Nonsolomamma

whoopsy daisy

nella casa, che in realtà è una comune, di brenda, la ex vicina nella città di A, abitano al momento un’ematologa tailandese, una fisioterapista francese, un linguista palestinese, un factotum del massachusetts, un informatico belga e un filosofo della mente iraniano. iraniano e depresso. un bell’uomo, vestito di bianco, con la barba curata ma taciturno e terribilmente depresso. se ne sta in camera sua a studiare. si chiama ali e voci narrano che abbia una moglie e tre figlie femmine a teheran.
qualche sera fa, brenda ha organizzato una cena sotto il portico della comune. l’elasti-famiglia è stata invitata e il filosofo della mente ha avuto la ventura di passare di lì, proprio mentre iniziavano a mangiare.
“lui è ali. è un filosofo della mente iraniano. è qui per sei mesi”, ha detto brenda.
ali ha fatto un cenno timido con la testa, ha chiuso gli occhi e ha tentato invano di teletrasportarsi in camera sua al primo piano.
“ali?”, ha chiesto lo hobbit di piccolo che stava addentando un’ala di pollo.
“sì. lui si chiama ali”, ha risposto elastigirl.
“ali, perché non ti fermi a cena con noi?”, ha domandato brenda, incurante dei lampanti segnali di disagio lanciati dal poveraccio, desideroso solamente di stare con se stesso.
“ali, ‘mico mio!”, ha gridato lo hobbit illuminandosi.
“no, il tuo amico è aleeee, come alessandro che viene all’asilo a milano con te ma non è qui adesso. lui è aliiiii. un signore che abita qui”
“dai ali, resta con noi. le ali di pollo sono deliziose!”
“è ramadan”, ha balbettato lui, afferrando la maniglia della porta d’ingresso.
“ma è buio, il tramonto è passato. stai con noi!”
“stai con noi, ‘mico mio!”, ha esclamato lo hobbit, saltando giù dalla sua sedia e andando ad abbracciare lo sconosciuto filosofo depresso di bianco vestito.
brenda gli ha dato un piatto, la fisioterapista francese gli ha servito da bere, il linguista palestinese gli ha passato ali di pollo e insalata, il factotum del massachusetts ha brindato alla sua salute e lo hobbit piccolo gli ha preso la mano, gli si è seduto in braccio e ha iniziato a stordirlo di parole, rigorosamente in italiano, raccontandogli del suo amico ale, dell’amicizia, del lago, di un cimitero lungo la strada, dei suoi fratelli più grandi, di un ciuccio che si usa solo per dormire e della pipì che non si fa addosso ma nel gabinetto.
ali si è arreso, si è rilassato e ha cominciato a mangiare, con uno hobbit innamorato nelle orecchie.
quando, alla fine della cena, si è alzato e ha detto che era molto stanco e che doveva assolutamente andare a riposare, lo hobbit piccolo gli ha dato un bacio, gli ha detto “ciao ‘mico mio ali” e gli ha regalato la sua prima uscita in inglese. “whoopsy daisy!”, che non vuol dire nulla ma solo sorpresa.

36 thoughts on “whoopsy daisy

  1. I miracoli dei bambini sono così , sono piccoli angeli non ancora corrotti dal mondo benpensante, timoroso e ipocrita.
    Anche se certe volte ci fanno disperare, di certo sanno meravigliarci e far sognare.
    Dio ti benedica piccolo hobbit, avrai doppia razione di cocacoline quando ci incontreremo.

  2. sai, mi viene in mente quando lo hobbit medio – se non ricordo male – stordì di affetto ed entusiasmo Hiroshi (y?)

    direi che il gene della chiacchiera ha colpito di nuovo!

    1. ecco, è una bella domanda. devo dire allo hobbit di chiederglielo la prossima volta. wikipedia dice così: è lo studio filosofico della mente, degli atti, della coscienza e delle funzioni mentali cognitive e delle loro relazioni con il cervello, il corpo e il mondo.

  3. Mi colpisce su più livelli questo post.perché mi piace, perché immagino benissimo hp e mi entusiasma sentire le sue idee e argomenti, perché l’immagine di questa cena è molto bella e perché pare che se farò un terzo figlio lo debba chiamare ali, ci sto pensando, un po’ piena di terrore e un po’ piena di coraggio e trovare un ali in questo post non fa altro che alimentare la fiamma della mia parte coraggiosa…

  4. A me è venuto in mente quella volta in cui io ero triste e mio nipote (allora non arrivava a due anni, ora va per i 12) per consolarmi mi offrì il suo cuccio farfugliando parole incomprensibili

  5. Elasti, mica mia, dammi il numero di Brenda non far finta di non sentire il mio appello mi vesto da hippy come ad ibiza e applaudo il tramonto del sole

  6. Fantastico! Non vedo l’ ora che emetta suoni simili a parole anche il mio, ma intanto godiamoci i gorgheggi, che poi non trnano piu’… Che bello perdere qualche giorno eleggerti in quantita’ e tutta d’un fiato. Grazie di esistere… anche a notte fonda in un letto deserto ed ostile…

  7. Quanto lo abbiamo sottovalutato finora l’hobbit piccolo! Invece mi sa che ha delle potenzialità notevoli! Mi piace tantissimo leggere di lui perché per certi aspetti mi ricorda il mio piccolo.

  8. Leggo il tuo blog da poco ed i tuoi bimbi mi lasciano spiazzata con la loro sensibilità..così forte e autentica…e che a tanti adulti manca.
    Complimenti per la bella famiglia che avete creato 🙂
    Paola

  9. Che amore!! E che bello quel momento in cui si è totalmente fiduciosi e interessati al prossimo, capaci di slanci che poi non osiamo più avere per timore o pudore.

    Elasti, nel leggere e commentare i progressi e l’entusiasmo di hp immagino i prossimi mesi del mio piccoletto di quasi 2 anni, i tuoi racconti mi fanno viaggiare con la fantasia

  10. son sicura che lo Hobbit piccolo farà breccia nel suo cuore e gli scuce pure un sorriso!

    ps ma whoopsy daisy non è un personaggio della foresta dei sogni?!?…

    1. credo di sì, ma è anche un’esclamazione. in genere, mi pare di avere capito, si usa (e non è che la usino proprio tutti, io l’ho sentita dalla direttrice della reggio preschool) quando succede un pasticcio. ma non ne sono certissima.

      1. Sì! E’ un’esclamazione abbastanza antiquata (Whoops a daisy!) e del tutto innocua. La usa, per esempio, Hugh Grant nel film Notting Hill e, nella versione italiana, viene tradotta con Acciderbolina! 🙂

      2. si dice whoopsy daisy di solito quando un bimbo cade, come incoraggiamento per farlo rialzare, capirai bene che in un ambiente di hobbit piccoli verra’ ripetuto 500 volte al giorno 🙂

  11. mah…io oops-a-daisy l’ho sempre sentito dire quando si fa uno sforzo, tipo si solleva qualcosa di pesante o si fa un salto, una cosa tipo il nostro ‘ecco’, voilà, opplà….ma dove le sentite voi ste cose??

  12. POVERO ALI…GLI MANCHERA’ IL SUO PAESE…MAGARI COM’ERA PRIMA…E LA MOGLIE E LE FIGLIE…BRAVO PICCOLO HOBBIT CHE SICURAMENTE LO AVRA’ RLLEGRATO PER UN PO’!!!!

  13. il tuo piccolo spacca! i bambini hanno quell’ingenuità travolgente che scuote anche il filosofo della mente più depresso dell’universo!
    Ti fanno ridere, ti fanno venire voglia di essere migliore, di essere come loro, pulito, di farli ridere come loro fanno ridere te.
    Sicuramente il sig. Ali si è sentito molto più “a casa” con l’hobbit piccolo sulle ginocchia!
    un bacio con lo schiocco al piccolo nano!

  14. whoopsy daisy – come direbbe il tuo medico di base: sta’ sù de doss!
    però ora alla supermam lo traduce elasti 🙂 🙂

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