Nonsolomamma

la funzione dello sport

“perché lo stadio è sempr’ lo stadio. tu, allo stadio, puoi mandare a fangul’ tutt’. per strada non lo puoi fare. la funzione dello sport quella è”.
già, secondo lui, la funzione dello sport è poter insultare il prossimo senza censure, senza le stupide convenzioni della convivenza civile, senza inibizioni. perché, a ben guardare lo sport ha uno scopo liberatorio per tutti. è l’interpretazione, nonché la messa in pratica, dell’aggettivo ‘liberatorio’ a essere soggettivamente declinabile e interpretabile.
lui è un signore sdentato, con i pochi capelli arruffati e la pelle scavata dalle intemperie. vendeva i biglietti per la partita bari-grosseto.

“e se andassimo tutti quanti allo stadio?”, ha chiesto ieri mattina elastigirl alla famiglia barese riunita per le feste.
“allo stadio? sei impazzita?”, ha domandato mister incredible, addentando una cartellata.
“no, sono alla ricerca di emozioni forti e diverse e di esperienze antropologicamente estreme”, ha risposto lei.
“va bene, andiamo tu, io e lo hobbit grande. il medio e il piccolo restano a casa con super w e mister brown perché con noi si annoierebbero. prendiamo i biglietti in tribuna”, ha detto perentorio lo zio con l’orecchino al naso.
“perché non in curva, già che siamo in ballo?”
“perché in curva, se non canti ti danno mazzate, elasti”
“ma io posso cantare”
“si accorgerebbero subito che non sai le parole. e ti darebbero pure il resto, delle mazzate”
“vada per la tribuna, allora”.

effettivamente sono stati 90 minuti densi di emozioni forti e diverse, portatrici di esperienze antropologicamente estreme.

38 thoughts on “la funzione dello sport

  1. Qui da noi la nostra squadra (AIK Solna) ha un settore famiglie dove si entra solo se accompagnati dai bambini. Posti molto vicini al campo, c’è pure il posto dove lasciare i passeggini 🙂

    1. Fefo, ma non infierire per favore, ci mettiamo a fare gli emigranti pure noi, che da noi, su, tutto è meglio? Sembriamo dei milanesi di seconda generazione, alla lunga 🙂 (noi a febbraio andremo con i bambini all’ amichevole Italia-Paesi Bassi e a un concerto metal, voglio vedere lo sguardo antropologico applicato ai miei figli)

  2. Sabato scorso mio marito ha accompagnato figlio seienne allo stadio a vedere una partita di hockey: mi è stato detto che il primogenito ha fatto un tifo sfrenato ma non si sa se per amore della sua squadra o della piccoletta accanto a lui 😉

      1. La mia invidia è solo per la cartellata, la Vigilia mi sono cimentata nella ricetta, ma è inutile, come si mangiano in Puglia…..
        Auguri

  3. io odiavo quando da piccola venivo esclusa da attività divertenti con la motivazione che altrimenti mi sarei annoiata…almeno chiedetemelo se mi annoio, uffa!!

  4. Elasti, grazie a dei fantastici colleghi-amici baresi sto imparando il dialetto locale (ma grazie alla tua raffigurazione di Mr. I molte cose già le avevo imparate). Anche loro vanno a vedere LA Bari, ma in curva però. A me piacerebbe soltanto vedere Bari, che mi dicono essere una città meravigliosa, prima o poi ci andrò autoinvitandomi a casa dei suddetti amici 🙂

  5. Certo che apparteniamo proprio al terzo mondo culturale. In America portare la famiglia allo stadio é una festa di convivenza civile, qui si tratta di esperienza antropologicamente estrema (concordo al 100%)
    Mi chiedo perché l’uomo italiano ha bisogno di sfogare la sua sete di violenza allo stadio, non gli basta pestare la moglie a casa?

    1. Sono andata un giorno a vedere una partita con un ex giocatore di basket (di quelli bravi, importati dagli USA): applaudiva ogni volta che vedeva una bella azione. Che eccellente lezione per noi.

      1. per vedere applaudire ogni bella azione, per assistere alla partita mescolati ai tifosi avversari, per andarci coi bambini in qualunque posto (e non in settori appositi e separati) basta andare a una partita di rugby di qualunque categoria, inclusi il Mondiale e il 6 Nazioni ….anche da noi, ebbene sì! 🙂

    2. anch’io sono andata con la famiglia a vedere una partita di football americano – anzi per la precisione un DERBY a LOS ANGELES – ed era veramente un evento per famiglie, con tifoserie mescolate, passeggini, panini e saluti da una fila all’altra… tutto un altro mondo, da cui magari prendere lezione!!

  6. L’esperienza antropologicamente estrema non è prerogativa dello stadio “vero”, quello dove si giocano le partite delle categorie superiori, ma, secondo me, è già sugli spalti dove si azzuffano i genitori dei piccoli, dalle categorie pulcini in su, mentre i loro figlioli (che, secondo loro, sono tutti dei piccoli Totti) sono in campo. Ho abitato per due anni di fronte a uno di questi campetti, gestito da una scuola religosa, e vi assicuro che ho assistito al peggio del peggio. In questo clima di agonismo esasperato, in cui tutti si sentono in diritto di insultare gli altri genitori, gli arbitri e gli allenatori, non stupisce che i ragazzini, una volta adulti, pensino che lo sport debba essere solo antagonismo, urla e scazzottate.
    Non sono contraria alle scuole di calcio per partito preso, anche i miei figli giocano, ma ho la fortuna di aver trovato una scuola “sana”, nella quale si insegnano il fair play e il rispetto per gli altri, e si gioca per divertirsi. Così, quando il grande torna a casa dopo un torneo, mi dice, con il suo sorriso sdentato, “mamma mi sono divertito tanto” e quando gli chiedo come è andata spesso risponde “abbiamo perso cinque a zero, ma è stato bello lo stesso”. E’ ovvio che se vincono sono più contenti, ma per loro la cosa importante è giocare, essere insieme, avere il tifo dei babbi sugli spalti, essere una squadra. Fa un po’ libro “Cuore”, me ne rendo conto, ma come sarebbe bello se fosse questa la normalità….
    Dany

  7. elasti, in questo momento siamo incredibilmente vicine! 🙂
    ma organizzare un incontro in libreria qui da noi in questi giorni… sarebbe stato troppo complicato? mi piacerebbe poterti incontrare!
    buone feste, e se hai voglia di assaggiare altri dolcetti fatti a mano con tanto amore (e tanto cioccolato) passa da me! 😉
    m.

  8. E che ci devi scrivere con l’antropologia dello stadio??? Ogni volta che vedo la trasmissione di una partita ci sono i papa’ con i figli che scappano dagli spalti per colpa di qualche ultrà, almeno la situazione è migliorata negli ultimi tempi?

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