Nonsolomamma

pensieri hobbit

“nella mia scuola ci sono bambini che fanno sempre i pazzi”
“cosa vuol dire ‘fanno sempre i pazzi’?”
“vuol dire che disubbidiscono e trattano male tutti, prendono mille note e sono indomabili”
“indomabili? che bella parola. sai cosa vuol dire?”
“certo che lo so. se no mica la usavo”
“già… e secondo te perché questi bambini sono indomabili? un motivo ci sarà, no?”
“non so. forse perché non hanno il papà, o la mamma, o i nonni. o magari pensano che nessuno gli voglia bene”
“…”
“e allora sono arrabbiati e vendicativi. comunque adesso ho altri pensieri”
“quali pensieri?”
“il fratello della mia maestra oggi è caduto in moto. lei è andata via con le lacrime. speriamo che non sia morto”
“ma no, dai. vedrai che non sarà niente”
“lo dici tu. lei aveva le lacrime. ma secondo te, se il fratello è morto, lei sarà troppo triste per continuare a insegnare alla nostra terza?”
“io non credo che suo fratello sia morto. credo che tu debba essere ottimista e dormire”
“e se è morto?”
“se fosse morto lei sarebbe comunque la vostra maestra. una maestra triste che avrebbe bisogno di molto aiuto e molto affetto, ma sempre la vostra maestra”
“ah. il mio amico lorenzo ha detto che con la sua mamma questa sera dirà una preghiera, così il fratello della maestra guarirà”
“fa bene, lorenzo. chi crede in dio e nelle preghiere fa bene a pregare in questi casi”
“…”
“buonanotte”
“mamma…”
“dimmi”
“tu ci credi alle preghiere?”
“non proprio. però credo che le preghiere possano fare stare meglio chi le dice. e non è poco”
“tu preghi?”
“no, ma tu, se vuoi, se ti senti, puoi farlo”
“mi mancano le parole. non me le ricordo”
“non servono. bastano i pensieri”
“ok. allora adesso penso. così domani la mia maestra è con noi. bella contenta. e suo fratello magari si è rotto il mignolo che poi si aggiusta benissimo”
“questa era già una preghiera niente male”
“dici?”
“dico, anche se non sono un’esperta”.

82 thoughts on “pensieri hobbit

  1. post molto bello come sempre. Ne approfitto per chiederti consiglio su come porsi nei confronti della religione quando si hanno figli. Ho una bimba di sei anni che ha cominciato la dottrina (l’abbiamo battezzata) ma senza troppa convinzione…proprio perché noi genitori siamo abbastanza laici e poco praticanti. Diciamo che l’abbiamo battezzata giusto per darle una base, ma sul resto non siamo troppo convinti…e visto che lei ovviamente fa domande ci troviamo un po’ spiazzati. Soprattutto io, il papà tende a dare risposte più scientifiche! Non so se sono stata molto chiara…

    1. io credo che la tattica migliore sia la sincerità. se tu credi in dio ma non vai in chiesa semplicemente glielo dici e le spieghi perché non vai. se non credi glielo dici ma le dici anche che ci sono persone per cui invece la religione è molto importante e che un giorno lei potrà scegliere. sono convinta che l’incertezza e il non detto disorientino i figli, l’onestà li rassicuri. ovviamente ti parlo da mamma che si è posta il problema e non certo da teorica.

      1. Cara Elasti, sono cattolica e praticante e dal basso della mia ignoranza penso che tu ti stia comportando in maniera corretta 🙂
        HG è davvero un principe 🙂

      2. anch’io, credo e pratico da sempre, ma le tue parole mi hanno commosso… penso che anche noi credenti dobbiamo dare la stessa spiegazione ai ns figli…perchè il mondo non va in una sola direzione, ed è giusto che le conoscano e rispettino tutte! Grazie Elasti.

    2. Posso dire la mia? L’opinione di una figlia non battezzata.
      I miei genitori hanno fatto una scelta per me (perché qualcosa bisogna pur sempre scegliere) che è stata quella di non indirizzarmi verso nessuna confessione. A sei anni, esentata dall’ora di religione a scuola, ho chiesto loro di potervi partecipare – principalmente perché non amavo sentirmi “diversa” dai miei compagni. Ho seguito quelle lezioni fino alle quinta elementare con il loro appoggio e amore. Ho scelto, poi, di mia spontanea volontà di non parteciparvi più per il resto del mio percorso scolastico.
      I bambini sanno decidere con i loro tempi e la loro sensibilità un po’ sgangherata. Ciò che conta è il semplice e incondizionato appoggio dei genitori in un percorso che può rivelarsi davvero delicato.

      1. Stavolta non sono d’accordo. Se Dio (con la maiuscola, per favore: non costa nulla, ma è più rispettoso, quanto meno di 2000 anni di tradizione cristiana) esiste, non è affatto indifferente. L’atteggiamento da struzzo (absit iniuria verbis) non mi pare affatto “equilibrato” e neutrale: se non insegno, in realtà tarpo le ali, impedisco di coltivare un ambito dell’animo umano assolutamente importante, e lascio tutto alla dimensione orizzontale, importante ma non sufficiente. Insomma, in menefreghismo educativo non funziona mai, né sulla buone maniere, né sui talenti che ciascuno ha, né sulla didattica, né sulla religione. Questo è il mio parere, probabilmente poco condiviso su questo – comunque splendido – sito.

      2. Vorrei rispondere a Giovanni che Elasti ha scritto anche lorenzo con la minuscola. E’ sua abitudine non usare le maiuscole, anche dopo il punto. Non credo intendesse… sminuire Dio in un modo tanto piccino.

      3. per Giovanni, appoggio in pieno e devo dire che concordo che il menefreghismo educativo non funziona proprio, solo quando si conosce si può scegliere e forse neppure dopo.Poi ai bimbi basta una parola semplice e a noi sembra una bellissima preghiera.

      4. ma il menefreghismo dove lo vedi, giovanni? i miei figli non frequentano, perchè io credo che dio non esista, ma se un giorno loro vorranno frequentare lo faranno. non è menefreghismo, solo diversità di pensiero.

    1. @ Fefo
      Io sono arrivata addirittura a dire: Ti prego, dimostrami che esisti: intervieni in qualche modo! 🙂
      CristinadiRoma

  2. Perchè non gliela insegni qualche preghiera Elasti? Non pensi che diano conforto? Ho pure letto che il ritmo della respirazione di quando si dicono i rosari è quello della meditazione, dello yoga. E poi sapere delle poesie a memoria sì e perchè il padre nostro o il cantico delle creature no?

    1. ma perche’ magari non si crede in dio o non si sente un’appartenenza alla chiesa cattolica o altra? ma che domande sono?

  3. Ciao. Credo che la verita’ nelle nostre parole sia fondamentale e credo che elasti sia brava e coraggiosa a mettersi cosi’ in gioco coi suoi figli: non e’ mica facile dargli cosi’ piccoli’ questa ”liberta’ di scelta, penso sia sinonimo di intelligenza . Noi siamo credenti e, lavoro permettendo, praticanti. E’ piu’facile per noi insegnare il nostro credo, chi non e’ convinto…beh, onesta’, rispetto per se’ stessi e gli altri non sono mica da poco?! Ci sono principi ”morali” che sono aconfessionali, concentriamoci piu’ su quelli!
    Non voglio far la maestrina, ma credo veramente che i nostri comportamenti siano mille volte piu’ importanti di insegnamenti ”istituzionali”. E brava elsti, ancora una volta!

  4. Ups…. ho pubblicato il mio commento prima di finire di scriverlo… volevo dire anche che lo ritengo un bambino estremamente sensibile…
    Mi raccomando stacci attenta… trovo che la sensibilità sia una ricchezza grandissima… ma purtroppo quando lo si è così tanto… si rischia il trituramento totale ad ogni passo!!!!
    (Firmato: una che è stata triturata in maniera devastante per tutta l’adolescenza e solo ora si sta riprendendo)

    http://ciccisnestandgarden.blogspot.com/

  5. molto bello questo post, ed è ancora più bello il tuo modo di porti. io sono cattolica per le carte ma non pratico non ricordo le preghiere e a volte mi sento proprio lontana anni luce dalla religione…peccato che poi ci sono le persone attorno, quelle più vicine a me, che secondo le “regole” della chiesa non dovrebbero essere considerate cosi cattoliche ma sono pronte a puntare il dito e ad obbligarti a fare dire…elasti quanto mi brucia questo argomento.

  6. Che bel post. Il tuo hobbit ha decisamente una grande sensibilità.
    Complimenti anche per il modo che hai di affrontare con lui gli argomenti ‘difficili’ (religione, morte, etc.), spero di riuscire anch’io con la mia pulcina a essere così chiara e avere tanto tatto.

  7. L’Hobbit grande è proprio un GRANDE!
    E tu hai scelto la strada più giusta, quella di essere sincera.
    Io, cattolica e praticante con percorsi non sempre lineari e non sempre facili, trovo di una bellezza struggente la scoperta da parte dei “piccoli” dell’esigenza di “altro” rispetto al materiale. E amo insegnare ai bimbi a pregare e parlare loro di Dio. E finisce che quella che veramente impara sono io.
    Faccio anche io una preghiera per il fratello della maestra…

  8. Che argomento delicato e scottante cara Elasti ! Da padre agnostico, ma profondamente interessato alla religione, avevo lasciato campo libero ai miei figli, potevano andare a messa con la nonna, andare all’oratorio se volevano, anche fare le gite in montagna con dei preti intelligenti, non gli ho negato alcun testo di qualsiasi religione.Con i piccoli nipotini devo lasciar le scelte ai genitori, laici,ma succubi di influenze cattoliche molto integraliste.Cosa dire del tuo simpatico hobbit, ci sono molte preghiere, come il padre nostro o altre massime buddiste,coraniche o solo di filosofi che aiutano l’uomo a superare la paura della morte e del male, da ripensare o pronunciare a voce alta, non come formule, ma con tutto il nostro convincimento e che ci fanno stare meglio.
    Io gliele leggerei, sono senz’altro meglio della saga di guerre stellari.
    E qua ammetto torna a galla il noioso nonno talpone

  9. HG splendido. Argomento religione intrigante. Sono cresciuta con due genitori apprezzabili sotto tutti i punti di vista, che si sono sforzati di non manifestare MAI le loro idee politiche o religiose per far si che io mi costruissi un pensiero indipendente. Ha funzionato in un senso più ampio. erano i fantastici anni 70 si
    voleva destrutturare tutto.

  10. I bambini ci chiedono verità e tu gliela stai dando con le tue risposte sincere. Noi adulti tendiamo a sottovalutare la loro sensibilità e il loro desiderio di verità. E quando toccano argomenti come la morte e la trascendeza ci mettono in crisi (la mia quattrenne ha voluto spiegazioni sulla morte, non facile….)
    Molto bello questo post!

  11. condivido molti dei pensieri espressi nei post precedenti.
    sulla sincerità, sul lasciare libertà di scelta ai propri figli, sul cercare (almeno!) di non condizionarli troppo con le nostre di scelte.
    ma la cosa che mi ha davvero colpita più di tutte è la sensibilità di HG.
    e quoto pienamente Giringirella: la sensibilità è un dono meraviglioso che a volte ti si ritorce contro, sarà bene che HG impari a farsi le spalle grosse. nel frattempo strapazzalo di baci, grazie!

    1. nessun male. assolutamente. ma in quel caso mi sembrava che un pensiero spontaneo fosse più rassicurante e intimo che parole ripetute a memoria.

      1. “però credo che le preghiere possano fare stare meglio chi le dice. e non è poco”
        oddio, che meraviglia queste parole!!!!

        nessun male. assolutamente. ma in quel caso mi sembrava che un pensiero spontaneo fosse più rassicurante e intimo che parole ripetute a memoria.

        applauso..

        Ciao Pat

      2. in questo avresti ragione… se non fosse che pregare non è ripetere pèreghiere a memoria! Le preghiere a memoria sono un aiuto, come pure la liturgia, ma pregare è, semplicemente e incredibilmente, “parlare con Dio”. Forse hai tu stessa aiutato tuo figlio a pregare, con quel consiglio. a parlare con Dio. Ohibò!

      3. Ma se uno non è credente, come fa a insegnare a qualcuno a parlare con dio? sarebbe come se dovessi insegnare a qualcuno a pregare la fata turchina. io non vi capisco

        viola

      4. sì certo spontaneo è meglio. Anche avere qualche esempio è importante. E rispendere a una domanda così accorata di un bambino è bello. E dire insieme il padre nostro può essere una cosa bella, magari dicendogli che gesù ha insegnato ai suoi amici questa preghiera e che tante persone quando vogliono pregare dicono così….
        C’è un film che ora non riesco a ricordare in cui un bambino nel momento della paura recita la preghiera all’angelo custode, a questo pensavo ieri quando ho scritto.
        La mia bimba ha scritto una piccola fiaba a scuola; se non ne avesse mai ascoltata nessuna sarebbe stata in grado di scriverla? o sarebbe stata più libera perchè non condizionata da altre fiabe?

  12. Brava! come fai a trovare sempre le parole giuste? io con i miei figli faccio sempre un po’ fatica nel cercare di spiegargli questa vita sempre un po’ troppo complicata per loro.

  13. Sono credente. Il Mercante no. Cerchiamo di adottare la stessa filosofia di rispetto e libertà.
    Credo che la fede sia fonte di consolazione e non di costrizioni e non avrei saputo dare un messaggio migliore ai miei figli!
    Ti stimo davvero!

    1. fonte di consolazione e non di costrizione: non so se ti farà piacere, ma ho copiato questa tua frase e me la sono appiccicata sulla mia bacheca delle Verità

    1. c’è forse qualcuno o qualcosa che ti obbligano a leggere? se ti serve aiuto per riuscire a non farlo io sono disponibile a darti una mano senza problemi davvero

    2. epperò hai risposto…
      è che non capisco che fastidio possa dare. tutto qui.
      personalment enon ho mai scritto “sei tutte noi!”, “ci rappresenti!”, “sei unica!”, ma non capisco perché debba così tanto disturbare.
      ammetto di avere molti limiti, questo si.

      1. Non è che cambia molto chiamarsi “anonimo” oppure “Jersey” tanto lei la faccia ce la mette tu o voi come ho visto in altri post non solo non ce la mettete ma sprizzate veleno da tutti i pori.

  14. E’ commovente la dolcezza di questo fanciullo, di una sensibilità fuori dal comune è fortunato xke nei suoi dubbi nelle sue paure sa che troverà sempre due genitori aperti e onesti in cui rifugiarsi e non è cosa da poco complimenti!!!!

  15. Grazie per la risposta, che leggo solo ora. Hai trovato come sempre le parole giuste per esprimere quello che ho sempre pensato! un abbraccio

  16. Io sono la mamma di uno di quei “bambini pazzi”, lui ha una mamma, un papà e dei nonni che lo adorano e stanno in tutti i modi cercando la strada migliore per renderlo un pò più tranquillo e sicuro di se… ma se il saggio HG ha qualche idea da darmi… ne farò tesoro!

  17. Mi son scese le lacrime.
    Non tanto per l’argomento, ma per la delicatezza di tuo figlio.
    Credo che se un giorno uno dei miei (3 e 1 anno rispettivamente) mi parlasse in qsto modo sentirei di aver fatto un buon lavoro.

    Mme

  18. volevo solo scusarmi di aver postato in forma anonima più su non sapevo di dover tutte le volte ripetere l’operazione ora che lo so…

  19. Che profondità incalcolabile sanno avere i bambini…
    Mio figlio (7 anni) piangendo ieri sera mi ha detto che se qualcuno volesse uccidere me, il papà o i fratellini lui si sacrificherebbe per noi…
    Mi ha lasciata in lacrime e senza parole, ho saputo solo abbracciarlo stretto…
    Tobina

  20. una bella sensibilità per un bambino. E la questione ‘credo nel valore della preghiera’ non era facile da affrontare. Non è facile pensare ai figli come a degli individui che hanno valori e pensieri diversi dai nostri, e non è facile insegnare quello in cui non crediamo.

  21. Che tenero il tuo hobbit grande!
    Certo che e’ una conversazione bella impegnativa da affrontare a fine giornata! Ma come fai ad essere così’ decisa e a trovare le parole giuste ???
    Ed io che la sera fatico a trovare energie per leggere qualche libretto al mio (unico) nano duenne.. ho ancora molto da imparare!

  22. Trovo molto difficile trovare parole neutre per rispondere a un bimbo che si interroga sulla religione. Come possibile dare una reale libertà di scelta e, contemporaneamente, essere onesti sulle proprie idee? Voglio dire, se devo dire cosa ne penso di una cosa molto seria e importante non dirò mai “fai come ti senti”, piuttosto spiegherò in modo convinto le mie ragioni. La religione che è una cosa che comporta riflessioni troppo profonde e “vitali” perchè io possa restare neutra! Complimenti per le parole che hai trovato… io non credo ci sarei riuscita 🙂

  23. Lasci ai tuoi figli (lasciate) la facoltà di scegliere. Che sia una preghiera in senso stretto o un pensiero nato dal cuore, questo bambino ha dmostrato che cosa significhi voler bene a qualcuno che non sia solo un parente stretto, ma anche uno sconosciuto che ha in comune qualcosa con lui.
    Roberta

  24. aiutiamoci gli uni gli altri. umilmente e coscienziosamente. non escludiamo coloro che pensano altro, che magari sono quelli che vedono più lontano. non accontentiamoci delle cose ripetute bla bla bla. pretendiamo di più. siamo disponibili al pensiero nostro e altrui creativo, nuovo. non abbandoniamoci al “lo fanno tutti”leggiamo. parliamo, incontriamoci, litighiamo, confrontiamoci, siamo aperti. in fondo siamo qui per un pò. rendiamo questa terra meno inquinata. lasciamola migliore di come l’abbiamo trovata.

  25. Addirittura c’è chi si commuove e lacrima…!
    Mi sa che la maternità dà alla testa.
    Un buon consulto psicologico ad alcune di voi sembra decisamente consigliabile…

    1. forse il consulto psicologico sarebbe utile in primis a chi, in due giorni, si firma noemi b, leti.zia, mira e lella BO, pur essendo la stessa persona.

      1. beccati questa, carina. e, se non sei totalmente ottusa, finiscila qui coi commenti al vetriolo

      2. Ma che intelligente, la nostra De Lillo! Più o meno come un ragazzino di seconda liceo.
        E’ stata così brava da identificare il numero di IP del computer dal quale sono stati mandati i messaggi di Noemi N., leti-zia, Mira e Leila BO. Straordinaria!
        Aggiungici anche Jersey, così la fai completa, tesorino! 🙂
        Forse però non riesci a immaginare che esistono COMPUTER AZIENDALI, uno per tutti, ma che vengono usati da più persone.
        Siamo tutte colleghe, tutte madri di uno e più bambini, e tutte ti leggiamo da tempo (chi con più, chi con meno piacere, chi detestandoti proprio).
        Usando lo stesso computer (anzi, a onor del vero due) abbiamo voluto, tutte, far sentire la nostra voce “fuori dal coro”.
        Ma naturalmente qui non è permesso essere “fuori dal coro”: qui o lecchi il culo o sei disprezzata e additata al pubblico ludibrio 🙂
        Comunque siccome il tuo blog è pubblico (è una tua scelta) una o più di noi, dipende da chi ne ha le palle in quel momento, continueranno a scrivere quello che pensano di te e delle tue serve (in tutti i sensi).
        Ciao Ciao 🙂

        Noemi, Letizia, Anna Maria, Giorgiana, Leila, Stefania da Venezia

      3. spero che l’azienda sia vostra …se sapessero i vostri capi di come passate il tempo anziché lavorare e come usate gli strumenti di lavoro non credo che sarebbero molto contenti.
        detto questo , ma non avete niente di meglio da fare ? leggete altro , giocate a dama , fate un sudoku…

      4. Al post precedente ci sono commenti di Mira a postati in tardissima serata: il computer aziendale ve lo portate anche a casa? Adesso ci toccherà sentirci dire che o Mira faceva il turno di notte o l’azienda è a casa sua. 😀
        Ma fateci il piacere!

  26. Lella BO, certo che la maternità dà alla testa. Nessuna di noi ha mai detto il contrario e la cosa bella è che ne siamo felici. Facciamo una cosa, fai un figlio e poi ne riparliamo eh? Che una delle cose più difficili di essere madri è affrontare tutti coloro che vogliono insegnarci, catechizzarci, psicanalizzarci. E meno sono in grado di farlo, e più parlano, come te adesso
    Agata

  27. Per molti l’idea di Dio è consolante, un rifugio dal male, dal dolore. Spesso pregare aiuta a star meglio, come hai detto tu.
    A me consola sentire dentro di me che, nonostante tutto il male e il dolore, esista qualcosa o qualcuno che riesce ad attenuarlo.
    L’esigenza della preghiera non sempre ha a che fare con la religione, ma è qualcosa che attraversa da secoli l’umanità: il rifarsi a un principio superiore che in qualche modo attenui l’ansia per quello che temiamo o non riusciamo a spiegarci.
    Hai trovato le parole per venire incontro all’esigenza di tuo figlio e alla sua sensibilità, ed è questo quel che conta realmente.

    Quanto ai consigli dei sempreverdi troll sui consulti psicologici, ripeto quello che ho già scritto una volta: qui la gente esprime ciò che il post le ha suscitato; è davvero mortificante essere giudicati da sconosciuti che non sanno nulla delle persone che commentano e che fanno inferenze fuori luogo dal commento alla personalità del commentatore. Queste persone dovrebbero chiedersi cosa le spinge a sputare veleno sugli altri…

    1. Sarebbe comodo che fosse così: potreste continuare a sentirvi perfette e a credere che chi vi critica sia un pazzo psicopatico ammalato di risentimento e livore
      Invece… spiacenti di darvi questa triste notizia… ad alcune persone siete davvero antipatiche e apparite davvero ridicole e patetiche!

      Noemi, Letizia, Anna Maria, Giorgiana, Leila, Stefania da Venezia

      1. Scusa, cara, dici a me? Dove ho scritto che ci sentiamo perfette? Perché il plurale? Mica c’è una setta qui. Io leggo questo blog da tanto e mi piace, ma non sono mamma ed esprimo solo il mio parere personale, non insulto nessuno e non giudico nessuno.
        Tanto livore per un blog francamente mi sembra ingiustificato…

    2. Se davvero queste amiche sono così infestanti e pervasive e se, come loro stesse hanno affermato, scrivono da un computer aziendale… bé, qualcuno avvisi il loro datore di lavoro!!!!

  28. Cara Elasti e care tutte, Jersey e alcune altre (tipo la tizia dalle personalità multipla) sono piuttosto conosciute nella blogosfera per essere dispensatrici gratuite di livore. Si divertono molto a provocare litigi e contraddittori nei blog. Hanno fatto a pezzi il blog sulle suocere, tormentato una ragazza con un blog grazioso fino a che non l’ha privatizzato, insomma trovano un blog e si divertono a piantare zizzania. Un tantino patologiche, ma insomma … Ognuno si diverte come può, basta non darci troppo peso e va tutto bene.

    1. Sarebbe comodo che fosse così: potreste continuare a sentirvi perfette e a credere che chi vi critica sia un pazzo psicopatico ammalato di risentimento e livore 🙂
      Invece… spiacenti di darvi questa triste notizia… ad alcune persone siete davvero antipatiche e apparite davvero ridicole e patetiche!

      Noemi, Letizia, Anna Maria, Giorgiana, Leila, Stefania da Venezia

  29. @ Tutte/i (meno le “livorose”
    Non sarebbe meglio ignorarle e non rispondere?! Così forse si stufano dio parlare al venti e lasciano in pace il blog! 😉

    CristinaDiRoma

    1. Accidenti Cristina, mi ero persa tutto il vetriolo sul finale di giornata di ieri.
      vedi che vuol dire a non avere il pc aziendale da casa…
      in effetti hai ragione, contrariamente a quanto faccio di solito ieri e oggi mi sono sentita di dire la mia e rispondere direttamente (non sono propriamente zen tutti i giorni).
      seguirò il tuo consiglio, tanto vedo che si stanno stancando, continuano a fare COPIA e INCOLLA di un post. o hanno finito la fantasia (tutte inisieme?), o il pc fa ostruzionismo ed entra in loop, o una delle personalità ha preso il sopravvento e, presa crisi ossessivo-compulsive, digita continuamente la stessa frase!
      dai, due cosette di psicologia le so anche io 😉

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