Nonsolomamma

subdole tecniche

erano giorni che lo hobbit grande, in preda a precoce sindrome preadolescenziale, passava le serata portando la sua inquietante aura di malumore, ipereccitazione e instabilità in giro per casa, passando da un’aggressione selvaggia e immotivata ai fratelli all’interpretazione de la peppina fa il caffè con balletto annesso a uso e consumo dei familiari, estenuati da questo ottovolante umorale. erano giorni che lo hobbit di mezzo aveva la stupidera. e scoppiava in risate immotivate e irrefrenabili durante la cena, che terminavano nella sua espulsione dal convivio. erano giorni che lo hobbit piccolo spalancava gli occhi e la bocca e cominciava a gridare, come un invasato, come due fratelli cinesi che ammazzano con le urla, in un film assolutamente rinunciabile che si chiama push che a mister i e allo hobbit grande è molto piaciuto, mentre sugli altri tre quinti della famiglia ha avuto un istantaneo effetto soporifero.

insomma, erano giorni che gli hobbit non erano esattamente i bambini che uno si augura di avere intorno. elastigirl e mister i avevano imputato tutto questo all’imminente partenza del pater familias per il suo semestre americano e avevano optato per una repressione tollerante, o una tolleranza repressiva. elastigirl era anche piuttosto preoccupata dall’impressione che il preadolescente ciclotimico, la vittima della ridarola incoercibile e la piccola scimmia urlatrice avrebbero dato ad eliza, in arrivo dal new england con il suo ukulele, destinata a vivere insieme a loro nei prossimi quattro mesi.

è arrivata stamane, dopo una notte in volo.  elastigirl l’ha incontrata questo pomeriggio, dopo l’ufficio. eliza era fresca come una rosa, sorridente ed eccitata come una bambina che ha appena ricevuto un regalo, lieve, discreta, silenziosa e grata. deliziosa, ancor più di come elastigirl se la ricordava quando l’aveva incontrata nella città di A questa estate.

gli hobbit, all’uscita da scuola, dove lei li aspettava insieme a elastigirl, le hanno dato la mano e l’hanno presentata ai loro amici come la loro “nuova tata”. lungo la strada le hanno raccontato una serie di storie improbabili ma avvolgenti, in uno struggente inglese maccheronico. le hanno chiesto di lei, le hanno fatto vedere delle monete trovate per terra. arrivati a casa le hanno mostrato i loro libri, le hanno chiesto di scegliere un film da guardare e, quando lei sembrava stanca, le si sono seduti accanto sul divano a giocare a scacchi, senza neppure litigare per i bianchi e i neri. due tizi irriconoscibili. lo hobbit piccolo ha fatto la sua teatrale apparizione, completamente nudo, appena prima di entrare nella vasca da bagno cantando “amore amore amore” e dopocena si è seduto ai suoi piedi, a fare un puzzle, fingendosi l’intellettuale che non è. a tavola nessuno dei tre si è mai alzato, le hanno offerto il dolce per prima e lo hobbit grande ha persino mangiato i finocchi.

elastigirl lo sa che sono subdole tecniche promozionali, destinate ad esaurirsi appena la familiarità o la stanchezza prenderanno il sopravvento. ma eliza oggi, con loro, rideva parecchio e magari la prima impressione è quella che poi resta scolpita nella memoria, come i pregiudizi che volte possono anche ingannare in meglio e aiutare ad affrontare eventuali défaillance in un futuro prossimo.

69 thoughts on “subdole tecniche

  1. Magari hai ragione e si tratta di tecniche subdole…ma intanto goditi il momento!!!!
    Benvenuta alla ”nuova tata” che sono convinta imparera’ velocemente l’italiano grazie alla travolgente logorrea degli hobbit!

  2. Anch’io sono stata ragazza alla pari e in effetti la prima impressione conta molto per affezionarsi alla tua nuova famiglia. Sono contenta che anche lei ti abbia fatto una buona impressione. Mi raccomando, trattala bene! 🙂

  3. Da dove vengo io si dice “fatt’a nonima e vo cucchiti”! (letteralmente: fatti una buona nomina e buonanotte!). Gli hobbit lo sanno già!! ; )

  4. 1° ipotesi : perchè non sperare che sia una fatina ammaliatrice ?
    2° ipotesi : ha diffuso un’atmosfera di pace cosmica, di raccoglimento zen che li ha influenzati
    3° ipotesi : è così bella che li intimidisce e li ha fatti innamorare pazzamente
    Un consiglio : tieni lontano dalla sua porta l’idraulico e il prete della benedizione pasquale

  5. Bene, bene, i giorni no ce li hanno tutti, ma i bambini sono come i cani: lo sentono subito se una persona nuova gli piace o no, e se gli piace è per qualcosa di invisibile e profondo. Riguardo alla prima parte del post: aiuto! Il mio primo figlio, di 3 anni, ha iniziato l’asilo da una settimana, io non ci avevo pensato che un giorno sarebbe cresciuto così tanto.

  6. Come mi disse la sorella di mia moglie poco prima del mio primo incontro con i loro genitori: “You never get a second chance to make a first impression” (“Non hai mai una seconda occasione per dare la prima impressione”) 😉

    1. A me dissero pure una prima “buona” impressione.
      Come a dare per scontato che solo impressione non sarebbe bastato. Aveva pure da essere buona.
      Povera me.
      No, non era la presentazione ai suoceri, era solo un colloquio di lavoro.
      Forse quasi peggio.
      Solo forse però.

  7. Loro saranno anche tre marpioncelli che sanno come tenersi buone le persone, ma se li ha conquistati tutti e tre pure lei ha da essere una tosta.
    ^_^

    Benarrivata ad Eliza.
    E benvenuta in Italia.

  8. La prima parte del post descrive esattamente l’atteggiamento delle mie tre fanciulle, coetanee dei tuoi. Potrei cominciare a cercare una ragazza alla pari..

  9. …e per darle un’idea dell’ Italia “fuori di casa” ieri sera le avete presentato (televisivamente parlando) il volto, il sorriso, lo spessore e l’onestà fattà persona di un candidato re-premier?? Dimmi di no ti prego…

    1. Davvero speriamo di no, altrimenti Eliza scriverebbe a Obama pregandolo di rompere le relazioni Italia-USA. Però si potrebbero mascherare un po’ le cose facendole credere che la «persona onesta» fa parte del nostro patrimonio culturale, assicurandole che per fortuna è in via di estinzione (bella la scena della pulizia della sedia: neanche Totò l’avrebbe pensata, e non si sa se ridere o piangere).

      1. omioddio ma stai veramente parlando di politica su un post dedicato ad una che arriva qui dagli usa? no, perchè potrei parlarne anch’io al contrario e inquinare il blog

    2. e sì Mirella, potremmo scrivere tutti i volumi della Treccani e non basterebbero a raccontare l’arroganza di questi protozoi. Oggi ho rivisto su youtube la trasmissione: sai che sono arrossito dalla vergogna? e non sono un verginello. Hai voglia a dire «ma non tutti gli italiani sono così». Lo credo anch’io, ma intanto questo protozoo (come chiamarlo? ameba? unicellula? spermatozoo no, perché quello almeno genera vita. lui soltanto morte) va avanti perché tanti italiani «così» lo votano. Aiuto Mirella! Ci sarà un posto nel mondo dove vivere senza sentire «mi consenta; Santoro si contenga!» – allora pensai: ma Santoro ha il pannolone? eppure non è vecchio… Dimmi di sì. Dove si possa ascoltare un po’ di Mozart lontano da Arcore; se no che papageno sarei? ciao Mirella (speriamo che i portatori più o meno sani di b col tempo si estinguano)

      1. santoro ha i pannolone,fa il giornalista strapagato sulla base di sceneggiate melodrammatiche meridionali e sostanza zero ed è penoso ed incapace; lo è stato sempre, stavolta di più

  10. Primo commento: sono veramente tre marpioni super.
    Secondo commento: ma inconsciamente sanno quando e con chi è decisamente indicato comportarsi bene.
    Terzo commento: comunque la fanciulla deve essere piaciuta a pelle anche a loro.
    Quarto commento: quindi tutto bene!

    Floralye

  11. che fa Eliza quando i bambini sono a scuola? fa la spesa, lava, stira, cucina? Ricette italiane o americane? Troverà un fidanzato italiano?

  12. piuttosto che “subdole tecniche” definirei spontanea accoglienza il tripudio di gentilezze che i tuoi hobbit hanno riservato alla nuova arrivata… io non li farei tanto subdoli, ma solo il futuro potrà dimostrarlo 🙂

  13. Io ho fatto l’esperienza inversa – tata presso una famiglia di Long Island. La mamma era un’italoamericana, amica di vecchia data della mia famiglia. Sono stata con loro 9 mesi (originariamente erano 12 ma il crollo delle Torri mi ha costretta a tornare a casa) ed è stata una bellissima esperienza. Auguri Eliza e ben arrivata!

  14. Ribadisco che se Eliza volesse prolungare il suo soggiorno italiano, noi la aspettiamo. Abbiamo tutto, il giovanotto in crisi preadolescenziale, la seienne iperattiva e la neancheduenne esibizionista.

  15. Effettivamente gli estranei fanno sempre questo piacevole effetto sui bambini…
    Infatti quando abbiamo da noi ospiti, o siamo fuori casa, tutti ci fanno i complimenti per come stiamo crescendo bene i nostri fogli…per come sono bravi ed educati…dovrebbero vederli tra le quattro mura domestiche quando sono solo con mamma e papà…!!!
    Mi vergogno un po’ (ma solo un po’!), ma ogni tanto sfrutto questo effetto “calmante” del pubblico, e quando veramente esagera, minaccio la mia figlia maggiore (7 anni, anche lei in piena crisi pre-adolescenziale con tanto di pessimismo cosmico infarcito di gelosia per i fratelli) di filmarla con il cellulare e di mostrare poi le sue “scenate” alle sue maestre o anche solo ai nonni…E funziona sempre…!!!

  16. E vada per le subdole tecniche, se il loro effetto è riempire la stanza di risate!
    Magari, la parte conquistatrice che è in loro farà sì che questo atteggiamento resista per l’intera durata della permanenza di Eliza!

  17. L’idea di un’estranea in casa per mesi a me mette ansia.

    Ospitare mi piace, molto.
    Invitare amici per condividere lo adoro.

    Avere, per così tanto tempo, un estranea che gira per casa, ci cerca in momenti nostri, ci interrompe, ci impedisce di vivere la comodità e la sbracatezza domestica? No thanks.

    1. Certe sbragatezze domestiche con il tempo e la confidenza poi magari te le permetti pure ma mi chiedo, quando vuoi stare per conto tuo, non hai voglia di preparare la cena nè di chiaccherare vuoi startene in piagiama alle 5 del pomeriggio simpatica come un soprammobile, che fai? ti costringi?
      A me già scoccia la donna delle pulizie che viene 1 volta la settimana e mi racconta la sua vita di cui non mi frega niente e devo sorridere ed essere cortese oppure mettermi al PC fingendo di lavorare per eludere le sue chiacchere…no, non ce la farei 24 su 24.

      1. A parte che cose così immagino siano già scomode con tre figli per casa, e magari la ragazza che li tiene occupati ogni tanto li può rendere possibili, io coabito con due ragazze e mi faccio allegramente i fatti miei, non vedo il problema.

  18. grazie Sabina, quindi se ho capito bene e’ solo saltata la pagina nella copia della mia rivista. Mi era preso un colpo, perché in questo momento in cui mi manca la terra sotto i piedi, ho bisogno di certezze, tra cui la rubrica di elasti del sabato!

    1. No, è proprio saltata la rubrica di Elasti nella versione cartacea.
      A turno lo fanno tutte stavolta toccava a lei esserci solo online.
      Non è stato un inghippo della tua copia in particolare.

  19. Ciao Claudia, non conoscevo il tuo blog…forse perche’ prima di luglio, prima di diventare mamma, non mi interessavo di certi argomenti….sto leggendo adesso i racconti di vita quotidiana con tre marmocchi e un lui (tutti molto cool) e mi sento molto incoraggiata nel mio iniziale progetto di allargare ancora la famiglia!

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