appena arrivo in ufficio leggo il tuo blog . Brava sei capace di ironozzare anche su quello che fa imbestialire le mamme ! anhe io vorrei affrontare tutto con l’ironia con cui lo affronti tu ! grazie

  11. ARTU’

    Cara Zauberei,
    credo che il viaggio in Mozambico, altri fatti in altre parti del mondo oltre a quelli che faremo in futuro, sono tutti eventi che sarebbero avvenuti comunque. La cosa che conta è a quale voce di bilancio attribuire il viaggio. Il viaggio in Mozambico è andata nella voce di spesa “tirami sù”, un viaggetto di pochi giorni che stiamo per intraprendere è sulla voce “varie ed eventuali”, qualche altro è attribuibile a “guduria guduria”, ecc.
    D’altronde viaggiare con nonna J è molto piacevole, anche al di là del legame di coppia, perchè ha un senso del bello molto vivo, e uno spirito di iniziativa che stroncherebbe un tirannosauro fondista, e last but not least, checché si pensi, un simpatia comunicativa.

    Tanti auguri Zauberei, buon Natale

    artù

  12. elasti, venerdì ero a cena con delle amiche colleghe a casa di una di loro … e tatan.. al momento dello scambio dei regalini.. chi mi trovo davanti? nonsolomamma di claudia de lillo! e allora eccoci a raccontare del tuo libro, blog, etc.. no ecco per dirti, se mai te ne fossi accorta, che venerdì c’eri anche tu a cena con noi! piaciuta la pasta fatta in casa? e la torta alle mele di mio marito? (e dai, sulla torta, sii sincera! non mi offendo e lui neanche!). cmq per tornare al tema: brava nonna j. fa proprio bene. anche se da figlie.. le vorremmo sempre a disposizione! ciao, N.

  13. già che la terzogenita che crescerà ai bordi di campo di rugby…. mica penserte che giocherà con le bambole!!!! eheh… la nonna per allora si sarà fatta le ossa per placarne 3!!.. Artu allenala bene!

  14. Io credo che, se al momento di diventare nonna avrò le stesse possibilità economiche di nonna J, non mi comporterò tanto diversamente da lei. Con una differenza, però: io il trauma del maschio l’ho già avuto quest’anno, e l’ho esorcizzato con la crema cacao della Venchi 😉

  15. X Artù
    Mozambico…
    lancinante nostalgia
    se tornando laggiù (sicuramente prima di me) mangiatevi un paio di pasteis de nata del cafè continental anche per me
    buon natale!

  16. Io proporrei un blog tutto su Artù e la nonna J . . .
    Per quelle che sono mamme di figli grandi, così si preparano a diventare nonne! 😉

    Bravo Artù, io penso che tutte noi che ci stiamo avvicinando a quell’età vorremmo vicino un gntiluomo come te! 🙂

    Ciao, R

  17. x Artù:
    Ma allora esisti veramente?
    Ti prego non difendere nonna J da Elasti… è evidente che non ne ha bisogno!
    Inoltre Elasti è la figlia, è normale che la vorrebbe un po’ di piu’ per se’…
    E chi non spenderebbe un po’ di tempo volentieri con nonna j… dico bene?
    Quello che provo per mio padre: ha un nipotino di 9 mesi e l’avrà visto 10 volte, non mi immaginavo che sarebbe andata così, ma poi lo capisco: ama viaggiare, godersi la vita, voleva una femminuccia ed è terribilmente affascinante… motivo in più per sentirne la mancanza 😦
    Io e il mio piccolo hobbit viviamo spesso soli, molto tempo lo passo a sentire la mancanza di qualcuno!
    Blondich

  18. “””” nessuno le ha ancora detto che prima o poi le toccherà passare un sabato pomeriggio a bordo campo a guardare un manipolo di nani con paradenti rotolarsi nel fango.
    “””

    noto una punta di compiaciuto sardonico sarcasmo…. ci manca solo che i nipoti le dicano HOP HOP HOP 😉 ciao

  19. PS per Artù …

    Va bene innamorato! ma la piccola elasti ha dovuto sorbirsi gli hop hop implacabili di Nonna J… nella vita dei corsi e ricorsi storici c’è la nemesi: CHI DI HOP HOP FERISCE, rischia di essere “placcata” dal nipote rugbista… e visto che poi nonna J ha tanto di Cav. Artù a raccoglierla e rianimarla con cotali viaggetti… non ci piangerei sopra ai suoi cedimenti e/o ruzzoloni …

    HOP HOP HOP…. 😉

  20. Oggi ho comprato i regali per i miei nipoti, e mentre girovagavo pensavo a questo post, effettivamente, per quanto gli adori, io non mi sono ancora ripresa dal trauma di aver avuto due maschi…continuo ancora a vedere giochi e vestitini da bambina, mamma mia!

  21. Arturissimo non ti arrabbiare – si scherza:) si scherza con un personaggio narrato, e non sappiamo esattamente quanto tempo poi in termini di ore, il personagigo concreto faccia la sua attività di nonna.
    La questione della concretezza riguarderebbe però nel caso Nonna J e aprirebbe la complessa questione – non facilmente risolvibile: hanno i nonni il dovere di occuparsi dei nipoti? qual’è er quantitativo giusto. Ma mi auguro che non accada perchè la questione è annosissima.
    Buon natale!

  22. pensa mia mamma che ad un certo punto ha visto i suoi due figli dispari (una femmina in età da figli maggiorenni e un maschio in età da figli e basta) provare palccaggi nel corridoio di casa a passarsi una palla ovale in giardino con grida che nemmeno al 6 Nazioni…

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