Nonsolomamma

perché all’ombra?

arriva un momento, nella vita di uno hobbit, in cui si chiede perché.
e, a pensarci razionalmente, è un gran bel momento.
un momento in cui l’osservazione del mondo, che pure resta un’attività parecchio interessante, non basta più. un momento in cui, del mondo, bisogna capire i meccanismi, gli ingranaggi, le ragioni e gli scopi. un momento in cui il mondo si vorrebbe smontarlo, come una matrioska, fino ad arrivare alla briciola più piccola, guardarla negli occhi e disintegrarla chiedendole l’ultimo perché.
in astratto, domandarsi e domandare perché è una sublime vetta della crescita. in astratto, e ripeto in astratto, avere a che fare con un bambino che chiede perché è un grande privilegio e una grande responsabilità. spiegare il perché delle cose a un bambino, sempre in astratto, è regalargli la propria visione del mondo, le proprie idee, i propri valori, il senso dell’esistenza.
in astratto è tutto molto, molto bello. e gratificante. e importante. e grandioso.
in astratto.

“amore devi andare a nanna”
“pecché?”
“perché è tardi”
“che ole sono?”
“le 8 e mezza”
“pelché non sono le due e mezza?”
“perché se fossero le due e mezza tu saresti all’asilo”
“io no vado asilo. io vado scuola”
“sì, scusa, vai a scuola. ora però andiamo a dormire”
“pelché dolmile?”
“perché se no domani mattina sei stanco e non sei abbastanza forte per andare a scuola”
“e piango. così, guadda: uahhhhhh uahhhhh”
“ecco, esatto. piangi come un disperato perché sei stanco. quindi adesso dormi”
“vè bimba?”
“la tua bambola è qui, nell’angolino. lei sta già dormendo”
“pelché bimba domme zà?”
“perché ha avuto una giornata piena di giochi ed era stanca, come te”
“vè papà?”
“papà è londra”
“pecché papà è all’ombla?”
“no, amore, papà non è all’ombra, è a londra”
“no ho sentito”
“a londra!”
“scusa? no ho sentito”
“il papà è a londra”
“pecché?”
“perché deve lavorare”
“pecché deve lavolale?”
“perché tutti lavorano, perché lavorare è una cosa bella e importante e, con il lavoro, si possono comprare le cose che ci servono: la pappa, i vestiti, i giocattoli, i libri…”
“ah. ma pecché papà deve lavolale plopio all’ombla?”
“non lavora all’ombra. lavora a londra che è una città bellissima dove prima o poi andiamo tutti insieme”
“scusa. no ho capito”
“dicevo che prima o poi andiamo tutti a londra, a vedere dove lavora papà”
“e a vedele anke l’ombla di papà”
“…”
“io dèsso dolmo”.

103 thoughts on “perché all’ombra?

  1. Che bello,
    mi hai regalato una risata di cuore!

    forse riderò di meno quando ci arriverà la mia, ma per il momento ‘Forza piccolo hobbit!!!’

  2. Devo dire che la fase dei perché con la mia bimba non è stata sfiancante come con altri bambini. Ma alcuni perché me li ricordo bene. Per esempio: perché le biciclette delle donne hanno il cestino e quelle degli uomini no? (notare le sottili implicazioni antropologiche della domanda).
    Una mia amica, invece, annientata dal dover arrivare, a suon di perché, ai principi primordiali delle cose (perché questa bottiglia è di vetro verde?), credette bene di interrompere la catena rispondendo al suo bimbo: “Quando sarai grande, capirai”. La risposta fu: “Io sono grande e capisso (sic); quando ero piccolo non capissevo (sic)”.

  3. mi sembra ieri che ci hai raccontato della nascita e ti eri portata la chiavetta per il pc nascosta nelle mutande a rete da partoriente. ero arrivata qua poco prima e c’era scritto che avevi due hobbit e una pancia abitata 🙂

  4. de André “Geordie”,
    miei gemelli allora 3enni: ma perché “cavalcherà fino all’ombra stasera”?
    tralasciando “per implorare per Geordie” che era “per impilare per Geordie”…ma il mio è il figlio che anche ha lui un omino con il carrello di pipì nel pisello…

  5. Una mia amica, mamma di 3, suggeri una volta che per interrompere il flusso dei perché bisognerbbe rispondere alle domande con un affinché!…. non sono mai riuscita a sperimentare la cosa visto che le mie bimbe (in questo) non mi hanno logorata troppo….

  6. che tesoro.

    ps: sappi che l’espressione “scusa? no ho sentito” è già entrata nel mio lessico familiare – tipicamente quando mio marito dice cose che non voglio sentire
    🙂

  7. a 3/4 anni, mio figlio: “sono un cavallo…”, “…” nessun commento, “sono un cavallo, posso essere un cavallo?”, “Beh, per giocare… ma sei un bambino, dai tirati su…”, “Perchè non posso essere un cavallo?”, “Perchè sei un bambino, guardati… “, “E perchè sono un bambino e non un cavallo?”, “Perchè sei mio figlio, figlio di umani…”, “Perchè non sono nato da cavallo?”, “Sei nato da me…”, “Perchè sono nato da te?”, “…”, “Perchè?”, “…”. “Quando muoio mi trasformo in cavallo”.
    Siamo andati avanti così, anche peggio, per anni. A pensarci bene, non ha mai smesso, sono solo subentrati un po’ di logica e di principio di realtà (ora ha 10 anni!).

  8. Con me e mio fratello, la soluzione di mia madre ai troppi perché era concludere con “perché sì/no”. E noi abbiamo sempre accettato questa risposta. Poi, però, quando siamo diventati più grandi, è finita che era lei a chiederci “perché” (hai litigato con la tua amica, non ti tagli i capelli, non ti piace questo maglione che ti ha regalato la zia e via dicendo) e magari eravamo noi a tagliare corto con “perché sì” o “perché no”. Solo che a lei questa risposta non piaceva 😛

  9. forse mr i è un ombra perchè non é quasi mai a casa?

    pensa a quando non lo vedrá per sei mesi perche sará in usa… altro che ombra…

    cosa gli dirai? che le web cam sono un bella invenzione?

    1. Io ho capito che starà via 3 mesi e poi starà tanto a casa. Tutto mi sembra Mr. I. tranne che un’ombra! Grazie al suo lavoro negli USA i bimbi hanno la possibilità di stare con lui per mesi e parlare inglese. Ti pare poco? Io gli affiderei a occhi chiusi i miei due, il problema è che le due pesti tornerebbero subito indietro.

  10. sembra di sentire i dialoghi con mia figlia, che ha 4 mesi in + dello hp.
    Con una differenza: lei chiede x’ papà è maestro? e x’ dei bambini + grandi? e se è maestro è anche papà?
    LOVE

  11. ah dice anche x’ papà va a scuola? va ad insegnare. a disegnare??? ai bimbi poveri? no a tutti, sono io quella ke fa le bomboniere x i bimbi poveri ( e a seguito mille altri x’)

  12. Ah ah, che ridere! Mi sembra mio figlio (27 mesi) è tutto un pecché: pecché buio, mamma? Pecché acqua, mamma? Pecché lì?
    Però lui, se gli chiedi perché, ti risponde Pecché sì o pecché no e non ammette repliche!

  13. Sono una “nullipara attempata” che vi legge spesso ma non ha mai commentato.
    I post di Elasti, i vs. commenti e stasera anche il fumetto linkato da Amelita mi hanno fatto ridere di gusto dopo una giornata di forte nervosismo: leggervi è un piacere! 🙂
    Buon proseguimento a tutte/i

  14. mia figlia, 25 mesi, è nella fase cos’è (cus’è per la precisione) quando sente un rumore. credo che la fase perché arriverà a momenti e dato che io non sono per il perché sì/no sarà una gara a chi cede per prima (sicuramente la sottoscritta).

  15. l’altra sera invece il perchè del mio piccolo era “perchè devo comportarmi bene se il giusto/sbagliato è soggettivo? perchè non posso copiare i compiti se lo fanno tutti?”
    ah, sì, il mio piccolo ha 17 anni… bei tempi, quelli del pecchè domire… sigh

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