questo blog è nato quasi sei anni fa. è nato perché avevo voglia di scrivere. e di essere letta. perché quasi nessuno scrive per sé: me lo spiegò la mia maestra di scrittura creativa che si rivelò presto una maestra di vita.
è nato per mettermi alla prova in un momento in cui cercavo una direzione ed ero confusa. non ho il dono della fantasia e nemmeno quello di raccontare storie che non vivo.
se fossi stata un ingegnere petrolifero su una piattaforma al largo del mare di barents avrei raccontato cosa succede laggiù. se fossi stata un’ostetrica di emergency avrei parlato di come nascono i bambini in afghanistan. se fossi stata una single gaudente e dissoluta dedita al randagismo sessuale avrei descritto i miei giorni e le mie notti brave.
ero una mamma di due bambini, con un marito part time e un lavoro per cui avevo sentimenti ambivalenti. quella era la mia storia. di quello avrei potuto e saputo scrivere.
nel blog pertanto ci ho messo quello che avevo intorno: i miei figli, mio marito, la mia famiglia, i miei amici, il mio lavoro, la mia vita e la mia visione del mondo.
questo blog mi ha seguita passo passo, nei periodi belli e in quelli brutti, nei cambiamenti epocali e nella calma piatta, nella routine, nella noia, nei guizzi, nei momenti di grazia e in quelli disgraziati.
questo blog è la mia traccia. la traccia che lascerò ai miei figli quando cresceranno. ognuno di noi lascia tracce che gli somigliano. questa è la mia.
questo blog è cresciuto, più di quanto sia cresciuta io in questi anni.
ha portato moltissime cose belle e inattese, molte anche professionali. questo blog, in qualche modo, ha dato una direzione alla mia vita.
tuttavia questo posto è sempre rimasto il mio posto, sganciato e indipendente dai miei percorsi professionali. questo posto è sempre stato casa mia e come tale lo tratto e lo considero: non lo tappezzo di annunci, lo tengo pulito e voglio che mi somigli, sempre, al buio e alla luce, nelle mie paturnie e nelle mie euforie, nella noia e nella vertigine. questo posto non è un prodotto, è casa mia. prodotti sono quelli commerciali e professionali. questo blog appartiene, anche dopo sei anni, al lato ludico e voluttuario della mia esistenza. se così non fosse, al momento non avrei alcun motivo per tenerlo in vita.
ho sempre pensato che i commenti fossero parte integrante e arricchente del blog. ho sempre pensato che, se questo posto è un po’ speciale, lo è grazie ai suoi lettori e in particolare a quelli che si prendono la briga di lasciare un’orma, con i loro commenti.
ho sempre pensato che lo spazio dei commenti fosse un’area libera, di confronto e condivisione, di autogestione e democrazia. se non sono intervenuta spesso, come invece facevo anni fa, è stato solo per mancanza di tempo ed energie, mai per disinteresse. ho assolto le mie latitanze mettendomi in gioco, con l’entusiasmo di un folle kamikaze, in ogni post. lo spazio dei commenti, nonostante a volte lo guardassi solo da dietro uno schermo, spesso mi somigliava e questo mi sembrava un piccolo miracolo della rete. mi somigliava nei toni, nelle persone che lo popolavano, nelle voci che si udivano, anche quelle fuori dal coro. non perché là dentro fossero tutti d’accordo ma perché lì dentro c’era rispetto, un rispetto divertito e avvolgente di cui ero orgogliosa.
adesso questo rispetto non c’è più. l’area dei commenti nelle ultime settimane si è trasformata in un’arena. non mi infastidiscono le critiche, mi disturbano l’aggressività, il livore, l’insulto gratuito, lo sprezzo ossessivo, la rincorsa alla provocazione. mi disturba attraversare un luogo che non mi somiglia e non mi piace, dentro casa mia.
tutto questo per dire che, contrariamente a quanto è successo in questi quasi sei anni, da oggi i commenti aggressivi, livorosi, insultanti, sprezzanti, provocatori potrebbero essere eliminati e segnalati come spam.
perché voglio continuare a riconoscere casa mia e ad amarla.
elasti
Finalmente Elasti … da qualche tempo non leggevo più i commenti perchè alcuni (…..) mi infastidivano. Il Tuo Blog mi tiene compagnia da quando ero incinta e mi ha tenuto compagnia in tutti questi anni così come i tuoi libri .
Ciao
Ciao!
leggo il “diario di elasti” la mattina quando arrivo in ufficio e non commento mai perchè non amo i blog. Sono partita dai libri e solo dopo sono approdata al web quindi il fatto che “elasti” sia anche un po’ “personaggio” non mi crea nessun problema. Mi piace come scrive, mi fa sorridere e mi mette di buon umore. Talvolta mi riconosco nelle varie situazioni descritte e nelle relative emozioni, molte altre no (pur essendo anche io una mamma di due bimbi) ma questo è il bello di un diario personale. Il fatto di scegliere di renderlo pubblico non ne modifica la natura: resta un diario personale e come tale va rispettato! Tanti complimenti ad Elasti per la tenacia nello scrivere i post da così tanto tempo e per la capacità di far sorridere chi legge; tra la politica e la cronaca i post di elasti (che io leggo la mattina) sono proprio un toccasana. Ciao!
Tutta la mia ammirazione, Elasti. Tener pulito il proprio “giardino” con garbo ma al tempo stesso decisione non é facile, ma é un passo che parla del rispetto di sé, base per rispettare poi gli altri. Grazie per questa lezione.
Aridjiae, ci risiamo.
….chepalle…
mimì
Hai fatto benissimo.
Il RISPETTO prima di tutto.
Brava, se non lo rispettano gli altri il tuo posto, fallo rispettare tu! Mi sembra più che giusto!
PS: all’inizio mi sono preoccupata che stesse arrivando l’annuncio della chiusura del blog ed ero già con la lacrimuccia pronta!
E per usare un Kant nazional popolare: “La tua libertà finisce dove inizia la mia”.
Io ti leggo molto e commento poco, ma apprezzo sempre. Oggi più che mai, che la grazia con cui rivendichi il tuo spazio e i tuoi toni non è da tutti.
Sì, Chepalle!, hai colto nel segno. E anch’io sono dell’opinione che siano soprattutto le new entries a entusiasmarsi di questo blog. Ma è anche giusto lasciare a loro il posto, no? Giovani mamme alle prese con bambini piccoli che giustamente si rispecchiano nei post, come è accaduto a noi per tanto tempo. Ora siamo cresciute, cambiate, ahimé, invecchiate! E i nostri figli sono cresciuti. Devo dire che spesso (ebbene sì, lo ammetto!) mi hai fatto sarcasticamente sorridere, ma forse siamo noi che abbiamo passato una fase e che dobbiamo scegliere altro. Se questo blog rimane così è giusto che lo sia, non sta a noi cambiarlo o pretendere che Elasti sia diversa da quello che è.
Basta non leggerlo o leggerlo ogni tanto per affezione, come è successo a me.
Adesso magari cercherò un esilarante blog di mamme di pre-adolescenti, ne conoscete?
Julia
io ..ho “scoperto”.il blog ma che davvero??? ho iniziato qualke giorno fa..e l’ho leggo a ritroso..è carino….è diverso..forse la tizia in questione ..no, non forse..credo che sia famosa anche lei ormai..ma mi piace come scrive…mi incuriosisce…..nonsolomamma però..è stato il primo blog, scoperto dopo aver letto il libro…ci sn affezionata..e..azzanno mio marito tutte le volte ke prova a prendermi in giro quando mi trova a leggerlo..
machedavvero forever! (assieme a nonsolomamma)
Ciao, io leggo spesso e con piacere il blog trefigli.style.it, è carino! Cavoli, l’autrice parla con leggerezza della sua vita alle prese con tre figli di cui uno adolescente… da schiantarsi dal ridere! Aspetto con ansia il lunedì per il nuovo post, sì forse ho bisogno di dare una registrata alla mia vita se fremo per cose come queste ma che volete, sono mamma pure io…
grazie per i suggerimenti, e per mamme alle prese con una figlia bellissima preadolescente e, in contemporanea, in premeopausa?!?!
Julia
Mi e’ quasi venuto uno “sciupum” (??!!! milanese maccheronico)…Credevo che ci stavi abbandonando….. Perche’ sai, io non commento mai, ma il tuo blog e’ tra i primi link del mio menu “Preferiti” che vado a vedere TUTTI I GIORNI…..
E’ una sferzata di aria fresca nel grigiume milanese….
Quindi elasti… semplicemente…. ma con tanto cuore…. GRAZIE………
Ennò, “sciupun” è piemontese (e non maccheronico)!!!:)
Floralye
Mi spiace ma ” m’è vegnù un sciupun !” che significa : mi è venuto un colpo o sono spaventato è un modo di dire tradizionale medeghino, che ho sempre sentito ripetere in casa da mio padre e mia nonna. Niente toglie che si usi anche tra i piemontesi. Senza offesa alcuna.
ops…. sorry
Ahi ahi confesso la mia ignoranza: ero convinta fosse solo e unicamente piemontese… Sorry!
Floralye
Cara Elasti, leggo sempre ma non commento, perchè non è nel mio carattere. anch’io scrivo molto (e no, non ho un blog. preferisco carta e penna, e rimuginarci su mentre l’inchiostro scorre.), e scrivo di me, di quello che vivo. lo scrivo per me e per ritrovarmi un po’ quando mi perdo, o quando mi capita di tornare indietro, per cui capisco il nesso Blog=casa mia, ma non lo condivido. Per fortuna o per sfortuna, internet è un po’ la piazza del paese, per cui tutto e tutti ci possono stare. Tocca a noi decidere se ignorarli e starli a sentire; di certo, non possiamo tappargli la bocca (essendo in piazza), forse ci comporteremmo in modo ancor più irrispettoso dei cosiddetti “fastidiosi” (termine della mia papussa, passamelo). Perciò, anche se da domani tornerò al mio ruolo di “lettore silente”, volevo dirti questo: chi commenta solitamente lo fa perchè ti legge, perchè ti sei messa in mezzo alla piazza e hai detto quel che avevi dentro; ci saranno sempre voci che si alzeranno più delle altre, e saranno spesso quelle di dissenso. ignorale. oppure prendine atto, se ti servono per “darti una scrollata”; ma in questo, penso che ci sia già la vita a tenerci fin troppo sveglie.
e soprattutto: noi donne/mamme/tuttofare abbiamo già abbastanza le mani e la testa occupate! dobbiamo riservare il tempo, lo spazio e le energie per ciò che riteniamo importante, non per chi si comporta da pescivendola. Cmq, e concludo, ricordati: ti sei messa in piazza (virtualmente), dove trovi e troverai sempre, davvero, di tutto. baci. Elena
Si tutto il giorno…. Oggi é così, sempre meglio del solito post sul 25 aprile, comunque.
ho iniziato a leggere i commenti, ma poi ho lasciato perdere perchè mi sembrava si stesse ricominciando con la stessa solfa dei giorni precedenti. Quin vorrei solo dire alla signora che si firma “chepalle” che se una persona ci tiene tanto a qualcuno, o a qualcosa che fa, potrebbe dirglielo in separata sede, come normalmente si fa. Nel senso che se lo scopo è riportare il blog a com’era un tempo per poterne godere come una volta, avrebbe potuto scrivere una mail privata esternando alla signora DeLillo questo pensiero. Senza scatenare una debacle, perchè di fatto nessuno obbliga nessuno a leggere niente, e ci sono veramente tante persone che invece la pensano diversamente. Tra l’altro questo blog, come ogni altro credo,è un po’ lo specchio di come si è, e grazie a Dio le persone, cambiano, evolvono, maturano, crescono, ma lo ha spiegato bene l’autrice nel suo post, quindi non si può pretendere che rimanga uguale a 6 anni fa. E poi il blog è SUO, ci scrive i SUOI pensieri nelle modalità che meglio crede, serve a LEI prima che a noi. Sennò qua bisogna veramente mettere in discussione l’essenza dei blog in sé. Detto questo, per i motivi sopra esposti, credo, Elasti, che Lei farà bene a “censurare”.
un caro saluto Alessarda, che La legge spesso ma commenta poco.
secondo me FAI BENISSIMOOOOOO!!!!!
basta con ‘ste amarezze e provocazioni, m’era proprio passata la voglia di commentare….
Nell’ultimo periodo avevo quasi smesso di leggere i commenti. Detesto il fatto che, poichè è posibile nascondersi dietro l’anonimato o un nick o un nome falso, ci siano persone che si sentono in diritto di essere maleducate e/o di scrivere cose sgradevoli o addirittura volgari!
Vedo con piacere che non dovremo nemmeno far finta che i trolls non esistano (anche perchè a me spesso, nonostante le buone intenzioni, era difficilissimo non rispondere! 🙂
Quoto totalmente le intenzioni di Elasti di cancellare i commenti gratuitamente offensivi, nei confronti suoi o degli ospiti di questo blog!
Buona vita a tutte/i
Io non ti conosco da sei anni, ma solo da un mese.
Ho letto una tua intervista e mi è venuta voglia di leggerti.
Il primo commento della mia vita l’ho scritto a te.
Poi…mi erano cadute le braccia.
Per fortuna si può anche cambiare.
Condivido totalmente. Fai bene, anzi, non potresti fare altrimenti.
…finalmente! Brava! ero infastidita anch’io dal tono di certi commenti, quindi posso immaginare cosa provassi tu. grazie per i post di ognni giorno!
Tra l’altro (e qui cheppalle e affini svengono) ho notato questo:
tutto questo ciarpame (mi sento molto Veronica Lario oggi) di trolls e mica trolls ha avuto l’effetto di stanare le persone che non commentano mai o quasi mai. A tutto vantaggio di Elasti e del suo magnifico blog.
🙂
(sul Veronica Lario sono schiantata dalla sedia, davvero!)
a me Chepalle da ieri fa simpatia: in sostanza seguiva elasti e le piaceva finché ha avuto una sorta di “esclusiva”. poi siccome i discepoli sono aumentati, allora via, è tutto dozzinale e mistificato, zac!
è un po’ la sindrome del figlio maggiore, quando nascono i fratelli più piccoli li chiama brutti e li butterebbe volentieri dalla finestra, se potesse.
io ho avuto lo stesso problema con X Files sai Chepalle? ai tempi lo guardavamo io, mio cugino e due altri sfigati in secondissima serata. poi è diventato di pubblico dominio e mi ha stufata. ecco, a me fa simpatia da ieri ‘sta donna!
Bei tempi quelli di X Files in seconda serata!
Letizia, mi hai fatto troppo ridere!!! 😀
anch’io sono una degli sfigati di xfiles in seconda serata..(insieme a quel sant’uomo di mio marito!)
E’ vero! 🙂
Chicca, amica mia, il Veronica-Lario-style ti sta a pennello!
Grazie tesoro :-))
Prova a non parlare male di nessuno per tre ore di seguito/ per tre giorni/ per una settimana intera / per sempre / osserva come cambia la tua vita. (Dal libro di Ludovica Scarpa ” Senza offesa fai schifo”). Solo per dirti che passo di qui ogni tanto, non commento mai e ho smesso di leggere i commenti perchè erano diventati deprimenti ma da domani ricomincerò. Grazie.
Questo è il primo commento che lascio su questo blog (che mi piace assai).
Fai bene. Fai solo bene.
Gazie Elasti!
Grazie delle pulizie che ci daranno la possibilità di respirare e di leggere e commentare senza ansia, che già ce n’è abbastanza in giro. Un salottino piacevole, così deve essere.
Mi spiace vedere il lato che un tempo si sarebbe detto “materialistico-consumistico” aver preso così pieden nella nostra mentalità, e sentire parlare di marketing e di prodotto editoriale. Questa secondo me è LETTERATURA.
Per questo ci piace.
Perchè parla di cose che fanno parte dell’esperienza umana di tutti, o di molti, come appunto dare un festa di complenno con pizza, ma in un modo diverso, come noi non saremmo capaci di fare, mettendo in evidenza dettagli e sentimenti che, pur conoscendo, non avremmo mai saputo descrivere.
Questa – per me – è letteratura. per questo ci piace leggerlo.
Poi il libro cartaceo è un prodotto editoriale, l’oggetto, il supporto. la rubrica su D le verrà pagata, ma qui il blog è un servizio web che deve pagare lei.
Un’ultima cosa chi pensa che avere tante responsabilità e cose da gestire su diversi ruoli da sola in contemporanea non sia pesante, che gestire una festa di bambini cucinando pure non sia pesante, che magari anche stare delle ore in ospedale ad aspettare non sia stancante lo invito a proporsi come badante-tuttofare-babysitter, se ha davvero queste energie non gli mancherà mai il lavoro… E’ vero che normalmente le donne lo fanno, ma normalmente le donne sono stanche morte. E’ qui che manca la parità davvero in Italia. E dobbiamo pure sentirci in colpa se il marito si è infilato un calzino bucato perchè sarebbe compito nostro vegliare sull’altrui biancheria…
vedi mela, non è che dobbiamo sentirci in colpa se il marito ha il calzino bucato, sono io che rivendico il diritto di avere rimorsi per avere avuto poca cura di mio marito con la scusa dei bambini piccoli e del lavoro e di qeusto e di quello. Parlavo di me e per me, dimenticando che più c’è buonismo più c’è ideologia e più c’è ideologia più c’è fraintendimento (perchè l’ideologia rende ottusi e impedisce di comprendere non solo altri punti di vista ma assirittura che qualcuno può parlare per sè, nella speranza folle di servire ad altri).
la cosa che non capisco è che se io vado in giro con le calze smagliate mio marito non si sente in colpa e non pensa che ha avuto poca cura di me ma solo che IO HO AVUTO POCA CURA DI ME non capisco perchè non debba valere anche il contrario, in fondo io lavoro e ho due figli e anche lui lo stesso perchè io dovrei prendermi cura di lui e non viceversa? Questo per fare un esempio ovviamente, mio marito fortunatamente si prende molta cura di tutti noi!
Michela
Non ho mai commentato ma oggi voglio farlo (come altre) per dire che ho scoperto per caso il blog e proprio in contemporanea col primo figlio, e non so dirvi in poco spazio quanto mi sia stato di sostegno, anche nei momenti di profondo sconforto… Grazie Elasti!!
Come sopra. Leggo spesso, senza commentare, piu’ che altro per mancanza di tempo. Non leggo neanche i commenti, li ho letti ieri, quelli al post precedente, dopo aver letto questo post.
Claudia, scrivi bene, per questo fa piacere leggerti. Probabilmente lo farebbe se scrivessi del mare di barens o delle tue notti brave. Quando leggo lo faccio perche’ ci trovo evasione, relax, ma c’e’ sempre una scintilla di brillantezza e di vita vera nelle storie che scrivi. Se ci fa soldi, chapeau. Se e’ ripetitiva, smettero’ di leggere. Ma mi fa piacere sapere di poter commentare, e avvicinarmi un po’ a te e ad altri blog-lettori, senza ricevere un attacco gratuito. Come troverai il tempo di farla, pulizia, e’ un altro discorso. A presto, un sorriso.
Uddiuuuuu!!!
Non ho mai commentato, ma ti leggo da tanto tanto e provo per tutti voi un grande affetto…e per un folle attimo, ho temuto che il tuo discorso fosse la premessa alla chiusura del blog 😮
Bbbbbrrrrrrrrrrrrrr
Che paura! 🙂
Un bacione, hai fatto la scelta giusta…e continua così!
ecco da oggi ricomincio anche io…..!!!
alla faccia di chi ci vuole male
Allora anche io faccio una critica va’ così divento trendy e non devo temere più che mi si calcoli la media dei complimenti a Elasti. Ma uh leggendo sia i commenti che il post di Elasti e quello che dice Elasti pare davvero che scrivere bene, fare un lavoro di scrittura, ricerca, limatura. Fare un prodotto in senso buono e artigianale sia n’insulto. Che bisogna essere spontanee! Che chi ha un blog deve scrivere come gli viene e essere proprio limpido sulle proprie cose personali!
Elasti – ripijete. Capisco cosa dici, e in certo senso è vero, in relazione credo a una indubbia onestà intellettuale (ossia: se tutti sapete quanti aiuti e soldi ha vuol dire che lei ve l’ha sempre dichiarati onestamente) ma placate. O che l’hai fatto a fare il corso di scrittura creativa? E i libri Dio caro? l’hai scritti come si scrive la lista della spesa?
Mi rendo conto che questo è il delicato crocevia del blog, perchè alla fine è un diario e si creano amicizie sincere, ma rimane il fatto che di tante critiche – quella che per quanto legittima meno mi pare sensata – è dire a una persona che scrive: che scrive sempre con maggior attenzione.
Parole sante!
Zauberei se fossi un uomo vorrei sposarti!
Grazie. Grazie veramente. Da mesi non avevo più voglia di passare da queste parti perché l’aria era diventata irrespirabile. E non mi riferisco certo alle critiche o ai commenti discordi, ci mancherebbe, quelli ci sono e devono poterci essere. Mi infastidivano invece le offese, la volgarità, l’insulto a te, alla tua vita e a tutti noi, quotidianamente aggrediti da sconosciuti livorosi.
Sei stata molto paziente ed educata. Un motivo in più per continuare a leggerti.
Ho letto tutto, ma proprio tutto, post e relativi commenti.
E mi sorge spontanea una domanda: ci saranno davvero “tutti” i commenti che sono stati lasciati? O alcuni sono stati cancellati perchè ritenuti “sgradevoli”? E quanti ne sono stati cancellati? E cosa contenevano di sgradevole per meritare di essere cancellati?
Non lo sapremo mai e a me rimane un senso di incompletezza, come uno spazio vuoto.
In definitiva: questo blog ha la spontaneità di prima?
Non credo, e me ne dispiace.
Scusate, completo il concetto.
Secondo me il blog non ha più la spontaneità di prima perchè tutti stanno attenti a non dire qualcosa che possa offendere la “padrona di casa” o le altre lettrici, c’è come una tensione serpeggiante, un misurare fin le sillabe per non rischiare di essere ritenuti “fastidiosi” e finire cancellati, un continuo scusarsi in anticipo (l’ho fatto anch’io, pensa te) e tutto sommato uno scegliere la strada più facile.
No, mi dispiace ma non mi convince.
Perdonami, ma dissento: io non mi sentivo limitata prima e non mi sento limitata adesso. In fin dei conti, pur con tutti i discorsi sul “cambiamento” del blog e dell’autrice etc. etc., quello che secondo me non deve cambiare è il non travalicare il limite della maleducazione e della volgarità, e scusate se lo ripeto ancora.
Floralye
Io credo semplicemente che verranno moderati gli insulti. La critica o il commento “non allineato” possono essere percepiti più o meno sgradevoli in base alla sensibilità del singolo. Ma ci sono stati in passato commenti anche molto negativi soprattutto in post a tema “politico” e sono sempre rimasti dov’erano. Nel post precedente però ci sono stati commentatori che hanno usato parole come “carogna” e altre amenità varie per insultare direttamente la persona della padrona di casa o altre utenti. Credo sia giusto eliminarli, come farebbe qualsiasi moderatore in qualsiasi forum.
bhe, in fin dei conti le han dato della carogna…ti pare poco?
Cara Elasti, frequento il tuo blog da molti anni ormai ma non mi era mai capitato di leggere i commenti ai tuoi post. Semplicemente mi e’ sempre bastata la tua voce, non mi interessava ascoltare anche quella degli altri. Dopo le tue parole di ieri, tuttavia, ho dato un’occhiata e sono rimasta allibita. Allibita da come certa gente sia cattiva in modo assolutemente gratuito, maleducata e superficiale, avolte persino grottesca. Ma soprattutto ho pensato a quanto tempo queste persone dedichino a commentare ogni piu’ piccolo intervento, tempo che, ne sono certa, potrebbero impiegare in attivita’ molto piu’ produttive. E’ facile criticare la vita degli altri, soprattutto di coloro che si aprono con generosita’, mostrando i molteplici aspetti, sia positivi che negativi, del proprio quatidiano. Spero solo che questo spiacevole episodio sia servito almeno a mostrarti quante persone sia sinceramente affezionate a te e alla tua famiglia. Io perlomeno sono tra quelle.
Fai un bacio ai tuoi hobbit da parte mia stasera e non smettere di scrivere.
Tu dici “Non era più la donna con cui mi divertiva identificarmi”
cara “Chepalle”, non ci si identifica, ci si confronta. Una differenza dalle innumerevoli conseguenze e da impescindibili premesse.
Manco dai commenti da un pò, e quindi non so cosa tu abbia fatto per garantirti l’ostracismo delle molte dame di compagnia che vivono qui. La moderazione non è mai stata il mio forte, è un mio limite. IL mio limite; che mi ha garantito però una vita piena, nessun rimpianto pochissimi rimorsi. Moderazione ed educazione non sono sinonimi e danno il meglio quando si guardano in cagnesco. E’ vero Elasti, “è casa tua”. Ma se stendi i panni sulla via non puoi negarti ogni commento. Ci sarà a chi non piace il colore, chi ci nota una macchia… L’idea di una selezione, anche improntata ai migliori valori è svilente. Ho conosciuto in vita mia eccellenze fatte di esagerazioni, di difformismi, cose che avrei perduto se avessi avuto un’attenzione “educata”. Non devi prenderti certo gli sputi, ma trovare il tuo modo per scansarli, che non sia il tappare la bocca a qualcuno. La maleducazione è una brutta cosa, ma anche il diabete è una malattia e – perdona – qui spesso si affoga nel miele. Più in alto un commento diceva che chi non è d’accordo deve andar via in silenzio e tornare a rileggere semmai per cogliere l’occasione per cambiare le sue idee. Ti rendi conto? A quel genio dell’adulazione non è passato di mente che magari LUI poteva avere occasione nel mio commento di avere un’altra opinione. Ti ha eletta come sua meridiana, moderno GPS. Per trovare la via in un deserto, immagino. Ma, mi ripeto, hai la libertà della scelta. ed hai preso una decisione impegnativa, e davvero non vedo un traguardo che meriti un tale sforzo. Ti immagino costretta a leggerti ogni commento e mettere pace nella tua coscienza nella scelta di cosa pubblicare e cosa no… Cara, uno sforzo degno di Lancet, non di nonsolomamma.com, detto con tutto il rispetto possibile. Toglierai, decidendo tu per lei, il diritto alla replica di colui/colei cui l’acido appunto fosse indirizzato. Hai indetto le primarie e ti sei votata ed eletta da sola: decido io. Una democrazia sui generis. A chi ha parlato di democrazia nei commenti, consiglio di tornare sul vocabolario e studiarsi bene il termine, provando a comprenderlo a 360 gradi e non solo a 90.
La maleducazione offende, ma giudizi dello spessore di uno zerbino non sono anch’essi a loro modo offensivi? La piagieria non è una forma di maleducazione? Alcuni commenti grandanti bava non sono anch’essi inutilmente gratuiti? Non vorremo dirci davvero che il problema è la parolaccia? Signore mie…suvvia… mi era parso che questo fosse un blog popolato da persone di una certa cultura ed intelligenza, non vedono tutte le serie in lingua originale? Non hanno tutte letto biblioteche di libri?
Tanta materia grigia non riesce a dare una giusta misura? a sfrondare le parole? ci si offende di cosa? di un ironia posta male? del sarcasmo? Hai un esercito numerosissimo e fedele, ma cara, io continuo ad aver la convinzione che se tu lanciassi il titolo di un libro, che non sia la kinsella o il tuo, e nello stesso istante si oscurasse wikipedia et al. qui ci sarebbe un pacatissimo silenzio. Goditi le lodi e lasciati il privilegio di fottertene delle critiche, anche maleducate. Ma dopo averle lette e condivise: i giudizi privati son qualcosa di trapassato, fortunatamente. Ma tant’è, le pulizie di primavera (che fantasia scatenata quella delle nostre paladine) sono fatte: da oggi il miracolo tanto voluto e richiesto è compiuto: care amiche avete il vostro oracolo, e mille campane che suoneranno in perfetta e totale armonica sintonia un’unica nota. La musica è morta, ma le orecchie ineducate non se ne accorgono.
oohhh, eccola la penna che mi piace!
guarda puntadispillo, condivido parte di ciò che scrivi, ma credo davvero che in passato si sia passata la cosiddetta misura.
dici “non so cosa tu abbia fatto per per garantirti l’ostracismo delle molte dame di compagnia”. fatti un giro e vedrai che a volte il tenore dei commenti è un (bel) po’ scaduto. e non parlo solo di chi ha provocato, ma anche di chi ha risposto (cito su tutti, l’attribuzione della sindrome da aviopriva a Chepalle, espressa con ben altri termini). insomma, secondo me se la scure dell’elasti-censura si abbattesse su QUESTO genere di commenti, non sulla singola persona, oh, io non ci vedrei niente di male! questo è un mio limite (uno dei tanti via): non mi piace la maleducazione, non mi piace l’utilizzo della volgarità per fare della facile comicità o del arcasmo e, pur non essendo dotata della tua penna felice (davvero mi piace molto, e l’ho detto anche qualche post addietro), cerco di fare del mio meglio per esprimere concetti con chiarezza.
ricorrere al turpiloquio pubblico per difendere ognuna la propria fazione, francamente lo trovo fastidiosissimo.
e se questa beneamata censura fosse, come spero, bipartisan, allora per me è davvero benvenuta.
ho finito.
grazie cara. Hai ragione: ho sbirciato i post precedenti e mi si è aperto un mondo… Ma ho richiuso subito la porta, eh!
Puoi chiudere i commenti e risparmiare tempo e fatica. Chi ti legge, legge per te, non per le centinaia di commenti sottostanti, che francamente hanno molto poco di originale.
perchè?
nonostante ci dicano che possono fare tanto male?
perchè ce le propinano? perchè questa fretta?
http://scienzaepace.unipi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=99:smart-cities-nuove-tecnologie-della-comunicazione-a-servizio-dellinclusione-sociale-e-della-democrazia&catid=29:articoli-focus-n-12012
Uff…ma che c’azzeccano sti link che ogni tanto lasciate?? che noia oh!
magari sono spam…
Roberta
Era ora! La censura non è mai bella, però ognuno in casa propria ci fa entrare chi vuole e ci sono delle regole di buona educazione da rispettare. Il problema non è mai la critica ma il tono che si usa. Del resto io una persona maleducata e che mi offende non la farei mai entrare in casa mia.
Giusto per essere pignoli… A meno che quanto annunciato non sia stato ancora attuato per mancanza di tempo (ma credo che sia sufficiente un flag per passare dal commento libero alla “moderazione”) e a meno che io non abbia capito una mazza (e può anche essere), io credo che semplicemente i commenti contenenti insulti e volgarità verranno cancellati e, se ripetuti, l’utente o l’Ip dello scrivente segnalati come spam (e quindi impossibilitati a reiterare l’insulto). Da quello che ho capito la moderazione non sarà a priori, altrimenti già ora dovremmo aspettare non poco prima di veder pubblicato il commento.
Questo per dire che verosimilmente i commenti che in futuro dovessero venire cancellati si potrebbe anche fare in tempo a leggerli, con buona pace di chi si preoccupava di non sapere cosa non sarebbe stato gradito…
funzionerà esattamente come hai scritto tu ora 🙂
‘na fatica mostruosa, inserisci la moderazione e amen. anche perché con il nuovo sistema qua i commenti si incastrano l’uno nell’altro senza molto criterio apparente.
ciao Claudia. in effetti questo blog era diventato un po’ la succursale di Montecitorio, ed hai fatto solo quello che anche i nostri politicanti (non politici, sarebbe troppo onore per loro) dovrebbero fare. qui ti seguo da poco tempo – al contrario ti leggo su D fin dall’inizio della tua rubrica, ed apprezzo molto anche i tuoi colleghi, specie Zucconi e Visetti; personalmente ti preferisco sulla rivista – e sei stata una piacevole sorpresa. non ti lodo né ti faccio complimenti, non sono il tipo, volevo solo dirti che, sia qui che sulla pagina stampata (è una mia opinione ovviamente) nonostante la tua vita frenetica riesci a regalare spesso un sorriso, a volte un po’ di tristezza, ma a volte mi fai l’effetto della preziosa acqua che trovi all’improvviso nel deserto dell’anima. grazie di questo. un abbraccio.
Alla fine, vorrei sapere quanti commenti hai censurato finora
si, vero. Penso anch’io sia così. Una moderazione a posteriori. Comunque ho dato sfogo al mio lato masochistico dando un’occhiata ai post precedenti. Desolante…. A volte i rimedi sono peggio dei mali, ma son pur sempre rimedi, quindi accetto la decisione dell’autrice del blog. E naturalmente non è accettazione supina, ma condivisione. Io naturalmente sarò la stronza di sempre, s’intende.
Intanto la censura é già partita…..
Difficile, elasti, come tutte le scelte.
Ma apprezzo molto il tuo aver preso una posizione.
brava quando ci vuole ci vuole… non sempre leggo i comenti, non per disinteresse ma per mancanza di mpo… qualche sera fa avevo più tempo ho letto delle cose allucinanti… so che ti costa farequello che hai deciso ma fai bene, visto che la mamma degli imbecilli è sempre incinta e qualcuno non ha altro da fare che stare davanti a uno schermo a sporcare uno spazio libero, costringendo il proprietario dello spazio a mettere regole dove non servirebbero se solo si usasse educazione e buon senso… un abbraccio, tiz (ex salmastrosa)
Era una vita che non passavo di qua (shame on me).
Passo, leggo e rimpiango il tempo perso.
Viva Elasti!
Cavoli Elasti! mi ha preso il coccolone – ho avuto anch’io paura che avresti chiuso il blog e vedo dai commenti che non sono stata l’unica, dopo le prime righe, ad andare subito in fondo! Dopo essermi rassicurata ho riletto con calma e non posso che essere d’accordo con te – Un abbraccio
brava Elasti!
Io leggo tutto ciò che scrivi anche sul D perché sei piacevole e non capisco il perché di critiche da parte delle persone a cui non piaci. Basta che non ti leggano. Non lo dire a Motelospiegoapapa che resti la mia preferita.
scelta saggia…
Non posso leggere tutta la caterva di commenti che c’è qua sopra, perché ho un impegno di lavoro pressantissimo e quindi sono di corsa.
Seguo Elasti da anni, come seguo anche altri blog.
Come è capitato con altri, ho avuto modo di conoscere Elasti-Claudia nella vita reale, ed è esattamente come sembra da quel che scrive: simpatica, intelligente, perennemente agitata fra un impegno e l’altro, semplice (che non vuol dire stupida, sia beninteso, ma “acqua e sapone” sia esteriormente che interiormente). Una persona piacevolissima con cui è stato bello passare un po’ di tempo e conoscersi e se verranno altre occasioni le accoglierò col sorriso.
Il blog è cambiato? certamente, come cambiano e crescono e si evolvono le persone.
La vta stessa di Claudia è diversa, con nuovi impegni e con un hobbit in più.
Ma sono anche diversa io, come lo siete tutti voi che leggete.
Non vedo dove sia il problema: se non piace più, click e via, si va da un’altra parte.
Però, la coincidenza dei commenti acidi ed offensivi con l’inizio della sua partecipazione al programma TV e con l’annuncio della “chamata” al Quirinale non può non sfuggire e conduce inevitabilmente al verme dell’invidia
scusate gli errori di battitura, lafretta e la tastiera un po’ scassata sono un bell’abbinamento per i pasticci 🙂
E’ abbastanza un casino dover ripercorrere tutti i commenti per capire quali risposte si sono aggiunte… si perde un sacco di tempo e a volte non si capisce. Non si possono numerare anche le risposte con lo stesso numero progressivo dei post, così si capisce quando sono state scritte?
c’è solo una cosa che mi infastidisce nella retorica di questo post: il paragone con la casa. “questa è casa mia” è una frase che troppo spesso si sente in contesti per me sgradevoli (“tornatevene a casa vostra!” “padroni a casa propria”), l’idea di uno spazio privato (che spesso coincide con uno spazio pubblico usurpato), della proprietà privata che va santificata, tutelata, venerata, preservata dalla contaminazione del/lla diverso/a, dell’alterità… io non contesto la scelta di moderare il blog, la trovo una scelta possibile e legittima, ma le parole usate… le parole sono importanti, è così, le parole disegnano mondi, evocano immagini, segnano confini e affinità. io, per chiedere rispetto ed insegnare rispetto, non vorrei dire mai a nessuno “questa è casa mia”. non vorrei mai ritenerla una metafora universale, sufficiente e necessaria a far comprendere i miei diritti. “questa è casa mia” lo dicono i leghisti ai meridionali parlando della “loro” padania, lo dicono i fascisti, i razzisti agli immigrati, intendendo per casa l’italia. capisco che la metafora sia tentatrice, ma per favore, cerchiamo di usare altre parole e di creare e stimolare un immaginario diverso.
buona serata a tutte/i
serena
d’accordissimo, abbasso la maleducazione!
Tanti commenti, ma vorrei aggiungere anche il mio se permettete. Leggo sempre il blog, anche se commento poco per mancanza di tempo, e come quasi tutti noi, lo faccio perchè mi fa stare bene, altrimenti saprei come impiegare meglio il mio tempo. Sono quanto di più lontano possa esistere dall’essere una discepola, una che sta nel coro, anzi, spesso infastidisco per la vena polemica, per l’atteggiamento poco conformato. È per questo che ho apprezzato il lungo, educato e rispettoso post di Cheppalle. Non lo condivido, ma l’ho trovato chiaro, ben scritto, volendo anche costruttivo, sicuramente esplicativo, dopo tanti criptici messaggi da cui si evinceva solo rabbia. E credo che la differenza sia proprio in questo, a rischio di ripetere chi l’avrà sicuramente già scritto (non me ne vogliate ma non ho letto tutti i commenti): questo è un blog, siamo d’accordo, non è una casa privata, ma anche al museo, dove le opere sono per definizione esposte al pubblico, non è consentito sputare sui quadri, gridare oscenità, spaventare gli altri visitatori offendendoli o sobillandoli, per quanto le opere possano non piacere. Anche il citato Sgarbi grida solo in televisione, perché come critico d’arte raramente esce dai canoni della critica appassionata ma eloquente e raffinata. Ci sono mille modi di non essere d’accordo, ma l’unico modo per essere ascoltati è non gridare. Come dicevo, ho finalmente capito i motivi dell’astio di Cheppalle e mi dispiace che non siano stati espressi prima con tanta misurata chiarezza, la discussione interessante e coinvolgente che ne è scaturita adesso forse avrebbe potuto evitare una precedente deriva che ho trovato semplicemente sgradevole da seguire.
Ciò detto, va riconosciuto che Claudia è brava, scrive bene, ha questa passione e con questa passione porta un sorriso a tante persone. Lo fa gratuitamente, lo fa perchè le piace, se ne è derivato qualcosa di buono e inaspettato per lei non posso che essere felice, perchè non dovrei? Cosa toglie alla freschezza e alla simpatia dei post il fatto (da lei mai nascosto) che grazie a questo blog abbia potuto fare altre esperienze e magari guadagnare qualche soldino? Non toglie nulla, al massima la ripaga un pò dei bei momenti regalati, e può solo farmi piacere.
Cerchiamo solo di essere tutti più sereni, i toni sono già così eccessivi ovunque oggigiorno, facciamo lo sforzo di parlarci, ritrovarci, confrontarci, confortarci, starci antipatici e non essere d’accordo, ma senza gridare. Grazie.
Elena da Bruxelles
Poichè non è possibile realizzare un modello di Stato che garantisca giustizia e uguaglianza, allora questo Stato si ipotizza.
Questo è l’utopismo.
Traslando i concetti di giustizia e uguaglianza con quelli di educazione e libertà, tutto ciò poteva essere l’iperuranio.
Tutto ciò, il virtuale.
Ma non è così.
L’utopismo poteva trovare un’occasione d’immortalità nel virtuale: la moderna isola di utopia.
L’attuale città del sole.
Tutti contenti.
Tutti gentili.
Tutti rispettosi nella gestione dello spazio comune (res publica = creatività).
Invece no.
Neanche qui.
(una riflessione attuale)
non buttarti giù. http://www.disinformazione.it
Cara Elasti, condivido in pieno le tue considerazioni. Evidentemente vi sono persone, pare particolarmente attive in rete, che fanno come certe comari nerovestite che, sedute sulla sedia impagliata di fronte a casa, trascorrono amene giornate a sputare veleno sui passanti, e con speciale enfasi sulle passanti piu’ giovani e avvenenti.
E’ certo piu’ facile denigrare che produrre qualcosa di unico e personale, e tu sei stata molto brava e coraggiosa a creare questo blog in cui racconti la tua vita, e non solo i suoi momenti allegri, con un tono giocoso e un’ ironia strepitosa. A volte leggo i tuoi post, cosi’ come brani dei tuoi libri, insieme ai miei figli di 10 e 12 anni, e ci divertiamo un sacco a seguir le vostre tragicomiche avventure. Continua cosi’ e non farti il sangue amaro per chi sembra averti eletta a bersaglio!
brava