Nonsolomamma

evoluzioni o involuzioni

la prima volta lei ha detto: “va be’ dai, facciamo finta di nulla. ciao, stai bene, buon viaggio. a presto e ora finiamola lì altrimenti ci intristiamo”, poi è rientrata in macchina, ha messo in moto e ha pianto tutte le sue lacrime. pensava di averle esaurite ma quando è andata in cantina per prendere la bicicletta, proprio accanto al quadro elettrico, poco lontano dalla caldaia – sarà stato quel tepore vischioso – ci è cascata di nuovo, inghiottita da uno sconforto alieno e protervo. poi ha scoperto la birra artigianale di mister incredible che gorgogliava e puzzava in un angolo, si è fatta travolgere dalla quotidianità e ha smesso di singhiozzare.

la seconda volta si sono salutati di domenica, all’ora di pranzo. “non sono molto contenta che te ne vada di nuovo, mister i”, ha detto lei. “nemmeno io, elasti, sono contento di partire  ma torno presto”, ha assicurato lui. lei non ha pianto. in compenso ha chiamato compulsivamente e freneticamente tutti gli amici con e senza figli. ma uno era via, l’altra era malata, l’altro ancora non poteva, l’altra aveva il bambino con la varicella, l’altra ancora era in vacanza o doveva partorire o debellare i pidocchi dalle chiome familiari. insomma, non c’era uno straccio di nessuno con cui condividere quella domenica pomeriggio di smarrimento. e allora si è sentita sola nell’universo insieme a tre hobbit. sola e derelitta con il vuoto intorno. anche in questo caso il lunedì mattina il mondo aveva una faccia migliore ma questa è un’altra storia.

la terza volta era stamattina alle 9. “dove va papà?, ha chiesto lo hobbit piccolo. “va in america a lavorare. poi torna, lo sai” ” oh no! ancola palte quello?”. elastigirl lo ha accompagnato a prendere il bus per malpensa. lungo il tragitto ha cercato in tutti i modi di trovare un pretesto per litigare, o almeno fare polemica. c’è riuscita, con un’oziosa discussione acida sulle vacanze estive. “va be’, sbrigati ché ti parte il pullman! buon viaggio-ciao-forse ci becchiamo su skype se capita, una di queste settimane. ora vai, su! cosa stai aspettando?-ciao”. la polemica oziosa non è un metodo furbissimo per non scoppiare in singhiozzi e nemmeno per non sentirsi al centro della sfiga solitaria universale. però ogni tanto aiuta. stamane ha aiutato e la domenica è proseguita serenamente, seppur con un certo grado di acrimonia in corpo.

da quando mister incredible è partito per il semestre lavorativo sperimentale nella città di A, in massachusetts, si registra un’evoluzione nella dinamica degli elasti-addii. un’evoluzione che, a seconda dei punti di vista, può apparire come un miglioramento progressivo o come una deprimente involuzione delle reazioni al distacco.

47 thoughts on “evoluzioni o involuzioni

  1. I primi due anni con quella che poi è diventata mia moglie sono stati tutto un incontrarsi e lasciarsi ad arrivi e partenze di aeroporti italiani e svedesi. Mi porti indietro di 17 anni…

    1. anche i miei sono incontri e separazioni in aeroporti italiani/svedesi/austriaci.
      e conosco bene l’evoluzione: piango con lui, piango appena è andato via, “ora corri muoviti o perdi l’aereo” – non piango ma mi sento sola e abbandonata, ecc….
      mi faccio forza a leggere quello che scrivete!

  2. Io anche sceglierei la polemica oziosa, ne sono certa. Come sono certa che poi dopo non mi sentirei particolarmente soddisfatta di me stessa e (soprattutto) del mondo.

  3. Elasti,
    basta! Non è un semestre, in meno di due mesi è già tornato due volte. L’ultima non era due settimane fa e la prima dopo tre settimane?
    Non ci conosciamo, ma lo dico come lo direi a un’amica. Capisco, certo il dispiacere, la lontananza, la fatica e la cosa che mi piace di più è il vostro innamoramento, però stai esagerando!!
    Io pensavo, da come ne scrivevi, che sarebbe tornato solo ad aprile, che sarebbero passati due mesi. E poi non sei così sola fra Eliza, i parenti, gli amici, i colleghi.
    Ma mi fermo, scusa e in parte ritraggo: tu lo vivi così e lo rispetto.

    ciao
    Federica

    1. il riferimento al senso di solitudine derelitta e universale voleva essere ironico. non ho mai detto di essere in una situazione tragica né disperata. sto solo cercando di osservare l’evoluzione di questa cosa. detto questo ti assicuro che, anche con eliza che peraltro c’è quando io lavoro ma quando io sono a casa ci sono io e basta, stare da sola con i tre è tosto. certo, ci sono cose che lo sono ben di più, certo che è una situazione di serenità e comunque privilegio, non mi sento un’eroina o una sfortunata ma resta pesante e a volte difficile emotivamente e fisicamente. poi è ovvio che al peggio non c’è limite e che dobbiamo solo ringraziare per quel che abbiamo e continuare a fare le pollyanne come ci hanno insegnato da piccole. ma riflettere e ironizzare su come soggettivamente si vive un’esperienza nuova non mi pare chissà quale esagerazione o quale mancanza di sensibilità verso chi vive situazioni oggettivamente più complesse. solo un tentativo di capire e condividere.

      1. Hai perfettamente ragione! Il mio parte ogni tanto (adesso è in niger da 8 giorni) e con 3 figli da sola è dura. Anche solo psicologicamente, il fatto di sapersi soli a migliaia di km di distanza fa tanta tristezza.
        per me sei un’eroina. Quando penso di non farcela prendo te ad esempio.

      2. Hai ragionissima Elasti! Insomma, se dovessimo sempre pensare a chi sta peggio di noi non saremmo autorizzati ad essere giù di corda nemmeno un momento in tutta la vita!!
        Ognuno, vede la sua di situazione, è ovvio… se non ci si può mai sfogare si impazzisce! E poi insomma, se due persone si amano, vedersi anche solo ogni 3 settimane è oggettivamente poco… Poi ok, è stata una vostra scelta e tutto quanto, però non è facile per nulla. Io per esempio non ce la farei!
        Un abbraccio!

      3. Nonostante la tua capacità di riderci avevamo capito che questa situazione ha i suoi spigoli.
        Con tre figli piccoli la presenza di entrambi è fondamentale. L’evoluzione degli arrivederci è una difesa al senso di abbandono e responsabilità che provi. Sembrate una bella coppia, avrete sicuramente il tempo per fare una revisione di questa esperienza e un giorno ce la racconterai con qualche filtro. Buon lunedì.

      4. io ci vedo un’altra evoluzione… in passato mai avresti ribattuto ad una critica, seppure mossa con gentilezza ed educazione… adesso l’hai fatto, hai difeso il tuo punto di vista e questo mi è piaciuto, ti rende un po’ più umana ed un po’ meno eroina… comunque io resto dell’idea che avresti fatto bene a partire anche tu…
        ciao
        ROCS

  4. è inevitabile: la lontananza, in una coppia, riafferma autonomie ed allena istinti di sopravvivenza che ti rendono forte individualmente. Non è la morte della coppia, ma la rimette seriamente in discussione. Nulla che significhi distacchi, allontanamenti, e varie & eventuali. Ma cambiamenti si, quelli oltre ad essere possibili, direi siano, appunto, inevitabili. Certo venite da una buona palestra. Ma quest’esperienza è un’altra cosa. Lui è già molto allenato, ma tu? Io credo che a questo giro, il vero cambiamento potrebbe essere il tuo, anche se i figli agiranno da un inevitabile moderatore.

  5. Mio marito e’ partito da un paio di settimane, lo rivedremo tra un mese…poi non credo ci sarà occasione prima dell’estate. C’e’ possibile abituarsi di abituarsi?

  6. Con due figli di 6 e 2 anni ho iniziato ad affrontare la vita da mamma single: il mio senso di solitudine io l’ho vissuto in maniera devastante ma concentrato su pochissime settimane, era all’inizio della mia separazione (definitiva, non momentanea). Mi svegliavo di notte e andavo con un senso di angoscia nella loro camera, per sentire il loro respiro sereno, che mi regalava un filo di tranquillità, abbastanza per riaddormentarmi lentamente, senza fretta…
    Poi l’angoscia è passata del tutto, ma che fatica, e sono andata avanti con le mie sole infinite (miracolose) risorse.

  7. Ti capisco perfettamente Sono quasi tre anni che mio marito lavora e vive in un’altra città dal lunedì al venerdì. Non ci sono eccezioni nè al momento riavvicinamenti in vista . Nel week end giustamente si cerca di recuperre il tempo perduto con i bambini. il più grande, che grande non è , ha ormai sviluppato dei meccanismi di difesa x non soffrire ogni lunedi , la piccola ogni settimana tenta diconvincerlo a tornare il giovedi. È dura perchè come ho letto in un libro ‘ famiglia è il luogo in cui si sta tutti insieme e perché il telefono non può sostituire la presenza quotidiana di un papá .. Èd è innaturale e forse anche dannoso pensare che ci si debba rassegnare. Però con la crisi attuale.. Meglio un lavoro lontano ma gratificante che un lavoro insoddisfacente dietro l’ angolo.. ( o peggio un lavoro che non c’è) .. Passerà… Nel tuo caso poi 6mesi volano ..ma poi di nuovo Londra??

  8. Ti dirò, a me (de gustibus…) questi post piacciono un sacco – sono veri, sinceri, privi di quella maschera da mamma/moglie eroina che a noi donne piace tanto indossare. Ho tre bimbi anche io, maschi anche io, mio marito sta via solo per pochi giorni di tanto in tanto ma OGNI VOLTA è una mazzata, fisica e psicologica. Tutta la mia solidarietà 😀

  9. Se continui ad evolvere così al prossimo rientro ti organizzi una week end alle terme…. e tanti saluti a tutti! Suvvia c’è sempre skype
    FL

  10. Scusa Claudia, sento averti irritata ed è proprio la differenza tra conoscersi veramente o essere solo lettrici. Anch’io ero ironica o meglio volevo sdrammatizzare. Infatti non ho assolutamente confrontato la tua situazione con altre, né ho parlato di privilegi. Torno lettrice che non commenta e mo scuso ancora se ti ho irritato.
    ciao
    Federica

    1. no, federica, non mi hai irritata. figurati. e poi non mi sento in diritto di irritarmi se qualcuno dice la sua in un posto dove bene o male io metto i fatti miei in piazza. volevo solo spiegare. tutto qui. sentiti libera di intervenire e di iritarmi 😉 quando e quanto hai voglia!

  11. La polemica oziosa è la strada più facile ma anche la più dolorosa. Io la usavo sempre con quello che ora è diventato mio marito quando faceva avanti e indietro prima che ci sposassimo. Mi è rimasto addosso un immotivato odio per la domenica sera ed il rancore verso una persona che non aveva colpe, doveva solo andare via.
    Insomma meglio i saluti alla Harmony 🙂

  12. Io non ce la farei! Mi è bastato un Erasmus in cui tra l’altro io e mio marito eravamo ancora soltanto fidanzati e senza figli, e già lì pativo a sufficienza, soprattutto nel momento dell’addio e nel vuoto immediatamente post-addio. No no no no no… Complimenti a voi, ve la gestite già bene!!! Un abbraccio

  13. “oh, no, ancorla palte quello?” nonostante corteggi Eliza, abbia la fidanzata più grande di lui, è dispiaciuto per la partenza. E lo dimostra declassandolo da papà a quello.
    Roberta

  14. A me sembrano più che altro tattiche diverse per cercare di trovare il modo “migliore” di salutarsi… lo so che il realtà non esiste il modo “migliore”. Diciamo quello che fa meno male? E quanto è tenero il piccoletto…

    Floralye

  15. Io anche avrei ceduto all’opzione polemica oziosa, che te lo dico a fa. Il brutto delle polemiche oziose e che quando poi ci si separa uno torna a casa inquinato. Perchè tanto non polemizza mica per via dell’argomento li tirato a proposito. Ecco, allora ricordasse che sono già tre volte che torna mi pare che giovi:) Siamo già vicino a Pasqua!

    1. La polemica oziosa ci sta sempre. E’ l’unico modo per lasciarsi quandi non ci si vuole lasciare, una bella litigata e via. Dopo resta il mal di fegato e una punta di amarezza, ma almeno il distacco è più facile.

  16. Io, una figlia sola ora grande, ma quando era piccina mio marito era spesso via per lavoro. Di quegli anni ricordo, a parte la fatica di non staccare MAI, neanche per una doccia, la responsabilità delle scelte, delle decisioni. Quelle all’impronta, quelle per i problemi di salute… Certo ci siamo un pochino abituati col tempo e incontrarsi dopo la separazione era bello, ma che fatica… Tu tutto questo ce l’hai moltiplicato per tre… Sei brava e coraggiosa… E molto spiritosa nel tuo modo di raccontarcelo!!!! Tieni duro!

  17. Elasti, è che non è facile mai.

    (Io i primi due mesi ce l’avevo a morte con voi maritate part-time per non avere scritto che non ci si abitua mai al dirsi ciao; poi mi sono abituata alla notte insonne e ai pianti e alle paure anche grazie a un lui molto bravo).

    Coraggio.

  18. Puo’ capitare invece che un marito sia presente fisicamente ma assente con l’anima…. E con il cuore…. Quindi Elasti sara’ dura ma ti invidio perche’ quando tuo marito c’e’ C’E’!!!

  19. la vis polemica pre-partenza qui da noi è bipartisan 😉 ce l’ho io, ce l’ha il mio compagno, ciascuno a cadenza regolare per le reciproche partenze.
    ma per l’anno prossimo, in cui si sarebbe dovuto trasferire nel far east, ci muoviamo tutti e 4..
    e ammetto che in parte leggere qui ci ha condizionati nella scelta, o meglio, ci ha permesso di vedere tutto da una prospettiva che altrimenti sarebbe stata impossibile.
    così abbiamo potuto capire che io e lui, che è a casa coi figli tutti i pomeriggi, un anno e forse più così non ce la faremmo.
    la mia vena polemica raggiungerebbe vette concrete per cui anche il maltempo diverrebbe colpa sua, mi conosco eheh.
    a parte che noi andirivieni continui non possiamo permetterceli manco se vendo un rene!
    insomma, chapeau elasti.
    sei mesi passeranno e mano a mano capirete meglio come gestire tutto. lascia le porte aperte anche all’accettazione che no, se ricapitasse, mai più nella vita 😉
    coraggio!

  20. Mia cara mammina ma questo è amore… Capisco la tristezza per il distacco, ma sono le scelte lavorative che avete scelto liberamente, visti gli impegni a cui non volete rinunciare. E’ dura, non consola sapere che molti stanno peggio, sembra quasi di essere tornati indietro agli anni ’50, il lavoro si trova spesso solo all’estero. Ma vi volete bene e la lontananza può ancora accrescere il vostro amore. Pensa a quante eventuali litigate vi evitate, la birra e il giapponese in casa, la scoperta di quella specie di nuova figlia americana che ti ritrovi. Nuove esperienze, meno noia nella quotidiana convivenza. Non osare parlare di Toy Boy su twitter altrimenti ti sgrido. Coraggio piccola, dalla frequenza dei ritorni di Mr I sembra che sia a lavorare dietro l’angolo. Se vuoi ti porto un Prosecchino per tirarti su.

  21. mio papa` ha iniziato ad andare in trasferta quando la sua seconda figlia, mia sorella aveva 18 mesi, lasciando mia mamma senza macchina, a Rozzano, senza l`asilo per la piccola. il partito comunista gli aveva chiesto la tessera per inserire la bimba al nido, e lui he rifiutato.
    mia mamma non era emigrata dal sud per seguire mio papa`, e non conosceva nessuno li.
    poi le trasferte si son allungate, da 5 giorni son anche durate 6 mesi, con qualche telefonata, e non c`erano ancora le email, ma i fax.
    In buona sostanza io e mia sorella siamo crescite senza un papa`perche` lui quando tornava non sapeva relazionarsi con noi.
    per fortuna non e` piu`come una volta…
    in bocca al lupo !
    eli

  22. Ti capisco molto bene. Sei molto coraggiosa e generosa. Io non so se avrei avuto la forza di accettare una separazione di questo tipo, forse avrebbe prevalso la paura e l’egoismo. Tu hai saputo dire sì e stai gestendo la situazione nel migliore dei modi. PS. Io, probabilmente, avrei litigato non solo durante il viaggio per l’aeroporto (anche solo per sondare l’interesse suscitato in mio marito) ma – errore enorme – anche durante i tre giorni insieme. Sei un riferimento per tutte noi, che ci riconosciamo nella fatica, nelle paure, nelle incertezze quotidiane ma anche nella forza e nel coraggio che tu sai descrivere molto bene, con sincerità e grande ironia. Grazie e BRAVA!

  23. Se posso aggiungere un commento sull’evoluzione degli Elasti addii, perchè è su questo che tu vuoi riflettere, a me sembra che sì, ci sia stata una involuzione ma è normale che sia così. Provo a ragionare, senza alcuna pretesa di capire le tue reazioni emotive, solo per condividere dei punti di vista. La prima volta non sapevi a cosa andavi incontro, se non in linea teorica, eri piena di coraggio e non volevi far pesare le tue paure a tuo marito (e hai avuto anche il coraggio di sfogare le lacrime, dopo, da sola); la seconda volta sapevi già cosa voleva dire e per questo hai cercato conforto negli amici. La terza volta eri piena di rabbia perchè sapevi già tutto e perchè la separazione non è “alla pari”. E’ faticosa per tuo marito ma lo è molto di più per te (tu hai anche i figli da gestire e comunque lo fate per il suo lavoro) e non potendo metterti a piangere pregandolo di rimanere (io penso che avrei avuto questa reazione) hai optato per il distacco un po’ rabbioso. Umano, comprensibile e, se posso aggiungere, molto dolce. Spero che mister i lo abbia capito. Credo di sì. Ti abbraccio!

  24. ahaahhha… Quanto ti capisco Elasti! l’anno scorso mio marito lavorava in Italia, nelle Marche, e io in Svizzera. Quello prima lui nelle Marche e io in Germania. Partiva solo per tre giorni a settimana, io e la piccola restavamo. E io, ogni singola sera, applicavo il metodo della polemica e della litgiata acida. Pero’ mi sono accorta che ero entrata troppo nella parte e nel metodo quando abbiamo rischiato di separarci.. Ora è tutto a posto, lui parte ancora, ma riesce a tornare in giornata (seppur di notte) e io ho abolito il metodo della polemica gratuita. 😀

  25. …se non ammazza, ingrassa, diceva la mia nonna. E’ la versione contadina di “se non uccide, fortifica”. Io e la mia Princi quattrenne abbiamo accompagnato per un anno intero il nostro eroe che partiva in missione di Pace, stava via due mesi e poi tornava da noi una settimana. Almeno non c’è pericolo nella città di A. che salti su una mina…dai Elasti, ce la fai di sicuro. E gli hobbit non avranno da grandi l’ansia da abbandono! Un abbraccio a tutti i tuoi cuccioli. C.

  26. Il pistolotto pre-partenza è utilissimo, posto di sapere che poi si torna a casa piangendo e pestando i piedi. Quando poi la partenza coincide con la PMS, son fuochi d’artificio. Passa anche quello, dura qualche puntata, poi si trova un modo per salutarsi solo con amore.

  27. vedrai che quando gli addii saranno ormai normale amministrazione sarà arrivato il momento che mister I torni a casa per sempre

  28. Secondo me non si tratta ne’ di involuzioni ne’ evoluzioni: e’ un cambiare, un proteggersi dal dispiacere per il distacco.
    La prossima volta, magari, saranno fuochi d’artificio! 😉

  29. Anch’io nel tempo ho avuto un’involuzione-evoluzione alle di lui partenze: prima annotavo destinazione, voli, date, nomi di alberghi, ecc. ora semplicemente “rimuovo”. L’altro ieri, quando mi hanno chiesto dove fosse questa volta mio marito, ho candidamente e con convinzione risposto “a Parigi”, per poi sentirmi correggere da mio figlio più piccolo davanti a tutti “Ma che dici, mamma, è a Ginevra!”.
    Ai miei amici devo essere apparsa come una sciroccata: in realtà almeno ho allentato un po’ l’ansia e la mania del controllo! 😉
    Perché a me, oltre ai figli e la casa, quando lui parte lascia anche la gestione del nostro lavoro… 😦

  30. Ciao! Anche io ogni volta che Herr Professor parte attacco briga..l’ansia da solitudine mi divora, delle notti da sola con la piccola hobbit che in questi giorni ha il raffreddore e non dorme. la conseguenza è che i tomi che ho sulla scrivania rimangono intonsi x giorni!!arg ma sapere che ci sei mi trasmette serenità. Da quando la mia amica mi ha regalato il tuo libro nei momenti di sconforto ti leggo e mi passa tutto.perché spesso abbiamo solo voglia di esser capiti!

  31. … che bello condividere e sorridere in questa situazione: anch’io sono un pò elasti, con 1 gnomo di 6 anni di sesso femminile e 1 cane grande e peloso di cui mi devo occupare da sola – sino a che non torna dalla Svizzera o dalla Francia l’apposito marito (che per inciso sporca molto di più del cane e mette in disordine molto più dello gnomo femmina)
    Non è facile, non è terribile. E’ così.
    Anche noi per scelta, anche noi per cercare di tenere insieme i nostri (bi)sogni individuali, di coppia e di famiglia, tra evoluzioni ed involuzioni.

  32. ciao elasti !!! il mio ragazzo vive in germania da meno di un mese e io già penso di non potercela fare .Leggere quello che scrivi però , mi fa ridere e mi dà speranza, mi riconosco in tutte le situazioni , compresa quella del pretesto per litigar !. Un bacio a te e agli hobbit

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