Nonsolomamma

10 cose per superare jet lag. e lo sconforto

1. atterrare in una luminosa malpensa alle 8,30 di una domenica mattina, dopo avere viaggiato otto ore accanto a una graziosissima signorina narcolettica, con un terrificante mal di testa e l’improcrastinabile bisogno di un bagno perché, al fine di non disturbare la graziosa creatura dormiente, non sei mai, mai andata a fare pipì. trovare la toilette, recuperare il bagaglio e salire su un pullman pieno di vocianti signori indiani. o pachistani? e guardarli con gratitudine, nonostante il baccano infernale tutt’intorno al tuo sedile, perché un giorno, al lago, nella città di A, un giovanotto pachistano ti aveva chiesta in moglie a tuo figlio maggiore. e non sono profferte che si ricevono proprio tutti i giorni.

2. attraversare una landa desolata che è poi la tua città, arrivare a casa, mollare la valigia, annegare dentro al divano e chiudere gli occhi. scoprire che  vieni colta da nostalgia incontenibile per quattro maschi lontani, lasciati soli a fare pancake e a friggere bacon. decidere quindi che bisogna reagire e andare a fare la spesa.

3. ritrovare una macchina che non parte. imprecare contro la batteria e il mal di testa. cantare una canzone demenziale dentro l’abitacolo e zac, lei parte. perché a volte anche le automobili hanno un’anima e soprattutto pietà. arrivare al supermecato e scoprire così perché la città è deserta: sono tutti ammassati al banco frigo, con il pesce al 50%.

4. tornare a casa con sei sacchetti di frutta verdura, yogurt, cereali e poco altro ché, se siamo nati per soffrire, tanto vale farlo in modo virtuoso, senza cioccolato, gelato al crème caramel o lardo di colonnata. entrare in ascensore e pensare, lungo il tragitto di un piano, che hai scordato il cellulare a casa, che nel palazzo sono tutti in vacanza, compreso il sadico eritreo cazzulati, e che, se rimani bloccata lì dentro, nessuno se ne accorgerà fino al 25 agosto. ti assale panico ma non sei sfiorata dalla consapevolezza che con tutta quella frutta, quella verdura quei cereali e quello yogurt che probabilmente sarà acido già domattina, ti garantirai una lunga, seppur penosa, sopravvivenza. certo, con il cioccolato avresti penato meno, rifletti quando l’ascensore tocca il piano uno.

5. sistemare la spesa, ma non i brandelli del viaggio giacenti nella valigia aperta all’ingresso. fare indigestione di ciliegie. pensare ai maschi piccoli e risprofondare in preda a malinconia apocalittica sul divano. intanto il resto della casa è ancora al buio e decidi che nessuno si prenderà la briga di alzare le tapparelle e vivrai nelle tenebre.

6. svenire per tre ore, boccheggiando, dopo una notte insonne a invidiare la narcolessia della vicina, sempre sul divano che ormai è la tua casa nella casa.

7. svegliarsi senza avere la più pallida idea di dove ti trovi. poi ricordarsene e chiedersi perché ti sei offerta volontaria per lavorare due settimane in agosto a milano, mollando tre hobbit in balia di un padre workaholic, del suo fidanzato giapponese e del bacon.

8. essere inghiottita dal mal di testa, oltre che dai cuscini del divano e decidere che l’unica via di uscita a questo stato derelitto è un film.

9. trovare nella libreria una serie televisiva della bbc in 4 puntate e 236 minuti su una prostituta dai capelli rossi, gli stessi che avrai tu nella prossima vita, in epoca vittoriana. l’ideale polpettone per ottundere i tuoi sensi devastati.

10. riemergere dai 236 minuti, convinta di chiamarti sugar, come lei, la ragazza perduta e fichissima. alle 22. decidere che hai sofferto abbastanza per oggi, tra case di tolleranza, soprusi e languori. andare a dormire. e domani è un altro giorno.

43 thoughts on “10 cose per superare jet lag. e lo sconforto

  1. Prendere qualcosa per il mal di testa? 🙂 spero che almeno lo yogurt fosse un pochino gudurioso e i cereali ai frutti rossi!… li metto in nota per domani!

    1. ecco appunto. prendere qualcosa? me lo sono chiesta varie volte ma al pensiero non è mai seguita l’azione. questi sono i misteri di un’anima masochista.

  2. Cavoli, quella che racconti sono io!! I miei due uomini – aitante paparino e figlioletto 4enne – sono al mare a 600 km da me. È la prima separazione (anche x me causa lavoro…) dal pargolo ed io vago tra un frigorifero troppo vuoto x apportare sollievo, una dispensa troppo “diet correct” x apportare il seppur minimo conforto ed un divano meno comodo di come me l’ero immaginato in questi ultimi 4 anni. Alterno euforia da libertà a struggimento nostalgico. Però ieri mi sono svegliata incredula alla vista di un orologio che segnava mezzogiorno… Ogni tanto ce vo’!!!

  3. Ma allora ti sei offerta volontaria! Sto per dire una cosa odiosissima, la più odiosissima di tutte…… Aveva ragione Mister I?!? 🙂
    Bentornata!

  4. No, no, no, il mal di testa non si deve sopportare con stoicismo. Va stoppato sul nascere alle prime avvisaglie col farmaco giusto.

    Prescrizione accorata ripetutami da ogni singolo esperto del centro cefalee, che è stata la mia casa per qualche mese, quando cercavo risposte sul lancinante dolore con cui ho convissuto per anni.

    DEVI farti visitare da un medico e farti prescrivere i rimedi giusti per il tuo tipo di mal di testa e DEVI prenderli subitissimo, appena senti le prime punturine.

    Se lo lasci sviluppare non solo ti fa male hic et nunc ma ti procura danni a lungo termine.

    Ecco, pippone non richiesto nato da empatia totale e animo angosciato e sconvolto al solo ricordo di quelle sensazioni.

    Per il resto, bentornata Elasti, forza e coraggio, i giorni scorreranno veloci.

    PS: Se ti piace Il petalo cremisi ed il bianco potresti optare per una full immersion ne L’eleganza del riccio, credo ci sia anche il film.

    1. Non colgo il nesso tra soffrire di cefalee e il mal di testa da fuso orario al contrario/notte in bianco su un aereo (la cui cura necessita di far passare la nottata come si suol dire) e neppure quello tra l’eleganza del riccio (ma ne hanno fatto una serie?) e The Crimson Petal and the White.
      Ma probabilmente e’ colpa mia.
      Io invece sullo stesso genere consiglio “Ripper Street” e “Whitchapel”, mi sembra entrambi di altrettante 4 puntate.

      PS. Anche io lavoro queste settimane, ma qui e’ normale.

  5. E’ vero, evitare il cioccolato se si soffre di mal di testa!
    Ma NON DOVEVI offrirti volontaria per lavorare ad agosto se sapevi che saresti stata negli States!!! No no no no !!!
    Mandaci gli stagisti a lavorare ad agostooooo! Che tanto sui mercati finanziari non succede nienteeee!!

  6. Se non l’hai mai vista, fai un full immersione nella serie tv “Scandal”: ti innamorerai perdutamente e il tempo passerà in un soffio! 🙂

  7. Canzone di sottofondo: odio l’estate。Phepha: scoprire che il divano è più scomodo di come avevi immaginato negli ultimi 4 anni….bellissimo!

  8. Io c’ho messo un mese a riprendermi dal jet lag dagli USA.
    Forse perchè sono tornata coi figli al seguito che, dopo 6 ore di ritardo dell’aereo, un guasto sulla pista dopo la corsa per il decollo e lo spauracchio dell’abolizione del volo, avevano dormito il sonno dei giusti mentre io ero rimasta sveglia.
    Forse perchè dopo sei figli ho perso la capacità goduriosa di dormire.
    Ma se fossi dovuta tornare senza figli al seguito…bè, sarei stata anche io frastornata e sofferente…altrochè jet lag!
    Quindi pat-pat e ciliegie a go go per te. Il tempo passa sempre più in fretta di quel che sembri all’inizio.
    Ah! In Piemonte in questa stagione ci sono delle prugnette piccole piccole e profumate che si chiamano Ramassin. Se le trovi sono peggio (anzi meglio) delle ciliegie in quanto a “una tira l’altra”.
    Un bacio

      1. GRAZIE!!!! è uno dei miei libri preferiti, non sapevo ne avessero fatto una serie! 😀

        avete fatto contentissima una povera ragazza -anche io da sola a milano in pieno a agosto a lavorare!

        GRAZIEEEEE
        Teresa

  9. Anch’io mi sarei offerta volontaria.
    Io l’avrei proprio fatto senza sensi di colpa che inducono nostalgie, per poter stare per i fatti miei, mangiare quando ho fame dormire quando ho sonno, stare in silenzio, ecc, nella assoluta consapevolezza che di figli e marito posso benissimo fare a meno per un paio di settimane (e anche di più potendo).
    E questo pur potendo contare su un marito che divide con me il peso delle incombenze domestiche, nessuna esclusa.

  10. in genere in queste situazioni “l’offrirsi volontaria” non è nel senso letterario del termine. o sbaglio? comunque ormai è fatta, ben tornata e cerca di goderti, almeno un pochino, la solitudine. ma con l’aiuto di un buon gelato…

  11. Io avrei optato per il cioccolato (rigorosamente al 70% di cacao), per tante ragioni:
    1) è dimagrante, in quanto con la teobromina contenuta accelera il metabolismo (un po’ come il caffè), ma se soffri di insonnia è bene non mangiarlo alla sera!
    2) da recenti studi è dimostrato che risana la mente e migliora la memoria (ricerca fatta su molti volontari di una certa età con leggero calo della memoria)
    3) rende di buon umore grazie a alcune sostanze contenute che fungono da antidepressivi
    4) è BUONO, e anche un quadratino lasciato sciogliere lentamente in bocca è una vera goduria, abbastanza per sentirsi appagati, e poco per ingrassare!

    W il cioccolato!

    bentornata!
    PS: trovo che Milano deserta sia magica, bella, godibile, e ha un effetto anti-stress

  12. Esiste la fiction da il petalo cremisi e il bianco? Da vedere assolutamente. Io mi sono comprata in edicola le prime due serie di downtown Abbey, molto rilassanti, te le consiglio
    Buon ferragosto
    Ilaria

  13. Nooo bellooo io l’ho letto quel libro… ma come, il film non l’avevano più fatto e invece ci spunta così la bbc… Grazie Elasti!!

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