Nonsolomamma

due cose a cui non aveva pensato

aveva pensato che sarebbe stata triste e malinconica e invece è quasi sempre di ottimo umore.

aveva pensato che non sarebbe stata in grado di occuparsi delle cose di cui normalmente si occupa mister incredible (portare la macchina dal gommista, mettere il sale e il brillantante nella lavastoviglie, tenere i rapporti con ncnp, il signore con i capelli da playmobil che affronta la vita al grido di “non c’è nessunissimo problema” e che ha fatto i lavori nell’elasti-casa nuova e deve risolvere ancora qualche dettaglio, gestire la consegna delle lampade che sostituiranno in parte le lampadine pendenti dal soffitto e trovare qualcuno che sia in grado di montarle, chiamare il signore dell’acqua, dell’olio e dei taralli quando acqua, olio e taralli finiscono) e invece si è sostituita a lui con risultati niente male.

aveva pensato che non avrebbe retto da sola i film da maschi, i giochi da maschi, i discorsi da maschi, le ossessioni da maschi. e invece ha scoperto un lato perversamente amabile in quelle faccende virili.

aveva pensato che non avrebbe retto ai weekend da sola con i tre. e invece si è inventata un milione di attività e, pur uscendone a pezzi, in quelle 48 ore non stop con gli hobbit, senza quella benedizione denominata scuola, la bilancia dei più e dei meno pende sempre sul lato dei primi, con sprazzi di euforia e benessere superlativi.

aveva pensato che la trasferta americana di mister i sarebbe stata più triste, complicata, difficile di quanto non si sia rivelata vivendola.

tuttavia ci sono due cose che la esasperano e la stremano:

1. un senso di oppressione, di indispensabilità, una cappa opprimente sulla testa, come una scafandro che non si può mai togliere, l’impressione di non avere mai, mai, mai, uno squarcio di autonomia e indipendenza. perché persino quando è in bagno arriva lo hobbit piccolo a farle gli indovinelli e quando fa la doccia qualcuno si dà mazzate e arriva urlando e quando vorrebbe sedersi a leggere ci sono sempre urgenze, priorità, emergenze.

2. il sonno. un sonno che la sfinisce. un sonno interrotto da regolari agguati notturni nel lettone, da sveglie alle 5 perché qualcuno ha pipì/sete/tosse e dopo non è più capace di riaddormentarsi. un sonno che è diventata una cifra stilistica.

104 thoughts on “due cose a cui non aveva pensato

  1. http://www.nonsipuoaveretutto.com. Quando leggo il tuo blog mi sorprendo a pensare che l’universo donna-mamma è incredibilmente uniforme. Abbiamo gli stessi problemi, sogni, piccoli elementari desideri. Non so se ricordi che ti avevo parlato del sogno di pubblicare il mio libro che racconta di una ragazza ebrea di Milano che tenta, dai diciannove anni in su, di conciliare marito, casa, figli, suocere e madri con laurea, master, carriera universitaria. ho provato con alcune case editrici ma non ho avuto feedback. così ho deciso di pubblicare il mio romanzo a puntate su un blog: http://www.nonsipuoaveretutto.com . mi piacerebbe molto avere il feedback, suggerimenti e pareri di lettrici e lettori come succede sull’ormai mitico e insostituibile nonsolomamma…un abbraccio Gheula

  2. …ma a proposito… il letto di Eliza disperso a Giussano in brianza… ha raggiunto!? ha raggiunto l’Eliza-room nell’elasti-casa-nuova!?

  3. Dio mio, come ti capisco: di figli ne ho solo 2 ( in compenso ho due GROSSI cani) un lavoro molto ingombrante fatto di notti e festivi a lavorare e soprattutto un marito andinista latitante… Faccio tutto ma con la netta sensazione che un solo spillo in più farebbe saltare il sistema …

  4. assolutamente, stilisticamente…come dici tu…TI CAPISCO
    mio marito lavora all’estero..da sempre ….e dal dal un al ven non c’è.
    E ogni singola sera, quando cala il buio, percepisco il peso dell’essere madre sulle spalle e questo peso mellifluo mi opprime e mi fa diventare ansiogena…perchè mi assalgono mille paure, cento frustrazioni e una rabbia (la suocera impegnata ogni giorno coi figli della figlia).
    Eppure voltandomi indietro sono fiera di me stessa, di quanto sono cresciuta in tutto questo, della forza che sto imparando ogni giorno….
    per questo ti mando un bacione e una pacca sulle spalle!

  5. Non ho mai commentato … Ma oggi non posso esimermi. Sto vivendo la tua stessa esperienza … Marito all estero per lavoro, due bimbi maschi piccoli… Pensavo che sarebbe stata durissima e invece è solo complicato…. Condivido in pieno i due punti finali: e’ quello che penso e che sto vivendo anch io …. Il post me lo devo stampare perché è proprio vero “mal comune e’ mezzo gaudio”

  6. Le mamme non dormono mai, neppure quando i figli crescono. Quando sono piccoli ci si sveglia perché reclamano la nostra attenzione per bisogni assolutamente legittimi (pipì, tosse, paura del buio, ecc.), ma almeno sono lì, con noi. Quando sono grandi non si dorme perché escono con gli amici e fanno tardi, oppure non rientrano del tutto, e non si sa mai bene dove sono e con chi sono e cosa potrebbe succedere. Insomma sono sempre nottatacce…
    Antonella

  7. scusa Elasti, ma la normale baby-sitter che fine ha fatto? Spero che tu l’abbia tenuta insieme ad Eliza, altrimenti come fa a gestirne 3 dal nulla?
    Julia

  8. sono figlia di un papà
    spesso all’estero per lavoro
    devo dire che non ho mai sentito la mia mamma
    lamentarsi della gestione di noi figli o della casa
    o delle incombenze varie…
    non se ne è mai lamentata quando noi eravamo piccoli
    e nemmeno adesso che siamo adulti e che lei segue mio papà
    all’estero la sento mai ricordare quel periodo come difficile o pesante…forse ha solo nascosto molto bene…o forse oggi come oggi siamo piu’ “mollacchione”
    🙂

  9. Eccoci qui. Questo post è stra-vero e come da copione, quando si toccano le corde più intime e vere, vengono fuori esperienze simili, un coro di lamentele che non sono delle vere lamentele, ma non tutti lo capiscono. Io la notte dormo, anche se mi sveglio almeno una volta. Cla durante la notte non ha mai fatto pianti inconsolabili e affini.
    Eppure, quella roba lì dell’essere indispensabile, lo scafandro di cui parla Elasti lo conosco molto molto bene. E non è che per questo dobbiamo divorziare tutti, pentendoci delle nostre scelte. Le cose non sono mai tutte bianche o tutte nere. E con i figli le sfumature triplicano…

  10. Occhio che l’acqua il calcare detto anche calcio ce lo deve avere. Se no ci demineralizza le ossa sai se no quanti latticini ci vogliono!

  11. Queste due cose opprimono anche me, Elasti, anche se mio marito lavora alla distanza che c’e’ fra la Bicocca e Piazza Repubblica. Non so se hai presente… E sono il motivo per cui non faro’ il terzo figlio!

  12. Le lampadine le cambia l’elettricista, per acqua e taralli e affini attrezzati con consegne a domicilio di GDO a scelta.
    Idem per tutte le altre incombenze pratiche. Grazie al cielo in una grande città ci sono molte opzioni. Della serie per tutto oltranza resto c’é master card.
    Il senso di oppressione……. ecco quello purtroppo é più difficile da gestire. La sensazione di non essere piu ina persona ma solo un essere programmato per l’altrui sopravvivenza. Sono sola da anni, due figli semi-grandi (15 e 13) ma ci sto ancora lavorando. E qualcuno ha la ricetta la condivida!!!!

  13. Come ti capisco… L’uomo di casa sono io, la donna di casa sono io..
    Il senso di oppressione temo non passerà mai e la cosa che pesa di più è fare la pipì con il pubblico (Bianca 19 mesi) in platea 😦
    ti abbraccio

  14. Un suggerimento: BENZODIAZEPINE. O le prendi tu o le dai agli hobbit, a scelta. Così, almeno il problema del sonno è risolto.
    Ovviamente scherzo!
    Forza Elasti, che ce la fai.
    Un abbraccio.

  15. beh, non posso che concludere con un commento a questo post il mio “squarcio di autonomia” in compagnia dell’elastigirl: la mia prima intera ora di cafelatte, risate e lacrime su nonsolomamma è stata uno spasso! Grazie. Davvero. Ti leggerò con piacere, soprattutto e particolarmente all’inizio, come ora, dei miei w/e in solitaria con gli hobbit mentre mr I è al lavoro!

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