Nonsolomamma

sciarpanà e riulà

mister incredible è partito per londra stamane, dando il via al suo frenetico pendolarismo settimanale. ricominciare è la parte più difficile. erano vari mesi che elastigirl non cenava sola con gli hobbit.
“chi vuole ancora pollo?”
“io voglio tre cosce”
“io tre ali”
“io zoccolata blu”
“mamma, mi fa male qui”
“qui dove, hobbit grande?”
“qui, in basso. tocca tocca!”
“aspetta! non mi tirare con quelle mani lerce di pollo!”
“anke io male basso. tocca-tocca”
“qui?”
“ah! sì”
“ti fa più male quando faccio pressione o quando mollo?”
“ah! quando molli”
“non sarà mica appendicite?!”
“io appenzite”
“vorrei del ketchup!”
“guardatemi: sciarpanà sciarpanà! ripetete con me!”
“te lo scordi!”
“ma come??? lo abbiamo fatto a inglese! sciarpanà!”
“no, scusa, dicevo a tuo fratello. se hai mal di pancia devi mangiare in bianco. dopo mando un sms alla dottoressa tic tic e le chiedo cosa dobbiamo fare…”
“ahi se eu te pego! ahi! delissa!”
“hobbit piccolo, non si canta quando si mangia”
“chi mangia a tavola e fischia a letto è un matto perfetto”
“ecco. appunto”
“lo diceva il nonno A”
“il nonno A diceva un sacco di cose buffe e anche un po’ pazze a volte”
“come: chi non fa la pipì, chi non fa la pipì. prima o poi la farààààà
“esatto. non mi avete raccontato niente della scuola. come è andata?”
“bene. sono riuscito a cambiarmi di posto e a sedermi vicino a paolo!”
“sciarpanà sciarpanà”
“secondo me andate bene tu e paolo, vicini…”
“io copio da lui e lui da me. andiamo benissimo”
“io a ‘ccuola manzato, dommito con zuzzo, zocato, fatto pipì, cacca, ‘ndato casa. ahi! ahi! delissa! te pego!”
“sciarpanà!”
“la smetti con questa sciarpanà?”
“ma è inglese! dovete fare così…”
“come se sbattessimo le uova?”
“ma no! fate così e ripetete: sciarpanà. tre volte… dai!”
“ma cosa vuol dire???”
“boh. comunque la maestra di inglese è severissima. tra un sciarpanà e l’altro ci diceva ‘stai dritto!”
“vuole dire temperino… sharpener”
“ah! meno male che c’è lo hobbit grande”
“sharpanà! e io cosa ho detto?”
“còsa dèètto io?”
“adesso che avete imparato a dire e mimare sciarpanà, possiamo imparare un’altra parolina!”
“bleah. ‘parolina’… ha fatto una lezione con la maestra di inglese e già parla come lei…”
“dai, insegnaci un’altra parolina”
“fate così…”
“sembri una hostess che indica le uscite di sicurezza sull’aereo”
“aeleo? pattiamo? dove andiamo? qui casa miaaaa”
“no, amore. non andiamo da nessuna parte. stiamo qui”
“e adesso dite con me: riulà! riulà!”
“pecchèèèè non pattiamo? io vollio aeleooooo”
“riulà?”
“sì. lo ha detto la maestra. dai. ripetete con me e fate i miei gesti: riulà! riulà!”
“ma sei sicuro che la maestra insegni inglese?”
“sì. riulà vuol dire righello, in inglese. non lo sapevi, mamma?”
“…”
“ruler, mamma. ruler!”
“v’è mia zoccolata blu?”.

50 thoughts on “sciarpanà e riulà

  1. Io mi domando soltanto se alla fine hobbit family abbia cenato o no. Con tutte quelle parole credo che perlomeno vada a male la digestione… ti aspetta una notte difficile, Elasti, hai l’Alca Zeltzer per bambini?

  2. Fantastici! Mi aiutate a sdrammatizzare la partenza del nostro Papá che ha iniziato da pochissimo la vita da pendolare e le nostre cene per il momento sono abbastanza silenziose e sbrigative (la piccola ha solo 10 mesi)

  3. :))
    Noi l’altro giorno ci trovavamo dinnanzi alla FAO ecco, e cantavamo dinnanzi a una perplessa funzionaria anglofona questa canzoncina

    BABA BLECSC EVIU ANIO! IESSE IESSE DRIBEFO’.

    era baba bleck sheep, ma la funzionaria mi ha fatto tanti complimenti per questa bella canzone della tradizione napoletana, ipotizzava lei o giù di li.

    1. Ba ba black sheep va un sacco anche da noi! Solo che sembra la pubblicità di una compagna petrolifera perché mio figlio per “yes sir, yes sir” canta “esso, esso…”

  4. per avere un indizio se l’appendice è infiammata mettilo seduto sul tavolino e fallo saltare giù se ha dolore fallo vedere.
    altro indizio: se camminando gli “tira” la gamba.
    siete splendidi!!

  5. Giornate movimentate come sempre, avanti alla grande, con l’ombra benefica e ironica di nonno A, che sara’ sempre con voi.
    Dall’esilio di Ventotene, prigioniero del cognato sindacalista Lingua di Ferro, sento la nostalgia dei miei piccoli nipotini, cosa faranno alla scuola e all’asilo?
    Auguri al piccolo!

  6. Eh, le conquiste linguistiche… Che dire, sono soldi ben spesi, le scuole in America 🙂 🙂
    Scherzi a parte, tranquilla che la versione “riveduta e corretta” dell’inglese (ma anche del francese, per mio figlio in 1 media…) quest’anno “si porta” molto!:§
    P.S.: volevo segnalare, a chi non l’avesse letto, l’articolo sulla … (inserire al posto dei puntini l’aggettivo che si preferisce, io ho preferito sorvolare) ideadel ministro Profumo di tagliare (di nuovo, come la Gelmini) gli insegnanti di sostegno! GRRR! Non ho parole!!!

    Floralye

  7. è fuori tema, ma … la mia piccola (tigre e pestifera, ma anche molto tenera …), coetanea dell’hobbit piccolo, è anche lei appassionata/fissata/espera di eu-se-ciù-pego, compresa l corretta pronuncia, la giusta intonazione e le adeguate movenze!
    MA CHE FANNO IN QUESTI NIDI ???
    🙂

  8. Il mio 4enne parla come faceva l’hobbit medio fino a un annetto fa, ma gli è venuta prima la R, conquistata nel nostro recente viaggio in USA (mi sa che eravamo vicini a te, nella città di A, ti anche pensata).
    Per la C di Ciao (che al momento è Zao) e la G di Gelato (che è Zelato), ci stiamo ancora lavorando…. io aspetto e spero che arrivi presto, come per magia è arrivata la R, sotto ad un faro del New England un giorno di sole in agosto….

    l’hobbit piccolo mi fa ridere un sacco!, che dorme col ZUZZO! ahahah

    1. ci sono piccoli semplici trucchetti che la logopedista ci ha insegnato x correggere,…tipo tenere ferma la lingua con un dito mentre si pronuncia la c dura. provare per credere!

  9. Ciao Elasti, ti leggo e ti apprezzo oramai da diversi anni (diciamo soprattutto da 4 anni e mezzo, da quando cioè sono diventata madre di una hobbit e quindi ho iniziato ad apprezzare in maniera particolare quanto scrivi). Ho letto il primo libro e quasi tutto il blog (fino ad un certo punto), ora riesco a seguirti solo saltuariamente tra lavoro a tempo pieno, marito a tempo pieno e figlia (ma come fai con 3???). Cmq, oggi ho letto il tuo pezzo su D di Repubblica, la risposta alla lettrice che sta pensando di andare in Svizzera e mi è piaciuto molto, anche perchè anche io, pur non vivendo la situazione drammatica della signora mi ritrovo sin troppo spesso a chiedermi che futuro possa attendere i nostri figli in un paese così disastrato, e non riferisco all’economia. Non solo.
    Ora però, vorrei spostare l’attenzione sulla parte ludica della tua risposta per chiederti: ma dove l’ha trovata tuo marito la maglietta Gattocomunisti per sempre???? LA VOGLIO!!!

    Un abbraccio, Barbara

    1. mi associo con fervoreeeee
      grazie elasti! in questi giorni in cui mi sembra così “impossibile” conciliare lavoro figli e tutto il resto del mondo del mondo…ci sei tu!almeno tu …nell’universo!

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