Nonsolomamma

la mamma, però

“hobbit piccolo, sei contento che siano arrivati al mare gli zii e la mamma?”

“sì. sono contento. la mamma, però… me ne ero dimenticato”

elastigirl si è felicemente ricongiunta alla famiglia, nella wisteria del salento, dopo un viaggio in aereo milano-brindisi. sul sedile dietro di lei era seduto un bambino. aveva paura di volare, questo bambino. “perché gli aerei abbaiano”, spiegava alla sua mamma.

gli hobbit hanno perso l’uso delle scarpe e circolano scalzi e semi-nudi. mister i va in spiaggia ma, mentre tutti fanno il bagno e prendono il sole, lui legge “utilitarianism, for & against” e continua a mettere la sveglia all’alba per lavorare. (“basta! devi prenderti un po’ di vacanze! non puoi lavorare sempre! non è sano!” “ma che fastidio vi do?”). forse esprime così il disagio e la nostalgia per il suo fidanzato giapponese e workaholic, hiroshi. mister brown, il nonno, ha un sorriso stampato sulla barba, come un tatuaggio che non va via mai. super w, la nonna, fa fare i compiti allo hobbit grande utilizzando un avanzatissimo e sofisticato metodo didattico fatto di analisi logica, divisioni a due cifre e ortografia delle parolacce. la zia matta tra un po’ partirà per non si sa bene dove e raggiungerà il sociologo guatemalteco della sua vita. lo zio con l’orecchino al naso e la zia romana sono rapidamente transitati, dopo un viaggio in india dove hanno lasciato il cuore e vari chili ciascuno. elastigirl è esattamente dove vorrebbe essere.

insomma, tutto in ordine. più o meno.

 

46 thoughts on “la mamma, però

  1. Mi piace questo nonno col sorriso indelebilmente stampato sulla barba, da vero pater familias che vede, anche se solo per poche ore, riuniti tutti sotto lo stesso tetto.
    Ma la nonna martire dei compiti delle vacanze ha tutta la mia simpatia: è lei il faro luminoso della storia di oggi.
    🙂

    1. Sì! L’ “avanzatissimo e sofisticato metodo didattico fatto di analisi logica, divisioni a due cifre e ortografia delle parolacce” mi fa impazzire!!! Fantastica.

    2. Già, anche mio padre l’altro giorno è riuscito a far fare alla G., non so come, non so quante pagine del libro delle vacanze. L’operazione è cominciata tra pianti di stizza e terminata con risatine complici.
      W i nonni!

  2. che ridere, Elasti, ieri sera siamo andati alla campana dei caduti di Rovereto, era ormai notte e stavamo aspettando l’apertura fuori dal cancello, era un buio quasi pesto. Davanti al cancello una cinquina con tre maschietti in scala e due adulti stava aspettando come noi.
    i tre piccoli erano belli vispi e uno di loro aveva una bellissima erre arrotolata, quando ho notato che ce l’aveva anche la sua mamma mi si sono raddrizzate le antenne ed ho cominciato a strizzare gli occhi nel buio…. teneva pure i capelli a carciofo…. miiii come ti assomigliava…. l’unica nota stonata erano i capelli corti del supposto economista , ma magari il grande caldo lo aveva costretto a tosare il cespuglio…. ecco … mi sono avvicinata e mi è scappato un “ma…. siete di Milano ?” Mannaggia erano piemontesi .
    Stavo già cominciando ad emozionarmi.
    Piemontesi simpatici però, e abbiamo ascoltato i cento rintocchi dell’enorme Maria Dolens insieme , con cinque pargoli festanti che superavano i decibel del campanone . Mica che ieri sera ti fischiavano le orecchie ? Baci Elenachecommentapocomaleggesempre.

  3. Le tue meritate vacanze cominciano e le nostre terminano. Che strano effetto mi fa, guardo la casa immersa nel caos e mi sembra tutto surreale… Mi manca il mare!!!!!

  4. Cara Elasti,
    sono contenta tu sia esattamente dove vorresti essere e che siate di nuovo tutti insieme.

    Da tempo avrei una curiosità, ma ho sempre frenato la domanda nel dubbio di essere invadente, inopportuna. In realtà la la mia curiosità non è specifica e focalizzata su di te, ma più in generale su alcune condizioni lavorative. Ecco: in America hai lavorato, ma io ho dedotto su progetti che riguardano la tua “libera professione”, il tuo ruolo come scrittrice, autrice, giornalista su temi non finanziari-economici. Per ciò che riguarda il tuo tempo aziendale, come riesci ad avere tante ferie come le 5 settimane ininterrotte in America, la settimana in Uganda, il Salento? Non mi stupirebbe se tutta la tua attività giornalistica fosse esercitata come libera professionista, ma avendo tu un rapporto come dipendente per un’agenzia, mi colpisce l’ampiezza di possibilità di gestione del tempo.
    Vorrei anche chiederti se hai un accordo con l’azienda relativo al non toccare mai nei tuoi scritti, temi e argomenti di economia e finanza. E’ “nonsolomamma” eppure negli anni non c’è mai stato un tuo riferimento alla crisi, alle misure messe in atto per fronteggiarla, ecc., alla Grecia, giusto per fare degli esempi.

    Ripeto che non è una critica (“dovresti parlarne”) e non è espressione di invidia (“ma quante ferie fai”). In alcuni tuoi pezzi fai per esempio riferimento a situazioni lavorative precarie, insomma tocchi anche tu temi concreti e mi permetto di esprimere una curiosità concreta.
    Buone vacanze, ciao
    Federica

    1. da dipendente ho un part time al 50 per cento. che significa però che se una settimana lavoro al 100 per cento quella successiva non devo andare in ufficio. quest’estate alcune settimane ho lavorato a tempo pieno pertanto sono riuscita ad avere, tra ferie e recupero, la possibilità di assentarmi tanto.
      per quanto riguarda gli argomenti di cui parlo, sì non posso parlare di nessun argomento che riguardo economia o finanza.

  5. Grazie per la risposta.
    Interessante la soluzione che se lavori il doppio, puoi recuperare. La creatività riguardo alla quantità, può davvero portare migliore qualità, di vita e professionale.

    La domanda sui temi mi è nata perché in un momento in cui l’economia sembra essere materia di tutti, data la tua capacità di scrivere su altro, mi sarebbe piaciuto leggerti.

    Buona giornata e grazie ancora per aver condiviso.

    Federica

  6. Il Salento è bellissimo anche se in troppe zone regnano l’incuria e la sporcizia, l’immondizia tra gli scogli.
    La gente è cordiale e alla mano, si fa in quattro.
    Ma si solito fa troppo caldo, per me troppo e nelle settimane di scirocco striscio.
    Se ho di fianco un marito che lavora sempre poi …. ! 🙂

  7. Non sono mamma e non sono nemmeno sposata, però sono totalmente innamorata del tuo blog Elasti!!
    Con tutte le vostre vicende famigliari mi rallegrate ogni inizio di giornata!
    Buon Salento a tutti!
    Cari saluti da Cape Town

  8. Se ti può consolare, la prima volta che mi sono assentata per lavoro (quattro giorni), e il mio grande aveva tre anni e mezzo, al terzo giorno ha detto a mio marito, che tutto felice aveva annunciato “domani torna la mamma!” – “ma io non me la ricordo più la mamma…” Mio marito ha atteso che tornassi prima di raccontarmi il fatto, se no temeva che avrei piantato lì tutto e tutti per tornare al mio posto!!!!!

      1. Mah, io mi considero prima di tutto mamma e moglie, e la mia professione la metto in secondo piano. Ma è una mia scelta. La famiglia è quello che io sento “il mio posto”… la professione può cambiare, la famiglia no!! Almeno per me.

      1. ma che dite…la professione può essere, moltissimo, uno ‘status’ come dici tu. Ti definisce, almeno quanto la maternità. Certo, se si ama e si è dato tanto alla propria professione. La famiglia ‘non può cambiare’?? e come no!

      2. L’ho detto che non vale per tutte eh 😀 ma a parte tutto non vedo come possa cambiare qualcosa fra madre e figli…

  9. Che bello riuscire a passare di qui…!!
    e non è che ho latitato perché sono stata in vacanza…no…macchè!
    e’ stata tra le estati più faticose e dure della mia vita..ma come dici tu..tutti in ordine, più o meno..
    Ps: quel metodo educativo poi lo voglio conoscere meglio..

  10. Zeus benedica Elasti e tutto quello che scrive di non economico (ma capisco la curiosità, Federica!).
    non leggere di “crisi” e, soooprattutto, di B. ha il sapore di una boccata d’aria fresca…

  11. Volevo solo dirti che ieri sera ho visto un concerto del calabrese Peppe Voltarelli e non ho potuto fare a meno di pensare al tuo economista barese…. Che forza, che carica, che divertimento! Sì, i calabresi hanno decisamente una marcia in più!!!

  12. più che altro, da molti anni ormai, il lavoro è una scelta obbligata se si vuol mangiare; scelta sempre più “miraggio” peraltro …
    e questo vale anche per gli uomini perchè, sia pure in netta minoranza, se potessero concepirebbero e sceglierebbero il “proprio” principale posto a casa.

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