Nonsolomamma

espiazioni

mister incredible è tornato ieri sera, alle 22.
– dalle 22 all’1 è stato ragguagliato da elastigirl su tutto ciò che era successo nei dieci giorni di assenza, dettagli insulsi intenzionalmente compresi (rumore di astronave al decollo del programma risparmio-energia della lavastoviglie, inclinazione al morso dello hobbit piccolo, particolari splatter del virus hobbit, passi e musiche della coreografia del corso di step per over 65 della palestra di quartiere, desiderio incoercibile di un tablet, batteria scarica della macchina per colpa dello hobbit piccolo e della sua mania di schiacciare interruttori a caso e di nascosto, commenti su 10 giorni di politica/economia/attualità, recensione dell’ultimo libro letto e dell’ultimo film visto in dvd con gli hobbit, varie ed eventuali)
– dall’1 alle 6 ha dormito
– alle 6,05 è stato raggiunto dal suo discepolo adorante, nonché logorroico pupillo, hobbit di mezzo che si è infilato nel lettone e, per l’euforia del rientro paterno, ha parlato ininterrottamente fino alle 7,15 ora in cui è suonata la sveglia ed elastigirl ha comunicato che, dovendo lei iniziare a lavorare alle 10,30, poteva dormire almeno fino alle 9. “quindi per cortesia adesso lasciatemi qui da sola. tu mister i prepari i tre, fai far loro colazione e portali a scuola. se, quando torni a casa, fai il caffè sono contenta”.
– dalle 10,30 alle 19,40 è stato fuori dall’elasti-radar. di lui tuttavia si sa che ha recuperato dai vicini le pinze, ha resuscitato la batteria scarica e, per ricaricarla, ha girato senza meta, come un disperato, per le strade di milano nord, ha preparato un sugo di pomodori, ha messo l’acqua a bollire e ha buttato la pasta.
– alle 20 elastigirl ha esclamato: “che puzza! il piccolo deve avere fatto un sacco di cacca” e lui ha risposto “lo cambio subito”, facendo seguire i fatti alle parole e consegnando l’adorabile duenne morsicatore, lindo e profumato, alla sua mamma che, dopo la quotidiana seduta di amoreggiamento selvaggio e clandestino al buio, lo ha messo a letto.
– alle 20,30 ha visto mezz’ora di harry potter 4 con i due hobbit ancora svegli mentre elastigirl si concedeva un’interminabile doccia.
– alle 21,00 ha messo a letto il primo e il secondogenito mentre elastigirl si spalmava crema idratante allo zucchero di canna .
– alle 21,10 ha chiesto: “posso fare qualcosa per te, amore?”

il senso di colpa maschile è un fenomeno raro e virtuoso che va coltivato come una piantina preziosa.

113 thoughts on “espiazioni

  1. Anch’io dopo aver passato intere giornate da sola col pupo lo mollo al papà non appena varca la soglia di casa. Peró poi mi sento un po’ in colpa perché anche lui ha lavorato…. Sbaglio?

  2. coltivalo bene. A casa nostra non è minimamente contemplato. Inoltre qualsiasi cosa faccia, abbia fatto o debba fare io, se sono presente in casa, i miei pargoli pretendono che di loro mi occupi personalmente. Perchè come cambia i pannolini o fa le coccole la mamma ……..

  3. E’ la prima volta che commento, ma volevo dire che adoro adoro adoro questo blog… mi rasserena sempre la giornata! Grazie mille.
    Eh, sì… il senso di colpa è un’arma impropria utilissima… ci si può sentire in colpa per averla usata, ma poi passa!

  4. Elasti cavalca l’onda almeno fino a sabato…io proporrei visione di film che normalmente metterebbe dal balcone, carico/scarico lavastoviglie,scopa in mano tutto il finesett,aspirapolvere,capatina in libreria con acquisto/regalo svariati libri per la moglie,cucinare la cena di venerdì e sabato, oltre a tutto quello compete i tre hobbit. Dici ho esagerato???

  5. Per quel che mi riguarda, non c’è soddisfazione più grande di quando, dopo tre libri di favolette lette la cucciola pretenda la ninna nanna dal papà! Accade raramente ma è un sollievo (e mi fa piacere il fatto che lei voglia il papà), è bello sentire che vogliono entrambi. (Adesso lui russa come un ronfotto 😉 )

  6. Cià che hai un marito d’oro! Il mio si sarebbe buttato sul divano dicendosi troppo stanco dopo 10 gg in giro per il mondo e chiedendomi pure di portargli la birra!

    1. Esiste, esiste. A casa mia scatta quando io, arrivata a saturazione, comincio a sbattere le cose: i piatti sul lavello, le ante dell’armadio, i libri, sguardo fisso e testa bassa. Lui, coda di paglia, silenzioso inizia a svuotare la lavastoviglie o lavare l’insalata o apparecchiare la tavola o riordinare i suoi vestiti sparsi per i 55 metri quadri in cui viviamo. Esiste e, grazie a dio, fa presa 🙂

    2. posso sbattere ante, piatti, mettere il muso lungo due metri, ma niet, qui non sortisce nessun altro effetto che beccarmi anche una rampogna col riassunto di tutti i miei errori e mancanze degli ultimi 10 anni… 😦

      1. Brix così sulle prime una potrebbe anche dirsi solidale con te e consolarti.
        Ma poi nasce spontanea una domanda:

        perchè ci resti insieme?????

        Esiste da anni la legge sul divorzio, e ora esiste anche l’affido condiviso dei figli.
        Pensaci.

        Pensateci, anche quella del divano e della birra. Matrimonio vorrebbe dire unione, aiuto reciproco, progetto, attrazione, passione, rispetto.
        Se non è questo cos’è? Servitù. Volete fare le serve a vita?

  7. Dieci giorni di assenza meritano almeno altre 24-36 ore di impegno da parte di Mr. I. Però, se il venerdì è ancora parte del part time verticale, potreste pensare alle famose terme cittadine, piazz… ops, accompagnati gli hobbit a scuola.
    Roberta

  8. uhmmm…mio marito solo sotto minacce e telefonate ad avvocati ha per qualche minuto i sensi di colpa…gli servono come carica perché poi ricomincia peggio di prima, tra poco non servirà più 😉

  9. La piantina del senso di colpa esiste davvero! e i dettagli insulsi nel resoconto fungono da fertilizzante (o deterrente a seconda di come si vuol vedere la cosa) 🙂

  10. Naaaa… Senso di colpa? Magari e’ la lontananza che lo rende desideroso di veder felice la mogliettina? Puo’ succedere! Altimenti si’, coltiviamolo questo germoglio…

  11. Il senso di colpa esiste, almeno in alcuni mariti. Questo post è fantastico, adoro soprattutto il punto della sveglia mattutina in cui tu hai detto quello di cui avevi bisogno: dormire fino alle 9:00. A volte siamo noi che non chiediamo e quindi non otteniamo niente.
    Goditi il marito a casa e buon fine settimana!

  12. Mi domando sinceramente perchè un uomo che si assenta, è vero, per diversi giorni ma PER LAVORO (e non per divertirsi o rimanere a contemplarsi l’ombelico) debba sentirsi in colpa…
    Se non mi sbaglio, De Lillo i figli li ha fortemente voluti, e non uno, non due, ma tre, e sapeva di cosa trattavasi, quindi non mi spiego quest’atteggiamento da vittima sacrificale.
    Nonostante un lavoro part-time che la stragrande maggioranza delle donne comuni non osa neanche sognarsi.

    Maria Antonietta (Mira), Giorgiana (Jersey) e Stefania da Venezia

    1. Provo a rispondere ad una provocazione inutile in maniera seria: perché so che quando sono via ho il lusso di potermi concentrare al 100% sul lavoro e di poter riposare mentre mia moglie si concentra al 100% sul lavoro E al 100% sulla famiglia che abbiamo insieme e le cui responsabilità ci dividiamo di solito al 50%..

      1. bravo…
        il tuo commento vale anche di più perche sei un uomo…
        e comunque le amiche di venezia sempre acidine eh?

      2. è vero, Fefo. ma mi sembra che Anette lavori full time mentre Elasti a settimane alterne lavora 2 giorni a settimana!

      3. Spiegazione concisa e puntuale 🙂
        Consiglio a chi ci dice di piantarla di fare le vittime di provare a gestirsi 3 figli + 8 ore di ufficio + attività extrascolastiche + conduzione casa, poi ne riparliamo. E’ vero che ce la siamo cercata, ma ciò non ci toglie il diritto di dire che quando siamo da sole sia una faticaccia.

      4. mi permetto di aggiungere una piccolissima cosa alla risposta, di per se già esaustiva, di Fefo:
        è vero che è stata elasti ad insistere, ma i figli si fanno in 2 e, quasi sicuramente ( 😉 ), era presente anche m.i. al momento del concepimento quindi… se veramente non avesse voluto questo benedetto 3°figlio non lo avrebbe fatto e anche se non ha (e dico magari visto che noi di per certo non lo sappiamo) palesemente detto il suo “si” il decidere di non decidere è già una decisione.
        quindi al massimo per m.i. può essere un alibi…
        JJ (che non è la J.J. acida di ieri)

      5. Non lo conosco, ma posso immaginare che il “senso di colpa” di Mr.I. derivi in parte dal fatto di sapere che uno dei fattori che gli permette di aver successo nella propria carriera accademica è il fatto che una donna intelligente come Elasti (di comune accordo) abbia deciso di “rallentare” le proprie eventuali ambizioni di carriera e di lavorare part-time per permettere a Mr.I. di avere il lavoro a Londra e per stare con i figli anziché “delegarne l’educazione” a nonni, baby-sitter & Co.

      6. Secondo me la cortigiana moglie del servile Fefo si spaccia per lui per poter inserire un autorevole parere maschile in questo pollaio di sgallettate….. 🙂

        Maria Antonietta (Mira) da Venezia

    2. @Mira Guarda che abito in Svezia, paese della diplomazia per eccellenza, ma dai a mia moglie della cortigiana ed un bel vaffa dal mio cuore italiano non te lo toglie nessuno 😉

      1. Caro emigrante, ti faccio presente che chi esercita con cotanto garrulo entusiasmo la piaggeria e l’adulazione come fate tu e tua moglie può con ogni diritto essere definito CORTIGIANO.
        Forse stando in Svezia hai dimenticato il vocabolario italiano 🙂

        LA TROLL Maria Antonietta (Mira) da Venezia

      2. Hmmm…non so perché, ma mi viene in mente Cetto La Qualunque “Non ti sputo sennò ti profumo”…

        Comunque, la cosa che mi fa incazzare è che avevi gli elementi per una discussione interessante stimolata dal post, ossia “ma veramente l’uomo (o la donna) in carriera si deve sentire in colpa per gli eventuali “sacrifici” della moglie (o del marito)? Discussione alla quale mj offre sotto degli spunti interessanti. Invece scegli la via della provocazione e del troll tipici della televisione urlata alla Sgarbi.
        Peccato per l’occasione persa.

    3. Meno male che lo sconforto causato dal fatto che delle osservazioni così vengano da donne è controbilanciato dal fatto che la risposta più chiara ed esaustiva è venuta da un uomo. La strada è lunga, ma c’è ancora un filo di speranza. Peccato che Fefo sia il classico cervello fuggito all’estero (e parlando di cervello non mi riferisco solo all’aspetto professionale).

      1. volevo dire la mia in questa lunghissima discussione. Principalmente sono d’accordo con Mira, io sono uno di quelli che lavora 60 ore a settimana ed è via anche 2 settimane al mese per lavoro, abbiamo due figli e mia moglie sta a casa con loro. Io non mi sento in colpa quando torno a casa, io vado in ufficio alle 6 di mattina per tornare a casa ad un orario decente e stare con i miei figli, ho rinunciato ad un sacco di miei hobby per stare più che posso con i miei figli e perchè dovrei sentirmi in colpa quando sono costretto a viaggiare o stare in ufficio 14 ore? Non sto li per divertirmi o dare delle feste! Lavoro tanto è vero ma lo faccio per dare un futuro decente ai miei figli (io vivo negli usa dove una loro università futura costa minimo 8mila dollari all’anno). Mia moglie non ha rinunciato alla sua carriera per me, non si è sacrificata, semplicemente abbiamo parlato e fatto delle scelte insieme. Io non mi permetto di giudicare nessuno, ma visto che mister i sta sempre a Londra per lavoro potevano trasferirsi tutti li, così i figli evitano di crescere con padre part-time.

      2. faccio l’avvocato di elasti (che peraltro non ne avrebbe bisogno): va bene il commento, va bene il confronto, va bene la discussione che può anche sfociare in stimoli a ragionare.
        Ma credo che nessuno abbia il diritto di criticare le scelte personali/familiari/professionali degli altri. Ogni coppia, ogni famiglia, fa le proprie scelte sulla base di tanti fattori, e non esiste la formula magica che va bene per tutti.

      3. @Tilly
        Chiaro che nessuno ha la presunzione della perfezione (anche se io la anelo dal profondo, ci provo ma non ci arrivo…)
        Personalmente quello che mi salva è una sana e massiccia dose di ironia e autoironia.
        Chiaro che ogni tanto si sclera, infatti ho parlato di vivace e bellissimo caos che è la nostra vita con tutte le implicazioni, anche quelle negative.
        Chiaro che a qualcosa si deve rinunciare, che si deve scendere a qualche compromesso: ma forse il punto sta proprio qui. A quanti compromessi siamo scesi, a quante cose abbiamo rinunciato? E con che spirito l’abbiamo fatto? La differenza tra una persona serena e una non soddisfatta forse passa proprio da qui.

    4. Io però ne ho un po’ piene le palle (e scusate il francesismo) di questa storia che siccome ce la siamo cercata, allora non dobbiamo lamentarci e subire in silenzio. Ci siamo cercati cosa? La possibilità di essere persone appagate e soddisfatte in ambito personale e professionale?
      Io sono libera professionista, per scelta e perchè amo il mio lavoro, che prima di tutto è una passione. Ho un marito con un lavoro autonomo che quindi si fa letteralmente un mazzo tanto. E abbiamo due figli: cercati, voluti, amati.
      La nostra vita è un vivace e bellissimo caos (dove in vivace e bellissimo caos metto dentro anche i lati più spinosi e impegnativi), noi ci aiutiamo vicendevolmente e collaboriamo, perchè non sta scritto da nessuna parte che io devo occuparmi al 100% della gestione della casa e dei figli, solo perchè sono nata donna: io e mio marito siamo un team, non siamo contrapposti e nessuno deve “vincere sull’altro”. Cerchiamo di uscire da questi stupidi stereotipi e cerchiamo di usare il buon senso!!

      1. Personalmente per usare il tuo francesismo ne ho un po’ piene le palle di tutti questi “diritti”… e alla maternità, e al part-time, e all’appagamento professionale, e qui e là…. Ciascuno fa del suo meglio nel trarre tutta la soddisfazione possibile dalla propria vita, come è giusto che sia. Non si aspetti di non pagarne un prezzo in termini di stanchezza, o di poter ottenere tutto su tutti i fronti… A me più che lamentele, queste che mettete continuamente in campo voi mamme-tutto, sembrano vanagloriose esibizioni di delirio di onnipotenza. Personalmente non ce la faccio, a fare tutto: mi è parso naturale rinunciare a qualche aspetto della mia personalità e/o a qualche ambizione. Naturale, ripeto, visto che non sono onnipotente e onnisciente. E non la meno a nessuno. Così, tanto per dire… eh. Certo che il mio blog, se mai ne avessi uno, non sarebbe punto interessante.

    5. @Tilly
      sei toscana?
      “non sarebbe PUNTO interessante”
      mi è scattato l’amarcord universitario.

      io, tanto per non andare OT, al momento ho rinunciato:
      – alla casa pulita e in ordine;
      – al tempo libero;
      – al cinema;
      – frequentemente, ahimé, alla femminilità (non ho proprio tempo per trucco e parrucco!)

      1. Mi aggiungo al club delle “imperfette” (tanto per non citare la rubrica di Lia Celi…) che hanno serenamente rinunciato a poche o tante, piccole o grandi cose. Questione di priorità (in tutti i sensi).

        Floralye

      2. Il trucco e parrucco è nel dimenticatoio… speriamo non ci finisca anche il marito, per via della mia trascuratezza… 🙂
        Toscana era l’amata nonna del mio amato… che mi ha attaccato il vezzo del “punto”

  13. Devo aver sbagliato qualcosa… Com’è che mio marito dopo 10 giorni di trasferta che includono due weekend con la tribù interamente a mio carico, si dichiara troppo stanco per badare alle figlie? mumble mumble…

  14. Credo tu sia molto fortunata ad avere un uomo che quando c’è è presente davvero con il corpo e con la mente.Non è soltanto senso di colpa,è amore per la propria famiglia,desiderio di stare con i propri figli e compensare in qualche modo il tempo in cui è assente.E trovo giusto il suo comportamento,per lui,per i vostri figli e per la tua sanità mentale;-)!Erica

  15. dove lo vendono il senso di colpa maschile? ne vorrei un paio di chili per mio marito (non credo l’abbia mai sperimentato), grazie.

  16. Che intensità che costanza! Cazzarola, il mio a metà percorso s’era già bello che spompato.
    Alla crema allo zucchero di canna però, per solidarietà si vede ho scotomizzato lo zucchero e ho sperato per lui.

  17. Non mi pare proprio che De Lillo “abbia deciso di “rallentare” le proprie eventuali ambizioni di carriera” come dice l’adorante Fefo con rivoltante piaggeria (ma secondo me è la moglie che si spaccia per lui…. 🙂 ), dato che oltre a lavorare imperversa ovunque nel vasto mondo con il suo blog, i suoi articoli sui giornali, le sue partecipazioni a trasmissioni televisive e riesce pure a farsi incoronare dal Presidente della Repubblica….

    Maria Antonietta (Mira), Giorgiana (Jersey), Stefania da Venezia

      1. l’invidia cattiva è una brutta cosa.
        a me queste persone insoddisfatte e amareggiate fanno un po’ pena e anche un po’ tenerezza..

      2. Per carità, ci deve stare il fatto che uno può essere in contrasto con i pensieri dell’autrice del post e dei suoi lettori…
        Non dobbiamo essere tutti daccordo come dei pecoroni.
        Ma mi pare evidente ormai, che ci sia “qualcuno” che scrive nonper esprimenre il suo pensiero (come vorrebbe farci credere reputandoci una massa di idioti) ma solo qualcosa che, a PRIORI, sia acido, antipatico e spesso offensivo. (“Sgallettata” lo dici a te stessa davanti allo specchio).
        Detto ciò, credo sia davvero tempo sprecato dare ulteriore peso a certi commenti.

    1. E’ proprio qui la sua bravura. Se accettasse di avere un marito che durante la settimana è assente per lavoro e quando è casa dorme per riposarsi dal lavoro della settimana, sarebbe o una donna in carriera senza figli, o una madre senza lavoro, o una pazza esaurita.

      1. Ma siete ancora qui a perder tempo a rispondere a “Maria Antonietta (Mira), Giorgiana (Jersey), Stefania da Venezia”, o chi per loro?
        DAVVERO, datemi retta, in rete persone di questo genere si chiamano TROLL, e volutamente scrivono commenti acidi e provocatori solo per infiammare gli animi.
        Che ci volete fare, ognuno si diverte come può… E’ evidente che chi fa cose del genere è proprio povero dentro e forse, non ha di meglio da fare.
        IGNORATE, si stancheranno prima o poi.

    2. io continuo a non capire….sarà letà…non a caso il mio figlio di mezzo mi chiama con tutto il suo amore Alzy…ma davvero non capisco perchè e cosa fa continuare a seguire questo blog a persone che così evidentemente non lo apprezzano non lo condividono non so…è una cosa curiosa…eppure si trova di tutto nel web…è interessante a suo modo sta cosa no? appena ho 5 minuti in cui mi annoio mi faccio intrigare…

  18. mah, il frutto della mia piantina è stato un robottino semovente che, nelle intenzioni dell’inglesaccio acquirente, dovrebbe “rendere i lavori di ordinaria manutenzione della casa più semplici”.
    peccato non abbia fatto i conti con tappolino (tre anni da ieri!) che corre dietro a suddetto artifizio per tutta la casa e peccatto che suddetto artifizio sbatta a destra e a manca passando e ripassando per lo più sulla stessa striscia di pavimento.
    elasti, posso dire “che culo che hai avuto!” nel blog?
    l’ho detto.

    1. Sì, lei è simpatica… sa scrivere… è divertente…
      Il problema sono i commenti grondanti piaggeria delle adulatrici che vivono attraverso di lei 🙂

      IL TROLL Maria Antonietta (Mira) da Venezia, con I FOLLETTI CATTIVI Giorgiana (Jersey) e Stefania

  19. Non si capisce perchè chi si permette di osservare con occhio critico, di sollevare una voce fuori dal coro, venga immediatamente accusato di INVIDIA 🙂
    Ma avete tutte preso da Berlusconi, che non sapendo come rispondere alle critiche liquidava chi osava metterlo in discussione accusandolo di essere divorato dall’odio e dall’invidia? 🙂
    Volevo inoltre farvi presente, care signore, che i veri troll fanno ben altro che dissentire dalla massa! Se io fossi veramente un troll la vostra piccola comunità di vestali sarebbe in pezzi 🙂

    LA TROLL Maria Antonietta (Mira) da Venezia

    1. Io leggo con piacere quello che scrive Elasti anche se su diverse aspetti della vita non condivido i suoi punti di vista. Ma è giusto che sia così, è anche banale sottolinearlo. Questo non significa che io non possa comunque “imparare” qualcosa o semplicemente trovare qui uno spazio per “divertirmi” cinque minuti al giorno, senza essere “Elasti dipendente” o “Elasti adulatrice”.
      Se ho voglia di commentare lo faccio per dire qualcosa a lei, e degli altri commenti può anche non fregarmene un fico secco (con tutto il rispetto di chi, giustamente, come me adesso, dice la propria). Dunque, cara Mira, assodato che non sei una TROLL come hai tenuto a precisare, non capisco questo tuo astio verso la “piaggeria”… non capisco perché ti irriti con i commenti futili.
      Se li trovi inutili, cosa cxxxo li leggi a fare?? Puoi limitarti al post no? O vuoi essere tu a decide anche come e cosa devono pensare tutti gli altri che vengono a sbirciare questo blog?
      Boh, io sono allibita…

    2. @Mira A me quello che fa specie non è quello che dici, ma come lo dici. Ci sta la critica, la voce fuori dal coro, il voler stimolare un dibattito, il chiedersi se Elasti con un marito professore universitario, la baby-sitter ed un datore di lavoro che permette il part-time sia rappresentativa della maggior parte delle donne che lavorano o se un’onoreficienza non se la meriterebbero anche tutte quelle mamme e quelle famiglie con genitori con contratti a tempo con stipendi che non arrivano a fine mese con datori di lavoro incazzosi ed inflessibili.
      Solo non capisco perché scegli la via della provocazione e del sarcasmo.

      1. Concordo con te, Fefo, e aggiungo: come già detto (anche dalla sottoscritta) non è che per il fatto di leggere (e qualche volta commentare) questo blog siamo tutte decerebrate come teenagers di fronte all’idolo rock del momento.

        Floralye

      2. Anche un blog può stimolare un dibattito serio e ragionato su problemi che nel nostro Paese sono ancora così attuali come la conciliazione lavoro-famiglia.
        Personalmente ritengo che ogni canale da cui possano discendere tali riflessioni sia una benedizione, forse si riuscirà a smuovere qualche coscienza..
        La critica acida e non costruttiva invece è solo inutile..ripeto, mi fai tenerezza, secondo me sei/siete proprio infelice/i.

      3. Perchè se non facesse così non la ammetterebbero al festival dei Troll. Dove ovviamente vuole arrivare prima e seconda e terza.

      4. Gìà, ben detto Fefo!Sicuramente Elasti non rappresenta la mediana delle lavoratrici madri italiane e il suo essere altra è forse un elemento di attrazione del suo blog, insieme alla bella scrittura giornalistica.Davvero anche noi meritiamo l’onorificenza e l’invito al quirinale.Anzi , potrei suggerire al prossimo Presidente della Repubblica di invitare una ” donna lavoratrice madre qualunque” elevandola a simbolo delle molte che sono la spina dorsale del paese.De Lillo viene da una famiglia particolare, fa un lavoro particolare, vive con un uomo che fa un lavoro particolare e cosente una buona identificazione con spinta verso l’alto.
        E’ bello leggere scritto in modo spiritoso quello che ogni giorno sento alla macchinetta del caffè dalle mie collaboratrici e collaboratori( antesignani del congedo maschile parentale). Da noi il part time è permesso , salvo parere positivo del responsabie, ma come si fa a dare il parere negativo con i nostri asili nido comunali che chiudono alle 13,30?Ma il tempo parziale, nel lavoroo del quale mi occupo, spesso significa deprofessiomnalizzazione, perchè solo alcune mansioni possono esser svolte in part time. D’altra parte senza rete parentale, con lo stipendio non riescono agevolmente a pagarsi il nido o la scuola materna privata.Sono le ragazze che da me hanno i sensi d colpa, come a mio tempo li ho avuti io, sono loro che vanno sostenute; i maschietti papà non pervenuto.A questo vi riferivate troll veneziane?

  20. confermo che il senso di colpa e’ una micidiale arma a disposizione delle mogli, ma, per alcuni uomini, la condivisione delle incombenze non e’ (sempre) condizionata a quello, delle volte lo si fa per piacere e godersi le piccole soddisfazione che i/le pargol* ci regalano 😀

  21. Coltiva la tua piantina coniugale con particolare attenzione, per non fargli fare la fine di quelle sul balcone.
    Vedo che però ormai sopravvivi agli effluvi del barile di birra casalingo, ti sei assuefatta o è una prova d’amore ?

  22. Non credo che Mister I abbia sensi di colpa… credo invece che nei giorni in cui è via per lavoro, gli manchi la famiglia! e i racconti del piccolo morsicatore con il ditino che scarica le batterie auto, e pannolone puzzone, nonché certi dialoghi tta fratelli grandi, e la tua simpatia, gli manchino… quindi cerca di recuperare a modo suo, in modo che a sua volta vi manchi LUI quando non c’è…
    Non capisco invece la polemica che tira fuori Mira!… se uno potesse, dovrebbe lavorare il giusto per quadagnarsi la vita, o meglio ancora fare un lavoro che gli piace tanto da non chiamarlo lavoro, ma un hobby per giunta remunerato, avere poi tempo per coltivare altre passioni personali, e fare cose che gli piaciono e che la vita gli propone (come per Elasti andare in TV, fare presentazioni in librerie varie, essere premiata dal Presidente in persona, andare in palestra, stare con i bambini e poter coccolare all’inverosimili il piccolo della famiglia…) E’ un privilegio (di questi tempi) poter fare tutto questo, ed è una fortuna avere un marito tanto “innamorato” della moglie e della sua famiglia.
    Perciò cara Mira, i tuoi commenti sembrano quelli di una persona prettamente invidiosa, perché anche se vuoi sembrare una voce fuori dal coro, non dici nulla di interessante, o che possa portare a una riflessione su come conciliare famiglia, lavoro, e interessi personali… non condividi nemmeno la TUA esperienza di vita, visto che hai due bambini e lavori come tutti…

  23. ciao a tutti, non commento mai, ma oggi proprio non potevo farme a meno….ma che cosa ce’ di così eccezionale in un uomo-marito- amante-papà dei suoi bimbi , che riconosce la stanchezza della propria donna-moglie-amante-mamma dei suoi bimbi?
    bisogna avere paura di chi non ti aiuta, di chi è sempre troppo stanco e impegnato, di chi è troppo impegnato solo su se stesso,e si è creato una famiglia sulle spalle della povera moglie facciotuttoio!!!!
    ragazzi cerchiamo di cambiare almeno il nostro pensiero per educare in questa direzione i nostri bambini, maschi o femmine che siano.
    mammapippoteo

    1. Beh, fanciulle, io allora mi ritengo fortunata perchè il mio coniuge condivide le incombenze casalinghe, in tutto e per tutto. E non usiamo il “manuale Cencelli”, tu fai questo allora io faccio quello, ecc. ecc.
      Molto più semplicemente vediamo quel che c’è da fare e lo si fa… E tutti e due i pargoli (femmina e maschio) fanno le cose, senza guardare se sono “cose da femmina” o “cose da maschi”!

      P.S.: che du’ sfere i troll!!!
      Se le scempiaggini che scrivo non danno fastidio alla padrona di casa… ma chi se frega del resto!

      Floralye

    2. @ Brix
      Concordo pienamente con te! E’ parecchio che consiglio di “don’t feed the trolls!” 😉
      Abbracci stretti
      CristinaDiRoma

      1. è l’unico sistema, alla fine si stanca di parlarsi addosso da solo e la fa finita con sta tiritera

        un bacione!

    3. “è una fortuna avere un uomo innamorato della famiglia”…la prima volta questa frase l’ho sentita da mia nonna (classe 1898), hai ragione Vale, dovrebbe essere la norma, ma soprattutto dovrebbe cambiare la generale concezione di uomo/famiglia/amore. Invece è rimasto tutto come all’epoca dei sumeri: donne GRATE perchè i mariti fanno i mariti e convinte che il senso di colpa sia un’arma efficace (chi non riesce a usarlo si sente priva di potere). E’ una società triste e già vecchia che si meraviglia dell’amore e della “cura”, che anela al potere attraverso il ricatto morale: e noi – figli dei sessantottini – che credevamo di aver cambiato il mondo (il modo di pensare), poveri illusi. Qui in molti di questi commenti c’è la conferma che nulla cambierà mai fino a quando le donne che sono lo spirito vivo della società, la ricchezza, il cambiamento non cambieranno per prime.

      1. concordo pienamente con te. donne che “non sanno usare l’arma del senso di colpa” e che “non sanno dove hanno sbagliato”, uomini che non sanno COSA SIA il senso di colpa… tutte queste tristi affermazioni mi fanno capire che siamo assai lontante, lontanissime dalla “parità dei diritti” che moltissime donne pretendono e desiderano… donne fiere addirittura che il proprio compagno non alzi un dito!! profonda tristezza veramente!
        teresa

      2. laura hai ragione, molto, moltissimo. lo dice una che è una professionista dei sensi di colpa (spesso dico “sono divorata dai sensi di colpa”) grazie ad una madre che è una professionista nel farli venire i sensi di colpa e scusate ma è una cosa bruttissima. trovo aberrante pensare di intrattenere un rapporto (coniugale o filiale che sia) sano basato sui sensi di colpa. ma qua invece mi sembra tutto un inno a questa pratica. mahhhhhhh de gustibus

  24. Mio marito è totalmente sprovvisto del senso di colpa. Ergo col cappero che avrebbe fatto come Mr. I: sarebbe a dormire ancora adesso, e magari avrebbe anche il coraggio di farsi servire dalla sottoscritta!!
    Ma sapete che c’è? Io lo adoro così com’è, a ognuno il suo…
    🙂

  25. Col mio 10 gg in Giappone non basterebbero per fargli venire il senso di colpa anzi dopo tornerebbe dicendo che e’esausto…meglio se me ne vado io per un mese , almeno ci guadagno di sicuro!

  26. Ogni tanto ci vuole! Il mio fa un quinto di quello che fa il tuo solo quando sono veramente arrabbiata.
    (hei, tu, “mio”, visto che so che adesso, oltre al blog di Elasti leggi anche i commenti, datti una mossa!)

  27. Mi chiedo se sarei disposta a dieci giorni di assenza, per una giornata così.
    Ho deciso: no. Preferisco il mio santo marito, che torna ogni sera per cena (più o meno) e quando mi vede rantolante suldivano mi guarda con un misto di tenerezza e stravolgimento (infondo è uscito di casa all’alba anche lui) e mi dice: “dovrò mica metterli a letto io?”. No amore, grazie, ce la faccio. Basta che continui a guardarmi così!

  28. a proposito di papà ho letto un e-book molto carino: S.O.S. PAPA’ , non ci sono molti sensi di colpa però i racconti di quel papà mi fanno tenerezza e sopportare un pò di più mio marito 😉

  29. mio marito dice sempre che è troppo stanco e che se non ci fossi io a colmare le sue lacune guardando i bambini tutto il tempo al rientro dal lavoro ed il week-end dovrebbe trovare qualcuno a cui affidarli perchè non riesce ad essere presente. Per fortuna lo ammette e così se una sera all’anno esco di casa per una pizza tra amiche…vivo malissimo perchè temo che non sia stato in grado di badare alle loro esigenze primarie..e sto crescendo i miei 2 maschietti insegnando loro l’autonomia, l’indipendenza…che tristezza!

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