Nonsolomamma

ex ante ed ex post

se le avessero detto, ex ante, che un giorno si sarebbe chiusa a chiave lì dentro, si sarebbe seduta sul meno nobile degli scranni con la schiena all’indietro e gli occhi chiusi, avrebbe inspirato e espirato in silenzio, facendo finta di non esistere, come un soldato in trincea, avrebbe ignorato il vociare, i lamenti, le lusinghe, i richiami all’ordine e le percosse alla porta, per poi urlare: “sono in bagno, sto facendo cose mie, lasciatemi in pace, mostri”, con la voce della strega di biancaneve, si sarebbe agitata parecchio.
ex post invece, il gabinetto le sembra un rispettabilissimo nonché legittimo alibi per una fuga da se stessi, dal nemico o, ancora meglio, dai propri figli.

69 thoughts on “ex ante ed ex post

  1. Il gabinetto E’ un rispettabilissimo posto per la fuga da chiunque si voglia fuggire.
    E’ un’utilissima zona neutra dove ci si può rifugiare e il resto viene – momentaneamente – sospeso. Però se ne esce generalmente rinfrancati, dopo aver respirato un po’.
    Un abbraccio e coraggio.

    PS. a proposito del ‘meno nobile degli scranni’: mia nonna lo chiamava “Il Trono”.

    1. MITICO!!! Ho incominciato ad apprezzarlo quando tentavo la fuga dalla mia ex suocera ….. un flusso continuo di parole e moto perpetuo ….. e dopo qualche minuto da dento il bagno sentivo “ma dove è andata” AAAAAARRRGGGGH!

    2. Beh….da quì sembra che avere figli sia una tortura…conosco persone che pagherebbero oro per lavorare un po meno e poter dedicare più tempo ai loro bimbi. Bah.

      1. Certo, ma il problema è che i mostri non si arrendono e continuano a battere alla porta, autandosi anche con le macchinine, fino a scrostare la vernice…

  2. si fanno un sacco di cose sul sacro scranno, mia madre ci ha pure scritto la tesi…ehm, poi si è laureata a pieni voti…non malignate 🙂

  3. Parole sante, un tempo era zona open space pure x le mie sanguisughe, oggi complice il mio SONO IN BAGNO!! Tipo ruggito della leonessa, ho quei 5/10 minuti zen grz ai quali a volte ho persino pubblicato sul blog 😛

  4. Io vi scrivo dal trono…. Ma ho la mia nana di 7 mesi che gioca x terra sulla pedana…. Xche’ se provo a mollarla fuori sento un mamamamamama disperato… I vostri post mi lasciano intendere che non riavro’ mai piu’ la mia privacy??? Aaahhhhhhhhhhhhhh

  5. al posto del bagno , puoi fare come me ! un bel corso di pilates !
    lo so che mi dirai : “no, non ho proprio tempo, come faccio ???”
    anch’io ho tre figli maschi. lavoro e mio marito lo vedo solo la sera. eppure ci si può organizzare!
    vedrai che è un toccasana
    e quei tre mostri diventeranno meno temibili! 🙂

    1. life..fantastica! ti leggo sempre su vanity e ora ti ritrovo anche qu! che meraviglia internet…:) ormai mi sembra di avere dei veri conoscenti!

  6. concordo pienamente: per me quel luogo rappresenta la trasgressione preferibilmente con la sigaretta accesa e finestra rigorosamente spalancata.

  7. La sottoscritta ha preso l’abitudine di non chiudere la porta del bagno, per paura che i nani possano buttarsi dal balcone/farsi male/ingerire sostanze nocive e altre cose simili. Abitudine che devo assolutamente cambiare per avere almeno 5 minuti di privacy. Almeno in bagno. Brava Elasti che riesci a farlo.

  8. elasti, sei una santa se sei arrivata solo ora a chiuderti nel bagno! 🙂 Io sono messa male, a volte trovo molto zen sedermi sul trono e fissare l’oblò della lavatrice con i panni che girano…

    Silvia mamma di tre pesti femmine

      1. Il mio quasi quattrenne fino all’anno scorso ci regalava ore di tranquillità rimirando l’oblò della lavatrice in funzione ….. conosce tutte le fasi del programma di lavaggio!!!

  9. il bagno è un’ottima soluzione, ma se proprio vuoi assoluta solitudine io consiglio sempre la lavanderia: non c’è anima al mondo che ti segua o ti offra il suo aiuto.

  10. Io non ho resistito ai tentativi di suicidio contro la porta, per cui il mio bagno si è trasformato in saloon. Ancora oggi la privacy è quasi inesistente e chiunque si sente legittimato a interrompere le operazioni perchè “scusamammavadodicorsa”.

  11. non commento mai, ma oggi proprio non potevo astenermi.
    Anche per me il bagno è il mio magico rifugio.
    seduta sul trono finalmento tiro un sospiro di sollievo, della giornata quasi passata!!!!
    come si dice dalle stelle alle stanze per signore.

  12. Beh, allora non sono la sola!
    I miei due figli mi controllano a vista dal divano e fino a quando sono in cucina mi ignorano ma quando vado in bagno (o faccio una telefonata) ecco che hanno sempre bisogno di qualche cosa. Dal bagno li chiudo fuori in due sole occasioni: quando mi devo cambiare perchè ho il ciclo e quando faccio la doccia. Cmq la porta rischia sempre di essere sfondata.
    A corollario va detto che mio marito si chiude sempre a chiave e in più di un occasione ho dovuto far fare pipì alla piccola in un contenitore da frigor (il bagno è uno solo purtroppo).

    Simona

  13. Portati le cuffie con la musica, così ti isoli bene, inspiri ed espiri meglio perché oltre alla musica senti solo il tuo respiro, e porti avanti un po’ dell’autogestione iniziata da mister i (quindi non abbandoni del tutto il tuo ruolo di educatrice di prole, vedi?), ti rilassi, non pensi a nulla di ciò che c’è fuori dalla porta, bensì a tutto quello che c’è fuori dalla finestra e che, per tutto il tempo delle “cose tue in pace”, sarà come se fosse cosa tua.
    Ho scritto tre motivi per ascoltare musica in cuffia (isolamento, respirazione, autogestione) perché io sono fissata col tre che è il numero perfetto, ma che te lo dico a fa’, tu lo sai già: hai tre figli! 😉
    Buona giornata,
    Elle 🙂

  14. E’ vero che la voce che ci esce in quei momenti in cui siamo “leggermente” alterate assomiglia molto a quella della strega di Biancaneve. Ogni tanto mi domando come mi esca? E subito dopo me ne pento… Ma poi ci ricasco! La solita indemoniata…

  15. Cara Elasti,
    continua così, sei sulla strada giusta, la riconquista del proprio spazio personale. E’ vero, con l’arrivo dei pargoli svanisce come neve al sole, ma piano piano si può riconquistare.
    Direi che i tuoi mostrilli hanno l’età giusta per cominciare la tua lotta per la riconquista, non mollare.

    Un aiuto insperato verrà dal maggiore, di solito più legato alla mamma, che ha visto progressivamente deperire e inselvatichire con l’arrivo dei fratelli. Farà di tutto per darti un po’ di respiro, va solo indirizzato e aiutato ad organizzarsi: puoi chiedergli 15 min di tempo per stare in bagno organizzandogli i biscotti preferiti del piccolo in cucina, un gioco o un cartone per tutti e 3, e spiegandogli perchè ne hai bisogno, rassicurandolo sul fatto che non stai impazzendo e non c’è niente che non vada, istruendolo a venirti a chiamare per le emergenze.

    I maggiori sono magici, il giorno prima tu li tenevi per mano, quello dopo ti portano loro.

  16. Io in bagno mi innervosisco ancora di più. Come chiudo la porta le Shukorine cercano di aprirla, battono e raschiano. Io da dentro che urlo. No, preferisco le 8 del mattino, quando tutti, dico tutti, se ne sono andati di casa e io mi godo il silenzio della mia cucina!

  17. ……. cara, lo abbiamo fatto tutte!
    Non dolerti per questo, abbiamo bisogno di un posto SOLO nostro, anche se non è il più nobile come dici tu. Condivido pienamente.
    Renza

  18. Mio figlio ha visto l’illustrazione del blog e mi ha fatto un po’ di domande: perchè quel bimbo piange? io: perchè è come voi. e perchè la mamma fa così? io: perchè è come me. Lui: ma se sono solo in tre?!
    ahahahah deve darsi una calmata, il mio primo di quattro 😉
    Baci e solidarietà,
    Tobina -che-non-riesce-ad-andare-in-bagno-da-sola-se-non-in-‘quei-giorni’

  19. forse vengo da un’altra epoca, ma io non ricordo di aver mai neanche pensato di poter andare in bagno quando il medesimo era occupato da uno dei miei genitori (anche perché si chiudevano a chiave) e trovo un po’ inquetante questa cosa dell’andare in bagno tutti insieme appassionatamente. anche perché così è un po’ difficile inculcare due concetti:
    – esiste la privacy
    – esistono fatti della vita che non si esplicano in pubblico, bensì in privato.

    1. Marina, Amelia,
      evidentemente venite da un altro pianeta: o non avete figli, ho li avete ancora in forma di bacherozzo immobile, ho avete un aiuto fisso a casa.
      Infatti non riuscite a cogliere il punto: qua non si tratta della privacy sì-privacy no in bagno, ma del fatto che il bagno è, di solito quando si hanno figli, una delle 2 sole stanze dotate di chiave.
      Ed Elasti ha avuto bisogno di chiudersi dentro per evitare l’orda assassina, sanguisuga, cannibale, dei figli che non hanno pietà e ti chiedono di continuo qualcosa, un etto di sangue di solito.

    2. ho capito che elasti ha usato il bagno come rifugio, ma continuo a non capire tutti gli altri commenti ed in particolare:
      – perché quando si hanno figli non ci devono essere le chiavi sulle porte (a parte un paio);
      – perché un figlio deve pensare di poter entrare in bagno con i genitori o deve pensare di essere autorizzato a buttare giù la porta a calci e pugni nel caso questa fosse chiusa.
      sotto Natale a casa di parenti uno dei bambini di quattro anni e mezzo è tranquillamente andato in bagno lasciando la porta aperta, davanti a tutti. magari se vista l’età cominciasse a capire che il bagno è un luogo privato e la porta va chiusa…
      è vero non ho figli (e neanche bacherozzi…), mia madre ne aveva e non aveva aiuti in casa e in bagno ci andava da sola e non ho mai pensato di entrare.

      1. Perchè non devono esserci le chiavi?? Perchè i bambini potrebbero chiudersi dentro e non riuscire ad aprire … poi che fai ….. abatti la porta con l’ascia??!!?? Infatti spesso la chiave del bagno non è nella toppa ma su qualche mobile. Infine 4 anni non sono 40, può ancora andare in bagno con la porta aperta …. tra uno o due anni svilupperà da solo il senso del pudore e comincerà a chiudere la porta. Mica se a 4 anni va in bagno con la porta aperta da grande diventerà un maniaco con l’impermeabile!!!!!

      2. MarinaM, la chiave la rimetti quando i figli sono abbastanza grandi da non rischiare di ammazzarsi da soli con qualche spigolo per casa… e quindi di ricordarsi il giorno dopo quello che hanno fatto il giorno prima. In altre parole: nemmeno io ricordo di aver mai pensato di entrare in bagno coi miei dentro (senza bussare), ma questo è un insegnamento che viene fornito all’età opportuna, per il momento se sono da sola con mia figlia (2 anni) preferisco avere la porta aperta 😉

  20. Ma perché nell’esatto istante in cui chiudi la porta del bagno anche i miei bimbi hanno l’urgenza urgentissma di dirmi qualcosa…. anch’io untilizzo il bagno come rifugio antiatomico!!!!!!
    Ame

  21. il trono bucato!
    ottimo. porta chiusa, un po’ di libertà.
    ma meglio, per me, è la camera da letto, luogo sacro e inviolabile ai rompiscatole. già, Lorenzo, mio figlio, doveva e deve starne alla larga, a meno che non lo decida io!

  22. Anche io utilizzo il bagno come rifugio. Ma la porta chiusa attira sempre. Quindi uno dei detox quotidiani è sistemare la lavastoviglie dopo cena. Si lo so sembra un pò desperate housewives, ma giuro mi si rilassa la testa. Non penso a niente. Sono in silenzio. Da sola. Respiro. E raccimolo quel pò di energia che serve a finire la giostra di bagno e nanna. L’importante è avere un angolo di mini-fuga. E possibilmente del cioccolato!

  23. La scusa del bagno è sempre la migliore, anche se la mia piccolina considera la porta chiusa come un’onta e inizia a piangere chiedendosi: pecchéee pecchéeee la potta è chiusaaaa!!

  24. Anch’io ieri sera sono fuggita in bagno per 10 minuti dalle mie prossime 5enni e 3enni (lasciandole al papà sopraffatto da giorni dal mal di schiena). Ho portato con me solo chi da quasi 13 settimane mi tiene compagnia nella pancia! 🙂

  25. Marina, Amelia,
    evidentemente venite da un altro pianeta: o non avete figli, o li avete ancora in forma di bacherozzo immobile, o avete un aiuto fisso a casa.
    Oppure proprio non riuscite a cogliere il punto: qua non si tratta della privacy sì-privacy no in bagno, ma del fatto che il bagno è, di solito quando si hanno figli, una delle 2 sole stanze dotate di chiave.
    Ed Elasti ha avuto bisogno di chiudersi dentro per evitare l’orda assassina, sanguisuga, cannibale, dei figli che non hanno pietà e ti chiedono di continuo qualcosa, un etto di sangue di solito.

  26. io non sono mai sola, neanche in bagno, prima o poi uno dei 2 irrompe sempre..e ormai sono istruiti anche sul ciclo, nonchè sulle coppette!!

  27. ah carissimi, come mi sento vecchia! ho cominciato ad usare la scusa del “sacro scranno” quando mio figlio era piccolo (ora ha 36 anni) e non ho mai smesso. E’ sempre stato utile per fuggire temporaneamente dalle richieste del figlio in crescita, per ritagliarmi un po’ di tempo solo per me, alla larga da figlio e marito – L’accesso in bagno era proibito e per fortuna i miei uomini lo hanno sempre accettato – P.S. ho scoperto che mio figlio usa lo stesso sistema con moglie e cucciola – eh eh

  28. ciao.ho una figlia di 2anni, angelo fuori casa, testarda calabrese dentro, un marito spesso in traferta ed un lavoro da libero professionista ovvero senza orari. Stiamo cambiando casa in affitto, in una citta’ che nn e’ la mia, scuola materna x la bimba ed pensando ad un secondo figlio…quando lo sconforto mi assale leggo il tuo blog (oltre ai tuoi libri) e mi sento sollevata e meno sola!grazie V.

  29. MarinaM, l’hai detto, non hai figli. Quando erano molto piccoli piuttosto che lasciarli soli a far danno me li portavo in bagno io, poi ho smesso di chiudermi per evitare che si suicidassero contro la porta, il piccolo amava buttarsi con tutto il triciclo contro i vetri delle porte finestre, per anni abbiamo avuto i vetri bassi tappati col compensato. Nonostante questo non fa il kamikaze, quando ne sente il bisogno si chiude in bagno come tutti, anche se sì, effettivamente nessuno di noi si sente particolarmente in imbarazzo per la nudità o altro, ovviamente in ambito familiare, ma questo non mi sembra un gran difetto e soprattutto non ci ha resi socialmente indesiderabili. Un po’ più di elasticità no, eh?

  30. Mi unisco al coro di ”pure io”!!! Le mie (2 e 5) manifestano sempre quakche impellente necessita’ davanti a porta del bagno chiusa o cornetta del telefono in mano: sesto senso? Psicosi? Sindrome da abbandono? Comunque W La Chiave! …mi decidessi a usarla anch’io…

  31. Non ho più commentato da quando è cambiata la “piattaforma”. Non sono più capace di mettere la mia foto…sono ritornata anonima uff.

    Ma il gabinetto è fortissimo, succede anche a me ma siccome abbiamo tolto le chiavi per evitare che loro ci si blindino dentro, il vocione stile strega bacheca non basta quasi mai e la privacy è distrutta anche lì.

  32. mmmhggià.. anche casa mia è priva di serrature interne.. finisce che la mia privacy si sente più sicura nei bagni della stazione. con buona pace del sorridente addetto passa-moccio che riscuote la mancetta ignaro del recondito motivo di tanta generosità… 😉

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