Nonsolomamma

dimenticanze

il fatto è che uno si dimentica come sia semplice e piacevole preparare la cena per due e apparecchiare insieme, ridendo, e assaggiare insieme la pasta e dire: “secondo te?”. si dimentica di quella che eliza chiamerebbe “undivided attention” che è una cosa preziosa da dare e da ricevere. si dimentica del silenzio tutto intorno, un silenzio che non sembra vero. si dimentica della felicità di essere in pochissimi, del lusso di ascoltarsi con calma, della lettura di un libro sul letto, da soli, che dovrebbe essere una cosa normale e invece è trasgressione. si dimentica di come, a volte, senza concorrenti né gara, si dia il meglio di sé. si dimentica della sintonia, della complicità, delle risate, del significato del sostantivo dialogo, in cui dentro c’è, guarda caso, il numero due. si dimentica di quanto sia rilassante non disperdersi. si dimentica anche che può succede che, mentre si sta sparecchiando, l’altro dica “ti aspetto sul divano” e lo ritrovi dopo due minuti che russa e allora niente rito della nanna, niente coccole (grattini-bacini-massaggini-abbracci-parole) che sono una grande invenzione ma la maniacale ripetitività ammazza anche la più focosa delle passioni. insomma, uno si dimentica la suggestione di una casa semi-vuota e improvvisamente troppo grande, di un figlio temporaneamente unico, della pace di un ménage in formazione ridotta.

lo hobbit grande e lo hobbit di mezzo, mentre elastigirl e il piccolo si godevano la loro luna di miele, andavano a mangiare la pizza, a venezia, con nonna J e artù, e poi  si sedevano alle zattere, di fronte al mare, per un gelato sotto una luna piena.

gli economisti, che sono chiamati scienziati tristi non a caso, direbbero che si tratta di un equilibrio pareto efficiente.

49 thoughts on “dimenticanze

    1. mister i è tornato negli usa da una decina di giorni, dopo essere transitato qui per i compleanni hobbit. eliza, dopo una giornata intera con lo hobbit piccolo me tre io ero in ufficio, aveva bisogno di riossigenarsi 🙂

  1. Allora e’ normale sentirsi in colpa perche’ non riesci a dare e a fare e ad avere la forza per fare tutto quello che riuscivi a fare nell’era ”prima figlia”?
    Rendersi conto che non roiesci a mettere tutta te stessa in cio’ che fai con e per i figli dopo l’uno?

    Il post e’ molto dolce, ma in questi giorni vedo tutto cio’ che non riesco a ”dare” alla minuscola…

    1. Lauretta, anch’io con due figli mi sento spesso così, ma poi penso che gli abbiamo comunque una cosa molto importante: un fratello o una sorella.

    1. Pareto efficiente. Una brutta espressione degli economisti per dire che una condizione rispetta l’efficienza paretiana, da Pareto. Se puoi, lascia perdere.
      Una volta, mentre aspettavo il mostro piccolo, ci ho quasi pianto pensando alla numero uno e alla undivided attention che non avrebbe più avuto. Infatti, nelle foto col fratello piccolo, lei ha l’aria ingrugnata assai.

  2. Bellissimo post! non posso aggiungere altro, solo che e’ tutto vero e che riesci benissimo a descrivere quello che senti o che hai provato. Ti soffermi e non e’ da tutti!
    Ed ho il sorriso sulle labbre.
    Grazie.

  3. però di la verità… un pochino ti manca la confusione????? la calma sarà anche piacevole per un pochino ma poi abbiamo bisogno del nostro casino quotidiano. Almeno per me è così quando torno dal mare senza i miei ragazzi, un giorno sto bene, il secondo quasi, dal terzo non vedo l’ora che tornino!!!!!!!!!!!! bacio

    1. Già, a volte anch’io sono un po’… “masochista”. Quando stanno via per più di due giorni, come dire… parte la saudade…

      Floralye

  4. A me questi momenti fanno venire gran senso di colpa verso ciascuno dei due figli, all’idea che alla prima non ho più dato “undivided attention”, e al secondo non ne darò mai… Si, piccoli brevissimi momenti, ma la vita da figlio unico è un’altra cosa… Ne vedo tanti in giro…. Hanno le loro cose tutte per sè, nessuno che gli spegne la tv mentre la guardano… Scusate, ma è un tasto dolente… Forse devo solo aspettare che inizino a giocare insieme e stiamo bene insieme….

    1. chi lo sa? Io con mio fratello non sono MAI andata d’accordo. Ancora adesso, a quasi cinquant’anni lui non ha mandato giù il fatto che fossi nata io. Colpa dei genitori, senz’altro. Per fortuna i miei due fanno d’accordissimo, ovviamente nei limiti consentiti ai fratelli!
      e poi, sì, a un certo punto giocano insieme, malgrado i miei abbiano quasi 4 anni di distanza
      Ilaria

      1. Già, chi lo sa? Con una sorella di 4 anni più giovane di me ho desiderato essere figlia unica dai… 4 ai 22 anni. Mia figlia, unica (non perché io abbia voluto che fosse quello che non ho potuto essere io, intendiamoci), dice ripetutamente di desiderare un fratellino o una sorellina. Ho anche captato una conversazione tra lei e un’amichetta, in cui si dicevano reciprocamente ‘beata te’, l’amichetta per avere un fratello, mia figlia per essere figlia unica.
        Come fai, sbagli…

  5. Ci pensavo giusto ieri sera. Mio marito era di turno in ospedale e io e la mia bimba da sole a cena; poi giochi, letture, coccole, nanna abbracciate. Tra noi due una pancia piuttosto ingombrante all’ottavo mese e la consapevolezza, solo mia per fortuna, che il tempo da figlia unica è oramai agli sgoccioli.

  6. Non sentivo dire equilibrio pareto efficiente da almeno 25 anni.
    Acc.. come sono vecchia ( mi sa che me lo aveva spiegato il buon Mario Monti in tempi non sospetti.. )
    E con sorpresa mi ricordo cosa significa. Ogni tanto una pacca sulla spalla della memoria ci vuole …

  7. Si parla di figli unici, ma io da figlia non unica dico che mia sorella è il regalo più bello che i miei genitori mi abbiano fatto. Davvero, ricordo ancora il giorno in cui l’ho vista per la prima volta (avevo cinque anni) ed era bellissima! Il problema della unidivided attention ce l’hanno forse i genitori più che i figli…

  8. Concordo con Mik, qui sopra: da sorella maggiore, confermo che quello della undivided attention è un problema dei genitori molto più che dei figli! sopratutto se i fratelli sono vicini d’ età, il privilegio di quel rapporto colma benissimo le eventuali “lacune” (che poi non è detto che ci siano) dell’attenzione genitoriale… anzi, direi che aiuta anche a essere meno morbosi e più indipendenti, e a vivere meglio la propria età.

  9. La mia ex figlia unica ha ricominciato a svegliarsi di notte e (per la prima volta) a voler venire nel lettone da quando ha realizzato che il fratello piccolo lo fa…. Ringrazio chi ridimensiona il disagio dei primogeniti, ma per me è un pensiero fisso! La grande, a nemmeno 5 anni, ha iniziato a mangiarsi le unghie… :-(((((

  10. Oh, il dibattito sul figlio unico sì o no 😀

    Proprio ieri la Stellina al parco mi ha detto che vorrebbe una “sorellona” perché ha visto due sorelle (tipo 7 anni e 3 anni) giocare insieme. Mi sono intenerita pensando che forse effettivamente anche io avrei voluto un fratellone più che un fratellino. Ma comunque a me non è piaciuto essere figlia unica.

    Le mie amiche che hanno un/a figlio/a solo/a sono state figlie uniche a loro volta, ed evidentemente sono state benissimo.

    Io invece ci ho patito un po’, dopo aver traslocato via da un condominio per andare dai nonni non avevo più bambini con cui giocare. Invidiavo la famiglia dei miei cugini che erano ben in 4 e poi sono diventati 6… Poi da quasi tutti mi arrivava il messaggio che siccome ero figlia unica, ero tonta e non sapevo difendermi dalle prese in giro, e sicuramente dovevo essere molto egoista.

    Ma se c’è una cosa che apprezzo sono le mamme che si fanno delle domande e leggere qualcuna che arriva a pensare che forse forse ha sbagliato a farne più di uno.

    1. anch’io volevo un fratellone!
      Invece figlia unica. ho due cugine con cui sono praticamente cresciuta, un po’ semi-sorelle… anche se una ora vive lontana.
      Mah, è una questione controversa, anche per me, se è meglio figli unici oppure no. Ci sono pro e contro ovviamente… ma è andata così, quindi va bene così!

  11. Ecco on second thought pensavo alle gelosie devastanti, mia zia a 67 anni suonati evidentemente non si è ancora ripresa dallo choc di essere diventata sorella maggiore, e mia mamma dalla fatica di farsi accettare da lei. Purtroppo ci sono rapporti anche come questi, ma spero che con un po’ di lavoro si possano contenere derive come queste

    1. Esatto, un bel po’ di lavoro. Perchè ci sono genitori che davvero innescano meccanismi malefici sui figli maggiori, poi tutto si trascina in età adulta e diventa quasi irrisolvibile.

  12. Noi siamo in tre. Uno dei ricordi più nitidi della mia infanzia (avevo 6 anni) sono io che guardo la piccolina nella carrozzina. Mi sono sentita orgogliosa sorella maggiore! Con la sorella di mezzo ce le siamo sempre date di Santa ragione, e durante l’adolescenza invidiavo il suo carattere sicuro,intraprendente e il successo coi morosi..ma non sono mai arrivata ad “odiarla” e oggi che siamo tutte over 30 e che non c’è più la nostra mamma,comprendo appieno il grande dono che ci hanno fatto i ns genitori. Perché non solo ci hanno dato delle sorelle,ma ci hanno fatto crescere con amore e dedizione, senza giudicare ne’preferire l’una all’altra. Ognuna ha la sua vita, vivano in citta’diverse,abbiamo fatto le ns esperienze ma cavolo siamo più unite che mai, e pur non sentendoci tutti i giorni sappiamo esserci l’una per l’altra,sempre.
    Io e mio marito stiamo crescendo la bimba e il piccolo di casa cercando,come fecero i miei genitori, di insegnare loro che siamo una famiglia e una bella squadra, che ci vogliamo bene e insieme possiamo fare di tutto e di più! E cerchiamo di non far ingelosire nessuno e di renderli complici…poi sarà la vita a farci scoprire se tutto questo lavoro ne è valsa la pena…

  13. Ciao Elasti, è la prima volta che lascio un commento sul tuo blog, l’ho scoperto da poco. ho sempre letto i tuoi articoli su D, erano e sono uno dei motivi per cui aspetto il sabato mattina, perchè allora per dieci minuti stacco dallo studio e rido, rifletto e a volte piango sui tuoi articoli. Mi chiamo Alice, ho 22 anni, studio lettere classiche, ancora non ho hobbit piccoli che corrono per casa, ma forse un giorno li avrò, e ti voglio ringraziare per ogni tuo articolo, perchè è uno spaccato di vita, di riflessioni, di mondo, di risate…

  14. Ciao elasti, ti leggo da circa un anno, non ho mai scritto. Ho due nanetti di due an nie mezzo e di sette mesi che si adorano . Volevo dirti grazie per le emozioni che racconti, per storie di bimbi che crescono e ridono e si travestono, per storie di una casa che cambia, per l amore di una figlia per il suo papa’, per un mister i che tanto mi ricorda il mio maritino e soprattutto perche’ scrivi con dolcezza e verita’ la tua vita che trasuda amore. Grazie

  15. Io ho due gemelli di nemmeno 16 mesi e solo dalla settimana scorsa ho avuto il coraggio di mandare uno al nido da solo e rimanere con l’altro mentre era malato (e la settimana seguente è stato fatto cambio, ovviamente…) ed è stata una bella scoperta per tutti: sia per il piccolo che andava fuori casa da solo, sia per l’altro che rimaneva solo con me e mi guardava innamorato…

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