Nonsolomamma

the cellar che poi sarebbe la cantina

“se le sirene suonano così: uahooooo uahoooo, bisogna correre in cantina”, aveva detto mason, il capo del dipartimento di economia della città di A, prospettando la perturbazione che, di lì a poche ore, avrebbe spazzato via il massachusetts e l’ohio, transitando dalla pennsylvania e dallo stato di new york.
“pensi che la nostra casa reggerà? è del 1742”, gli aveva chiesto mister incredible.
“non so, ma è sopravvissuta a 270 anni di perturbarzioni… sarei ottimista. nei limiti concessi dall’eccezionalità dell’imminente catastrofe”.
una volta arrivata a casa, in attesa dell’apocalisse, elastigirl, dopo avere fatto andare la lavatrice, la lavastoviglie, l’asciugatrice e i caricabatteria di tutte le batterie caricabili, è giunta alla conclusione che era arrivato il momento di affrontare la sfida maggiore. no, non lo scatenarsi degli elementi che alla fine hanno deciso di non scatenarsi. sì, esatto, la visita della cantina, il buco nero in fondo alle scale, dietro la porta di legno bianco in cucina. lo stesso buco nero in fondo alle scale dietro un’enorme porta di legno verde, con doppio battente, nel giardino, non lontano dall’epifania del serpente giallo. una casa sotto la casa, il laboratorio del padrone di casa, l’ingegnere nucleare. un ricettacolo di ragni, pipistrelli, topi, scoiattoli, serpenti, mostri e attrezzi.
“insomma, se dobbiamo passarci un’ora, due, una notte, dobbiamo sapere cosa ci aspetta lì dentro”, ha detto elasti-impavida agli hobbit grande, al medio e al piccolo, mentre mister incredible… cosa faceva mister incredible mentre i 4/5 della famiglia affrontavano gli abissi di una cantina buia, unico rifugio sicuro in caso di uragano/tornado/fine del mondo? faceva un bagno caldo, anzi tiepido, nella stessa acqua ormai zozza in cui erano transitati gli hobbit poco prima. se ne stava lì, al piano di sopra, immerso fino al collo nella lettura delle fotocopie umide di Marx’s theory of crisis in the context of financialization. perché gli economisti marxisti hanno i loro modi di gestire lo stress pre-apocalittico.
“alééééé! andiamo in cantina”
“cantina in inglese si dice cellar, lo sapevate?”
“io sellal vado io. io. giù. io”
“allora ragazzi, scendiamo in fila indiana. io vado prima con la torcia. lo hobbit grande ultimo con l’altra torcia. mi raccomando: non toccate NIENTE per nessuna ragione al mondo”
“mamma…”
“niente! non dovete toccare niente! capito???”
click
“ma come? c’è la luce in cantina?”
“sì, mamma. era quello che stavo cercando di dirti…”
“ah. meglio così. però non toccate niente lo stesso!”

in cantina c’erano tutti gli attrezzi e utensili del mondo. c’erano la fresa, una sega circolare, un’ascia, dei martelli, pale, vanghe, chiodi, coltelli, un’affettatrice, un paio di aspirapolvere, brugole, chiavi inglesi, guanti, tenaglie, scalpelli, pinze, forbici, trapani.
e poi, su un mobiletto, c’era un teschio, tenuto insieme con il nastro adesivo nero (oh, guarda! un teschio della juve…” “cretino che non sei altro” “chitino che alto” “ragazzi! basta!”).
e soprattutto, su un tavolino, proprio al centro, tra viti e bulloni, c’era un fucile.
uno vero. marrone e nero, legno e metallo. uguale, preciso identico a quelli che si vedono nei film.
“mamma! hai visto????”
“non toccate niente. adesso torniamo su. abbiamo visto abbastanza”
“ma devi stare tranquilla, mamma. non aveva nemmeno le pallottole!”
“e tu che ne sai?”
“tilla mamma. meno pottole”

46 thoughts on “the cellar che poi sarebbe la cantina

  1. Direi che il teschio sodddisfa le attese. In effetti…conoscenza di luce in cantina e fucile scarico fanno sospettaree un’anteprima da parte degli hobbit…mumble mumble…

  2. Ecco, la cosa bella di essere in tre è che puoi avventurarti per casa senza dirlo alla mamma perché ti fai coraggio con gli altri 🙂
    E comunque, Mr. Incredible sarà anche pugliese, ma ha un aplomb decisamente British 😀

  3. Ma quella di fare il bagno nella stessa acqua del resto della famiglia, Mr. Incredibile l’ha presa dal Giappone ? Anche se lì, nel bagno rituale, il primo avrebbe dovuto essere lui.
    (Ma probabilmente sente a livello inconscio che i capofamiglia sono gli hobbit….:) )

    1. Mio figlio e suo padre fanno quasi sempre il bagno insieme…hi hi. Col cavolo che io faccio il bagno nella loro acqua. Ma adesso non ci stanno quasi più insieme. Due anni fa ho beccato mio figlio che cercava di fare entrare il cane, 30 kg di labrador, nella vasca… il cane faceva resistenza… aveva le zampe davanti già bagnate, mi ha guardata con aria di immensa scusa.

  4. Gli americani hanno costruito una fortuna cinematografica attorno al mito della cantina, luogo dell’inconscio e materializzazione delle fobie che ognuno di noi ha!

    1. E’ vero, in Europa va di più la soffitta o la casa abbandonata, la “casa desolata”.
      Elasti, hai visto se ci sono anche una poltrona e una tivù?

  5. Sicuramente gli hobbit avevano già fatto un sopraluogo: sapevano della luce, hanno sdrammatizzato il teschio scocciato dandogli dello juventino e il fucile senza pallottole! Se ci ritornaste chissà quali altre interessanti cose potrestre trovare!!! 😀

  6. (e comunque quella fase in cui i minuscoli ripetono tutto la trovo esilarante. su “tilla mamma meno pottole” – o ieri su “devi tale papà” – un po’ mi sono sciolta un po’ ridevo come un’idiota)

  7. “Bagno caldo”… caso mai faceva i fanghi!
    o gli hobbit sono immensamente più puliti dei 3 mostri che girano in questa casa… :o)

  8. Elasrti hai tre maschi….. è normale che sarebbero andati per fatti loro in giro…. la prossima volta quest giri falli subito quando entri in una casa

  9. sapeva della luce, sapeva cehe non ci sono le pallottole e soprattutto aveva la tentazione del buco nero… c’è già stato in cantina.. mi ci scommetto le ferie!

    1. d’accordissimo. Ma, insomma, lo sapeva che avevate dei bambini piccoli, a questa svaporata della collega di Mister Incredible non è venuto in mente di avvertirvi che aveva armi in casa?!?

      1. vero, ma essa è ammerighena, non dimentichiamolo. Sono decenni che fanno saltare in aria i ragazzini con gli attentati e ancora stanno tranquilli colle armi in casa, sono irrecuperabili.

  10. Elasti i tuoi figli sono mooolto avanti: loro in cantina ci son già stati. Probabilmente quando tu non c’eri…e mr. incredible era a fare il bagno caldo….
    😉

  11. Secondo me invece Mr. Incredibile era gia’ sceso con i due grandi in cantina, e per questo si era prudentemente eclissato in bagno ..

    1. Assolutissimamente si!!! Vedo che l’abbiamo pensato in parecchi!!! Che marpioni, tutti e tre e i più grandi, senza dimenticare il piccolo furbacchione…

      Floralye

  12. Ma il fucile perchè non lo togliete di mezzo? Pallottole o non pallottole mi vengono i sudori freddi a pensarci in giro i tr ehobbit: Anzi, un bel catenaccio alle porte di accesso al cellar?
    Per il resto vi invidio! non vi annoiate per nulla, eh?

  13. Brr, altro che brividi! Peggio del teschio, solo il fucile! Brava elasti, cantina off limits, scherziamo?!?
    Cmq son fifona, lo so, ma a me le cantine fanno da sempre un po’ paura e nella mia ci vado solo quando proprio non posso farne a meno.
    Io forse farei due parole con Brenda per cercare ospitalità in caso di meteo avverso, ma sicuramente avrete già pensato voi ad una soluzione.

  14. E comunque in qualsiasi casa americana che si rispetti deve esserci un fucile! Come insegna Michael Moore, lì ti regalano armi anche quando vai in banca ad aprire un conto *_*

  15. Basement 🙂 cellar è la cantina in cui tieni i vini. Se non so può chiudere a chiave io un giretto a controllare se il fucile è carico lo farei. Sul rapporto tra statunitensi e armi è meglio non dare troppo per scontato imho 🙂

    1. Stavo per scrivere la stessa cosa, ma poi ho pensato che forse, sai, l’inglese americano, quello li, poco accurato e molto sgrammaticato.

      1. Nelle case inglesi, la cantina intesa come “stanza al piano -1 in cui viene stoccato di tutto di piu” si dice “basement”.
        “Cellar” e’ la cantina intesa come “cantina dove sono tenute le bottiglie di vino, piu’ o meno pregiate”.

    2. non so, ma qui almeno gli americani che hanno visto la nostra cantina l’hanno chiamata cellar e io mi sono limitata a riscrivere quello che hano detto loro…

      1. Allora, ho chiesto al mio collega, qua vicino, educato a Cambridge.
        Con molta aria di superiorita’, mi ha confermato che cellar e’ la parola giusta per indicare la cantina (stanza al -1 con un sacco di cose dentro), anzi e’ probabilmente piu’ appropriato che basement.
        Ora, cellar fa molto cantina da ristorante, ma gli inglesi bene la intendono ancora come stanza storage generica.

        Uhm (sospiro), sono ancora cosi working class quando parlo inglese!!

  16. Ma gli hobbit non sono mica pazzi, non lo userebbero Chiudere a chiave mi sembra un ottima idea, ma non perdere la chiave, in caso di una di quelle invasioni di zombie ( così frequenti da quelle parti) potrebbe tornarvi molto utile.

  17. Accertati solo che sia scarico davvero il fucile e che non ci siano proiettili accessibili (se ti fa senso fallo fare al british-barese), ma non proibire l’accesso al basement agli hobbit: è il miglior sistema per ingigantire la loro curiosità ed accrescere il fascino del posto con il gusto in più del proibito.
    Il teschio è solo un osso… suvvia! 😀 Come diceva mio nonno, “bisogna avere paura dei vivi, non dei morti!”

    1. Scusa Brix, ma una delle cose che in assoluto mi terrorizzano e mi fanno proprio, detto in piemontese, “sgiai” (parola intraducibile, mi rendo conto, che sta a metà tra schifo e “senso”, cioè che fa venire la pelle d’oca) sono i teschi. E comunque: che ci fa, soprattutto se autentico, un teschio in una cantina, perlopiù dotata, a quanto ricordo, anche di attrezzini quali seghe, coltelli, e affini, oltre che di armi da fuoco???

      Floralye

  18. Nel neolitico e nelle culture primitive, la testa mozzata del caro defunto veniva seppellita IN CASA, di solito interrata sotto il corrispettivo primitivo della sala da pranzo.

    Probabilmente il teschio è il bisnonno.

    Rimesso assieme dallo hobbit grande col nastro adesivo, dopo che il medio (o il padre) l’aveva fracassato.

    Il che vuol dire che non solo c’erano già stati, ma avevano messo le care zampette dentro quell’orrore tagliente e aguzzo che descrivi.

    Il che vuol dire che sei nei guai, chiave o non chiave.

    Quanto hai ancora da stare lì?

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