Nonsolomamma

riti di passaggio

giovedì, alle 10 del mattino, lo hobbit di mezzo ha cominciato la prima elementare. è capitato in classe con il suo migliore amico, stefano, quello che ha il papà, la mamma e i nonni da cui vorrebbe essere adottato ogni volta che l’elasti-famiglia lo opprime o lo stufa o lo esaspera.

ha una maestra bruna di italiano e una bionda di matematica che, all’ingresso in classe, hanno fatto trovare a ogni bambino un banco con il nome sopra, un diario fatto dagli alunni che adesso sono in prima media, e una stella di carta ritagliata, su cui i genitori dovevano scrivere un pensiero, un augurio, una frase intelligente e qualcuno ha pianto, qualcuno ha avuto la crisi del foglio bianco, qualcuno ha scritto 10.000 parole e si è fermato solo perché dentro la stella non c’era più spazio.

il primo banco aveva il nome dello hobbit, lui si è seduto ed è affondato dentro la seggiola, si è tirato su e poi si è stropicciato le guance, ha guardato dentro la cartella, ha osservato l’aula e le mamme e i papà tutti intorno, appiccicati alle pareti come tanti poster, ha lanciato occhiate furtive alle maestre e ha aperto e chiuso il diario,l’astuccio, la cartella e la bocca. e a elastigirl e a mister incredible è venuto il mal di mare a vedere tutta quella agitazione in un bambino solo che incidentalmente era il loro.

a mister incredible è venuto il mal di mare anche perché la maestra di matematica ha annunciato l’adozione di un metodo sperimentale analogico per imparare la sua materia, in cui non ci saranno gli insiemi. “gli insiemi sono la base del ragionamento logico, con gli insiemi si impara a pensare, gli insiemi sono un irrinunciabile, splendido universo”, bofonchiava nell’elasti-orecchio. ma la maestra sembrava sapere il fatto suo, elastigirl è convinta da oltre 30 anni che la maestra ha sempre ragione e l’economista barese ha deciso a malincuore di rinviare a data da destinarsi la sua crociata sugli insiemi.
“bene, se non avete altre domande, potete salutare i vostro bambini”, ha detto la maestra bruna alle 10,40.
si apprende da fonti che preferiscono restare anonime che la classe dello hobbit di mezzo è andata “nel parchetto”, che, da una sommaria ricostruzione, risulta essere il cortile della scuola. qualcuno narra anche che i bambini di prima si siano recati in visita nelle classi quarte, frequentate da vari fratelli maggiori. pare che lo hobbit di mezzo abbia fatto un trionfale ingresso nell’aula dello hobbit grande. “si è avvicinato a ogni banco e ha cominciato a stringere le mani di tutti, alunni e maestre, come fosse il papa o il presidente della repubblica”, riferiscono alcuni testimoni oculari.

76 thoughts on “riti di passaggio

  1. Anche qui in Svezia metodi didattici “nuovi”. Anche quì papà (io) più “diffidenti” e mamme (mia moglie) più fiduciose.
    Che sia il caso di dire “tutto il mondo è paese”? 🙂

    1. ieri ho sentito un interessatne seppur breve intervista ad un docente universitario, Fulvio mi pare.. (non ricordo il cognome), che ha scritto un libro che si intitola Minimalia… (e qualcos’altro) che parlava del pensiero unico globale.. il tuo commento fefo mi rimanda si, a questi temi..

  2. secondo me ha un avvenire da politico, comunque mi ricorda il mio secondo che alla comunione del fratello (lui 4 anni ) si presentava a tutti come il fratello dello sposo, ciao sei diventata un appuntamento fisso.

  3. che brava elasti, ancora convinta dopo 30 anni che la maestra abbia sempre ragione! non si é mica in tanti, anzi, oggigiorno sembra che tutti i genitori siano insegnanti…
    comunque, che emozione! mi sono immedesimata ed emozionata… ma io non faccio testo, l’inizio della materna della mia pupa mi ha quasi procurato l’insonnia!
    buon inizio di scuola a tutti gli hobbit!

      1. anche io sono una mamma che da sempre ragione alla maestra nonostante o forse soprattutto perchè figlia di una maestra… e devo dire che nonostante i miei nani abbiano rispettivamente solo 3 e 1 anno (e quindi abbiamo avuto fin’ora solo “educatrici”…che termine “strano”, del nido e una maestra da 1 settimana) ogni tanto penso…in fondo, ma molto in fondo… che non sia così1 che non abbiano ragione… – ma al marito non lo dirò mai, e neanche ai figli… 😛

  4. Mi interessa la matematica senza insiemi. In che senso? nel senso che si ritorna rivoluzionariamente come ai tempi miei, in cui l’insiemistica non veniva applicata alla matematica delle elementari e si facevano calcoli? (Ricordo di aver cominciato alle medie coi diagrammi di Eulero-Venn) o nel senso che c’e’ un nuovo sistema rivoluzionario? ci terrai informati? Grazie 🙂

      1. si’ Barbara, abito a Ivrea. Ho due figli gia’ grandi, 21 (quasi) e 16e1/2 Per quello di 21, non ci fosse di mezzo l’universita’, la matematica potrebbe essere solo un’opinione 🙂

    1. gaudio pure da parte mia: colpa dell’insiemistica (introdotta brutalmente in 3a elementare) se non so fare i calcoli

      ed è olpa sua se iniziai ad odiare la matematica

      1. No, non e’ colpa dell’insiemistica. E’ che le maestre non erano state formate per insegnarla bene. Noi eravamo stati letteralmente accompagnati dalla nostra prof nello sforzo di tradurre quello che avevamo imparato in modo tradizionale alle elementari. Ricordo che la mia insegnante di matematica delle medie aveva fatto un corso di aggiornamento sulla didattica della matematica, che aveva frequentato pure mio padre, ricordo anche che non era obbligatorio. Purtroppo il sistema dell’istruzione italiana e’ basato, in un certo senso, sulla buona volonta’ di chi ci opera. Non esiste, a tutt’oggi che nella scuola mi capita di lavorare ogni tanto, uno standard qualitativo minimo garantito. E a volte non esiste neanche un atteggiamento collaborativo da parte di genitori che considerano gli insegnanti persone indegne di giudicare le loro creature. Partendo dal presupposto che il lavoro degli altri e’ sempre piu’ facile, tutti salgono in cattedra; e relazionarsi con i ragazzi diventa ancora piu’ delicato e difficile

  5. Che emozione! Mi fa gia’ montare l’ansia per come sara’ per i miei nani (chre adesso sono alla materna).
    Grande spirito comunque, quello dello hobbit.

  6. Buone notizie, allora: le scuole hanno migliorato l’accoglienza. Finalmente riconoscono quanto la cerimonia di ingresso sia importante per i nuovi bimbi che arrivano. I tuoi si muovono alla grande, come sempre. Il papi non mi stupisce: con gli anni si passa rapidamente da temerari innovatori a pantofolati conservatori. E’ un processo naturale, come lo è per il bambino il bisogno di un rito, che quello si celebri e si ripeta uguale. Notte.

  7. Ciao Elasti, se il metodo analogico per la matematica è quello inventato da C. B. vai sul sicuro, io l’ho scoperto per aiutare una ragazzina che in quarta elementare ancora non riusciva a fare addizioni e sottrazioni. Io che sono laureata in matematica ho imparato a fare i conti veloci a mente con quel metodo. 😉

      1. Scusate, la sigla C.B. si può sciogliere o è volutamente anonima? Perché io ho fatto insiemistica alle elementari, ma la mia prof. di matematica delle medie rideva dicendo che per me 2+2 può anche fare 5, tanto non fa molta differenza. (O meglio, io preferisco dire che 2+2 fa “circa 4”, è ormai il mio modo di fare i conti e ho scoperto poco tempo fa che forse potrei avere applicato da sempre, senza saperlo, la logica fuzzy :D)

  8. Genitori in aula anche il primo giorno di primaria?! Pensierino di buon augurio da lasciare sulla stellina?! Ma quando saremo in grado di avere più fiducia nelle capacità dei nostri figli di affrontare da soli il loro “primo giorno”?! Consiglio la lettura del post “Bamboccioni già con l’inserimento all’asilo” sul blog della 27ma ora del Corriere della Sera. Io sto inserendo il mio primo bimbo alla scuola materna e ogni mattina se mi vede qualche minuto in più gli viene da piangere… la mia presenza lo angoscia!

    1. Anche io e mio marito quattro giorni fa abbiamo accompagnato in classe mio figlio di 6 anni per il suo primo giorno di scuola “elementare” e siamo rimasti un’ora in classe come tutti gli altri genitori… ti sembra forse troppo il tempo che abbiamo avuto a disposizione per “conoscere” le maestre che passeranno gran parte della giornata con i nostri figli per i prossimi cinque anni? A me no!

  9. ciao cara, Chiara ha voluto stamattina essere accompagnata davanti alla porta della prima liceo, ho provato a dirle che al liceo si può anch andare da soli, ma poi mi ha fatto tenerezza dopo l’estate tremenda di rabbia e contestazione passata dopo la morte del mio babbo, a metà agosto… allora l’ho accompagnata uscendo di casa prestissimo, con la mia bici a mano perché lei “in bici non ci gira” e l’ho lasciata grande e timorosa, venti cm più alta di quasi tutti, ragazzi compresi… speriamo bene… ti abbraccio forte

    Nicoletta da Bologna

    PS leggi la Famiglia Fang!!!

  10. Hai ragione, quello che ti prende allo stomaco è lo sguardo smarrito: sai che devi lasciarli, che se la caveranno benissimo senza di te appena uscirai dalla porta, ma mentre sei li devi trattenerti dall’abbracciarli forte e rassicurarli!
    Lo scorso anno, quando ero nella tua situazione (la prima figlia in quarta e il secondo figlio in prima elementare), la primogenita e la sua amica del cuore chiesero alle maestre di poter andare a trovare i loro fratellini in prima (anche loro reciproci amici del cuore): deve essere stato vero amore, perché mia figlia è piuttosto timida. E immagino l’imbarazzo (e la contentezza) dei due fratelli minori, fintamente spavaldi, nel vedersi entrare le sorellone in classe e accettare le loro moine davanti ai compagni!
    Da allora, i miei due, quando si incontrano in giardino per la ricreazione si abbracciano sempre come se non si vedessero chissà da quanto tempo… poi a casa litigano come matti, ma si sa, il rapporto tra fratelli è di amore e odio!

  11. Spezzo una lancia a favore della maestra di matematica.
    Io ho preso la laurea in matematica a 23 anni e non ho mai studiato insiemistica, ne alle elementari ne alle medie.

  12. quesdti genitori sempre presenti mi mettono un po’ d’angoscia.La separazione genitori figli è naturale e poi questi bimbi li lasciamo in una scuola con delle brave maestrine,mica vanno nelle fauci dell’orco cattivo!Le maestre ed i prof. hanno sempre ragione…poi ci si puo’ anche discutere ma non devono mai perdere di autorevolezza davanti ai ns. figli
    stefania

    1. A me invece mettono una profonda tristezza i genitori assenti. Gente che non sa neanche quanti sono i suoi compagni di classe e come si chiamano di cognome le maestre. Si’, lasciateli pure “andare”. A tre anni, a cinque. Siete ridicoli. E ignoranti, oltretutto, perche’ non sapete che gli inserimenti soft fanno parte del coinvolgimento delle famiglie nel processo di educazione della scuola primaria. Tanto per gente come voi e’ meglio, non avere l’impiccio della partecipazione alla vita dei figli e avere pure la scusa morale del “lo rendo autonomo”.

  13. Bravo fanciullo, dopo l’iniziale e più che legittimo spaesamento ha reagito alla grande!
    P.S.: anche in prima media di mio figlio hanno fatto entrare i genitori in classe, che insieme ai figli si sono presentati ai professori al momento della firma del diario. Non direi si tratti di bamboccioni, a quell’età… Poi le mamme iperapprensive danno sui nervi anche a me, in qualità di mamma, però non esageriamo…
    Aggiungo un’altra cosa: anche per me, in linea di massima, la “signora maestra” ha sempre ragione!
    Floralye

  14. Piccoli hobbit crescono….mamma e papa’ vanno in ansia!…insiemi o non insiemi… In bocca al lupo al piccolo, ma in cuor mio sorrido pensando al da fare che avranno le insegnanti con un tipetto come lui…. mtm72

  15. qualcuno lo dica in fretta alle insegnanti del mio nano (di cui sono pienamente responsabile anche se non lo chiamo figlio), che all’ultimo anno di materna vogliono partire con gli insiemi per prepararli alle elementari!!!
    p.s. mr i, sei sempre un mito!

  16. Mi hai fatto tornare in mente il mio primo giorno di scuola elementare. Sono passati 24 anni, i ricordi sono un po’ appannati… Ricordo che sedevo accanto ad una ragazzina bionda, l’avevo già conosciuta all’asilo ma lei era in un’altra classe. Quella stessa ragazzina che poi sarebbe stata la mia migliore amica per 5 anni. E poi ricordo la maestra, che ancora vedo passeggiare nelle vie del centro. Quel primo giorno ci chiesero di fare un disegno: io disegnai una tipica scena vacanziera, me in spiaggia con la mia famiglia… E un polipo sulla sabbia ^^

  17. Anch’io ricordo bene il primo giorno di scuola… e come dimenticarlo? Ho anche pianto, altroché la sicurezza dello hobbit di mezzo!
    La maestra per consolarmi mi parlava con dolcezza e mi sprannominò ‘fascetta rossa’ perché avevo una fascia bordeaux in testa (non rossa effettivamente…).

  18. Ahahahahhh! è sempre un mito il piccolo grande HM!!!
    E i commenti sono spassosissimi, complimenti a tutti, mamme e figli!
    Vabbé, anche ai papà… Mr. I ha avuto il suo perché nel rendere la scena esilarante!
    Il mio Dario, giovedì primo giorno di materna, è stato salutato alla porta e, anche se ci si è aggrappato e vi ha lasciato i segni delle unghie, è stato risucchiato in aula dalla maestra, e al mio ritorno, dopo 2 ore, non voleva uscire! Le maestre hanno ragione (però a Iris la matematica la controllavo sempre…).

  19. Ce li vedo proprio hobbit 1 e 2 nella stessa scuola a spalleggiarsi e litigare, quasi quasi è un peccato che non faranno in tempo a trovarsi insieme tutti e tre i fratelli 😉

  20. anche io oggi ho accompagnato in classe mio figlio che va in prima media … è stata una cosa che è durata mezz’ora ma è anche gusto che sia così, che i genitori vedano almeno la classe dove si siedono i loro figli, non è questione di bamboccioni ….

  21. E’ un “rito di passaggio” e come tale fa parte della nostra vita. Crescono e li lasciamo andare, ma restiamo a guardare con apprensione. Mio papà, pochi anni fa, in un momento difficile mio, mi disse ” voi andate, partite per le scalate e noi vi dobbiamo lasciare andare. Però restiamo sotto alla parete, con aria distratta, si sa mai che perdiate la presa e serva recuperarvi al volo” Ecco io ho 50 anni e vado per la mia strada da tanto, ho due figli e li ho resi autonomi e guardati andare, ma il pensiero che lui sia là, a prendermi in caso di caduta mi piace e mi riempie il cuore. Non è renderli bamboccioni dargli la forza dell’appartenenza ad una famiglia, scrivere su una stella “buon viaggio, ce la puoi fare”. I miei primi giorni di scuola sono terminati, eppure li porto ancora nel cuore.

  22. il più medio di tutti in prima elementare!!!!
    come passa il tempo. ma avrà grande successo, me lo sento. un”cinno” fantastico.
    congratulazioni…e buon anno scolastico anche agli altri, altrettanto unici e fantastici.
    chiara di bologna

  23. Mi piacerebbe sapere cosa hai scritto nella stella portafortuna ed invidio la splendida idea ! Inoltre, penso davvero che lo hobbit di mezzo avrà tanto successo! Un bacino sul nasino.

  24. già, cosa hai scritto sulla stella? anche mia figlia ha iniziato già da una settimana il suo primo anno di elementari. da noi la fase accoglienza è durata una mezz’oretta e secondo me non c’è niente di terribile e “mammone” in questo approccio. io sono andata in prima elementare a 5 anni, dalle suore, a metà anni ’70 e sinceramente avrei preferito un ingresso un po’ più soft. credo che avrebbe enormemente giovato al mio approccio con i riti di passaggio per tutto il resto della mia vita… poi, se vi piace il modello “ti insegno a nuotare buttandoti nell’acqua fonda a tradimento”… applicatelo pure ai vostri figli/figlie. io preferisco altri metodi.
    insomma, cosa hai scritto sulla stella?

  25. Intanto mi unisco al coro dei curiosi a cui non basta il blog per farsi gli affaracci tuoi: cosa hai scritto sulla stella..?!
    E poi piagnucolo un po’, che qui in UK il rito di passaggio ce lo scordiamo. E a me manca proprio tanto…

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