Nonsolomamma

dentro un weekend

lo scorso fine settimana elastigirl è andata a mola di bari per partecipare, insieme ad amref, al festival di cinema e letteratura “del racconto, il film”. seguono persone, cose, fatti, pensieri, luoghi degni di nota in questa due giorni di libertà e mondanità. in rigoroso ordine cronologico.

1. un marcantontonio con un pupazzo rosa in mano che, all’aeroporto di bergamo, correva a grandi falcate verso il controllo bagagli, passando davanti a decine e decine di persone, ripetendo “scusàte, dévo andàre abbàri e sto in ritardo, mò come sto in ritardo”. elastigirl, in ritardo pure lei ma troppo timida e repressa per saltare la fila, gli si è aggrappata come un koala al bambù o una cozza allo scoglio e, solo grazie a lui, è riuscita a salire sull’aereo. per chi ci tenesse a saperlo, il pupazzo rosa era per la nipote duenne.

2. la sensazione di spaesamento nel ritrovarsi, per la prima volta in vita sua, agli arrivi dell’aeroporto di bari, senza hobbit e mister incredible al seguito e senza mister brown ad aspettarli con la barba bianca, lo sguardo sognante e il sorriso estatico di chi è felice di rivedere la sua famiglia.

3. annamaria che la aspettava all’aeroporto, con i capelli biondi e lo smalto sulle unghie di mani bellissime. dirle ‘piacere, elasti’ e avere l’impressione di conoscerla da sempre. e poi qualche ora dopo, rimanere incantata da una disinvoltura, una capacità affabulatoria e una professionalità sbalorditive e pensare “io vorrei essere brava come lei”.

4. michele che la aspettava all’aeroporto e che è il fidanzato di annamaria ma questo elastigirl lo ha scoperto dopo. michele che fa il capotreno e che conosce la letteratura, il cinema, la politica, la musica e probabilmente un sacco di altre cose. e se ci fosse stato mister incredible avrebbe detto: “è normale, quella dei ferrovieri è una categoria meravigliosa. e poi molti sono pure comunisti”.

5. la signora gina, padrona di un bed & breakfast di sole donne. “ti ho preparato un cestino con la nostra frutta, poi domattina a colazione assaggerai le mie torte e i miei krapfen caldi e, se hai bisogno di qualsiasi cosa, ci sono qui io”. e allora uno si chiede “perché mai dovrei lasciare questo posto?”.

6. un pomeriggio di beata solitudine, seduta sul molo tra le barche, con i piedi penzoloni, le gambe nude e la musica nelle orecchie e la sensazione che la felicità abiti esattamente qui, nell’universo.

7. giancarlo che, insieme ad annamaria e michele, è l’ideatore del festival e che elastigirl pensava, per motivi insondabili, avesse 70 anni. e quando si è trovata davanti uno splendido folletto di nemmeno 40 anni le sembrava che qualcosa non quadrasse. giancarlo scrive, insegna, si occupa di bambini, di adolescenti, di progetto sociali, di stranieri, di cinema e di dodicimila altre cose e forse è per questo che elastigirl pensava fosse grandissimo, dimenticandosi che, per esssere grandi non sono indispensabili gli anni. e alla fine voleva chiedergli: “ehi tu, scusa, non è che posso portarti a casa con me? perché le persone come te mettono allegria e restituiscono la fiducia nel genere umano”.

8. il cortile di una fortezza battuto dai venti. uno schermo cinematografico trasformatosi in un’enorme vela imbizzarrita. un pubblico incurante del gelo e della buriana. la sensazione di essere a casa.

9. una mattina a prendere il sole e a chiacchierare con un’amica, fino al reciproco sfinimento.

10. spogliarsi e restare in costume, per la prima volta nella stagione e, come le succede sempre quel primo giorno, sentirsi impudica e sconveniente.

11. una domanda generosa e inaspettata. una sorpresa che l’ha fatta sentire dentro ‘benvenuti al sud’. “elasti, ti andrebbe di venire a pranzo da mia suocera?” “ma annamaria… è il pranzo della domenica. e io… non so. mi sembra di disturbare tantissimo…”stai scherzando, vero?”. e ritrovarsi intorno a una tavola imbandita, con le orecchiette al sugo, il polpettone, la torta di fiori di zucca e poi i dolcetti fatti in casa, le pesche, il melone, il limoncello e il liquore all’origano (“hai visto che bel color verde smeraldo? mi è venuto bellissimo questa volta”). e conoscere lei, la suocera, la padrona di casa che dice di non saper cucinare ma è una bugia enorme e dice anche che con la storia della sua vita si potrebbe farci un libro, ma lei, quella storia, la saprebbe solo raccontare, scrivere no, perché non ha studiato abbastanza per quello. e ricordarsi dei pranzi della domenica dalla nonna anna, che era napoletana e faceva un sugo rosso uguale a quello delle orecchiette, e di un mondo che chissà dove è finito.

 

61 thoughts on “dentro un weekend

  1. Che belle perle estive Elasti!
    E grazie al fuso orario (comune ai 6/7imi della tua famiglia) riesco a lasciarti il primo commento.
    Ah, se solo la città di A fosse un pochino più vicina, sarebbe troppo bello! 🙂

  2. Lo vedi che qui da noi, al Sud, abbiamo sempre le sirene ammaliatrici? 🙂 Ora, se non è un’invenzione letteraria, dicci il nome del B&B che quando ho sentito la parola “krapfen” non ci vedo più!!! o.0
    Mò chiamo mio cugino a Modugno e mi vado a mangiare i polpi vivi al porto!

    L.

  3. libertà… cos’è?! cavolo, nemmeno lo ricordo più… Sono staaaaaanca, taaaaaaaanto stanca.
    Mi è presa una voglia di fuga, di mare da respirare…

  4. Questo é il migliore dei mondi. E grazie per farcelo rivivere. Presto mi stupiró del sugo rosso anch’io. 😉 buona giornata

  5. Dov’è il segreto Elasti?
    Forse solo quello dei giorni di vacanza…
    Potessimo vivere ogni giorno come se fossimo in vacanza.

  6. come ti invidio elasti
    sia per gli incontri meravigliosi con belle persone
    e sia per la libertà……………per me
    sono giorni pesanti in cui vorrei mollare tutto e tutti

  7. Milano e’ una citta’ triste, comoda ma triste, non c’e’ niente da fare…anche io provo la stessa gioia quando vado in Sicilia e non vengo dal sud…

  8. Elasti non ho capito perche’ non vi siete mai trasferiti insieme a Londra…e’ una bella citta’, ricca di esperienze e di opportunita’, specialmente per i piccolo

  9. Ci hai reso partecipi di una vacanza meravigliosa. Con queste parole l’abbiamo vissuta un pochino anche noi lettori. I pranzi della domenica non sono il mio forte ma ammetto che ogni tanto fanno davvero bene 🙂

    Bacio

  10. La fiducia nel genere umano. Vero. Forse spesso ci dimentichiamo che le mele marce in realtà sono la minoranza, solo che sono nei posti dai quali possono fare disastri immani (e a volte ce li abbiamo messi lì noi…)

  11. non so perché, ma tu finisci sempre per avere esperienze fantastiche-favolose-estatiche quando vai in giro per eventi, a me accade invece di tutto e di più.
    Il mese scorso sono stata invitata a Bologna all’associazione dei marchigiani là residenti e:
    1 – hanno fatto storie per pagarmi il biglietto del treno;
    2 – si riuniscono in un hotel sperduto nella pianura padana a 30 minuti dalla stazione senza mezzi pubblici, ho dovuto pregare per essere riaccompagnata a un’ora decente per riprendere il treno;
    3 – “arrivi presto che lei parla prima di pranzo”;
    4 – la quarantina di vecchietti + una decina di badanti prima di pranzo era solo in attesa del pranzo (pessimo) appunto e mi ha ascoltata distrattamente parlare del mio libro sulle Marche, tranne una signora coperta di gioielli che un fatto da me narrato lei se lo ricordava totalmente diverso e voleva ravvivare la giornata con una bella lite;
    5 – mi sono caricata sulle spalle il pc portatile che pesa come un macigno, ma lì nella sala il pc c’era e per far vedere le foto bastava una chiavetta (“ah si mi sono dimenticato di dirglielo”);
    6 – “si porti qualche copia del libro”, mi sono trascinata dietro un trolley con i libri, ovviamente neanche aperto;
    7 – il treno regionale veloce ha avuto 40 minuti di ritardo, sono arrivata tardissimo e mi sono trascinata il trolley carico di libri su per la salita (90°, qui ci sono salite a 90° giuro) fino a casa dove ad aspettarmi c’erano le mie due gatte affamate… che indicando l’orologio della cucina mi hanno detto “oh a quest’ora si torna”;
    8 – era sabato e c’era il sole, la domenica ha piovuto a dirotto.

    due giorni prima ero stata a Roma dove ho preso il diluvio universale, a metà mese sono stata a Padova e Mestre (sempre per presentare) e a parte due cugini meravigliosi che mi hanno accolta a casa loro e una amica di blog che è stata straordinaria, mi sono trascinata per tre giorni in un caldo terrificante e 80% di umidità.
    sarà meglio che io resti a casa 😉
    oppure visto che sono vicina magari mi faccio un giro a Loreto.

      1. in Puglia ci sono stata due volte in vacanza ed è stato bellizzzzimooooooo. anzi di più. davanti alla cattedrale di Trani la mia metà mi ha chiesto “ci sposiamo?” ❤

      2. per cui se qualcuno mi volesse invitare in Puglia a parlare delle Marche (delle Marche, in Puglia?!?!) o delle regine malvagie arrivo di corsaaaaaaaaa 😀

  12. Mi piace la tua curiosità, la tua voglia di conoscere e immergerti nelle vite degli altri. Mi spaventa la tua energia illimitata!
    buon proseguimento Elasti
    Ilaria

  13. leggerti al martedì mattina, mentre sono seduta davanti ad un pc nella grigissima Milano mi fa venire un po’ di magone e tanta nostalgia di posti meravigliosi e persone ancora più meravigliose.

  14. io arrivo dal Sud ma da tanti anni vivo al Nord, da 10 in Brianza e vi posso assicurare che non c’è bisogno di andare per forza al Sud per i pranzi domenicali e per vivere le emozioni che ha vissuto Elasti. noi passiamo domeniche intere seduti a tavola a mangiare con i nostri vicini di casa, siamo 6 -7 famiglie che si ritrovano con bambini annessi e ognuno porta qualcosa da mangiare che ha preparato mentre una famiglia che ha più spazio mette a disposizione la casa. questo è solo un esempio. ho trovato una rete di persone sempre pronte ad aiutarmi e ci sosteniamo a vicenda anche nelle cose pratiche, gestione figli etc… secondo me è l’approccio che hai alle cose e le persone che scegli di avere a fianco che fanno la differenza. nelle grandi città e a Milano più di tutte a volte si fanno le cose per moda , perchè tutti le fanno e ci si dimentica di quello che si vuole davvero, delle cose più genuine che a volte sono a portata di mano e non le vediamo

    Linda

    1. Io sono d’accordo con te. Elasti ha un bel modo di vedere le persone e di vivere le esperienze, per questo molto spesso le sue esperienze sembrano così belle. Basta che anche noi guardiamo al mondo in questo modo, con fiducia, meraviglia, e un po’ di ottimisto… Buona estate a tutti!

    2. Confermo che anche a nord-est si può fare, o meglio l’ho fatto anche se con persone con cui ho pochissimo in comune !

  15. Il sugo della nonna Anna era mitico e mai più nessuno è riuscito a rifarlo uguale. Ci metteva arbusti interi di basilico, olio e lo aggiustava con sale e zucchero. Lo cuoceva a fuoco bassissimo, per farlo borbottare ogni tanto. Non so come fosse possibile ma era meraviglioso. Lo mangiavamo con gli spaghetti o i ditaloni immersi in un litro di sugo. Che nostalgia tremenda… :’-)

  16. Io sono di Roma, adoro la mia città nonostante tutti i suoi poroblemi, ma…maaaaaaa, il sud è il sud. Quando andavo in Puglia, In Sicilia, in Campania……mi sembrava di vivere nel mondo dei sogni: la gente, il cibo, l’ospitalità retaggio della Magna Grecia………. Viva il Sud!

  17. Il Sud è bellissimo e la gente è strepitosa ma non confondiamo l’andarci in vacanza col viverci. i pranzi domenicali non ci sono tutti i giorni, le atmosfere vacanziere nemmeno, ci si scontra con la quotidianità che non sempre è facile e quello che in vacanza sembra romantico nella normale routine diventa noia, la proverbiale accoglienza diventa invadenza. ‘preso a piccole dosi funziona ed è una boccata di ossigeno uno strappo dalla realtà soprattutto per chi arriva da città come Milano, Roma etc a lungo andare non so….

    Linda

  18. Quando ho letto che eri a Mola ho pensato:finalmente vado, mi presento e finalmente la conosco. Poi uno dei sabati più freddi che memoria d’uomo ricordi e le incombenze con figlio preadolescente hanno reato contro… Che in effetti, si poteva navigare per l’acquazzone di sabato sera.. Quando torni?

  19. Mi è piaciuto leggere di te sul molo che ascolti la musica tutta sola, la bellezza e la perfezione di momenti così. Ne sono spesso alla ricerca anch’io ed è bello saperne godere, quando arrivano.

  20. Da quando hanno demolito “l’ecomostro” di Punta Perotti, Bari non è nemmeno un brutto posto 😉 Confermo che il dopolavoro ferroviario è un’istituzione meravigliosa, probabilmente eredita le stesse prospettive degli illuminati Olivetti e del PCI educatore delle masse, in Toscana e in Emilia sento bene la differenza nelle discussioni fra sconosciuti perfino al bar, in Veneto il massimo della cultura sono discussioni infinite su: Mohammed Alì e Cassius Clay, saranno la stessa persona? (Ops. Cosa ho scritto ;-))

  21. che bel post… trasuda serenita’ e leggerezza… se posso dire la mia, che sia sud o che sia nord, che sia norvegia o africa, l’importante e’ cogliere le cose belle, quando ci sono.
    io conosco il nord (ci vivo), abbastanza bene il sud (ci sono stata spesso) e pro e contro li trovo in entrambi gli ambienti.
    al sud non ci vivrei, pero’ l’umanita’ e l’affetto che si trova al sud, quando non si trasforma in invadenza, al nord non l’ho trovata spesso.
    ma questa e’ la mia storia.

  22. Sulle “orecchiette al sugo” mi sono commossa. Ovunque tu sia, certe belle abitudini come il pranzo della Domenica in famiglia non andrebbero mai abbandonate.

  23. Liquore all’origano??? Mai sentito. Eppure la mia nonnina materna era pugliese. Vado a googlare per cercare la ricetta 🙂
    Anche la mia Liguria vale quanto il Sud per la qualità della vita, solo che i Liguri hanno il mugugno perenne, anche verso i Liguri stessi 😦
    Ti seguo da tempo e amo la tua ironia.

  24. Sai che c’è di bello? Che leggendoti si riesce per un momento ad essere lì con te su quel molo con la musica nelle orecchie e si sente quel sapore di libertà e felicità… Credo che tu riesca ad assaporare veramente la vita…vorrei riuscire a fare lo stesso almeno qualche volta…Grazie comunque per la ventata di mare e bella gente

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