Nonsolomamma

vanno aiutati a pensare

i bambini di oggi, i vostri bambini, sono rapidi, veloci, faticano a soffermarsi su un concetto più a lungo di tre minuti. non sanno dare risposte pertinenti, figuriamoci articolate. non sono in grado di raccontare storie con un prima e un dopo. fanno tante cose contemporaneamente. sono discontinui. pensano per immagini, per frasi sincopate. si distraggono in continuazione. raccolgono input ma non elaborano.
sono abituati a essere bombardati di stimoli e non sempre sanno gestirli.
questo, almeno nello studio dell’italiano, non va bene. non è un pregio, dal mio punto di vista. non è un’evoluzione, semmai un’involuzione.
questi bambini vanno aiutati a pensare. e a fare una cosa per volta. dobbiamo aiutarli noi a scuola ma dovete aiutarli anche voi a casa.

ha detto più o meno così la maestra di italiano dello hobbit di mezzo, alla riunione della classe seconda, questo pomeriggio. nel frattempo 23 genitori – 16 mamme e ben 7 papà, che a elastigirl è parso un risultato niente male – ascoltavano. moltissimi di loro tuttavia, compresa elastigirl (sigh), mentre ascoltavano, controllavano compulsivamente la posta elettronica sul telefonino e mandavano sms e parlottavano con il vicino di banco e guardavano fuori dalla finestra e facevano la lista della spesa e guardavano gli appunti della mamma accanto e, forse, facevano solitari nella testa.
vanno aiutati a pensare. e a fare una cosa per volta. i figli e i genitori. e forse anche gli insegnanti, chi lo sa.
la maestra aveva ragione, probabilmente.

107 thoughts on “vanno aiutati a pensare

  1. Ma Fefo che lavoro fa, se mi è consentita la domanda?
    Tutti questi commenti in orario lavorativo da dove li scrive?
    Spero sia un arzillo ometto in pensione connesso dal computer di casa propria e non uno che fa soltanto finta di lavorare.

  2. non confondiamo MALEDUCAZIONE (il cell a tavola ) con multitasking (la telefonata a un’amica mentre il sugo cuoce). perchè è vero quanto sopra: educare (cioè – letteralmente – TIRAR FUORI il meglio ) costa fatica! Basta questo per rinunciarvi?
    e non parliamo della grammatica italiana che non sanno i ragazzini che vengono da me a lezione di grammatica inglese… che pretese!

  3. Come vorrei sapermi esprimere anche io con le medesime chiarezza e sintesi della maestra, con la quale concordo pienamente. Ci serve calma, il tempo e la serenità di dedicare la nostra attenzione a un pensiero per volta.

  4. E’ vero Elasti, la Maestra, (con tanto di M maiuscola!) ha ragione; e il problema è che in fondo lo sappiamo tutti e ne siamo perfettamente consapevoli, però non riusciamo a venirne fuori, perché si tratta di un male sociale che include tutti. Grandi e piccoli.
    a presto!

  5. il multitasking e’ un’illusione
    non significa fare piu’ cose assieme ma passare velocissimamente, impercettibilmente e continuamente da una cosa all’altra e all’altra ancora
    con il risultato di dividere per tre l’attenzione su ciascuna cosa
    magari va’ bene per tre cose ‘semplici’, come lavorare a maglia mentre si guarda la tv
    ma per tutte le altre da’ solo l’illusione di fare di piu’ (provate a cronometrarvi se fate due cose contemporaneamente o prima l’una e poi l’altra) e placa la nostra impazienza ed il nostro horror vacui
    personalmente lo uso solo quando sono obbligata e quando e’ un po’ piu’ autentico, cioe’ quando sono in ritardo sul lavoro e pratico attivita’ con tempi morti (xex programmare: mentre il programma si compila hai alcuni minuti in cui puoi fare altro senza sottrarre tempo e concentrazione al problema originale) e gia’ cosi’ e’ stressantissimo e stancantissimo (il continuo cambio di contesto)

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