Nonsolomamma

lavorando, il 25 aprile

25 aprile, in redazione, in quattro gatti. pochi ma buoni.

“dove andiamo a pranzo?”
“bush ha detto che l’attentato di boston gli ha ricordato che il male esiste”
“ah, be’”
“io vorrei un posto all’aperto ché è primavera”
“ma voi pensate mai ai colleghi, nella loro versione hard?”
“stai scherzando, vero?”
“va bene, andiamo dove vuoi tu, ma adesso è ancora presto”
“stai bene? non è che ti viene da partorire qui, proprio il penultimo giorno di lavoro prima della maternità?”
“no, grazie. ho qualche contrazione ma sto bene”
“no, seriamente. non pensate mai al côté erotico dei nostri colleghi e delle nostre colleghe?”
“côté erotico? mmmmh. no, preferisco non pensarci, grazie”
“io ho sognato di fare sesso praticamente con tutti i maschi della redazione”
“anche con…???”
“pure”
“perché non andiamo a mangiare in quel posto sotto terra dove fanno i primi buoni e abbondanti?”
“guarda che non vuol dire niente! tu puoi sognare del gran sesso con qualcuno che fuori dal sogno non ti attira per niente”
“be’ a me con… non dispiacerebbe”
“dai, sottoterra no. andiamo al baretto della piazza”
“no, io con un calvo non potrei mai”
“scherzi? i calvi sprigionano una carica di sensualità che… avercene di calvi!”
“no, mai”
“e pensare che potrei essere in manifestazione adesso. e invece sono qui a parlare di rapporti contronatura”
“il bar della piazza è troppo caro”
“certo, perché il sesso con i colleghi è contronatura”
“oh partigiano, portami via… che mi sento di morir!”
“io ho fame. andiamo?”
“chi può fare il forex?”
“non sarebbe il mio turno, ma lo faccio io volentieri”
“caspita, grazie! sei veramente gentile, tu”
“abbiamo deciso o no dove andare a mangiare?”
“io sono gentile solo perché così accumulo punti karma”
“è mai possibile che voi parliate da mezz’ora di dove andare a pranzo?”
“noi mangiamo tre volte al giorno, sai com’è. il cibo è un elemento rilevante per molti di noi, anche se ti sembra implausibile”
“oggi sei vestita come trinity di matrix. hai anche il giubbotto antiproiettile sotto la giacca di pelle?”
“io sono trinity di matrix”
“se io penso che non mangio cioccolato da mesi e mesi e mesi e mesi, mi sento malissimo”
“dove andiamo a mangiare?”
“la boldrini è un gigante”
“chissà se ci fa o ci è?”
“tornerò dalla colombia che sarò una provetta ballerina”
“a me hanno detto che è odiosa”
“tutta invidia. io la amo”
“qualcuno ha scordato un monopattino rosa all’ingresso”.

37 thoughts on “lavorando, il 25 aprile

    1. Anche a me piace la Boldrini ! Ma quanto resterà? Intendo dire: tra quanto torneremo alle urne? E ce la faranno a varare una nuova legge elettorale?
      Gloria

      1. Ecco, primo quesito risolto. Ecco il secondo: tu sei qquella col giubbotto antiproiettile? Dopo la versione ”Barbarella”…

      2. …sei quella che non mangia cioccolata, vero?!..anch’io ma solo da tre giorni 😦

  1. Ma chi sogna di “fare sesso con tutti i maschi della redazione” potrebbe essere la stessa persona che ha parcheggiato il monopattino rosa?

  2. il lavoro peggiore: quello autonomo e con lo studio coincidente con l’abitazione. Non hai orari, nè pace, e ti senti anche dire che non fai niente tutto il giorno…
    Ecco, in questa prospettiva, anche il caos di un open space diventa un’oasi 🙂

  3. Anche io ero al lavoro il 25 aprile … Ovvio …. Qui in Enfadina lavorerò anche domani … Sei tu in astinenza da cioccolato ??!

  4. Cioè in sostanza ci stai dicendo che hai mandato i due hobbit grandi a Venezia con la nonna, il piccolo a casa con Eliza, per lavorare???!!! e magari hai lavorato anche venerdì 26… almeno spero che tu abbia accumulato ore per stare a casa al prossimo rientro di Mister I.!!!

  5. comunque solidarieta’ a mister incredible che domani primo maggio non sara’ a manifestare coi lavoratori, che’ qua nell’estremo occidente americano non e’ festa.

    1. qui a roma si festeggia… ma sono in pochi a non lavorare oggi… tutti gli altri non lavorano nemmeno gli altri giorni perchè non hanno lavoro (un po’ ironico e un po’ no)

  6. ho capito: se non sei tu quella del monopattino, se non sei tu quella del cioccolato, quella in maternità, quella che pensa a mangiare…. be, non mi dire che sei quella che ha sognato di fare sesso con tutti, eh?!

  7. Una volta parecchi anni fa un’amica organizzò una cena che è rimasta un ricordo assurdo surreale e bellissimo eravamo forse una quindicina e ognuno parlava con il suo vicino di posto senza ascoltarlo dicendo le proprie cose anche interessanti ma senza minimamente interagire ecco il tuo open space mi ricorda quella cena…comunque a me gli open space piacciono perché mi ricordano il mio primo lavoro e quindi quando ero gggiovane e piena di belle speranze no ora che sono diventata 43 pure io…

  8. a noi (di voi) manca solo il monopattino rosa all’ingresso…
    ma forse perchè, trattandosi di topi di laboratorio, siamo più inclini alle bici malconce e alle utilitarie ammaccate e poi il rosa qui vira sempre al grigio (che fa molto scienza) ….

  9. Adoro questo tuo post.
    Sono stata in redazione con Te, con voi.
    E vi ho guardati e ho spalancato bene le orecchie per sentire tutto.
    E credo di aver passato tutto il tempo con gli angoli della bocca all’insù,
    quando il sorriso aspetta quel quid per esplodere nel fragore della risata.
    Mi piace questa atmosfera di assurdo alla Beckett.
    Sei brava Elasti.
    Davvero.
    Grazie
    Ciao
    Galattica

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