Nonsolomamma

il diverso

in cucina. questa sera.
“elasti, io proprio non ce la faccio, mi dispiace. ma voi siete troppo, troppo disordinati, troppo sciatti, troppo smandrappati. basta guardare la cambogia sotto la sedia dello hobbit medio, o il mix yogurt-pizza-mela sul piatto del piccolo, per non parlare del grande, con quei capelli da pazzo, che canta a tavola”
“va be’, dai mister i, non saranno mica cose importanti, queste. life is too short. sei tu che lo dici sempre, mica io. non puoi stressarti così per le scemenze. e poi questa settimana non parti nemmeno per londra. se cominci così, tra sette giorni sei una larva nevrotica”
“facile parlare per te. basta guardare come pieghi la roba nei cassetti, o come metti le posate nella lavastoviglie per capire che tu e quei tre siete uguali…”
“cos’hanno che non va le mie posate nella lavastoviglie?”
“sono tutte nel verso sbagliato. non vedi?”
“tu mi sembri pazzo”
“no. io sono il normale in questa casa. e poi sono stato educato da un nonno militare, sant’uomo. non posso farci niente”.

84 thoughts on “il diverso

  1. Ma come, tu ci hai sempre detto che lui era quello che andava in giro con le magliette coi buchi e i jeans lisi… me lo immaginavo piuttosto smandrappato.

      1. Forse perchè ci vive poco…io non sono così maniaca, tenderei al disordine rilassato ma la coscienza m’impone di raccogliere con una certa regolarità quello che gli altri tre quarti della famiglia seminano per casa, giacchè del tutto privi della suddetta coscienza. E mi lancio spesso in simili filippiche, ricevendo la stessa risposta..quindi,sfiaccata e stanca, a volte mi rilasso e spero sia il battiscopa ad ingoiare i calzini lanciati nell’angolo…

    1. noi abbiamo una lavastoviglie in cui le posate si stendono in un cassettino apposito solo per loro, in alto. la regola per mister i è che devoono guardare tutte dalla stessa parte…

      1. miiiiiiii, sembra il gemello siamese separato alla nascita di maschio alfa, aiutoooooo
        9e comunque il mix yogurt-pizza-mela mi sembra un pasto completo ed equilibrato, dici che se la prossima volta invece che nel piatto glielo metti nella gamella, lo spirito nonno militare si placa?)

      2. ah si ce l’abbiamo anche noi, solo i tedeschi potevano inventarla…io dopo una settimana dall’acquisto ho sradicato il cassettino e usavo il cestello della lavastoviglie vecchia. Perché allineare le posate in quel modo è da pazzi…mio marito che dopo un po’ ha ripristinato il malefico accessorio mette anche prima tutte forchette, poi cucchiai e così via…quando è a casa ci si dedica con amore e dedizione, così io posso svignarmela

      3. Ce l’ho anch’io e sono d’accordo, è un po’ da maniaci. Però da quando metto le posate amorevolmente coricate su un fianco una accanto all’altra devo dire che vengono molto meglio. Oddio, mi avrà mica contagiata mr I? Naaaa, nel resto di casa sembra sia scoppiata una bomba a mano, quindi non c’è pericolo.

      4. Beh, se ti può consolare, anche una amica psichiatra ha la stessa lavastoviglie e ha la stessa fissa….siamo in ottime mani dire….

      5. allora siete ricchi perchè ce l’hanno solo le lavastoviglie dei ricchi 🙂
        comunque una domanda sul tema su facebook ha prodotto la più lunga serie di commenti che la mia bacheca ricordi.
        cos’hanno di così affascinante queste posate nella lavastoviglie?

    1. il cucchiaio verso l’alto no! poi resta dentro l’acqua!
      Simpatici gli uomini che passano in rassegna cassetti, frigo ecc. ne ho io uno uguale che dimentica che lavoriamo in due (fuori casa).

  2. anche mi marito vorrebbe che nei cassetti tutte le forchette e i cucchiai guardassero nella stessa direzione…. io sono contenta se finiscono nello stesso scompartimento…. lui si é rassegnato…

      1. si si cucchiao con cucchiaaio… sono svizzera pure io… anzi sono zucchina…. ma lui é piu preciso (anche se “solo” ticinese)

    1. Si, penso anch’io che sia per quello! Il mio coniuge, detto anche “il disordine è il mio mestiere”, fa delle scene senza senso a tutto il resto della famiglia sul come e perchè si piegano, ad esempio, i tovaglioli piuttosto che altre scemenze simili, e poi non una volta che richiuda un’antina, un cassetto, o spenga la luce dopo essere uscito da una stanza!!! GRRR!

      Floralye

  3. Credo che mister i abbia ragione; una volta ho messo le posate nella lavastoviglie nel verso sbagliato in lavatrice e subito dopo son crollate le twin towers. Non posso escludere a priori che i due venti non siano collegati.
    Da allora comunque lavo tutto a mano.

    1. Ti sembra veramente il caso di tirare in ballo le Twin Towers, crollate per un atto barbarico, per un discorso alla fine, del tutto banale e superfluo?

  4. punto primo: il disordine si chiama ordine sparso
    punto secondo: nel mio ordine sparso io mi ci ritrovo
    punto terzo: Papozzo è molto più disordinato di me!
    punto quarto: l’hobbit piccolo andrebbe d’accordissimo con la micrognoma che salta dalla pasta al dolce, per poi tornare alla pasta…

  5. consolati Elasti… c’è di peggio. Almeno Mr I è un rompon… ehm… un amante della casa ordinata. Il mio è un disordinato che crede il suo disordine ordinato e critica il disordine altrui! Insomma un cacac… ehm… un tipo un po’ pesante, ecco 😀

  6. Il mio invece è un disordinato cronico e non gliene frega nulla, sant’uomo – oddio dipende, la larva nevrotica divento io – e si è illuminato quando gli ho letto un articolo di psicologia infantile in cui spiegavano che “i bambini hanno un concetto diverso dell’ordine”.
    Da allora mi ripete che anche lui ha un concetto diverso dell’ordine 😀

  7. Miiiii c’ l’ho anch’io un maniaco dell’ordine in casa!!!! Ogni tanto gli viene lo schizzo di sistemare la scarpiera: io e i ragazzi facciamo di tutto per imboscarci!!!! E’ dura dura la cosa!!!

    1. Ecco, questa cosa della scarpiera. Da quando su una rivista ho trovato una foto dello spogliatoio di signora bene con file e file di scarpe semplicemente allineate sul pavimento (più o meno quattrocento paia), è questo che sogno. In vecchiaia posso anche ritirarmi in un monolocale, ma con stanza delle scarpe annessa, ecco. E non voglio più vedere una scatola che sia una.

  8. Ecco io vorrei condividere questo grande problema che affligge la mia famiglia e sapere se anche per voi e’ cosi’. Mio marito e’ molto ordinato, metodico, puntuale etc. (e’ peraltro di Milano) io sono meno ordinata, molto meno ordinata, e ho un quarto d’ora fisso di ritardo su tutto (sono peraltro di Napoli). Io vi giuro che quest’estate mi stava per lasciare (abbiamo una figlia di Roma…peraltro…che dovrebbe rappresentare una via di mezzo tra noi…una mediaconciliazione) e lui proprio non ce la faceva piu’. Premetto che lavorando tutti e due abbiamo anche una persona che si dedica alla casa e che vi assicuro la pulisce e la riordina tutti i giorni, constato che c’e sempre qualcosa che non va, un piatto piano in lavastoviglie messo nel settore piatti fondi età etc. Help…succede solo a me?

  9. Io capisco perfettamente lui…. sono uguale… anzi + maniaca! E sono circondata da 3 porcelli disordinati… Un marito, the pegg (il peggio) e 2 barbari da me prodotti!

  10. Mio marito soffre molto perché non metto le posare in lavastoviglie ordinandole per genere. Non ha mai detto nulla degli armadi, ma è meglio non approfondire credo….

  11. Ecco finalmente il “diverso” entrare in scena. Io sinceramente lo aspettavo da un pezzo: ci vuole qualcuno un pò rigido a controbilanciare l’elasticità fuori controllo del resto della famiglia. La cosa più buffa è immaginarvi mentre vi chiamate elasti e mister i durante la colazione. Ma fate così anche nell’intimità?

  12. AIUTO! Anche io (disordinata cronica) vado in crisi perchè non capisco in cosa a mio marito interessi l’ordine e in cosa no. Da quando non vivo più sola mi impongo di tenere la casa in ordine ma a volte, anche se la situazione macro è ok, alcune cose gli danno sui nervi. Anche lui è uno che va in giro smandrappato (è pure daltonico, quindi non vi dico gli abbinamenti dei vestiti…) e lascia il dentifricio aperto o le scarpe nell’ingresso… ma se il copridivano non è preciso o se, orrore, ci trova una briciola, non vi dico!
    Compromessi santi subito, se no noi ci saremmo già scannati. Del resto “life is too short”, condivido.
    Buona settimana 😉

  13. Anche mio figlio canta a tavola, a parte il fatto che continua imperterrito con la stessa canzone, non ci vedo nulla di strano, anzi, per me vuol dire che è felice.

  14. mister i mi è molto simpatico, anche perchè è barese, come metà della mia famiglia.
    però questo “voi” versus “io” non mi piace per niente. ma proprio per niente!
    … in cambena, mister i!

  15. Mo’ sentenzia in inglese il Nostro, per fa vede che è transoceanico:)
    Solidarietà di classe elasti. Anche io ho sposato un ossessivo, ed è dura. Il mio per esempio mi insegue caa’ pezzetta mentre cucino, perchè in effetti io sono parecchio creativa in cucina:) nel senso che inzacchero. Però l’ombra di banco caa pezzetta ti ammazza. Spero che Mister I almeno qui si cheti.

    1. Cara Zauberei, ehm… ecco… sono un po’ in imbarazzo nel dirlo, ma… siccome anch’io in cucina sono… come si dice? creativa… ecco, però… se il MIO coniuge si azzardasse a inseguirmi con la spugna mentre cucino credo che lo avrei già tagliuzzato alla julienne! Non per niente, quando cucino, il mio grido di battaglia è “sto cucinando, tutti fuori!!!” E dopo, ovviamente, pulisco, con spesso, nelle orecchie, la cantilena: “Mamma mia però quanto sei disordinata quando cucini”, che viene brutalmente zittita da occhiatacce fulminanti che Zeus al confronto è un dilettante… 🙂

      Floralye

  16. Anche mio marito è disperato, poverello. L’unica cosa su cui riesco a farlo contento è che porto i bambini a tagliare i capelli abbastanza spesso, quindi niente “capelli da pazzo”. Però a tavola cantano. E sotto le sedie ci sono la Cambogia, il Laos e il Vietnam insieme. Per non parlare della maniche nel piatto, delle patacche sulla maglietta e dei “baffi” fino alle orecchie. La lavastoviglie abbiamo deciso che la riempie lui, così tagliamo la testa al toro! 🙂
    Giovi

  17. Quando si sente così, pover’uomo, digli di bussare e venire a farsi un giro nell’armadio di mio marito: lo riconcilierà col mondo vedere pantaloni e camicie appesi per gradazione di colore…

  18. a parte che forse ho capito il motivo per cui mister I se ne va per sei mesi negli Usa 😉
    ma leggendo qua e là resto un po’ senza parole, ma come sotto ai tavoli c’è la Cambogia?!? ma come cantano a tavola e allora “vuol dire che è felice”?!? ma ‘sti bambini – superata la fase della primissima infanzia – non andrebbero educati?
    per esempio ad essere composti a tavola, a non cantare perché a tavola essenzialmente di mangia e magari si parla anche, a non sporcare perché si finisce con il costringere la mamma, il papà o chi per loro a fare un lavoro triplo, mentre al ristorante o se invitati fuori in casa d’altri, si viene irrimediabilmente catalogati nella categoria “mostri maleducati, mai più qui”.
    e non mi tirate fuori la storia che i bambini devono essere liberi di esprimersi, che poi quando escono dai patri confini e vedono quello che succede nel resto del mondo – dove i bambini hanno severi ed invalicabili limiti – magari ci rimangono anche male.

    1. Sono d’accordissimo, ma tu come hai fatto ad educarli a essere composti a tavola? Io non ci riesco e io e mio marito siamo stufi di passare tutto il tempo della cena a dire sempre, sempre, SEMPRE le stesse cose. Alla fine invece che una cena diventa un campo di battaglia.
      Urgono ricette efficaci e praticabili
      Ilaria

    2. sono assolutamente d’accordo sull’opportunità, anzi il dovere di arginare ed educare i bambini. proprio per questo, proprio perché passo ore a irregimentare, a dire no, a reprimere e limitare, ogni tanto, su cose che mi paiono meno gravi di altre, cerco di non stressarmi troppo. il medio è un pasticcione quando mangia. gli altri due no. purtroppo, per quanto insisti e insegni, alcune cose sono più dure a morire di altre. il grande ha il canto compulsivo a tavola. certo che lo sgridiamo ma io sono convinta che non si possa stare male, male proprio, fisicamente perché è così che mister i sta certe volte, perché hai l’impressione di vivere nel caos. non vuol dire abbassare la guardia, o non educare i propri figli, vuol dire a volte non farsi inghiottire.

      1. …mmmm….non lo so! questa storia del “non farsi inghiottire” non mi convince, credo semplicemente che alcune volte (per vari motivi, come stanchezza, dura giornata lavorativa, ecc ecc) sia più facile lasciar perdere e ignorare! ….e poi forse abbiamo perso il polso dei nostri genitori….a me non passava neanche per l’anticamera del cervello di non essere educata a tavola, alcune cose erano semplicemente inconcepibili e di conseguenza indiscutibili!

      2. girandolaprecaria rilassati!!!!! Sono solo commenti critici a un post.
        ho scritto il mio commento due ore dopo elasti e mi sono firmata (adela) !!!

    3. no, non sono un troll. sono una persona che esiste sul serio.
      Ilaria non so, forse siamo stati un po’ severi su certi aspetti, per esempio quello dell’educazione a tavola, del non interrompere i grandi mentre parlano, ma è venuto abbastanza naturale ed è andata bene. d’altronde noi da piccoli neanche potevamo solo pensare di fare la “Cambogia”…

      1. ehi anche io non sono un troll…e capisco bene la questione…spesso si è così disfatti dentro e fuori da non riuscire a governare la situazione… Anche io devo ripetere le cose millemilavolte e farmi carico del marito seccato dall’indisciplina dei bambini, è la dura vita delle mamme. Però i bambini devono imparare a stare a tavola come si deve. Punto.
        E confesso una propensione alle posate tutte nello stesso verso…sarà che sono barese (e i baresi sono MOOOOLTO precisi!)

      2. Esco da un’altra cena terrificante. È vero, si è stanchi fuori e dentro ed è vero che io non mi sarei mai sognata di cantare a tavola. Ma la mia é stata un’educazione abbastanza repressiva. Speravo di fare di meglio che rimpiangere l’educazione dei miei tempi.
        Ma di meglio non ho fatto: ho contribuito a creare due maleducati di quasi 7 e 10 anni. Un po’ troppi per continuare a comportarsi come bambini di 3 anni.
        Spero che non sia troppo tardi
        Ilaria

  19. Ho conosciuto anch’io uno che andava in giro tutto smandrappato ma poi a casa rompeva le scatole se mi toglievo le scarpe in camera da letto, se non mettevo le posate nel modo giusto… *_*

  20. Non sono ordinata (ci provo, ma la famiglia tende in un’altra direzione e non voglio uscire di testa per questo), però ossessivo-compulsiva, sì… in passato di più, ma la famiglia mi ha rimesso un po’ in riga. I bambini (e anche il marito) sono la miglior terapia per noi ossessivo-compulsivi! Se Mister I stesse ben due settimane di fila a casa, guarirebbe del tutto

    1. Sono d’accordo, la famiglia è un’ottima terapia per imparare a mediare sulle nostre intransigenze, indipendentemente dal loro verso. Mister I è un pò single, abituato a gestire i suoi spazi per metà settimana, gli consiglio un lungo periodo in famiglia e poi ne riparliamo.

  21. Capisco che quando c’è un po’ di caos (e probabilmente con tre hobbit, il caos c’è) l’uomo, soprattutto quello poco multitasking che non distingue le priorità, si fissa sui particolari…
    Il mio non-marito passa settimane a ignorare il fatto che esista la lavatrice e delegando a me, salvo poi, una volta al mese, (probabilmente c’entra la luna, non ho mai approfondito), dividere tutti gli indumenti sporchi studiando attentamente ciascuna etichetta.

    Ci mette mezz’ora e pretende che le divisioni siano rispettate per le successive 6 lavatrici, che significherebbe mantenere mucchie di roba sparse sul pavimento per un paio di settimane. Quando suggerisco che è meglio rimettere tutto nel cesto, si offende 🙂

  22. mio marito (militare di carriera) dice che un giorno tornando a casa non mi troverà piu’ perchè (come nella pubblicità dell’ikea) sarò nascosta sotto un nucchio di vestiti!

  23. si puo’ farsi prendere dal mal di pancia quando si ha bisogno di un ordine esteriore per riannodare, e riallineare le idee. per non stressarsi, non avere il continuo pensiero di quante e quali minutaglie non sono “a posto”. a me capita quando il lavoro destabilizza piu’ del solito, avere la casa smandrappata – come e’ sempre quando le cose della ricerca si comportano come mi aspetto – in quei momenti mi distrugge proprio, mi stanca.

  24. Io sono disordinatissima, ma per le posate la penso come mister i, tutte dallo stesso verso… e così anche gli appendiabiti negli armadi.
    Ah, ecco, anche le mollette per il bucato è bene che siano tutte dello stesso colore. Ma non preoccupatevi poi per il resto non faccio caso al caos!

  25. Perplessa hai ragione e ti ammiro, mi sembra di capire che i tuoi figli sono grandi e sono venuti su bene. Io sto facendo un disastro invece. La mia unica figlia di 6 anni e mezzo ancora mangia scomposta e svogliata (devo dire che la mia fissa x cibi sani, zuppe, passati, vapore) non fa propriamente scatenare la voglia di mangiare ma che si deve fare? Io torno a casa alle 19.00/ 19.30 e l’ultima cosa che mi va di fare e strillare, minacciare, punire. Mi prendo mia figlia me la coccolo me la strizzo tutta. Lei e mio marito sono la mia gioia grande pero’ non mi pare che la dolcezza ripaghi. Anche addormentarla e’ un disastro. Lei ha sempre resistito al sonno. Finisce sempre che mi addormento prima io di lei e lei che mi sveglia dicendomi ” mamma dai su racconta…..”. Ma amore mio mamma e’ stanca!

    1. La dolcezza va bene, ma solo dolcezza (quando sfocia nel lassismo), no. Ci vogliono anche le regole, e per quanto sia dura per te e per tua figlia, in realtà devi pensare che le stai facendo del bene. Perché se non l’aiuti tu, dandole regole precise e facendogliele rispettare, poi si troverà in difficoltà nella vita. Non è meglio un rimprovero in più dalla mamma? 😉 Anche per i cibi, qualche volta puoi anche lasciare andare e concedere qualche cibo magari “meno sano” ma più gustoso. Non muore nessuno se ogni tanto si mangia un pacchetto di patatine o i sofficini… secondo me, eh? (mia mamma faceva così).
      Riguardo al cantare, anch’io cantavo sempre a tavola all’età del grande! Mia mamma mi diceva ogni santa volta: “Chi canta a tavola e a letto è un asino perfetto!”, il che mi faceva ridere… poi mi spiegava seriamente che non è educato cantare a tavola. A forza di questi siparietti ogni cena ho smesso di cantare a tavola. Canto tuttora tutto il resto del tempo 😛

  26. una persona ordinata e metodica soffre veramente nel disordine, sta male fisicamente……..
    al contrario al disordinato non si arreca danno a farlo vivere nell’ordine………
    ergo è il disordinato che si deve sforzare,
    altrimenti ordinati con ordinati e disordinati con disordinati, è la soluzione migliore.

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