Nonsolomamma

io mamma

“cosa fai, hobbit piccolo?”
“io téééétte”
“no, amore. tu non hai le tette e quello è il reggiseno della mamma”
“io bèèlle téétte”
“no. tu non hai le tette. te l’ho già spiegato. non le hai perché sei un bambino e perché sei un maschio”
“io adèsso no téétte. dopo io gande, béélle téétte”
“no, le tette non ti verranno quando sarai grande perché tu sei un maschio. le tette vengono alle femmine. la mamma e la nonna sono femmine. tu e il papà siete maschi”
“dèsso basta. fazzamo zoco”
“va bene, che gioco vuoi fare?”
“cane bimbo”
“facciamo che il cane è un bimbo?”
“sì. cane bimbo e tu papà”
“va bene. io sono il papà di questo bimbo-cane. e tu chi sei?”
“io mamma”.

lo hobbit grande, sin dalla tenerissima infanzia, aveva ben chiare le differenze di genere, dimostrava un enorme interesse nei confronti dell’universo femminile e intorno ai tre anni il suo modello di riferimento era fonzie, pur non avendo mai visto, almeno in questa vita, happy days.
lo hobbit di mezzo è stato, da subito, perdutamente innamorato del suo papà che venera ancora oggi come l’unico essere vivente meritevole della sua incondizionata devozione. ha mostrato molto presto un intenso interesse nei confronti del suo pisello che, per un periodo, era un luogo talmente ricco e affascinante da essere abitato, secondo i suoi racconti, da vari, seppur inquietanti, personaggi.
lo hobbit piccolo è un po’ confuso. quando si sveglia esclama “amole mio vieni qui”, rivolgendosi a elastigirl e dimostrando così un’ambizione manifesta al ruolo di maschio alfa, ma da grande vuole diventare come la sua mamma, tette, figli e matita per gli occhi comprese.

62 thoughts on “io mamma

  1. tu lo vedi tutti i giorni e lo conosci, ma per noi sentirlo parlare più o meno per la prima volta è bellissimo! Non vedo l’ora di ‘scoprirlo’. 🙂

  2. forse pensa che la mamma sia la cosa più bella di questo mondo (io sono molto d’accordo!) e giustamente da grande vuole aspirare al meglio!

  3. Beh dai, almeno uno su tre è innamorato della mamma da voler essere come lei! 🙂 Il mio dice sempre “mia mamma”! e io mi sciolgo!

    1. forse non è affatto confuso, ma ti ama a tal punto da dirti amole mio e da voler essere come te… beh, è reciproco mi pare, anche tu sei innamorata…!

  4. è affascinante che tre figli, maschi, siano così diversi fra loro. comunque io, da bimba, ero convinta che mi sarebbe spuntato il pisello crescendo. mio fratello, più vecchio, ce l’aveva quindi era solo questione di anni… beata ingenuità!
    ciao, tigli

  5. Quoto l’idea che i terzi siano più liberi di essere se stessi,anche perché da genitori abbiamo meno “condizionamenti” mentali per cui non c’è il giusto e lo sbagliato,aspettiamo solo che crescano… Erica

  6. Senza contare la sfrenata passione per il mocio e l’aspirapolvere!
    Mettendo tutti questi pezzi insieme mi si materializza nel cervello l’immagine di Freddie Mercury che canta “I want to break free”!!!

  7. Io non mi preoccuperei affatto, come sarà sarà. I miei comunque da questo punto di vista hanno avuto un percorso comune e sono sempre piuttosto pisellocentrici. La cosa più divertente la disse Topo1 quando aveva più o meno tre anni guardandomi che mi infilavo il reggiseno: “Mamma ma perchè lo zainetto te lo metti davanti?”. Quanto a make up, entrambi hanno passato la fase (Topo2 è in pieno) di volersi far passare sul musetto tutto quello che passa sul mio (per la verità molto poco, soprattutto d’estate)

  8. Oddio, adesso non so pi`¨se sonop del Fac club Hobbit medio o Fan Club Hobbit piccolo, nel dubbio dico: lascialo fare, è una fase. D’ ltronde con quest’ invasione di maschi che hai in casa, è normale che lui intenda esplorare i vari ruoli disponibili per capire se non si sta meglio altrove.

  9. viva l’elasti-centrismo!!
    comunque mio fratello – che ora ha 14 anni, è alto 1.80m, si rade i baffi e ha gli addominali da piccolo canoista – in un passato non molto lontano (beh, magari 10 anni fa.. su per giù) voleva che io e mia sorella più piccola gli dessimo lo smalto, per essere come noi….

  10. al mare, doccia per togliersi la sabbia, insieme. il piccoletto di quasi tre anni (si) fa tante domande. Perché tu….? Perché io….? e io a spiegare che lui è come babbo, che io sono donna e loro sono uomini, poi un dubbio: mi sa che vede molto più spesso nuda me di quanto veda il babbo smutandato. corriamo ai ripari?
    un bacio a tutti gli hobbit, più e meno pisellocentrici!

  11. Diego 2 anni e 3 mesi, terzo figlio dopo un maschio di 8 anni e una femmina di 5, sostiene di avere sia il pisello, sia la patatina (anche se al momento coincide con l’ombelico). Per non far torti a nessuno.

  12. E’ stato già detto ma lo ribadisco: che gioia conoscere hp!! Comunque mi sembra di ricordare che hm era incinta di due gemelli ad un certo punto…e che te lo dico a fare, sono fatti così, perfetti e possibilisti.

  13. la mia (3 anni fra 24 giorni…di già???OMG), vuol fare la pipì in piedi “perchè il papà la fa così”, mi chiede “mamma, ma dove hai messo tu il pisello?”, e subito dopo dichiara di volersi mettere il reggiseno preferito dalla sottoscritta. Oppure tiene concione sul fatto che la mamma, la nonna e la papussa sono femmine e hanno la patata, mentre il papà e il nonno son maschi e “devono fare la pipì in fretta perchè se no arriva il gatto e gli mangia il pisello. stanno in piedi così corrono via quando arriva il gatto!” di questo che dovrei pensare? 😀

    1. pure a casa nostra il bagno è molto affollato! Ricordo ancora una mia amica, il cui moroso non voleva che lei entrasse in bagno quando c’era lui, anche se si stava “solo” lavando i denti. Più che riservatezza, trovo sia un rifiuto di intimità e “complicità”. Sarà un caso che il soggetto si è rivelato paranoico, geloso e possessivo?…per fortuna lei lo ha lasciato e, dopo un periodo di tormenti da parte dell’ex (al limite dello stalking), ha trovato il suo grande amore…che non chiude a chiave nessuna stanza!

      1. non è normale considerare normale espletare le funzioni fisiologiche davanti ad altri. Non è normale non possedere il senso del pudore. Mostrarsi ai figli nudi è puro esibizionismo (salvo che non accada accidentalmente) e serve solo a confonderli. Rischio il linciaggio perchè spero che quello che ho scirtto possa indurre qualche esibizionista del gabinetto a rivedere i suoi schemi educativi. Se riuscirò a salvare anche solo una bambina dalla vista dei genitali paterni mi immolo volentieri.

      2. Laura noi vogliamo salvare te, la bambina terrorizzata dai genitali maschili. Gli organi genitali non sono altro che una parte del corpo come il naso, la bocca, gli occhi. Ti è mai passato per la mente di nasconderli? Nessuno si diverte a mostrare ai propri figli un’erezione, ma mostrare un pisello che urina è una cosa naturale come introdurre cibo nella bocca. Non intendo dire che bisogna chiamare a raccolta la prole quando si va in bagno ma neppure negare loro la conoscenza della diversità fisica, se capita. Non pretendo di farti cambiare idea ma ripensaci. ciao

      3. ok allora adesso tutti al mare con il pisello a penzoloni e la passera al vento. ma ci state serie?
        “Gli organi genitali non sono altro che una parte del corpo come il naso, la bocca, gli occhi. Ti è mai passato per la mente di nasconderli?” posso dire che non ho parole, ma forse sono capitata in un gruppio di esibizionisti.

    2. Scusate, sono d’accordo con Marina. Non è questione di veri o presunti traumi, è anche (o forse, innanzitutto) una questione di intimità e di rispetto per gli altri… A casa nostra si sa che ci sono maschi e femmine, ma in bagno in due ci si va solo, se capita, mamma e figlia o papà e figlio!

      Floralye

  14. Tranquilla…….nessun istinto contro natura……e” solo che gli piacciono le tette e ancora non ha capito che potrà comunque averle…..dovrà’ solo faticare un po’ ‘ per conquistarsele…..

  15. non avevo dubbi, lori, nessun dubbio sul fatto che sarei stata accusata di essere una repressa. Sai, ora ho 50 anni, sono nonna, ho avuto amanti, mariti , fidanzati e figli (maschi e femmine) ma prima di esprimermi su questo argomento mi sono molto documentata: scrivo infatti di psicologia dell’età evolutiva e, in particolare, di affettività e di rapporti genitori-figli. Per poter oggi affermare con tanta sicurezza che è meglio non esporre le bambine e i bambini alla vista dei genitali dei genitori (a meno che non accada accidentalmente) ho intervistato decine di esperti e letto dozzine di pubblicazioni. Il senso del pudore è un istinto che va coltivato e incoraggiato e non è andando in bagno davanti ai bambini che si raggiunge questo obiettivo. Ma quello che penso io non è molto importante, non ho più bambini piccoli a cui insegnare il senso del pudore, che è la base del rispetto di se stessi. Non voglio neppure indottrinare nessuno, sono solo una giornalista, mi limito a riportare le indicazioni degli esperti che si occupano ora di questo ora di quell’argomento. Certo è che la sessantottina idea che sia giusto mostrarsi nudi ai figli è stata da tempo cassata, è un retaggio di una cultura che da rivoluzionaria è diventata obsoleta. Elasti scusa, scasami davvero per l’intrusione, non parlerò più.

    1. “Se capita” ho scritto, non ho detto che bisogna mostrare il pisello del padre a tutti i costi. Ma si legge quello che si vuole leggere. Non credo che avere avuto più di un marito o degli amanti sia un indice di evoluzione, sono cose che possono succedere. La cosa che mi ha spinto a risponderti è stata la frase di volere salvare bambine dalla vista del pisello paterno che minziona.

      1. Concordo con lori. e consiglio “il libro delle coccole” di Marcella Barth e Ursula Markus, dove si legge “per evitare malintesi, diciamo questo: la nudità è sicuramente consigliabile nella vita di tutti i giorni in famiglia…ma non deve essere forzata”. Appunto, mica giriamo nudi per casa e abbiamo ben presente il rispetto reciproco. Detto questo, se i miei bimbi (3 e 5 anni) mi vedono nuda sotto la doccia, o vedono mio marito che si cambia in camera, o fanno l’uno pipì mentre la sorellina si spoglia in bagno, francamente non capisco dove stia il problema. Proprio perché hanno quell’età, ancora senza alcuna malizia e connotazione sessuale, se non la curiosità per il corpo dell’altro e la scoperta della differenza maschio/femmina, pisellino/patatina..Fermo il rispetto del pudore e riservatezza di tutti, grandi e piccoli: per i bisogni corporali, la porta è chiusa e nessuno disturba; mia figlia certe volte vuole stare sola, altre mi chiama per raccontarle una storia e farle compagnia…e io la assecondo. mi fermo qui pure io, rammentando a me stessa che forse la regola migliore in tutte le cose è…”vivi e lascia vivere”.

  16. Marina M mi hai fatto troppo ridere!! In effetti anche quei repressi bacchettoni della buon costume sostengono che i genitali non siano proprio uguali agli occhie e alle mani: fascistoni!!!!

  17. Tra lori e Laura mi schiero con Laura. L’affermazione che urinare sia come mangiare puo’ essere vera sotto il profilo fisiologico ma poi esistono delle regole di educazione, di civiltà, di opportunita’ che ovviamente ognuno interpreta a modo suo ed in base all’educazione che ha ricevuto. Personalmente trovo il bagno un momento di privacy e la regola della chiave dovrebbe prevalere. Un esempio su tutti: avranno diritto i nostri figli di toccarsi nell’eta ‘ dello sviluppo (in alcuni caso anche dopo) senza rischiare di vedersi entrare un parente sul più bello………?? Ad un mio compagno di scuola successe con la sorella che puntualmente riferì dei dettagli a mezzo quartiere…..

  18. credo che sia giusto che ognuno educhi i figli a modo proprio .Personalmente ,mi è capitato di portarmi mio figlio davide in bagno , per farmi la doccia o una pipi e , quindi , si mi ha visto nuda .Una volta mi ha detto , preoccupato ,”mamma ,tu perso pisello ?”e naturalmente gli ho spiegato che no , la mamma è una femmina e non ha il pisello e sempre per lo stesso motivo ha le tette ( che oltretutto lui adora e ogni tanto mi infila manine nella maglietta ). Non voglio dire con questo che intendo educarlo senza alcun senso del pudore , ma neanche voglio un puritano che si vergogna del proprio corpo o che si sente a disagio , un domani , a mostrarlo perlomeno alla persona con cui dovrebbe avere più confidenza vedi mio marito )
    Ah elasti , anche per il mio , tre anni , la prime parole al mattino sono ” buongiolno mio amore , con tanto di bacio a me e alla sorellina nel pancione

    1. sono veramente basita! ma davvero qualcuno pensa che un buon rapporto con il proprio corpo passi necessariamente dall’osservazione della nudità dei genitori? Vedo in questo un egocentrismo pazzesco: ma devvero qualcuno pensa che per avere un domani una sessualità sana e spontanea sia necessario aver visto i genitali del proprio padre e della propria madre? Mio marito aveva 24 anni quando è nata nostra figlia, ma istintivamente pur essendo un ragazzo (e io, più giovane di lui, una ragazzina) ha sempre preferito evitarle lo spettacolo del suo pisello, specialmente in attività minziatoria. Ecco eravamo due ragazzi ma ci sembrava che nostra figlia avrebbe dovuto conoscere anatomicamente l’altro sesso in modo diverso dall’osservazione di suo padre senza mutande. .

      1. Sono una ragazza di 32 anni cresciuta in una famiglia di 6 persone con un solo bagno, nessuno esponeva nulla e nessuno nascondeva nulla, non ricordo molto dell’infanzia ma ricordo benissimo la prima volta della porta del bagno chiusa a chiave, era ‘colpa’ di mia sorella allora 15enne che voleva i suoi spazi, e i genitori ci spiegarono che non c’era nulla di male a fare il bagno gli uni davanti agli altri ma neanche a volere un po’ di intimità nel crescendo.
        Piano piano dopo qualche anno sono stata io a chiudere la porta, poi la sorellina e poi il fratellino.
        Fortunatamente man mano c’era chi usciva di casa (la maggiore) altrimenti i turni per il bagno diventavano eterni.

        Premessa lunga per spiegare che i miei genitori non si sono mai nascosti e io ho avuto una ‘normale’ curiosità del sesso verso i 15-16 anni leggendo giornaletti e parlando con amiche per arrivare alle prime esperienze serie e al primo rapporto a 19 anni con il mio attuale marito, sono una mosca bianca tra amiche e conoscenti e sentendo loro a 15 anni si faceva esperienza per capire ‘come erano fatti i maschi’ ma io già sapevo come era il pisello di un ‘adulto’ avendo visto papà più volte, quindi non condividevo la loro morbosa curiosità, la mia era più emotiva che fisica a differenza loro.

        Forse non c’entra niente, forse si ma io non chiudo la porta a chiave, la mia bimba ha 14 mesi e ha già visto sia me che papà mentre siamo in bagno… sinceramente non vado contro a chi sceglie diversamente ma non vedo proprio dove stia il problema se la cosa si risolve in famiglia.

        Per chi diche che patata e pisello non sono uguali a naso e bocca informo che nonostante la porta del bagno sempre aperta sapevo benissimo di non poter uscire da tale porta senza mutande o vestiti… la visione di nudità ‘in casa’ non sconvolge completamente il senso del pudore di un bambino… o forse io ho solo avuto genitori più ‘bravi’ di altri.
        Morale se la bimbetta si avvicina curiosa (e con la manina tesa) al pisellino di papà la si ferma e le si spiega cos’è e perchè lei non lo ha (anche se è presto per capire), la mamma invece è più ‘libertina’ e la lascia giocare (poco) con i capezzoli che lei adora e stringe tra le ditina (adora i bottoni in genrale), per poi cercare sul suo petto piatto quando le dico che anche lei ha il seno… che ridere!!!

  19. Il commento di Laura mi ha fatto riflettere. Proprio qualche giorno fa stavo pensando che prima o poi dovrò affrontare l’argomento pudore e sessualità con i bambini e se da un laro lo ritengo assolutamente necessario affinchè abbiamo strumenti validi per discernere le azioni del prossimo, dall’altro provo una gran pena al pensiero della perdita di questa innocenza che li rende gente molto aperta.
    Io non mi esibisco, è che non mi nascondo, ma sono cresciuta in una comune hippie, non vale!!!

  20. Io non sono cresciuta in una comunità hippie, i miei figli da piccoli tentavano di buttare giù la porta del bagno, quindi questo si è trasformato in un saloon. Oggi possiamo scegliere, chiudere, accostare, condividere se ci va di chiacchierare. La nudità, nostra, loro, non è mai stata fonte di imbarazzo, la prendiamo per quello che è, un dato di fatto. Ciò non toglie che non ci esibiamo e che i miei figli, in contesti non familiari, esercitino un normale livello di pudicizia, pur avendo un buon rapporto con sè stessi. Non è il caso di proiettare sui figli problemi che sono solo nostri, per loro bambini i nostri attributi sono scontati esattamente come altre caratteristiche, se li viviamo con naturalezza.

    1. sono d’accordo 🙂
      io sono cresciuta in un ambiente parecchio conservatore, sotto questo punto di vista, e ammetto che da una certa età in avanti ho avuto la curiosità morbosa verso il mio e l’altrui corpo e associata a questo un gran senso di colpa… per questo le mie piccole mi vedono nuda senza che vengano fuori patemi o problemi, ovviamente quando capita, non è che giro nuda per casa (idem mio marito), così spero che associno al loro corpo l’idea di naturalezza che è giusto avere… fino ad ora, fuori da casa non ci sono stati problemi, le piccole non mi sembrano ne esibizioniste ne traumatizzate (a me sembra che Laura un pochino traumatizzata invece lo sia stata…)

      1. no scusate ma lo conoscete l’italiano? laura prima di parlare della sua esperienza ha detto che scrive di questa materia e ha intervistato per lavoro esperti della materia.
        dirle che è una traumatizzata mi pare davvero esagerato.

      2. era una battuta…
        e ho letto il commento di laura, ma, se permetti, questo non mi sembra che le porti automaticamente ragione sull’argomento… come in tutto, credo che ci sia un giusto mezzo: esibire la propria nudità “a sproposito” secondo me è sbagliato tanto quanto spaventarsi e fare un problema se capita che venga visto qualcosa! io penso che esagerare nel nascondere crei curiosità morbosa, e non mi piace tanto quanto l’impudicizia (diomio

      3. ops! m’è partito un clic!! dicevo ( diomio! cretosi non aver mai usato in vita mai la parola impudicizia!!)

  21. come in tutte le cose c’è una giusta misura e una giusta età per tutto.
    c’è differenza tra vivere la nudità come qualcosa di privato e viverla come qualcosa di sconcio e sconveniente.
    la prima volta che la mia bimba ha visto il fratellino neonato nudo, l’ha guardato e ha detto indicando il piselli :” quello ce l’ha anche papà” dopo di che non ha mai più indagato troppo la differenza.

  22. ho 60 anni,sposata ffelicemente,2 figli adulti,maschio e femmina.
    Debbo ammettere che ho cresciuto,anzi abbiamo cresciuto,i ns, figli abbastanza liberamente,cercando di non fare aver loro,dal punto di vista sessuale,gli stessi traumi che avevano condizionato l’adolescenza mia e di mio marito.
    Quindi i 2 bimbi facevano il bagnetto assieme (considerando i soli 13 mesi che li differenziano)ed eravamo sempre pronti a soddisfare le loro curiosita’.
    Pero’ sia io che il padre siamo sempre stati pudici nei loro confronti.Abbiamo cercato il piu’ possibile di far capire che,in certe circostanze,la privacy è d’obbligo. Quindi docce fatte la sera,quando eravamo presenti tutti e due e uno di noi poteva intrattenerli ,sedute al bagno…cercando di socchiudere la porta.
    Certo, a volte ci è capitato che ci abbiano visti nudi ma non sono stati turbati piu’ di tanto.
    Ora sono 2 adulti,soddisfatti con un loro pudore e un rispetto reciproco per l’altro sesso
    paola

  23. Posso dire una bestialità? Secondo me il piccoletto è semplicemente entrato (e come quasi tutti i maschi non ne uscirà più 😉 ) nella fase “adorazione tette”!!!

    Floralye

  24. Concordo con Manu: in medio stat virtus, giusto?
    anch’io non sono per la via di mezzo: non sono mai entrata in bagno mentre c’erano i miei genitori e ho sempre ricevuto il massimo rispetto per la privacy, non sono per le “sedute in bagno” di gruppo anche se da piccola io e mia cugina ci passavamo le ore.
    fino a qualche tempo fa la lasciavo la porta del bagno socchiusa e invitavo la bambina a star fuori, per “rispetto”. ora lo sguardo è più curioso e, lo ammetto, talvolta mi mette in imbarazzo.

  25. bellissima discussione, da mamma di bimba di tre anni anch’io in questo periodo dove le domande diventano più precise, mi sto chiedendo quale sia la strada giusta e dopo la lettura di questi commenti mi sto proprio incuriosendo ad approfondire, però anche noi in famiglia siamo molto spontanei nella nostra quotidianità con docce e utilizzo del bagno in presenza della piccola, la cosa sulla quale non si transige è che se la porta è chiusa e non si è invitati, non si entra, il desiderio di privacy è imperativo e deve essere rispettato.

  26. ma quanto è adorabile, da mozzichi!!!! hai dei figli tr simpatici ed intelligenti. tutti, ma ho l’hobbit piccolo nel cuore….sarà che assomiglia tanto al mio hobbit piccolo 🙂

  27. Sono una ragazza di 32 anni cresciuta in una famiglia di 6 persone con un solo bagno, nessuno esponeva nulla e nessuno nascondeva nulla, non ricordo molto dell’infanzia ma ricordo benissimo la prima volta della porta del bagno chiusa a chiave, era ‘colpa’ di mia sorella allora 15enne che voleva i suoi spazi, e i genitori ci spiegarono che non c’era nulla di male a fare il bagno gli uni davanti agli altri ma neanche a volere un po’ di intimità nel crescendo.
    Piano piano dopo qualche anno sono stata io a chiudere la porta, poi la sorellina e poi il fratellino.
    Fortunatamente man mano c’era chi usciva di casa (la maggiore) altrimenti i turni per il bagno diventavano eterni.

    Premessa lunga per spiegare che i miei genitori non si sono mai nascosti e io ho avuto una ‘normale’ curiosità del sesso verso i 15-16 anni leggendo giornaletti e parlando con amiche per arrivare alle prime esperienze serie e al primo rapporto a 19 anni con il mio attuale marito, sono una mosca bianca tra amiche e conoscenti e sentendo loro a 15 anni si faceva esperienza per capire ‘come erano fatti i maschi’ ma io già sapevo come era il pisello di un ‘adulto’ avendo visto papà più volte, quindi non condividevo la loro morbosa curiosità, la mia era più emotiva che fisica a differenza loro.

    Forse non c’entra niente, forse si ma io non chiudo la porta a chiave, la mia bimba ha 14 mesi e ha già visto sia me che papà mentre siamo in bagno… sinceramente non vado contro a chi sceglie diversamente ma non vedo proprio dove stia il problema se la cosa si risolve in famiglia.

    Per chi diche che patata e pisello non sono uguali a naso e bocca informo che nonostante la porta del bagno sempre aperta sapevo benissimo di non poter uscire da tale porta senza mutande o vestiti… la visione di nudità ‘in casa’ non sconvolge completamente il senso del pudore di un bambino… o forse io ho solo avuto genitori più ‘bravi’ di altri.
    Morale se la bimbetta si avvicina curiosa (e con la manina tesa) al pisellino di papà la si ferma e le si spiega cos’è e perchè lei non lo ha (anche se è presto per capire), la mamma invece è più ‘libertina’ e la lascia giocare (poco) con i capezzoli che lei adora e stringe tra le ditina (adora i bottoni in genrale), per poi cercare sul suo petto piatto quando le dico che anche lei ha il seno… che ridere!!!

  28. Penso che tutto stia in funzione dell’età. Quando hai un figlio molto piccolo e sei da solo/a con lui, finita l’epoca del “box” non concepisco di chiudere la porta e lasciare che lui nel frattempo si arrampichi dove capita. Soprattutto se prima hai letto una notizia sul giornale di un bambino di una città vicina che è morto proprio così, caduto dalla finestra del 4° piano mentre la mamma si era chiusa in bagno… Quando sono più autonomi penso che venga naturale ritornare al senso del pudore “di prima” per rispetto soprattutto loro, cioè che le cose rientrino nella nostra normalità.
    Uso l’aggettivo “nostra” per parlare di normalità del pudore, appositamente, avendo viaggiato in Germania dove da bambina mi sono confrontata per la prima volta con i bagni del campeggio dove le donne si lavavano il busto nudo con la manopola di cotone davanti ai figli (e non sono tornata sconvolta), e poi Giappone dove sono entrata in contatto con la loro abitudine del bagno comune: il water è chiuso come da noi, ma la vasca da bagno in cui entrare contemporaneamente in tanti è costume corrente, e i bagni pubblici dove entrano adulti e bambini somigliano alle terme degli antichi Romani, ma si usa anche nelle famiglie. Nel film “Totoro” di Miyazaki – il Walt Disney giapponese per capirci – fanno vedere il papa’ che fa il bagno la sera con le due figlie nella stessa vasca. Non sono una frequentatrice di spiagge nudiste, e non ero preparata a stare in mezzo a una trentina di estranee che si lavavano tutte insieme, ma dopo un paio di giorni l’ho trovato liberatorio.
    In generale trovo che imporre il proprio pudore eccessivamente possa fare altrettanti danni che girare per casa nudi davanti ai figli cresciutelli – dove per danni intendo proprio un cattivo rapporto con il proprio corpo, e paura e difficoltà nel sesso. Non ho letto articoli, ma ho l’esperienza mia e dei miei familiari, per il momento mi basta.

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