Nonsolomamma

elenco del weekend

sabato.
1. “elasti, vuoi che vada io all’ipermercato stamattina? potrei portare anche il piccolo se ha voglia di venire” “…” “va bene. vado io con il piccolo”.
2. “ragazzi, visto che siamo noi da soli, senza lo hobbit piccolo, perché non andiamo a vedere il cantiere della casa nuova?” “in che senso ‘cantiere’?” “nel senso che ancora non ci sono i pavimenti, il gabinetto, i lavandini, la cucina e i muri sono tutti grigini. ma presto sarà pronta e faremo il trasloco” “presto quando?” “presto tra un mese, spero” “un mese vuol dire?” “30 giorni” “miiiiii! è un sacco di tempo!” “non si dice miiii” “moooocc’! è un sacco di tempo” “non si dice moooooccc'” “ma è barese. non puoi impedirci di essere baresi”.
3. “non posso crederci. il piccolo dorme, i due giocano nella loro stanza e noi siamo qui a leggerci i giornali…” “fantastico, no? se ci vedessimo un film?” “un film? adesso? alle 3 del sabato pomeriggio?” “perché no?” “allora vediamo l’ultimo re di scozia, che racconta un pezzo di storia dell’uganda” “certo che da quando sei rientrata dall’africa sei bella monotematica…”.
4. “chi viene a cena?” “non è che per forza deve venire sempre qualcuno a cena… comunque vengono lo zio T e la sua fidanzata L, che si chiama con la L perché nella sua famiglia funziona così e tutti hanno una L davanti a un nome. poi viene la nonna M (che è, anche se si dovrebbe dire era, ma è troppo difficile, la moglie di nonno A) e l’amico F, a cui, quando io avevo 13 anni e lui sette, raccontavo le storie di fantasmi e lo terrorizzavo”.
5. “elasti, cosa stai facendo?” “le tagliatelle. tu?” “videogiochi con i piccoli” “a ognuno la sua nevrosi”.
domenica
6. “a che ora dobbiamo essere lì?” “per pranzo” “non ce la faremo mai” “ma sono le nove. e l’oltrepo pavese non è così lontano” “non ce la faremo mai”.
7. “hobbit siete orrendi e molesti. mi sa che se continuate a essere così orrendi e così molesti, alla festa dei vostri amici C&R nell’oltrepo non andiamo proprio”.
8. “ecco. abbiamo sbagliato! dovevi girare a quella prima!” “ma scusa, sei tu il navigatore. devi essere tu a dirmi dove devo girare. i’ so’ d’ bar’. a me solo i nomi di questi posti mettono a disagio: scassinassa, scorzoletta, martinasca. io sono abituato a nomi normali” “normali tipo: bitonto, bitetto, bitritto, sannicandro…” “esattamente!” “e comunque: va bene essere il navigatore. ma tu devi darmi il tempo di capire dove siamo…”.
9. “nooooo! che schifo! noooo! fallo fuori dal finestrino. schifoso che non sei altro” “fermati! cosa succede?” “il medio vomita” “pecché gomita?” “almeno non sui vest…”… “dai veloce, prendi i fazzolettini” “non ce li ho” “salviettine?” “nemmeno”… “che puzza” “pecché puzza?”.
10. “è stata proprio una bella festa. e anche una bella gita, no?” “ehi! ci siete lì dietro?” “sono svenuti” “non senti anche tu odore di provola affumicata in questa macchina?” “non è provola affumicata”.

59 thoughts on “elenco del weekend

  1. Secondo commento di due anni e un po’ che ti leggo. Sono lontana da casa, e mi hai strappato un sorriso in un momento un po’ malinconico, grazie.

  2. Sei sempre fantastica, ora so che lo sei anche nei semplici elenchi (mi sa che scrivi bene anche la lista della spesa tu 🙂 )
    Ma.. l’ipotesi di armarvi di sacchetti speciali per il mal d’auto no?? Non so come facciate, davvero! 🙂

    1. il problema è che la teoria la sappiamo e abbiamo anche una serie storica passata costellata di mal d’auto. ma siamo così storditi che poi ci dimentichiamo tutto prima di metterci in viaggio e succedono disastri a cui non si può porre rimedio

      1. Avevo comprato un bellissimo vestito a mia figlia per il matrimonio della cugina di mio marito, dato che di solito è sempre in tuta ero tutta contenta di averla infiocchettata un po’. tempo mezz’ora di macchina e il vestito è diventato uno schifo….siamo storditi pure noi che ci scordiamo che la mattina è un disastro. al matrimonio ci è andata con un accozzaglia immonda di vestiti di seconda mano (troppo grandi) recuperati dagli scatoloni delle cugine più grandi……non ci tengo troppo all’abbigliamento ma mi veniva da piangere….

      2. Temo che la medaglia d’oro la vinca mia mamma il giorno del suo matrimonio: lei e le damigelle al suo fianco in macchina in direzione chiesa, e una delle due piccole le vomita sul vestito da sposa. E nel ’61: 1_ non c’erano i cellulari per avvisare in chiesa futuro marito e prete di quanto stava accadendo; 2_ non c’erano lavanderie che ti facessero lavaggio, asciugatura, stiraggio in tempi veloci… Risultato: se l’è lavato lei a mano in casa, l’ha asciugato col phon, è srrivata in chiesa un’ora e mezza in ritardo, il prete se ne era andato, mio padre – uomo evidentemente innamorato – no. 😉

    1. era due feste di compleanno insieme di due neo novenni. il posto era bellissimo. e la festa pure. siamo noi che siamo arrivati come 5 profughi

      1. quest’anno mia figlia va in prima media anche se ha solo 10 anni e, di botto, finite le feste con genitori. Noi relegati al ruolo di autisti. Ancora sopportano qualche pic nic amarcord con i vecchi compagni delle elementari con genitori annessi. è folle, assurdo, impensabile, ma mi mancano!!!
        Julia

  3. Sei il mio prozac elasti! Sono circondata perlopiù da amici maschi e senza figli che vedo molto spesso e che mi fanno sempre notare che uragano che sono i miei figli. Il sospetto che possa essere normale mi rasserena non poco, ciò nonostante: io le mamme non ce la faccio a frequentarle!

    1. ma sai rots che concordo..le mamme sono una categoria di donne davvero complicata da frequentare..BUUUU!
      brava elasti, sempre un po’ irraggiungibile ma una lettura davvero irrinunciabile

  4. Scorzoletta, Martinasca?!?Che emozione,Elasti, leggere i toponimi delle mie ( sperdute) lande nel tuo blog! Questa domenica eravamo a pochissimi chilometri di distanza… appena rientrata da un weekend nell’oltrepadano borgo natio. I miei pargoli adorano scorrazzare in campagna dai nonni e, al momento di fare ritorno, son sempre
    crisi e pianti. A volte mi vien voglia di mollare tutto e dedicarmi a vita bucolica…Buon rientro!
    Pao

  5. Io arrivo da 2 sabati consecutivi di compleanni tra cinquenni, che qui nel cuneese si svolgono nei garage familiari… Il mio neanche quattrenne viene sempre invitato, io son molto felice per lui ma trovo sempre difficile rapportarmi con le altre mamme che mi sembrano sempre glaciali! Uffa sono da queste parti ormai da 4 anni e con il lavoro niente, speravo almeno di trovare qualche amica grazie all’asilo ma la vedo dura! Secondo me sarebbe più facile all’estero che qui!

    1. A Roma invece se non diventi amico di tutti i genitori e non ci fai le vacanze insieme ti guardano con sospetto! i due opposti.
      Ilaria

    2. Noi siamo stati fortunati. Siamo in seconda elementare e ancora frequentiamo alcuni bimbi (e genitori) della materna. Anche noi usciamo da un triscompleanno al bowling…un po’ impegnativo però è stata anche un occasione per fare due chiacchiere mentre i bambini giocavano. Viviamo in un paese in provincia di Bologna da quasi quattro anni e abbiamo trovato una giusta dimensione, con le altre mamme a volte ci aiutiamo per il “recupero” bimbi a scuola o qualche pomeriggio a casa da amichetti per i giochi. Per me è stato molto importante, non avendo nessun tipo di aiuto da parte di nonni e famigliari, trovare delle persone disponibili ai rapporti umani.

      1. la bolognese ringrazia! e conferma! anch’io sono stata salvata dalle amiche nel loop scuola/sciopero/ritiri/sport etc etc etc

  6. Sei una grande! Anche gli elenchi scritti da te sono uno spettacolo! Il mio weekend e’ stato altrettanto frenetico, a dirla tutta, vorticoso ma sono arrivata in fondo e questo e’ un gran risultato. Buon lunedì a tutti!

  7. Se facciamo una media fra il weekend appena passato e quello precedente, direi che rasenti la perfezione. Ma perchè non continuare ad alternarne uno “OFF” e uno “ON”? Potrebbe essere un’idea…
    Buona settimana

  8. l’elasti-famiglia dalle mie parti! che onore! :-). ma dove?…. tutta la mia solidarietà per il vomito in macchina, ma ieri era una splendida giornata autunnale e l’Oltrepo probabilmente dava il meglio di sé…:-)

      1. il mio papa’ e’ nato a Rocca de’ Giorgi!!!! e io da bambina stavo in campagna con i nonni!Ho dei ricordi meravigliosi di quelle colline e della vendemmia!

  9. Scene di ordinaria elastica famiglia dentro un week end,
    “Non puoi impedirci di essere baresi” è immortale: Milano non cancella le origini, nonostante tutte le sue prepotenti brutture, non elimina dall’anima dei piccoli il sigillo delle origini. Bellissimo 🙂

  10. Perché dovresti dire che “era” la moglie, lo è ancora, no? 🙂

    P.S. anche io da piccola dicevo “gòmito” e nei frequenti viaggi in auto fra Roma e il paesello marchigiano lungo la Flaminia – non avevano ancora costruito l’autostrada – “gòmitavo” almeno una volta a tragitto!!!

    1. No. Non è più la moglie. Altrimenti sarebbe bigama se si risposasse (e magari non vuole passare la vecchiaia da sola).
      Dura lex sed lex.

  11. Anche io faccio generalmente da navigatore al mio compagno e anche lui spesso e volentieri non mi lascia il tempo di capire dove siamo. A sua parziale discolpa devo ammettere che a volte io… come dire… mi addormento (che ci posso fare, la macchina mi concilia il sonno) e quindi non gli dico la strada. Qualche anno fa, in Sicilia, ogni due minuti mi doveva svegliare per farsi dire dove girare 😛

  12. Una mia amica mi dice sempre “ma esattamente di cosa mi lamentavo prima di avere un figlio?!” Io invece, leggendo il tuo turbolento week end di paura mi chiedo “ma di cosa mi lamento io, che ne ho uno solo?!”…

  13. L’oltrepò pavese ti si infila sotto la pelle, e le sue colline blu ti richiamano a casa anche quando ormai vivi a Roma da piú di metà de lla tua vita. Vorrei tanto vederlo rinascere, riempirsi di nuovo di vita e mestieri, com’era quando l’ho conosciuto io, 27 anni fa

  14. Mi ricorda tanto una nostra traversata in auto Cagliari -La Maddalena con vomitata del figlio n.2 a base di Dolce sardo, formaggio morbido locale, all’altezza di Olbia..
    Superfluo aggiungere che non riesco più a sentire nemmeno l’odore del Dolce sardo!!

  15. Tra i tanti modi di imparare divertendosi io ne sto sperimentando uno con mio figlio (di 4 anni). Si chiama “Canta English” è tramite le filastrocche in lingua permette di imparare nuovi vocaboli, forme, grammatica, pronuncia e tutto il resto. In breve si comprano i DVD (1 per ogni uscita) con le lezioni di John Peter Sloan che insegna cantando e ripetendo. In più ti danno anche un gioco da tavolo per continuare a studiare la lingua divertendosi. Io l’ho conosciuto qui: https://www.facebook.com/cantaenglish e qui trovi i video tutorial: https://www.youtube.com/user/Cantaenglish

  16. Anche io ho usato Canta English e da quando ho il lettore DVD portatile l’inglese lo ripassiamo in continuazione sia con mio marito che con i piccoli (due pesti :P) lo consiglio anche io a tutti questo nuovo metodo didattico.. funziona sopratutto se avete bambini piccoli e irrequieti. a presto!

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