Nonsolomamma

di notte

ciao papà. sono io. è un po’ che non ti scrivo. ma non vuol dire niente, se non che la vita procede a spallate, nonostante te, che hai deciso di fermarti 155 giorni fa.
come stai, ciccetti? strano riuscire a sentire la tua voce, in modo così fedele e nitido.
sto meglio. ogni tanto affiorano ricordi che avevo perso per strada ma non fanno mai tanto male. ogni tanto sorrido, pensando a te. ogni tanto riesco pure ad arrabbiarmi, per quello che avremmo potuto fare insieme. “fammi andare in pensione, aspetta settembre 2012 e vedrai. ti prometto”. già, ti prometto. le promesse hanno un altro sapore, da allora.
tante, troppe cose hanno cambiato sapore. tante cose hanno meno senso di un tempo, hanno perso il loro incanto, la loro solidità, a volte persino il significato. tante cose sono più amare o salate. ma lo sappiamo tu e io, non è obbligatorio dirlo a tutti.
sto bene, impigliata come sono in una quotidianità felicemente sfiancante.
sto bene e ogni tanto mi sento pure in colpa per questo. e so che ne rideresti, scuotendo la testa.
sto bene, quasi sempre. di giorno. perché di giorno è tutto più facile, anche adesso, con la pioggia e l’ora legale.
quello che mi spaventa, invece, ancora, è la notte.
perché di notte abbasso la guardia e i fantasmi mi fanno la posta.
di notte perdo i pezzi, le certezze, i paletti e l’equilibrio.
di notte il vuoto mi inghiotte e faccio sogni orribili che, di giorno, non ho neppure il coraggio di raccontare
.
no, non succede sempre. solo qualche volta. ma quelle volte mi sveglio atterrita, come 155 giorni fa.
passerà anche questo, lo so. e finalmente resterai solo tu, a prendermi per mano, capace di proteggermi da me stessa, anche di notte.
ciao
c

62 thoughts on “di notte

  1. quanto condivido, anche io ho perso la mia mamma 2 anni e 2 mesi e capita ancora di notte di essere inghiottiti dal vuoto o peggio di immaginare un finale diverso

  2. Dopo 22 anni immaginare un finale diverso è carino ( anche molto prima, ma non saprei dire quando è successo esattamente), i momenti drammatici si dissolvono e così anche gli incubi, quello che rimane è tutto bello, è bello portarselo dentro come un segreto speciale di cui non c’è bisogno di parlare. Coraggio.

  3. tutte le cose brutte si impigliano a fine giornata. La razionalità lascia spazio ai sentimenti, e allo sconforto. Poi, col tempo, passa. Me l’ha detto la psicologa una volta, non mi spiegavo perché piangessi solo di notte.
    Poi passa.

  4. vi sembrerò una voce fuori dal coro… ma a me dopo 16 anni rimane ancora l’amarezza di aver perso mia suocera di soli 55 anni (era del 1941, come tuo papà, mi sembra, no Elasti?). Purtroppo non ha fatto in tempo a vedere neppure uno dei suoi 4 nipotini…ecco questo mi fa ancora più male!! Ma resta in fondo al cuore un dolce ricordo che riaffiora spesso, magari notando una somiglianza in uno dei suoi nipoti, oppure ricordando loro che persona meravigliosa era la loro nonna….

  5. Non sarà obbligatorio ma di fatto lo stai dicendo a tante persone, perdere un sapore per scoprirne altri è inevitabile.
    In Uganda a 50 anni siamo già vecchi, dalle nostre parti non si diventa mai abbastanza adulti, sarebbe bello trovare una via di mezzo.
    La notte dilata le angoscie , il giorno annacqua le nostre paure.
    Può succedere di rimanere indifferenti a tutto ma mai per un tempo infinito, qualcosa ci distrarrà dal nostro assordante dolore.

  6. …succederà…prima o poi…ti prenderà per mano e sara’ un sogno che ti stordirà di felicita’…datti tempo…per vivere….per capire….per accusare il colpo…e poi succederà

  7. Claudia… io ci sono sempre, se vuoi parlare, ma anche se non vuoi parlare, ma hai bisogno di non sentirti inghiottire dai gorghi, o lameno di non farlo da sola… io ci sono. So cosa vuol dire perdere un pezzo di se stessi perdendo un affetto.
    Insomma, niente, solo per dirti che io sono qua. Se hai bisogno chiama, e non lo dico tanto per dire.

  8. sono passato poco più di due anni da quando la mia mamma se ne è andata.
    la sua mancanza la sento soprattutto nei momenti in cui vorrei alzare la cornetta e condividere con lei le gioie: le chiavi di casa nuova, la firma del contratto di lavoro, il fatto di stare meglio………

  9. Il subconscio e’ il piu’ difficile da domare, ma ce la farai, se ti ripensi a te 155 giorni fa sono sicura che non avresti creduto riuscire nel percorso fatto fino ad ora; sei sulla strada giusta e la tua bella famiglia sara’ il tuo pilastro.
    un abbraccio
    Cla

  10. Claudia, se sapessi scrivere bene come te, questo post avrei potuto scriverlo io. Solo che i “miei” giorni sono 364, e non 155. Ti abbraccio, fortissimo. Alessandra

  11. La notte fa paura, perchè la vita si svuota e rimane la solitudine e il silenzio. Invece è il terreno più fertile, la notte, lo spazio vuoto in cui riusciamo ad ascoltare le parole di un innamorato timido che di solito rimane in disparte, nascosto dietro al nostro interminabile darci da fare.
    Anche attraverso il ricordo di un papà che ti aspetta in cielo, Dio sussurra nel silenzio della notte. La nostalgia del papà è anche nostalgia del Padre.

  12. Passerà, davvero. Anche i giorni orrendi dell’ospedale passeranno lievi, scavallati da altri mille ricordi e non saranno che un puntino in mezzo agli altri mille coriandoli della vostra storia. Le immagini di quando eri piccola ed eravante insieme, lo sguardo di lui orgoglioso che sentivi su di te il giorno della laurea o quando sei diventata mamma, qualcosa giro solo vostro. Passerà. Non ci credevo ma passa tutti. un abbraccio Sara

  13. Elasti, proprio oggi ti leggo. Oggi che per me sono 9 mesi che mio padre non c’è più e li ho riempiti di tante cose per non sentire il dolore. Che dormo con 5 gocce di Minias la notte, che non ho più parole da dire a mio figlio quando si stringe a me e mi sussurra che gli manca tanto l’unico nonno che aveva. Proprio a lui doveva capitare, che non ha mai conosciuto neanche sua nonna, perchè se n’era andata due anni prima che nascesse. Lui che ha gli zii buoni troppo lontani e quelli assenti inutilmente vicini. Ecco, io quando sento arrivare il dolore penso al mio piccolo bambino e cerco di fargliene arrivare il meno possibile. Ma è dura. Durissima! Ti abbraccio forte.

  14. Arriverà il momento in cui sarà proprio la notte la tua migliore amica. Il momento irrinunciabile; quando le frenesie quotidiane cessano e la mente può tornare ai ricordi. Dove si riaprono certi dialoghi, solo in maniera differente. Il giorno è troppo concreto, con le sue urgenze così reali. Di notte invece sono i pensieri ed i ricordi che dominano; non ci sono limiti, niente vincoli, niente è definitivo. Si muore in tanti modi, anche da vivi. E si sopravvive in altri modi, anche da morti.

  15. Per me sono 14 giorni (ma in realtà 78, da quando la mia mamma è sprofondata nell’assenza del coma). E’ bello sapere che ci sarà un giorno in cui i ricordi, le immagini, i profumi, i luoghi, gli incontri non saranno tutti, tutti, tutti coltellate nel cuore.

  16. Dopo undici anni la notte è ancora una nemica.
    Ci sono notti in cui mi sembra di averla qui vicino, notti in cui riesco anche a sentire il suo profumo, e poi ce’ il risveglio dove lei non ce’ più e ogni volta è come undici anni fà.
    però poi ci sono i ricordi in cui vivrà sempre, i suoi modi di fare che sono anche miei, il mio aspetto fisico, che più diventa “maturo” e piu’ lo ritrovo simile al suo, e poi ce’ la mia vita che ogni giorno di piu’ mi accorgo di quanto sia stata influenzata dal suo grande amore, anche adesso che lei non ce’ piu’.

  17. La notte può esserci amica – come nel mio caso – perché aiuta a nascondere il proprio dolore, le proprie lacrime.. quando non vogliamo mostrarli agli altri. Cerca di pensare ad essa come ad una complice più che come ad una nemica

  18. la mia mamma se ne andata 1 anno fa, vecchissima e malandata; è durante il giorno, che la sua piccola amabile figura mi torna alla mente quando vedo i meravigliosi lavori fatti per me, risento le sue ironiche battute e il lessico familiare che ci univa. E le lacrime mi scendono ancora inarrestabli. Non mi riesce di dirti altro, non riesco a consolarti, scusa

  19. A leggere un post così e rimanerne affascinati dalla bellezza ci si sente quasi in colpa.
    Dentro c’è così tanto amore che non posso fare altro che mandarti un abbraccio e mettermi qua in un angolo, aspettando il tuo prossimo racconto di luminosa quotidianità.

  20. come capisco. Grazie perchè mi fai sentire meno sola, e tutto scorre meglio, e, dopo, tutto ricomincia a colori. GRazie da una tua affezionata lettrice su web e su carta. Grazie per le tue parole.

  21. Mi commuovi sempre quando parli di tuo padre, Claudia. Ti sono vicina, lo sai già. Parlane, scrivine, fanne un libro, una poesia, un racconto o un post come questo: ciò di cui scrivi tu appartiene a molti di noi, ma tu lo sai ESPRIMERE e renderci, almeno per un po’, delicato e lieve il dolore.
    Un abbraccio.
    Gloria

  22. Cara Elasti, se hai tempo, domani puoi ascoltare alle 16.30 su Rete Uno RSI (reteuno.rsi.ch) un documentario radiofonico che ho deciso di realizzare mentre tu scrivevi i tuoi post dall’ Uganda: http://www.rsi.ch/documentario. Mi chiedo se ancora si parli di suor Rachele, e delle 139 ragazze rapite, nei luoghi che tu hai visitato…

  23. un breve commento, così, in punta di piedi, mentre si avvicina l’ora di mettere a nanna i bimbi e arriva, puntuale, il pensiero: “riuscirò a dormire BENE, questa notte?”…beh questa sera mi sentirò meno sola, grazie a quanto scrive Elasti e alle testimonianze, tutte commoventi e sincere, dei suoi lettori/lettrici. L’altra notte la mia mamma è passata, all’improvviso, dentro un sogno confuso, e appena sveglia ho realizzato che l’avevo intravista…la malinconia ha ceduto il posto alla dolcezza e ho trovato dentro di me la forza di andare avanti. avanti sempre…”la politica dei piccoli passi” mi diceva per affrontare le piccole, grandi sfide quotidiane. E questo cerco di fare, giorno e notte.
    Un abbraccio a tutti, giulia

  24. era da tanto che volevo scrivere su questo blog.. per dirti che abbiamo tante cose in comune, 3 figli, un marito più all’estero che in patria, un lavoro a complicare il tutto, una baby sitter indispensabile..ma io avevo anche qualcos’altro, il boato del terremoto nelle orecchie dal 20 maggio di quest’anno, il terrore, l’esperienza dei miei bimbi a scuola nelle tende, il mio tato che mi dice “mio asilo igibile mamma?”, fare la valiglia per un trasloco di 3 mesi in 5 minuti di orologio dentro alle borse della spesa..
    volevo ringraziarti perchè in questi mesi di terrore e sonni agitati con le chiavi della macchina in mano, pronta a scappare, i tuoi libri e il tuo blog mi sono stati di compagnia, mi hanno fatta ridere e commuovere e sperare che tutto torni ad essere sereno…
    e poi stasera apro il computer, e scopo che anche tu hai perso un pezzo di te.. il mio papà se ne è andato con il terremoto, proprio negli stessi giorni… volevo solo scriverti che io so cosa si prova, che tutto sembra tranquillo, ora che sono passati mesi, e poi arrivano ricordi impensabili come sberle in viso… so cosa significa dimenticarsene per un attimo, al risveglio, e pensare adesso gli telefono e poi darsi della stupida.. so quanto è pesante lasciarsi senza essersi detti addio.
    io so…

  25. Si, Elasti, si. È così come dici. All’improvviso i miei sogni sono ricomparsi, dopo tanto che venivo inghiottita da notti nere come l’inchiostro.. E poi, una notte, ho ritrovato i miei sogni felici, momenti in cui incontrarsi senza il ricordo della morte, ma solo quello della vita! E potersi sorridere di nuovo riporta la dolcezza nel giorno e nella notte.

    1. … mi fate sperare… succede a tanti… forse a tutti, di ritrovare la profondità dei respiri, di rivedere i colori… succederà anche a me. spero. ma intanto… si sprofonda, ogni giorno di più.

  26. Un abbraccio in particolare ad ofelia, due tragedie in una ed una quotidianità per nulla scontata… Non abbiamo dimenticato quello che vi è successo, ancora forza e coraggio!!

    1. grazie Stefi, ho imparato che nelle difficoltà e nel dolore l’unica cosa che conta è la vicinanza delle persone. Anche di quelle che non conosco.

  27. Cara Elasti (!)
    Una notte ho sognato mio padre. Era col suo vestito grigio, cartellina sotto il braccio.. Lo riconosco, lo chiamo, con quell’urgenza di chi vuole cogliere l’attimo che fugge. Papà, PAPÁ!!! Si gira, mi riconosce, si ferma e mi fa segno di sederci su di una panchina. Ciao papà! Come stai? Bene.. Ma senti, dov’è mamma (morta 16 anni prima)? Ci pensa su; nel suo volto c’era la domanda: ‘chi è mamma?’. Poi si ricorda (erano molto uniti, innamorati) ‘non lo so’. E distrugge in me il sogno che ci si rincontra. Poi aggiunge quella che sembra la sua unica cosa importante da dirmi: ‘tu e Aurora, seguite le parole di Gesù’. E poi si alza e mi fa capire che ha da fare, che deve andare. La vita continua dunque, e si lavora pure dopo! Ma continua, e da ovunque essi siano, ci portano nel cuore: altrimenti non ci sarebbe stato alcun consiglio. L’ho sognato altre volte, ora non sto a raccontare, e ne risulta che il ‘paradiso’ esiste, o meglio, che è fondamentale scegliere sempre il Bene, l’Amore. Vorrei dirti di non sentire la sua mancanza. Capisco che è impossibile. Ma lui c’è, in un’altra dimensione, ma c’è. Se questo ti aiuta.. Un abbraccio pieno di calore.

  28. mia cara, dici bene, la notte abbassi la guardia…e non solo tu…ognuno di noi, vive i suoi fantasmi, i suoi incubi e le sue paure di notte, perchè si sa il buio fa paura, ma non dell’uomo nero, bensì dei pensieri oscuri che di giorno vengono illuminati dalla vita quotidiana. Ma è anche giusto che di notte, quando il mondo tace l’anima urla la sua pena! un abbraccio! Maira

    1. p.s. il mio papà ha lasciato il corpo da poco più di un mese, il 24 settembre. oggi ho aperto una delle sue valigie e ritrovato cose di lui. una grande tenerezza mi ha invaso. mentre preparo tutto il necessario per chi nascerà a giorni, sistemare cose di chi se ne è andato è la quadratura del cerchio. inizio e fine si toccano e coincidono in un unico impercettibile, infinitesimale punto invisibile.

  29. Ti abbraccio, elasti.
    E lo so, la notte scioglie i nodi e tira fuori le lacrime, per tacer dei gran pianti la notte al volante, da sola in auto con la radio accesa in sottofondo.
    E dopo 13 anni non saprei dirti se passa, forse è semplicemente diverso, ma son tornata a vedere i colori, quello sì. E sono favolosi.
    E poi ho imparato a vederla: ovunque accanto a me.
    Grazie per avermi dato lo spazio per ricordare, per parlarne.

  30. Cara mamma Elasti mi scuso di averti letto solo ora, ma vedo che tantissimi amici di penna, come si diceva una volta, ti sono vicini con affetto e comprensione.
    Il dolore per la perdita di una persona cara stranamente tende a dilatarsi e protrarsi nel tempo, meno acuto e dilaniante, ma sempre ci sa artigliare e far piangere in silenzio, cogliendoci impreparati e indifesi, sopratutto nei nostri sogni o incubi notturni.
    Ti posso dire che purtroppo quando la nostra mente rimastica nel sonno la realtà e le esperienze passate non c’è guida e aiuto, ma forse è meglio così, deve liberarsi dei suoi veleni.
    Ma consolati, l’ombra di tuo papà ti accompagnerà sempre, ironica e comprensiva , nei tuoi giorni futuri, non ti mancherà mai, perché è troppo radicata e profondamente presente nel tuo cuore e nei tuoi ricordi.

  31. Ho letto i tuoi libri mentre allattavo Sabrina, la mia piccola di 2 anni. Ogni tanto lei smetteva di succhiare e mi guardava col faccino a punto interrogativo, perché mi sganasciavo dalle risate! Ho adorato l’hobbit di mezzo da subito! … Mio papà è morto il 17 agosto 2010, abbiamo celebrato il funerale il 19 agosto. Sabrina è nata il giorno dopo…. Dolore e gioia insieme… Ancora oggi i ricordi affiorano a tradimento, insieme alla consapevolezza che la mia bimba e il mio papà non si sono mai conosciuti… Mentre scrivo piango… so cosa vuol dire, nel quotidiano, annaspare ma far finta di nulla… e resistere, e dire sto bene… e sorridere davanti alle verdure… Io sorrido davanti agli alberi da frutto e ai fiori: mio papà li adorava!

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