Nonsolomamma

un post per giovanna

questo è un post per giovanna, del commento 64 al post precedente. per giovanna che dice: "sono a volte triste e depressa e non riesco a fare tutto quello che vorrei, e allora elasti mi sembra un esempio irraggiungibile, che non soffre mai, che riesce a fare tutto con ironia, che riesce a dormire, a scherzare, a vivere". è un post per chi pensa che ci sia qualcuno per cui la vita sia in discesa, sempre e comunque. per chi pensa che l'elasti-vita sia un fumetto e che l'elasti-mondo sia truman show.
questo è un post per dirsi, per dirci, che siamo tutte, o quasi, sulla stessa barca, che l'ironia a volte è l'unica arma che ci rimane, che piangere si può, ma non in pubblico, che ognuna di noi, nessuna esclusa, perde qualche pezzo, giorno dopo giorno.

lui aveva annunciato: "questa settimana non parto, anzi no, parto solo per 24 ore. vado e torno. non te ne accorgerai nemmeno". e lei si era rilassata, come le capita sempre quando lui c'è: viene colta da una sorta di narcolessia, una generalizzata decontrazione, un improvviso incoercibile desiderio di mollare gli ormeggi e lasciarsi andare. "andrò a londra domani sera e tornerò mercoledì", aveva spiegato. lei non aveva dormito, aveva la tosse, il raffreddore, la nausea, la febbre, i brutti pensieri e l'ansia. non era andata a lavorare, vincendo senso di colpa e del dovere in una botta sola, ed era rimasta a letto, a dormire, mentre lui lavorava nell'altra stanza e vegliava su di lei.
alle 6 del pomeriggio la casa era piena di hobbit, lei era in pigiama, ancora ubriaca di sonno e influenza, lui si mise la giacca, le scarpe e si avviò verso la porta. "allora vado. ci vediamo domani", comunicò girando la chiave nella toppa.
e lei fu colta dal panico. perché non poteva restare lì con quei tre bambini. perché non avrebbe saputo badare a se stessa figuriamoci ai suoi figli. perché quello che solitamente era routine la paralizzò e la annichilì. le mancò il respiro. "la vita è troppo difficile per me", disse. "se vuoi posso partire domani e tornare giovedì", propose lui. "non si può. giovedì mattina vado a lavorare all'alba e se tu non ci sei a chi lascio i piccoli alle sei, quando esco?".
lui uscì. lei pensò: "non ce la farò mai". lo hobbit piccolo disse: "mamma, mi viene da gomitale. mi polti una bazinella?", il microbbit fece la cacca, lo hobbit grande si ricordò che non aveva fatto gli esercizi di aritmetica. lei voleva urlare, singhiozzare, accartocciarsi e farsi minuscola, nascondersi e diventare invisibile, arrendersi, scusarsi e scappare via.
inspirò, espirò e chiamò nonna J, la sua mamma, perché quando hai la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo ci sono due sole persone che possono aiutarti: la mamma o lo psichiatra di cui è purtroppo sprovvista. nonna J non rispondeva o forse lei aveva sbagliato numero e intanto qualcuno non doveva più vomitare ma aveva molta fame, qualcun altro aveva infilato la testa nella lavatrice e un altro ancora non voleva fare i compiti.
la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo furono ricacciate piano piano in qualche anfratto del pozzo nero, durante la preparazione della cena.
elastigirl quella sera scrisse un post sul desiderio di una pensioncina a sesto san giovanni e andò a dormire, sull'orlo del precipizio, senza dirlo a nessuno.

ciao giovanna.
elasti, l'esempio irraggiungibile.

199 pensieri riguardo “un post per giovanna

  1. Anch'io mi sono commossa… grazie Elasti… grazie per tutte quelle volte che leggendoti mi fai smuovere qualcosa dentro che per quel giorno mi fa vedere il mondo con un paio di occhiali migliori… :'-)!

  2. Grazie per questo bellissimo post Elasti!
    Come vedo siamo in ottima compagnia…certi giorni è proprio dura…(io tra l'altro ho la mamma anaffettiva)…xò poi guardo mio figlio, mi sfogo con mio marito e un paio di amiche e tutto passa… 
    Anch'io comunque leggendoti non ho mai pensato che tu fossi un "mito irraggiungibile" ma una donna fantastica, questo si!!!
    Un forte abbraccio a tutte e un bacio e te!
    Manu

  3. Il posta valeva anche per me, un bimbo solo, un compagno che ne chiede un altro  e tanto terrore.
    Ho paura di tante cose, di non essere una brava madre, di farmi prendere dal panico quando resto sola con mio figlio e non so cosa fargli fare.
    Si, il tuo post era anche per me.
    Grazie e speriamo sempre che domani sia un giorno migliore

  4. L'altro giorno sono rimasta da sola con i miei due (4 anni e 1 anno), mentre il mio lui era via per lavoro. Avevamo tutti l'influenza intestinale e io ho avuto quel momento di panico. Cosa succede se sto così male che non mi riesco ad alzare dal letto? Cosa succede se stiamo tutti malissimo alle 4 del mattino? Quando anche il papà lontano si è ammalato il panico è aumentato: come faccio a trovare qualcuno che venga a casa mia alle 7 quando esco per andare in ufficio? In quei momenti ti rendi conto di quanto è fragile l'equilibrio della tua famiglia, di quanto sei sola senza l'aiuto di nonni vicini, di quanto tutto potrebbe andare storto e ti senti la responsabilità del mondo sulle spalle…

  5. ieri sera sono andata a letto sfatta (e io ho una sola bimba di 15 mesi che ha appena iniziato a camminare, un lavoro di merda dall'altra parte di milano, un marito che si barcamenta come può x' non ha neanche un lavoro di merda) con la consapevolezza che la vita è più difficile di quel che ti aspetti, e con la consapevolezza che tuttosommato sono una brava mamma (LUNGI dall'essere perfetta, anzi!!!), una moglie decente e una casalinga terribile… ma d'altronde mediamente sono sul 6, che vorrei tante cose, ma che spesso è meglio buttarla sul ridere che sul piangere!

  6. Una domanda terra terra: ma se tu puoi (devi) stare a casa perchè sei malata, perchè Mr Incredible non può saltare una giornata del suo preziosissimo lavoro? Lo so, lo so che non timbra il cartellino, ma una moglie con la febbre e tre figli piccoli senza babysitting mi sembrano un motivo sufficiente. Ho imparato col tempo che noi scoppiamo perchè non chiediamo mai aiuto e alla fine tutti sono convinti che non ci serva. Prima dello psic, e prima del peggio, fermiamoci un attimo a riconsiderare quello che ci sta intorno e quello che ci sta dentro.

  7. ma davvero c'è ancora chi crede che qualcuno possa essere sempre felice, senza mai un problema nè un'esitazione? dopo l'adolescenza non so se si può definire ancora ingenuità o sia più appropriato cercare altri termini, ben meno lusinghieri…
    però è ammirevole il voler esporre al pubblico solo la parte migliore.
    grazie.

    Claudia-cipi

  8. Cara Giovanna,
    potrei dirti anche io che questo è uno dei periodi peggiori che ricordi…non che i topini stiano male, anzi, però tutto il resto crolla: dalla caviglia che mi fa ancora male dopo la storta e caduta di 10 gg fa (all quale ovviamente ha seguito giornata di lavoro e non visita al pronto soccorso e nemmeno ghiaccio in ufficio), al lavoro che oggi c'è e (non esagero davvero) forse tra 6 mesi non c'è più (va bene se sarà tuttalpiù diverso e meno gratificante ma almeno stipendiato), alla bottiglia di detersivo da 2,5l che ieri alle 22 è caduta dal ripiano del ripostiglio e ha riversato quel liquido blu e denso ovunque obbligandoci a pulire fino a mezzanotte quasi e lasciando chiazze pressochè indelebili sul pavimento (non lava, unge!!), a mia mamma che tra 15 gg sarà in ospedale.
    Eppure stamattina sono qua, trucco e tailleur sotto la pioggia battente, pausa caffè sul blog di elasti, pronta per la presentazione inutile del pomeriggio che mi impedirà di andare a conoscere Elasti.
    Tiriamo avanti cercando di sorridere. Ma se proprio il sorriso dopo mesi non ti riesce, allora vai a cercare qualcuno che ti aiuti a ritrovarlo, un analistapsicologopsichiatra vattelapesca ma vai. Te lo dice una che non l'ha mai fatto ma si è pentita,

    Kira The Cat

  9. Hai proprio ragione: condividiamo le stesse sensazioni di inadeguatezza e smarrimento, di stanchezza cronica e paura di non farcela…
    ed e' vero: leggerti aiuta a vedere la propria vita da un altro punto di vista, a trovare un sorriso e l'ironia anche nei momenti più disperati.
    Leggerti aiuta a non arrendersi, perche' in questa battaglia quotidiana siamo in molte a combattere, stessi pensieri e stesse problematiche, stesse difficoltà giorno dopo giorno.
    Leggerti aiuta anche a vedere oltre la stanchezza e le difficolta', ad amare i piccoli doni che i nostri mostriciattoli ci fanno ogni momento, ad apprezzare il loro amore sconfinato e incondizionato, a guardare avanti con ottimismo.

  10. una mia amica mi dice che dobbiamo affrotare il mondo con ironia….
    non ho figli …..ma la vita alle volte mi atterrisce come a tutti….ecco in quel momento cerco l'assurdo in quello che sta accadendo e miracolosamente l'ansia si calma, tutto sembra risolvibile, ed il sole splende anche se fuori piove…
    l'ironia è la bacchetta magica che mi tiene a galla nei momenti critici…grazie elasti

  11. Tutte a volte sprofondiamo in un buco nero ma tutte abbiamo la possibilità di risalire magari un po' più lentamente.
    Credo che il valore dell'esempio stia nel pensare "posso farcela anch'io", ognuno ha delle risorse (come nonna J o il cioccolato) che può attivare anche se in certi momenti i pensieri sembrano girare a vuoto e non riusciamo a trovarle.
    Un abbraccio.
    Una lettrice affezionata

  12. E pensare che Elasti si è presa pure il lusso di ammalarsi un giorno, pernsa chi non ha nemmno una tata, una mamma o una suocera vicina o comunque qualcuno che ti dia una mano, pensa!!

    Una non può nemmeno ammalarsi!

    Siamo tutte supereroine! E' la nostra indole!

  13. C'è stato un periodo in cui mio marito armi e bagagli partiva dal giovedì al martedì successivo tutte le sante settimana (per qualche anno..) e mi lasciava sola con i due bambini piccoli, mentre vomitavo dal mal di testa, dato che ero sofferente di nevralgie ed emicranie, fino alla menopausa per lo meno una settimana al mese ero in croce!

    Mi ricordo i giorni sul divano disperata a controllare di tanto in tanto i bambini e scolare la pasta dopo che il mio più grande l'aveva mescolata fino alla cottura. Tra un vomito e l'altro… i miei non sempre potevano tenermeli e mia mamma è morta che avevo 19 anni!

  14. Che dire …sarà che stamattina ho lasciato a scuola un figlio grande che ieri sera piangeva perché vittima dei soprusi da bullo di un compagno di scuola, e un figlio piccolo che era "a pois" per una strana allergia a farmaci di cui non si capisce il decorso, mentre io dovevo correre a lavorare (e anzi, ero già  al telefono appena uscita da scuola). Sarà che piove a dirotto, sarà che ho 41 anni (che presto saranno 42), e come molte donne mi arrabatto a far quadrare il cerchio di una vita di madre, moglie e professionista (pur con molti aiuti materiali, che non guastano, ovviamente, ma non sono tutto …), sentendomi spesso come il criceto sulla ruota della sua gabbietta. Sarà che per di più ho anche mal di testa. Comunque, il risultato è che né Giovanna, né Clauda-Elasti mi sembrano poi così diverse da me, almeno questa mattina. Ciao, a loro e a tutte.
    Gibi.

  15. mai avevo pensato che per te fosse tutto facile. Io con il mio ometto di quasi 3 anni e una nanerottola di appena 3 mesi leggo la fatica, la stanchezza nei tuoi ironici post. E' anche per questo che mi piacciono. Si intravede che sei come noi ma non ti lamenti mai esplicitamente. Quando dici 'ricorderò questo momento di stanchezza come uno dei più felici della mia vita' io cerco il sorriso della nanerottola mentre alle 4 di mattina non ne vuol sapere di dormire.

  16. Cara Kyra the Cat, vado dallo psicoanalista da 5 anni. Prendo dei farmaci. Ma il problema vero è che mi vergongo di tutte e due le cose. Il mio super-ego non ammette la fragilità. figuriamoci la depressione. Sto imparando che volersi bene è la cosa più difficile del mondo e la più dolorosa. Accettare i propri limiti, anche la propria depressione, i propri attacchi d'ansia invece di scacciarla via come una malattia vergognosa, che ti marchia al mondo. A volte bisognerebbe anche dire: non ce la faccio e magari vedere che non succede niente.

    Buona giornata a tutti

    Giovanna

  17. Capisco benissimo cosa intendi dire con "per chi pensa che ci sia qualcuno per cui la vita sia in discesa, sempre e comunque. per chi pensa che l'elasti-vita sia un fumetto e che l'elasti-mondo sia truman show", ci sono vite che contraggono e altre che si espandono e a volte a furia di espandere sembra di non farcela più e poi miracolosamente ce la si fa ancora… Ieri mattina dopo avere lasciato la truppa a scuola, pronta a mettermi in autostrada per la mia solita oretta di andata, mi sono ritrovata in auto a urlare e a pingere da sola che non ce la facevo più, ho chiamato la mia mamma e sono arrivata a destinazione con tutto il trucco disfato, ma con i battiti e il respiro sufficientemente regolari da poter affrontare un altro giorno in ufficio e la seconda ora di ritorno in autostrada. Ciao Elasti

  18. Cara elasty, ho comperato il tuo libro in stazione a Roma la settimana scorsa! Mi sono appassionata e divertita. Stavo tornando da un colloquio di lavoro, ho un piccolo hobbit di due anni, un marito quasi part time, o elasty lavoratore, e un lavoro da ricercatrice che finirà tra quindici giorni…vorrei avere l'ironia necessaria per affrontare a gennaio il nuovo lavoro da consulente assicurativo, (cosa che mi spaventa a morte!), alla modica distanza di 60 km da casa, e senza nessuna certezza, con la voglia e la speranza un giorno di aver un altro hobbit…..ma è normale avere tutta questa paura….sarà forse il genere di lavoro…..aiuto!!!!

  19. Ciao Elasti,
    ti leggo da mesi e ho divorato entrambi i tuoi libri, ma è la prima volta che lascio un commento.
    Mi hai fatto ridere e piangere molto spesso, ma mai come oggi, leggendo questo post, ti ho sentita simile a me.
    Ho una piccola peste maschio di 17 mesi e un altro maschio nella pancia che promette di essere tutto tranne che tranquillo. Ho un lavoro che mi lascia molto tempo libero, una mamma e una suocera super fantastiche e soprattutto un marito molto presente e molto disponibile.
    Eppure, te lo dico col cuore in mano, sono stanca. Stanca di non dormire una notte intera, di non riuscire a finire un libro iniziato quasi un mese fa, di non poter prendere la macchina e uscire a far shopping per i cavoli miei. Stanca dei bagnetti serali e dell’acqua spruzzata ovunque, della pappa rifiutata con ostinazione, dei capricci, dei no immancabilmente ignorati, dei giocattoli sparsi ovunque.
    A volte mi trovo a guardare l’orologio e a contare i minuti che mancano all’ora in cui il piccolo va a dormire; poi lui si addormenta, lo guardo trasognata e mi sento in colpa perché penso di non essere una brava mamma. Mi sdraio sul divano con mio marito a guardare lost, ma dopo mezz’ora crollo dal sonno e mi sento in colpa perché penso di non essere una brava moglie.
    Eppure la cosa buffa è proprio quella che dicevi tu qualche giorno fa: che presto ricorderemo questi momenti come tra i più belli della nostra vita.
    Un abbraccio
    silviaf

  20. Ma scusa, ma che marito hai? capisco che tu ne sia innamorata e questo è bello, ma un uomo che abbia acconsentito a mettere al mondo tre figli immagino che non l'abbia fatto solo per compiacerti no? E dunque a volte è bene saltare un giorno di lavoro e stare vicino alla propria famiglia. Se non altro per dimostrare che è più importante di tante altre effimere cose.
    E perdona la franchezza.
    Lorenzo

  21. Questa tendenza a pensare che gli altri abbiano una vita in discesa è piuttosto comune. e spesso lo si pensa proprio di chi appare forte, allegro, sorridente, ottimista, disponibile.
    Invece facciamo tutti la nostra fatica quotidiana, a volte con più energia altre volte quasi scarichi.
    Spero che il weekend ti abbia rigenerato e quando sei stanca fermati un attimo a guardare non quello che hai ma quello che hai fatto finora nella vita e gongola di piacere e di orgoglio: tre figli, due libri, un blog e tutte le altre cose che tu sai.
    Carol
    (che ha uno spasmo della palpebra da circa due mesi dovuto a stress  -diagnosi fresca di questa mattina – perchè ha momentaneamente esaurito la sua energia)

  22. @27
    se sei tornata al lavoro troppo presto e se come mi sembra di capire hai un contratto che lo consente, puoi ancora prendere l'aspettativa facoltativa fino ai 3 anni del bambino al 30% o fino agli 8 senza retribuzione..

  23. E' vero, tuttte facciamo una difficoltà incredibile a sostenere il peso della vita! a volte una bella dormita non guasterebbe….ma vi è mai capitato, di essere nelle condozioni giuste per farlo…tipo bimbo piccolo dai nonni, domenica piovosa e senza impegni, ed essere immancabilmente sveglia alle sei?
    e comunque, la formula di elasty mamma, sorridere ed essere ironici, è l'unico modo per vincere le paure e le difficoltà quotidiane, perchè purtroppo i problemi sono sempre tanti, lavori precari, difficoltà di coordinamento, ma abbattersi non porta a niente, anche se a volte, è la via più comoda….

  24. E' bello, confortante, oserei dire rilassante sapere di non essere sole ad affrontare giornate estenuanti, chilometriche che appena finiscono, subito ricominciano che se si riesce a lasciare i figli a scuola e ad arrivare in orario al lavoro si può dire che metà della fatica è già stata superata, sperando poi che i bimbi non tornino da scuola con febbroni da cavallo, che non si buchi la ruota durante il  viaggio di ritorno, che si faccia in tempo a comprare il pane, che si abbia la forza a fine giornata di stendere i panni cha a malapena sono riusciti ad uscire dalla lavatrice la mattina e nel frattempo a offrire tempo di qualità e sorrisi e sicurezze ai nostri bimbi…leggere le esperienze altrui ha su di me un effetto benefico…non tanto per "mal comune mezzo gaudio" ma perchè testimoniano la grande forza che siamo capaci di sprigionare e così, se a volte ne dubitiamo, sappiamo che in fondo ce la faremo…
    Certo a volte mi chiedo a cosa ci porterà nel tempo questa frenesia di cui siamo protagoniste, mi chiedo che effetto avrà sui nostri figli…però per il momento continuiamo a correre

    CIAO

    Mogliemammalavoratricebibliotecaria

  25. semplicemente grazie.
    grazie perchè ci fai ridere….
    grazie perchè ci fai piangere…
    grazie perchè ci rendi partecipi delle gioie che ti danni i tuoi figli…
    grazie per averci fatto entrare nella tua vita seppur in modo virtuale.
    sei unica

    lunasole79

  26. Non si può piangere in pubblico perchè il terrore è che se inizi, poi corri il rischio di non riuscire più a fermarti. Che se il muro con cui argini la spossatezza, il disfacimento, il senso di inadeguatezza, la paura e tutto il resto crolla una volta davanti a tutti, non ci sarà più modo di rialzarlo.
    E se con l'angolo dell'occhio, guardando dietro di te, ogni tanto intravedi il mostro che ti perseguita, il trucco è fare finta che non esista, non piangere, stringere i denti e piano piano andare avanti. Se lo guardi davvero potresti poi non essere capace di distogliere gli occhi. E' per tutto questo, per me, che non si piange in pubblico.
    E la fatica di vivere riguarda tutte le donne (per gli uomini non mi pronuncio, ma mi pare di no), con figli e senza, zie di nipoti orfani, figlie di mamme anaffettive, single di ritorno e male o bene maritate.
    Se io, l'inossidabile, io la iron woman, io la risolutrice, mi sono ritrovata al telefono ad urlare singhiozzando a mia madre che non sono d'acciaio, cosa c'è di strano?
    E davvero l'ronia è l'unico modo di tornare elasticamente a sorridere della vita, dell'universo e tutto quanto.
    Un abbraccio a tutte noi.

  27. Cara Elasti grazie per questo post. Meraviglioso.

    Da parte mia mi aggiungo alla lista di quelle dotate di madri anaffettive, lontane, assenti.
    E poco interessate ai nipoti, almeno quelli che ho fornito io.

    Coraggio e stringiamoci fra noi,

    Baci a tutte le mamme,
    meno baci alle nonne assenti.

  28. la mia migliore amica ha la mia età, 51 anni. ma ha fatto i figli tardi, e così si ritrova 3 maschi e 1 femmina dai 16 ai 10 anni. ha un ex marito sbattiballe, che li prende quando non s'inventa qualcosa di meglio, che le versa l'assegno mensile (1000 euro per 4 bambini) al 15 del mese quando va bene. stamattina mi telefona e dice "non ce la faccio più. sono troppo stanca e vecchia per avere dei figli adolescenti". non ha più una madre nè un padre, e un fratello che vede a natale, forse. di mestiere cura gli animali, ma anche lì c'è la crisi. ogni tanto ci chiediamo, alla mattina alle 6, prima che le mie figlie inizino a litigare per il bagno e i suoi a menarsi per le scale, chi ce l'ha fatto fare.

  29. Dopo un post così mi sento meno sola. E non mi piace il fatto che anch'io spesso provo invidia per chi mi sembra affronti tutto meglio di me.
    E sembra, dall'esterno, che per molte sia più facile.
    Ma forse hai ragione tu, non si può piangere davanti agli altri.
    O meglio sono poche le persone con cui ci si sente liberi di piangere e lamentarci ed ammettere le proprie lamentele.
    Ho una bimba di 5 anni e un pancione al nono mese di gravidanza molto desiderato nonchè un compagno mediamente presente.
    Eppure ci sono momenti in cui mi viene il panico: ce la farò? Come farò?
     a far tutto, dal parto, alla gestione della casa, alle cose pratiche e mi sembra di dover contare solo su me stessa.

    Un abbraccio

    Gae 

  30. a me un post così fa venire il magone, ma per un motivo diverso da quello espresso dai commenti che precedono il mio.
    perché è vero, non siamo sole, siamo tutte così, è normale, ci siamo passate tutte e ce l'abbiamo fatta… ma nessuno si ferma a domandarsi se sia giusto? perché farci inghiottire dalla società, dal lavoro, dalle aspettative del mondo che ci circonda, dall'ansia… ma è vita?
    noi donne/madri/mogli/lavoratrici/massaie siamo la rovina di noi stesse, perché non siamo capaci (o non vogliamo farlo) di ribellarci e prenderci la nostra vita.
    va bene non prendersi sul serio, va bene l'ironia, va bene trovare il proprio modo di sopravvivere e lo facciamo, un giorno sì e il giorno dopo pure. ma se ci fosse un altro modo?

    non sono arrabbiata con nessuna di noi mamme, tantomeno con elasti che si mette in vetrina perchè ciascuna di noi possa specchiarsi nelle sua avventure. sono solo un po' stufa di dovermi adeguare…

    Chiara

  31. Oddio sparisco qualche giorno e mi ritrovo in una valle di lacrime ( o muro del pianto, a seconda dei punti di vista) .. ma che è? che è successo? ma che è .. avete tutte l'angoscia di vivere?

  32. Elastic ,donne  e  tutti voi,
    la  vita  è un 'immenso luna park,ecco  le  considerazioni che voglio  postare.
    Capita di trovarsi  sulle montagne russe,avere  molta paura,ma  di sapere  che  prima  o poi  si scenderà.
    Sì,la  vita  è un'esperienza  da brivido,prendiamola come  viene,affrontiamola al meglio,in  qualche  prima  o  poi ne  verremo  fuori.Nulla  dura  in eterno
    Marianna  agospirato +.

  33.  Cara Elasti,
    mi chiamo Sara (sì, proprio come la tua adorata nonna) e ho due magnifiche bambine: Lara e Lisa, rispettivamente di 27 e 6 mesi.
    Purtroppo non ho una ValentinaDioLaBenedica con me, né i nonni (anche per volontà mia e di mio marito), né, per ora, nemmeno gli asili che mi aiutino un pochino nella gestione delle mie cucciole.
    Mi rimbocco le maniche e cerco di fare tutto al meglio anche se i momenti di sconforto, soprattutto per l’inattività lavorativa, spero momentanea, ci sono sempre.
    Volevo ringraziarti perché leggere il tuo libro “NONSOLODUE” (ovviamente dopo aver letto anche “NONSOLOMAMMA”) mi ha allietato le giornate, aiutata in momenti molto tristi e fatta sentire meno “pesce fuor d’acqua”.
    Grazie, Elasti, grazie davvero.
    Spero che tu scriva presto un altro libro che renda più facili e spensierate le giornate di noi mamme d’oggi.
     
    Sara

  34. x Chiara qua sopra: mia cara, io come donna, mamma ed ex-lavoratrice che ha lasciato il lavoro per la famiglia ti capisco, capisco la tua frustrazione, ma purtroppo mi tocca dirti che un'alternativa non c'è.

    Puoi avere il marito più collaborativo del pianeta, e ti parla una privilegiata che ce l'ha, ma la biologia ci da dei limiti inesorabili:

    – che i treni migliori della fertilità partano nei migliori anni di formazione professionale è una legge biologica. Forzando la quale ti ritrovi a giocare con la roulette russa della pma e degli effetti a lungo termine delle bome ormonali che quelle pratiche si portano dietro.  E solo 3 su 10 ce la fanno, le altre restano tristemente a braccia vuote.
    – che i primi anni di vita i piccoli umani abbiano maggiore richesta di mamma che di altri è anche questa una legge biologica. Allattiamo noi, il nostro corpo gestito dai nostri ormoni ci rende capaci di capirli meglio, di curarli meglio.
    – che l'identità maschile sia diversa da quella femminile sembra inutile dirlo ma a volte sfuggono ai più le conseguenze di ciò: nella gestione familiare maschile e femminile si completano a vicenda ma solo in parte si sovrappongono. Pensaci, vorresti davvero essere sposata con tua zia evelina?

    Io non ho trovato altre soluzioni che quella proposta anche nei paesi scandinavi, che questi temi hanno a cuore da anni: lunghe maternità di 2-3 anni per le madri, a casa a curare i figli. A differenza delle scandinave le mie maternità non le ha retribuite nessuno, abbiamo abbassato il budget familiare (credimi, si può, quanto inutili sprechi e falsi miti ci sono in giro) e ho ritrovato equilibrio e serenità.

    Se tu o altre avete altri suggerimenti su come risolverci, come problema-donna intendo, scrivete che prendo nota.

    Solidarietà a tutte

  35. me lo dico sempre " ce l'hai sempre fatta e ce la farai" 
    E un po' è vero. alla fine ce la facciamo tutte.
    solo che a volte la vorresti avere quella benedetta spalla su cui piangere. La mia è virtualmente questo blog. scendono 2 lacrime e poi tutto riparte. Mia mamma c'è. viene tutte le mattine a tenere la mia piccola ( e tante e grazie!), ma è distante anni luce. e questo fa ancora più male.

    Mary (quella che sperava tanto di venire oggi, ma con 'sto tempaccio come mi muovo con i bimbi?)

  36. Un post che fa commuovere per quanto sia vero e rispecchi i bisogni e le ansie di qualunque madre. Mai come in questo periodo la solidarietà fra donne-mamme mi fa commuovere… e quanto ci sia di vero che siamo noi donne a non voler chiedere mai, a volersi investire di mille responsabilità e più vite sulle spalle…. cambieremo??

  37. la vita per una mamma è dura, stanchezza stress, paura di non farcela, il lavoro fulltime e tutto il resto, è dura con un bimbo, immaginiamoci con due o con tre figli. pero' vorrei cogliere una piccola differenza, e non so se questo è il caso di Giovanna. il punto è i pezzi che si perdono giorno dopo giorno, i buchi neri, la stanchezza, ci sta, fa parte della vita, ma un conto è ci stanno, pero' c'è pure tuo marito che comunque oggi non c'è ma domani torna, ti aiuta ti ama, ti raccoglie, la mamma, che comunque ogni tanto ti da  una mano,il lavoro gratificante,  i figli che stanno bene, e dall'altra, il lavoro  che manca, i soldi che non bastano a tirare avanti , il marito che nemmeno ti guarda e forse  ti sta per lasciare. o ancora peggio un figlio che non sta bene. insomma, tutto dipende da come si chiude il cerchio. ecco quindi, a me per fortuna  il cerchio si chiude, e come me,  anche a tante altre mamme, ma io  come faccio a dire, dai tirati su, tutto passa, non sei da sola, ad una mamma, che il cerchio non si chiude? ecco io in questi casi  non so proprio cosa  dire….

    Sharon&G

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