Nonsolomamma

orario visite

“cosa ci fai ancora qui? credi di renderti più interessante stando qui dentro? ti sbagli, sai? ti sbagli di grosso”, gli dice un’amica con gli occhi azzurri, che fa il medico, di quei medici a cui affideresti la vita, la casa e i segreti.
“come ti trovo? come una befana derelitta, con quella copertina sulle gambe e la vestaglia sulle spalle. cosa vuoi che ti dica? che sei un fiorellino? no, che non sei un fiorellino. mica posso mentire!”, dice il collega con i baffi, con cui ha diviso anni di pendolarismo e molto altro.
“devi avere pazienza. bisogna avere una diagnosi. senza una diagnosi non te ne puoi andare di qui. smettila di scalpitare e rilassati. tanto scalpitare non serve a niente”, dice lo zio C che ha aspettato tanto tempo e qualche anno fa ha ricevuto un fegato nuovo da qualcuno che non c’è più (“era una donna, ne sono sicuro”) e di pazienza se ne intende parecchio.
“hai bisogno di una connessione internet, del computer portatile, di tanti film e di libri bellissimi, altro che radiolina mp3”, dice elastigirl, anche se lo sa che lui resiste a tutto questo perché avere un computer, una chiavetta internet, dei film e dei libri, nella sua testa significa arrendersi a una degenza lunga e il solo pensiero di arrendersi lo fa uscire di senno.
M non dice niente, ascolta e non si siede. lascia parlare gli altri e, quando tutti vanno via, resta a dire e ad ascoltare quello che si dice e si ascolta solo quando si è soli.
anche T, l’elasti-fratello, resta in silenzio. resta in silenzio ma c’è sempre.

nonno A è ancora in ospedale. ha lasciato il reparto sorvegliati speciali in cui si poteva entrare uno per volta, con le sovrascarpe e il camicione verde. adesso è in una camera doppia. ieri con lui c’era un signore filippino taciturno che gli piaceva molto. oggi c’è un signore sardo che non sta mai zitto e gli piace un po’ meno.
la tac dice che non si capisce granché e che bisogna fare qualche altro esame.
“io domani parlo con il medico. gli dico: ‘se volete che guarisca dovete farmi uscire di qui subito. perché ho l’affanno? perché sono prigioniero, ecco perché”, dice lui che è insofferente e si sente una befana derelitta, proprio come dice il collega con i baffi, ma sotto sotto lo sa che questa prigione al momento è esattamente quello che gli serve.

27 pensieri riguardo “orario visite

  1. Auguro a nonno A, a te e a fratello T di farvi presto una risata pensando a tutto questo, per ora tenete duro e pensate anche ad altro. Rots

  2. In bocca al lupo, elasti! Spero davvero andrà tutto bene. Ti leggo sempre, mi piace il medio più medio, Mr. Incredibile, lo hobbit piccolo e il suo mocio, la somatizzazione dell’hobbit grande. siamo tutti noi (a parte il pendolarismo londinese ;))) un abbraccio, tifiamo per voi, teneteci informati 🙂

  3. Stare in ospedale e non avere la diagnosi e sentirsi una befana e fare i conti con la propria salute.. dev’essere angosciante per il nonno, ma almeno ora può ricevere più visite (e senza camicione verde che fa tanto ospedale) e vedere più persone, così da potersi ricordare del mondo là fuori che lo aspetta, perché presto uscirà, vedrete!
    Ciao, Elle.

  4. Forza Elasti,fratello T e tutta la famiglia…sono questi i momenti in cui dovete stare uniti più che mai…quando ti capita di far brutti pensieri,di essere sicura che questo periodo non passerà mai,quando ti senti stanca troppo stanca guarda quei tre…e passa tutto. un abbraccio e tienici aggiornati.

  5. Vi penso… cercate di resistere alla tensione.
    Tutti insieme.
    In silenzio o parlando troppo.
    Ma sapendo che tutti i pensieri vanno nella stessa direzione: passerà!
    Licia

  6. Sicuramente da qualche parte anche nonno A sa che esser lì è quello che gli serve, ma appena ci si sente “meglio” ogni giorno passato in ospedale sembra un giorno sprecato..Gli invio virtualmente un carico di pazienza, che servirà anche a regger meglio il compagno sardo ,ajò!

  7. Stanotte ho sognato che mio padre era ricoverato in ospedale…ormai sei così “dentro” la mia vita che mi immedesimo anche nei sogni…Coraggio ElastiClaudia, ti capisco e ti abbraccio forte.

  8. Continuo a seguirti e ti sono vicina.
    La vita è un esercizio di pazienza, in certi momenti è solo un esercizio di pazienza.
    Un abbraccio.
    Perinzia

  9. Forza e coraggio e tanti in bocca al lupo a nonno A!
    Buona l’idea di un libro alla volta…..
    E’ spelndido, ma NON consiglio, dato il momento, ne l’ultimo di Dacia Maraini ne quello di Conchita De Gregorio! Secondo me un bel Montalbano d’annata sarebbe l’ideale!
    Abbracci stretti
    CristinaDiRoma

  10. Ti sono vicina… come commentavo a un altro post, noi siamo stati in una situazione simile all’inizio di quest’anno, con l’aggravante che Nonnocalabrese era ricoverato in un ospedale del SUD… e ho detto tutto… 😦

  11. Ciao Elasti, sono momenti duri, coraggio. Spero riusciate ad andare al matrimonio di tua cognata. Visto che il vostro weekend a Trieste è saltato già due volte se non sbaglio.
    In bocca al lupo!

  12. sono anni che con gli ospedali e’ un viavai, e penso di capire cosa si possa provare in situazioni simili. Un grande, grande augurio ed un in bocca al luipo perchè tutto si risolva presto e bene, e possiate godere tutti insieme di feste liete e serene.

  13. Menomale che c’ è anche un Elasti-fratello, che o sono distratta o davvero non c’ era bisogno di menzionare, come tutti quelli silenziosi che per`ø, silenziosamente ci sono quando serve.

    Convincerlo a tutte le attrezzature per scaramanzia? Nel senso che dopo che avete messo su l’ ambaradan, n on ha neanche il tempo di guardarsi un paio di film in pace perchè lo dimettono esattamente dopo l’ ambaradan? È sempre così nella vita in fondo.

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