Nonsolomamma

cose da donne

lei era appena arrivata in quella famiglia. aveva il jet lag, l’ansia, lo spaesamento e non capiva una parola della loro lingua. i bambini erano a scuola, la mamma al lavoro e lì, a farle da cicerone, da chaperon, da mentore, da guida turistica della casa, c’era lui, con quello sguardo pazzo e quella logorrea festosa, affabile e devastante insieme. lui, il pater familias, l’economista marxista barese che dopo pochi giorni sarebbe partito, per andare esattamente da dove veniva lei. lui non le dava tregua. era andato a prenderla all’aeroporto, l’aveva stordita di parole lungo la strada verso casa, l’aveva nutrita, dissetata e accudita. le aveva dato istruzioni sul funzionamento dell’appartamento, allarme antifurto, lettore dvd e riscaldamento compresi. le aveva mostrato la dispensa, il frigorifero, il ripostiglio della birra artigianale, l’armadio con le lenzuola e gli asciugamani puliti. l’aveva accompagnata in quella che sarebbe stata sua stanza e le aveva mostrato il guardaroba, il bagno e un contenitore di metallo bianco, appeso al muro, con il suo nome, composto dai bambini con lettere calamita, in cui avrebbe potuto mettere le sue cose per la toilette. lei era stravolta, lui parlava incessantemente, con quel calore cerimonioso e un po’ claustrofobico che forse era la cifra stilistica di questo individuo con lo sguardo pazzo, o forse addirittura di un intero popolo e allora chissà se avrebbe retto a una quotidianità tanto impegnativa.

“uhm… ora ti mostro un’ultima cosa. anche se forse dovrebbe mostrartela mia moglie”, dice lui, esitando. “sì, in verità sono cose da donne, queste. magari lascio che sia lei a parlartene”, aggiunge, aggiustandosi nervosamente i capelli. “come preferisci. posso aspettare”, dice lei che vorrebbe andare a dormire ma si domanda con una certa apprensione in cosa consistano, per un maschio italiano che si aggiusta nervosamente i capelli, le ‘cose da donne’.

“va be’, già che siamo qui, ti mostro tutto io. seguimi nell’altro bagno”, dice lui, con un impercettibile tic della spalla. lei vorrebbe essere altrove. cose da donna. non vorrà mica mostrarle dove la moglie tiene il kit per la depilazione? o gli assorbenti o… i preservativi? o magari un vibrat… forse dovrebbe fermarlo, prima che l’imbarazzo la soffochi. ma che abitudini hanno questi italiani? fino a dove arriva l’emancipazione femminile? e quella maschile? non vuole saperlo, forse.

“ecco. dentro questo cassetto trovi tutto quello che ti serve. sono cose di mia moglie ma puoi prenderle senza problemi quando ti occorrono”. lei guarda altrove. non vuole sapere cosa contiene quel cassetto bianco. “tutto bene? tutto chiaro?”. suo malgrado lei abbassa lo sguardo su di lui e sulla sua mano che ha appena richiuso il cassetto delle cose da donne. “bene, ora che sai anche dove mia moglie mette il phon, la piastra e le altre diavolerie per i capelli, direi che sai tutto”. lei ricomincia a respirare. e le cala addosso un gran sonno.

sono dovuti passare oltre tre mesi prima che eliza raccontasse a elastigirl questo siparietto con mister incredible. fino a ieri, anche il solo ricordo di tutto questo la metteva in un enorme imbarazzo. questa sera, quando anche anche gli ultimi tabù su peli superflui e sindrome premestruale erano andati in frantumi, lei, piegata in due dal ridere, ha tirato fuori questo aneddoto dalla scatola dei ricordi italiani. naturalmente mister incredible, a elastigirl, del tour dentro il cassetto del phon, non aveva fatto parola.

42 thoughts on “cose da donne

    1. ma se conosco le donne, dentro al cassetto del phon, ci saranno bigodini, forcine, rasoi, assorbenti, preservativi, e magari pure il vibratore. Non nella tua cara Elasti, che sicuramente hai un posto per tutto e nemmeno nella mia, dove esiste il mobile del bagno dove c’è tutto questo insieme a vecchi trucchio, capioni di crema anticellulite, saponette profumate, cotonine varie ma vibratori no. Lei è diventat molto pudica da quando abbiamo figli.

  1. Chissa’, forse un economista marxista non comprende la possibilita’ di arginare la liberta’ dei suoi ricci pazzi come farebbe una donna!
    O semplicemente e’ come la sirenetta nel cartone Disney: userebbe una forchetta come pettine ”arriccia-spiccia” e non vuole ammettere la lacuna culturale… 😉

  2. Raccontare aneddoti a un’amica piegate in due dal ridere è tra le cose più belle e liberatorie della complicità femminile! Questi momenti sì sono proprio cose da donne!!!! Imperdibili.

    1. Anche noi uomini facciamo lo stesso 🙂 Credo il commento più comune sia sul come alcune donne di fronte all’armadio straripante di vestiti facciano la faccia da urlo tipo Munch esclamando: “non ho nulla da mettermi!” 🙂

  3. non so se sia più bello che sa dove tieni il phon, cosa che l’unico maschio con cui ho vissuto, mio padre, ovviamente sa, o che abbia avuto la premura di mostrarlo ad Eliza tra le primissime cose da sapere! :*

  4. Bella commedia degli equivoci. Non siate troppo spietate con i vostri compagni di vita. ( difesa d’ufficio ). Mr. I. era preoccupatissimo di spiegare tutto per bene, chi ha pensato male?
    Hai presente il motto dell’ordine della giarrettiera?
    ( Mr I, figlioccio mio, ti ho difeso bene?)

  5. quanto tempo che nn ti leggevo! lieta di averti ritrovata.. domani ti condivido con le altre elasty girls che costellano la mia elasti vita. notte

  6. Ah beh, erano solo “diavolerie per capelli”… 🙂 🙂
    Giuro che sembra mio marito… quando deve solo cercare l’asciugacapelli per se!!!
    E ci credo che: 1 Eliza ci abbia messo un po’ a… riprendersi e,
    2 tu non abbia saputo nulla dal pater familias!!!

    Floralye

    Floralye

  7. secondo me eliza nemmeno lo usa il phon 🙂 sembra che in italia siamo tra le poche al mondo ad asciugarsi i capelli (eccetto che per i parrucchieri)

    1. E’ vero! Anche le mie amiche non italiane non si asciugano mai i capelli neanche in inverno, e poi stanno sempre raffreddate 🙂

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