Nonsolomamma

troppo

1. una spesa in un ipermercato che più affollato non poteva essere, insieme allo hobbit piccolo. lui ed elastigirl, in una comunione di amorosi sensi, hanno tubato ininterrottamente dal parcheggio sotterraneo all’interminabile coda alle casse. perché ogni tanto, anche se non sempre, scatta una complicità perfetta e ridanciana che rende piacevole anche l’infernale girone del centro commerciale.
2. una gita in cantina per scoprire tre paia di scarpe di seconda o terza mano perfette per gli hobbit piccolo e medio che renderanno inutile uno shopping calzaturiero. “certo che avere maschi totalmente disinteressati agli stracci che indossano è una bella fortuna. poi, diciamolo, con il modello di sublime sciatteria che si ritrovano come padre, è normale che non abbiano grilli consumistici per la testa” “cosa vuoi dire, elasti?” “voglio dire che ho fantastici alibi per comprare balocchi, vestiti e profumi solo per me che sono l’unica che ne apprezza veramente il valore” “madre degenere”.
3. un pranzo a base di uova al tegamino, dette, dagli hobbit “uova splat”, accolte come se fossero state straordinarie e ricercatissime prelibatezze.
4. un pomeriggio divisi in due gruppi. mister i e il piccolo a un presidio per la pace, elastigirl e gli hobbit alla giornata aperte della scuola di teatro del grande. “mamma, è inutile che io impari i verbi, le divisioni a due cifre e la storia. tanto da grande farò l’attore” “cosa ti fa pensare che un attore possa permettersi il lusso dell’ignoranza crassa?”. lo hobbit grande pontificava sull’analfabetismo degli attori talentuosi mentre il medio mangiava funghetti di meringa.
5. una festa, da sola, senza mister i e senza hobbit, per i 40 anni di una collegamica. “ragazzi, io esco. come sto?” “sei bellissima, mamma. sembri una vampira” “ottimo, allora posso andare”. rientro a ore piccolissime, ché i vampiri, si sa, prediligono le tenebre.
6. una mattinata con una vecchia amica, il suo cane nero e dormiente e la sua bambina che ha chiesto agli hobbit “una pistola rosa, per favore”. “non ne abbiamo, mi dispiace” “non è che non ne abbiamo. è che proprio non esistono le pistole rosa”.
7. un pranzo a casa di amici con tre figli, articolo non esattamente frequentissimo, tutti per terra, sul tappeto, con la pioggia battente fuori. perché doveva essere un pic nic. subito dopo balli scatenati sul suddetto tappeto, di fronte a un gioco elettronico su uno schermo gigante, in cui bisognava, tutti schierati uno accanto all’altro, seguire i passi di improbabili personaggi a ritmo di musica trash. mister i, su umbrella di rihanna, ha dato il meglio di sé.
8. elasti-svenimento alle ore 17.00, sul letto, con gli hobbit che si prendevano a cuscinate intorno a lei. sveglia dopo un’ora che le è parsa lunga un giorno.
9. visione di mister incredible che prepara la borsa per la partenza per londra – la prima dopo mesi. ha messo dentro tre boxer sdruciti, un paio di pantaloni, tre magliette, qualche pedalino bucato, un filone di pane e un pacco di taralli.
10. bagno e cena molto approssimativi.

74 thoughts on “troppo

  1. per i maschi è proprio il colore rosa a non esistere…
    comunque saranno anche “maschi totalmente disinteressati agli stracci che indossano”, ma li trattano bene, li stracci, se le scarpe le puoi usare al terzo giro. del mio grande ho salvato solo stivaletti di gomma e da montagna e qualche ciabattina. per il resto usa solo scarpe da ginnastica che diventano immettibili.

  2. Certo che ci sono le pistole rosa! Noi ne abbiamo una fucsia trasparente, spara acqua che è una meraviglia!!
    Più che altro ho trovato interessanti i funghetti di meringa.. Mmh…

    1. Ciao, dai, le uova al tegamino son facili da fare, se vuoi ti posso fare un tutorial on line su skype, io le faccio dalla mia parte, e tu mi segui.
      in compenso io non so fare gli spaghetti aglio olio e peperoncino, riesco a bruciare sempre qualcosa…
      se vuoi lo facciamo, ti lascio il mio contatto !!
      ciao
      eli da cork

  3. Che bella domenica avete passato! Bravi, non vi siete fatti rovinare il pic nic dalla pioggia. Noi invece ci siamo annoiati parecchio, anche se la noia ha fatto si’ che i miei due disperati si siano inventati giochi di ruolo assurdi e abbiano giocato parecchio insieme senza far scattare la rissa.

  4. Upf… e domani si ricomincia… Anche per noi il fine settimana è stato bello e intenso, ma ora come ora sono sopraffatta dalla stanchezza e non mi ricordo neanche che lavoro faccio… Ancora non ho trovato un giusto equilibrio: o mi porto il lavoro, con gli annessi e connessi, a casa o stacco troppo la spina 😦

  5. mi ha stupito il filone nella valigia di Mister I… capisco i taralli… ma possibile che a Londra non ci sia del pane buono?

    Un’altra cosa mi lascia perplessa, non si dovrebbe mai passare la scarpe ai figli più piccoli, sono un indumento non riciclabile in quanto si modella sul piede del bambino e della sua camminata e rischia di essere dannoso per l’altro bambino, è come portare un plantare non adeguato… (se vuoi conferma chiedi al tuo pediatra in merito o ad un ortopedico).

    Il vostro week end è stato davvero bellissimo e ricco di eventi!

      1. devo dire che questa cosa ha colpito anche me, senza voler stare lì a fare le pulci agli altri, ovvio – io riciclo solo le ciabattine per mare e piscina, ma le scarpe nuooooooooooooo, giammai.

      2. ma va! son teorie incerte e pure un po’ passate di moda. a me nessun pediatra ha mai risposto di non farlo, e non ho avuto bisogno di nessun ortopedico! rilassatevi!

      3. Uhm. Io sono molto rilassata finché uno/a non mi suggerisce di rilassarmi. Così, giusto per dire, eh. Resto comunque dell’idea che non sia buona norma passare le scarpe da fratello a fratello, poi ognuno fa un po’ come je pare, ovviamente

    1. Credo che basti guardare se sono usurate o meno e consumate in una maniera particolare per decidere. Se la suola esterna è poco consumata cambiare la soletta dentro e riciclarle non mi sembra un problema. Più che altro il mio problema è che le scarpe vengono divorate a tal punto a non poter essere passate a nessuno…

      1. in realtà i bambini crescono talmente in fretta che io finora non ho usato lo stesso paio di scarpe per più di una stagione…4, 5 mesi nella migliore delle ipotesi…ma che volete che s usuri.
        eventualmente come dice fefo basta dargli un’occhiata e valutare, ed eventualmente fare degli aggiustamenti.
        Se imparassimo tutti a riutilizzare e recuperare bene l’usato, anche non per forza de fratelli, ma anche di amici, cugini…si risparmierebbe un sacco.
        sarà che sono un po’ stufa di sentire la tiritera che fare figli costa…di quel che ci propinano basta un terzo, o anche meno.
        e ci sono svariati modi di risparmiare anche su quel terzo.

  6. Io, post pranzo dal nonno con presenza di tutti i nani della famiglia, ma forse ne mancavano tre, mi sono regalata pomeriggio a forma di divano. …. A volte la domanica e’ bella in tutta la sua semplicità.a proposito torta esperimento venuta molto buona.

    1. Maddai non esageriamo, al reparto pane di Waitrose (posso dirlo?) si trova tutto il pane che vuoi, compresa la focaccia pugliese. Che e’ pure parecchio buona.

  7. Certo che non dai una bella immagine di tuo marito: uno che deve portarsi il pane e i taralli, che va in giro con le calze bucate e la barba sfatta, che quando sei via se ne frega di leggere le tue lettere ai figli, che per la propria carriera sta più con il giapponese che con voi e se ne va per settimane negli stati uniti dove si sente figo a fare lezione con la felpa del bari. Ma stai con lui solo perché i docenti a quel livello guadagnano molto bene e puoi giocare a fare la scrittrice e intanto mantenerti tre figli e la casa grande dove dare feste per venti bambini o ci racconti qualche cosa di lui che ci fa capire perché lo ami? A lungo andare questa cosa di sollevare solo gli aspetti ridicoli sembra deleteria. E poi spiegami per favore, com’è che fai tanto quella che vuole insegnare ai bambini che le differenze di genere sono minime e poi questi trattano la bambina che cerca una pistola rosa come una minus habens?

    1. Annamaria, ammazza! meno male che ero io quella che dava giusdizi affrettati. o non sei la stessa Annamaria dell’altro post o questa voleva essere una provocazione e in tal caso ci sei riuscita

      Linda

    2. Ma… mi sembra di ricordare che Elasti, oltre a “giocare a fare la scrittrice” abbia anche un lavoro “vero” di giornalista economica, o sbaglio? Non credo che stia con un essere così abietto, anaffettivo e sdrucito solo per triste bisogno economico, deve trattarsi di grave masochismo. A meno che, ovviamente, non ci spieghi chiaro e tondo perché ama un essere simile, in modo che possiamo capire ed, eventualmente, dare la nostra approvazione.

  8. Consolati Elasti. Anch’io ho riciclato scarpe non solo fra figli ma anche fra cugini…L’importante è che non siano troppo sformate (e quindi siano il SECONDO paio di scarpe). Penso che anche tu intendessi questo, no?

    1. Concordo: è vero che in teoria le scarpe non devono essere passate neanche tra fratelli…ma se sono usate poco o comunque in buone condizioni non ci vedo niente di..pericoloso!

    2. confermo. sono scarpe semi-nuove che per qualche motivo sono passate di misura dopo qualche settimana. nessuno hobbit camminerà dentro scarpe pre-sformate da un fratello. prometto!

      1. E’ un fenomeno inspiegabile, per mesi e mesi il piede rimane stabile poi in un paio di giorni si allunga magari di due numeri!!
        Ai miei cambia sempre verso pasqua il numero, mentre d’inverno rimane fermo. Se compero i sandali troppo presto poi durante l’estate me ne serve un’altro paio!
        Mi sono ritrovata in una città d’arte assolata con una bambina piagnucolosa che voleva sempre stare in braccio, e non era da lei. Poi abbiamo capito: aveva le scarpe strette e i piedi gonfi! Scarpe che la settimana prima all’asilo aveva messo senza problemi.

    1. Ecco cosa preparerò per pranzo!
      Così sono sicura di vincere il titolo “Mamma-cuoca dell’anno”….i miei figli le adorano!
      Noi le serviamo su una fetta di pane tostato che al taglio si inzuppa e diventa paradisiaca….

  9. se appunto riesce a riciclare le scarpe degli Hobbit è perchè le hanno usate veramente poco. Ad es a un bambino può crescere il piede velocemente, tanto da sembrare che “salti” un numero, o si trattava di acquisti errati, per lo stesso motivo di cui sopra, o del secondo paio di scarpe, magari usato meno. Tutte cose che non comportano uno sfascio dell’interno della scarpe, che perciò si può usare ancora. Elisabetta

  10. Ma no Annamaria! Si legge l’ironia simpatica con la quale elasti descrive il marito! E un modo per esorcizzare un minimo la sua presenza part time. Non tutti i lavori sono comodi e vicino alla famiglia. Io penso che lui sia una persona molto intelligente e presente qualitativamente nella vita della famiglia. Ci sono dei genitori o padri che vedono tutti i giorni i bambini ma non sono presente nella vita dei figli.
    Io percepisco questa dimensione dell equilibro assenza/presenza, le difficoltà e l’ironia con la quale bisogna viverla.
    Invece riguardo al secondo punto, lo penso come te. Non critico affatto l’autrice del blog ma percepisco in lei qualche retratto maschilista. Ma nessuno è perfetto, perfino le super moderne scrittrice di successo. Io la vedo così.

    1. Riguardo al primo punto sono d’accordo.
      Riguardo al secondo punto penso che i bambini riversino nel loro linguaggio uno stereotipo maschile proprio per annacquare la presenza prevalentemente femminile. Un modo per controbilanciare l’assenza fisica del padre.

      1. Sono d’accordo anche io sul fatto che Mr. I , da quello che leggo in questo blog, sembra un padre qualitativamente di gran lunga superiore a molti padri full-time di mia conoscenza, che non saprebbero stare da soli con i figli nemmeno dalla mattina alla sera, figuriamoci per due settimane. Mentre per quanto riguarda gli stereotipi, vi ricordo che questi bambini vivono nel mondo, non solo in questo blog: vedono la tv, vanno a scuola, parlano con i compagni e gli amichetti, sentono discorsi per strada o al supermercato… non diamo sempre tutta la colpa alle mamme!

        P.S.: io lo capisco benissimo perchè elasti è innamorata di Mr. i… e tuttavia non credo che a lei importi, né che lo capisca io, né nessun altro, quindi smettetela di lamentarvi di quello che racconta, sarà ben libera di raccontare quello che vuole! magari le parti migliori se le tiene per lei 😉

  11. Ottimo….vedo che anche tu cerchi di infilare in un week end attività che basterebbero a riempire una settimana normale. Per fortuna che ti sei risparmiata l’acquisto di scarpe a favore della visita alla scuola di teatro. Comunque ha ragione il grande: le divisioni a due cifre non servono agli attori!

  12. beata te che i tuoi hobbit non fanno caso a cosa indossano. Io solo una hobbit femmina ma mi fa diventare matta tra vestiti, scarpe e così via!!!!
    p.s. e peggio pure il mio “mister I”

  13. ..che bello fare gita in garage .. tornare su con 3 scatole piene di abiti di cugine/cugini da provare alla “femmina-magra-alta-6anni” e “maschio-normorobusto-alto-8anni” che ad un certo punto ridendo come dei pazzi si rincorrevano in improbabili mise tipo gonna di lana con mini top e cappellino da baseball o costume da bagno e felpaccia con cappuccio …… però stamattina tutti a scuola “vestiti d’autunno” e con scarpe da ginnastica “che stanno a scuola!!” di 3° mano ma perfette … .. anche quelle di Anna (nere e non rosa! … ma veloci come il vento…. le hanno già usate Francesco e Giorgio e loro vincono le gare di atletica!!)

  14. Boh, mia figlia la pistola ce l’ha nera (anzi, è un vero e proprio fucile!) e non ha affatto la fissa per i vestiti, tanto che con i ricicli attingiamo indifferentemente a donatori maschi/femmine. Dopodiché passo quasi tutto anche al secondogenito (ecco, gli risparmio giusto gonne e vestitini), il quale, da canto suo, non disdegna di cullare e allattare la sua bambola preferita (si chiama Lola e sembra sua figlia, da quanto gli assomiglia. Un perfetto ragazzo-padre in erba!). Tutto questo per dire che le cosiddette differenze di genere sono in gran parte delle risposte ai condizionamenti dell’ambiente, ossia alla mentalità della famiglia (intensa in senso ampio, non solo i genitori) e ai modelli che vedono nella vita di tutti giorni, dalla scuola agli amici alla televisione (per chi ce l’ha). Senza dimenticarci che i condizionamenti “sociali” iniziano fin dal primo giorno di vita: è stato dimostrato che i neonati imparano molto velocemente ad adeguare il proprio comportamento in modo da venirne incontro alle aspettative dei genitori, perché è il modo in cui si assicurano un migliore accudimento (e, quindi, migliori prospettive di sopravvivenza).

    1. ah be’ certo, siccome giocano con le pistole domani vanno in strada e ammazzano tutti. Per aver giocato nella cucinetta all’asilo invece un domani diventeranno i nuovi Gordon Ramsay

    2. Mai visto “Full Metal Jacket” e l’aspirante marine Joker, con il distintivo col simbolo della pace sul giubbotto e la scritta “Born to kill” sull’elmetto?

  15. 1. una serata al Friuli Doc con amici e fidanzato a sbevazzare e assaporare i gusti della nostra terra (che non sarà la Puglia, ma ci difendiamo egregiamente 😉 )
    2. una sveglia assolutamente incostituzionale per raggiungere l’ Austria e assistere alla transumanza, su invito dell’avvocato per cui lavoro. Al momento dell’asta delle vitellina -che con gli occhioni della tristezza giustamente condannava tutti i presenti- se n’era bene che andata ogni vocazione d’annunziana ad essere “co’ i miei pastori”…. (sic!)
    3. deliquio verso le ore 21.00, chè a 26 credo sia un chiaro sintomo di senilità precoce.
    4. mamma impossessata che chiede di aiutarla a passare l’aspirapolvere alle ore 10.00 di domenica mattina ( e ti domandi se i padri costituenti non avessero dovuto essere un tantino più precisi sull’articolo 36!)
    5. pranzo: brodo. (e non aggiungo altro, se non “coi tortellini”)
    6. con tutto l’entusiasmo che si può avere dopo il suddetto parco desinare, ci dirigiamo a Trieste, dove veniamo accolti da un corteo di indipendentisti che vorrebbe “liberare Trieste dall’Italia”. (E allora ti rendi conto che dio esiste e che è davvero misericordioso!)
    7. Dopo una mostra di Kouvellis assolutamente vacua, pizza.
    8. “Elasti non ha ancora pubblicato un nuovo post, quindi posso dormire”.

    AIUTO

    🙂

  16. noi abbiamo passato un’ora sabato mattina presto al centro commerciale e ne siamo usciti davvero male…
    abbiamo comprato scarpe e tutine per la pupa grande, che oggi ha cominciato la materna.
    per poter riciclare poi con pupo piccolo abbiamo comprato una tuta con felpa con cappuccio e scarpe da ginnastica…tutto nero…forse abbiamo esagerato…mo’ mi sembra una black block…aiuto!

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