Nonsolomamma

40 e qualche post scriptum

“andiamo a bruxelles a cercare fortuna”
“pensate che in uganda le ragazzine che non hanno i soldi per comprarsi gli assorbenti, quando hanno le mestruazioni non vanno a scuola. e così ogni mese saltano una settimana di lezione. vi rendete conto? il ciclo può essere un ulteriore motivo di discriminazione delle donne”
“il bambino ha sonno. cuore della nonna!”
“dopo parliamo un po’ dei pittori. magari oggi potremmo vedere insieme munch”
“va benissimo nonno. io ci sto. così non studio geografia”
“e dove dormite?”
“hai uno smalto fichissimo, zia romana”
“prima da amici, poi forse sotto i ponti”
“ma in africa sono tutti poveri?”
“una sera ho mangiato un pastone giallo alle banane… inquietante. lì hanno 40 varietà di banane. secondo me un pappone simile, caro cognato sociologo guatemalteco, ce lo avete anche in guatemala. e poi in uganda fanno una salsina fantastica che sa di burro di noccioline. sarà che saltavamo sistematicamente il pranzo ma ogni sera avevo l’impressione di mangiare il cibo migliore del mondo. fatta eccezione per il pastone di banane”
“‘vè bimba?”
“no, non tutti. ma moltissimi sono poveri, in africa”
“burro di noccioline… quando ero bambino avevo una zia che aveva sposato un americano. vivevano in florida. ogni tanto ci spedivano dei pacchi di cibo. c’era sempre il burro di noccioline e mi ricordo che lo mangiavo in estasi… ah! che meraviglia!”
“dai, mister brown, il burro di noccioline è immondo”
“se in africa sono quasi tutti poveri, praticamente vanno nella carrozza tre”
“vuoi dire che non hai mai più assaggiato il burro di noccioline?”
“cosa significa che vanno nella carrozza tre, scusa? e noi in che carrozza saremmo?”
“mai più. anzi. la prossima volta che andate in america me lo portate?”
“noi siamo nella sei. perché siamo medi. gli africani nella tre perché sono abbastanza poveri. i ricchissimi vanno nella dieci”
“tu sei pazzo come un cavallo pazzo”
“guarda che il burro di noccioline lo vendono anche a carbonara di bari!”
“e comunque tu non rispondevi mai alle mie mail in questi giorni”
“la tua bambola è sul lettone”
“zio, ma fa male farsi i tatuaggi?”
“voi avete i capelli uguali”
“da-du-da-du-du-da-du-dà!”
“a bruxelles hanno bisogno di sociologi guatemaltechi e di zia matte”
“sai cosa sta cantando il piccolo? i’m blue degli eiffel 65, mica pizza e fichi…”
“non rispondevo perché ero incasinato e poi erano tutte per gli hobbit, non per me”
“pensate che il papà sia un po’ cambiato oggi?”
“cosa c’entra? io ero in africa e tu mi ignoravi. pensa che valeria sentiva suo marito tutte le sere. e noi? mai. pensa che il marito di valeria, se una sera non la sentiva, si preoccupava da pazzi. e tu? zero carbonella… che tristezza. adesso vado di là e sbatto fortissimo la testa contro il muro. e poi lascio un biglietto con su scritto che è colpa tua che non rispondevi alle mie mail dall’uganda”
“secondo me ha la voce un po’ diversa oggi che è la sua festa…”
“sapete che il mio compagno di classe ramòn ha il braccio ingessato?”
“tanti auguri a teeeeee. tanti auguri a teeeee”
“tu mica rispondevi alle mie mail quando ero in giappone”
“povero ramòn. il destro o il sinistro?”
“tanti auguri a teeeee”
“cosa c’entra? tu in giappone eri con il tuo fidanzato hiroshi, l’economista workaholic. mica potevo intromettermi…”
“a lezione di teatro ci hanno fatto fare una specie di telefono senza fili con il mimo”
“mister incredible! per piacere vieni qui! è il tuo compleanno! siamo tutti a tavola. non puoi metterti a svuotare la lavastoviglie. sei un nevrotico”
“il destro”
“io pulisco tutto bene con bimba”
“eccomi. la verità è che la mia efficienza vi mette tutti in difficoltà”
“povero!”
“mio marito usa il burro di noccioline per cucinare. lui sa fare tutto. ed è mio!”
“no, non povero. ramòn è mancino, come me. cioè, non è che lo so. però ha la faccia e il corpo da mancino”
“ehi tu, piccolo! cosa fai con quel mocio? ti fai male! mettilo giù che adesso mangiamo la torta”
“in uganda lavarsi le mani è una pratica rivoluzionaria”
“io devo pulire!”
“tanti auguri a teeeee”.

oggi mister incredible ha compiuto 40 anni. nell’elasti-casa c’erano i nonni, super w e mister brown da bari, la zia matta e il sociologo guatemalteco che presto andranno a bruxelles a vivere forse sotto un ponte, lo zio con l’orecchino al naso e la zia romana, di cui lo hobbit piccolo, che si sta rivelando un ragazzo un po’ volubile e leggero, dice di essere innamorato.
elastigirl, tornata venerdì sera dall’uganda, passava, senza soluzione di continuità, dallo straniamento alla totale felicità, dalla nostalgia al sollievo, dal desiderio di fuga al bisogno di nido, dalla malinconia all’euforia, dall’ansia alla beatitudine. tutto in un pranzo solo, tutto tra la pastaal forno e le candeline.

ps di servizio, per chi chiedeva, a commento dei post ugandesi, che cosa si può fare per aiutare. qualcuno dice che, se tanta gente andasse in africa e la guardasse da vicino, le prospettive, gli atteggiamenti, l’approccio, l’immaginario, l’interazione cambierebbero. e già solo questo, all’africa, farebbe bene.

pps di servizio per chi chiedeva un elasti-parere su amref.
questi sono i motivi per cui elastigirl ha deciso di aderire e sostenere amref e i suoi progetti:
1. amref è nata in africa e il 97% delle oltre 900 persone che lavorano in loco è africano.
2. si occupa di salute che vuol dire sanità ma anche educazione, prevenzione, nutrizione, formazione. e senza tutto questo nessuno può camminare sulle proprie gambe.
3. ha un approccio tecnico e pragmatico che non fa leva sulle emozioni né sul marketing.
4. guarda alla sostenibilità di lungo periodo, quella che pone le condizioni perché un giorno non ci sia più bisogno di amref.

49 thoughts on “40 e qualche post scriptum

  1. Mi sento una privilegiata, ma non perche’ me lo meriti, solo perche’ sono nata da un’altra parte del mondo. Cerco di fare qualcosa per qualcuno che vive in africa, anche se tante volte ho scelto di aiutare i progetti di missionari. non sapevo cosa fosse l’amref. grazie per i tuoi resoconti !

  2. Certo che una riunione di famiglia cosí dopo il viaggio, la stanchezza, il jet lag e le emozioni di Uganda ci voleva proprio! Io avrei desiderato una settimana di solitudine e meditazione per metabolizzare i drammi vissuti in Africa….ma forse è meglio cosí. Recuperare la vita normale in un botto di full immersion.
    (E domani lavori?)

  3. Cara Elasti, non ho mai commentato ma leggo sempre i tuoi racconti di vita, normale e straordinaria. Ti ammiro perché hai avuto il coraggio di andare, io non ce l’avrei fatta a vedere tanti bambini malati e soli. È da tempo che mi angoscio soprattutto per i bimbi che nel mondo vivono l’interno e piango, piango e piango. Non serve a nessuno, come hai scritto su un post di qualche giorno fa. Ma allora, come possiamo dare un senso a tutto ciò , come possiamo vivere tranquilli davanti a tali atrocità.

  4. ah ma anche tu ti sei appoggiata ad amref. Anch’io per 5 anni sono stato volontario e ho passato le mie “vacanze” estive in varie posti dell’Africa (e non solo). Purtroppo ora per vari problemi sostengo solo a distanza.

    1. Io sono tra quelli che non pagherebbe una lira per sbirciare il clan Elasti.
      Discorsi incrociatri quando i commensali sono numerosi sono normali, ascoltarli tutti è faticoso ma divertente leggerli così per chi ama i puzzle.

  5. Grazie! Per i tuoi racconti lucidi, per essere stata assolutamente obiettiva e diretta.
    Il messaggio che ho ricevuto è bellissimo: non possiamo scandalizzarci, giudicare usi e costumi e un genere di vita secondo il nostro punto di vista, da un’altro continente.
    Riflettere, andare lì, viverli.
    Grazie per la segnalazione di Amref e bentornata!

  6. Bello! Ho scoperto che abbiamo in comune una data di compleanno.
    7 ottobre per noi è compleanno del mostro grande: 13.
    Fa un po’ senso pensare che 13 anni fa combattevo per attaccarlo al seno e oggi lotto per staccare lui dal.. cellulare!!
    Auguri a Mr. I e bentornata a te.

  7. AUGURI A MR. I!!! E’ giovanissimo!!!
    E tu, sei proprio Elastica! Ma cosa mangi per essere così attiva e indistruttibile??? Dai, dimmi il tuo segreto, qui, che non ci ascolta nessuno! 😉

  8. Elasti, cercavo un indirizzo email per mandarti un messaggio privato, ma sara’ che sono di fretta o che sono andata a dormire alle 5:30, non riesco a trovarlo.
    Volevo solo dirti che da veterana brussellese sono disponibile a dare una mano nell’inserimento della zia matta e del suo sociologo guatemalteco.
    Fammi sapere se posso aiutare!
    Un abbraccio e tanti auguri a Mister I, for he’s a jolly good fellow!!!
    martacci

  9. beh, grandiosi e spassosi come sempre!
    tu la senti la nostalgia dell’africa, di cui parlano tutti quelli che ci sono stati??!
    auguri a mr.i. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂

  10. Sono d’accordissimo sul tuo primo “ps”, quando raccontavo che sarei andata in Africa per il viaggio di nozze avresti dovuto vedere le facce!! “ma perchè proprio là?”, “ma cosa andate a fare a vedere i poveri e la fame?”, “ma andate da soli? e non avete paura che vi rapiscano?”… e altre amenità che risparmio, ma che purtroppo mi hanno detto e non stavano scherzando (SIGH!).
    L’eterna differenza tra turista e viaggiatore, il turista spesso va in strutture uguali a casa sua, il viaggiatore va in strutture diverse da casa sua ma nelle quali riesce a sentirsi ugualmente bene apprezzandone le differenze. Bisogna saper osservare per capire e per creare empatia.

  11. elasti: a una donna non si chiede, ma… sarai mica un po’ piu’ grande di misteri, per caso? :O
    (te lo chiedo perche’ son due volte che mi trovo un fidanzato da piu’ piccolo a MOLTO piu’ piccolo di me e volevo solidarieta’, del resto anche la mia mamma aveva 4 anni piu’ di papa’ :O)

    1. due anni e mezzo più vecchia, per la precisione. lui è praticamente un toy boy. più tre figli, più un lavoro lontano. la ricetta per la felicità, i would say 🙂

      1. Cara Claudia Elasti, un affettuoso BENTORNATA e GRAZIE per i preziosissimi post dall’Uganda ( ho una nipote di 24 anni che, dopo la laurea in lingue, vuole fermamente andare in Africa come volontaria…credo faccia bene, magari le parlerò della tua esperienza…) e soprattutto BUON COMPLEANNO A MR. INCREDIBLE!!! Ma lo sai che anche mio marito compie 40 anni 41gg dopo il tuo, e anche mio maito è un po’ più giovane di me ( di un anno e 3 mesi..) Un bacione
        Gloria

      2. Io sono piu’ vecchia di mio marito di ben 3 anni e mezzo giusti giusti,ma sono anche coetanea di mister I. Xo’ posso ancora dire di averne39 (li faccio a fine novembre …sig) buon compleanno!
        Ps come li sta vivendo gli “anta” ? io penso che cadro’ in depressione, volevo fermarmi gia’ a 38!!!

      3. un toy boy, elasti… 😀
        sei una dilettante confronto ai miei 7 anni prima e 17 poi!
        il lavoro lontano ce l’ho (parto per londra fra 14 gg esatti)
        sui tre figli diciamo che c’e’ ancora MOLTO da lavorare
        ma terro’ presente la ricetta, grazie!

  12. Bentornata, ero un po’ inquieta a saperti in mezzo a tanta sofferenza. Ma vedo che la tua grande famiglia ti ha già riportata in mezzo alla solita baraonda, tra cognati prossimi emigranti, simpatici nonni e i tre soliti casinisti!

  13. Tanti auguri anche se in ritardo a Mr. I
    bentornata a te.
    ogni tanto in queste chiaccherate mi perdo e non capisco proprio tutti tutti i personaggi ma è uno spasso leggerti

  14. le tue motivazioni per sostenere Amref sono ineccepibili! Ben tornata, brava, grazie per averci reso partecipe della tua settimana in Uganda

  15. I tuoi post mi hanno ricordato viaggi lontani pieni di sole,odori, sofferenza ed amore.
    Ammiro il coraggio della tua esperienza che, per pigrizia o paura, non ho più avuto da quando sono nati i nani.
    Ad una mail privata lascio alcune domande organizzative sull’africa.
    Complimenti Elasti mi hai di nuovo stupita per la tua capacità di sperimentare…e mi hai fatto venir voglia di farlo.

  16. Bentornata Elasti! Forse e’ la prima volta che scrivo, anche se ti leggo da quando sono diventata mamma, poco meno di un anno!
    Io vivo a Bruxelles e un soppalchino per la zia e il gutemalteco ce l’ho, se mai servisse

  17. Elasti, noi sosteniamo Emergency e siamo stati invitati con tutta la prole ad andare in Sierra Leone a visitare l’ospedale e le novità. Speravo di non andarci perchè ho una paura matta di non reggere, ma il tuo suggerimento non rimarrà inascoltato. Se gli eventi e il coraggio mi porteranno la te lo farò sapere!

  18. Condivido al 100% il fatto che visitando l’Africa, magari affidandosi a tour operator locali per versare la nostra “valuta forte” direttamente in loco, cambierebbero gli atteggiamenti e l’approccio.
    Perché secondo me non c’è nulla di più sbagliato che il senso di pena che ci fanno, visti da qui, gli africani. E invece hanno mille risorse, riescono a fare tanto con poco e hanno anche da insegnarci parecchio.
    Questo senza negare tutti gli enormi problemi che hanno, tra i quali la corruzione credo sia quello più grave e che genera gli altri.

  19. Grazie cara elasti! Sostengo diverse associazioni, per gli scopi più vari, e di sicuro sosterrò anche Amref. In attesa di decidermi ad andare in Africa, è uno dei sogni che ho

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