Nonsolomamma

e se di colpo

una per anni, vive dentro alcune certezze, non tantissime, ma solide e ferme, come un muro intorno a un giardino. per anni è convinta che quelle certezze siano irrinunciabili, fondamentali perché quel muro è diventato parte di lei, della sua testa, delle sue gambe e delle sue braccia. quel muro è un po’ lei, anche se chi lo sa se poi è vero. perché, guardandosi intorno, in parecchi tutte quelle certezze mica ce le hanno e non è che sembrino poi così infelici.

poi un giorno sdong, una botta in testa. all’inizio un male terribile, poi un gran giramento del mondo lì fuori e poi malinconia, panico, senso di sconfitta, voglia di piangere. ehi, come si sono permessi? forse sarà per colpa loro che ha tutta questa nausea ora?

e dopo una vertigine. il pensiero che di colpo potrebbe cambiare tutto, le certezze, il muro, tutto giù, tutto aperto, tutto libero. una paura tremenda ma anche un brivido niente male. la consapevolezza di essere a un bivio dove ancora puoi scegliere. ma per quanto ancora?

e improvvisamente non sapere più nulla e chiedersi: e se tutto fosse diverso da com’è adesso? se facessi un salto? se avessi coraggio? se mi mettessi in gioco sulle macerie di questo muro?

e appare dal nulla quella lì, la saggia, la diligente, la prudente, quella che è rimasta dentro il giardino quando tutti scappavano, come il canarino che resta immobile  quando si apre la gabbia. ehi, sii seria, mica ti puoi permettere colpi di testa. non sei proprio nelle condizioni, chi ti credi di essere?

boh, elastigirl è a un bivio. qualsiasi sarà la strada che prenderà, dopo, tutto sarà diverso, poco o molto si vedrà. nel frattempo ha un bel mal di pancia.

157 pensieri riguardo “e se di colpo

  1. Carissima, spero solo che la botta non sia una di quelle di cui parlava la grande ricercatrice Ilaria Capua ad un incontro al quale ho presenziato qualche giorno fa, una botta di quelle che ti danno per rimetterti giù, cuccia, al tuo posto di donna, che ovviamente si suppone sia sempre un pò più in basso … Ilaria ci diceva che ormai a furia di schiaffoni ricevuti ha un collo mobilissimo, bel vantaggio quando deve parcheggiare in retromarcia 🙂 Ti auguro di cuore di riuscire a raccogliere le tue forze e le tue idee anche grazie ad un pò di sana ironia e a superare il momento.

  2. A me non è tanto la botta in testa che genera angoscia, quanto il momento della scelta, soprattutto se è inevitabile. Panico. Prendi un bel respiro e lanciati, Elasti; con le dita incrociate.

  3. Intanto Alice Munro ha vinto il nobel per la letteratura. Un bel pretesto per perdersi la sera in uno dei suoi racconti, a maggior ragione nei momenti più delicati — quando si deve pensare bene e cercare di mantenere il cuore in equilibrio.

  4. noooo!!! ora devo essere preoccupata anche per te!!!! cmq sta’ attenta . ….. .. ma considera che io sono una mamma ….. un bacio.

  5. dunque, la casa l’hai già cambiata, il quarto hobbit tenderi ad escluderlo anche se…
    mi verrebbe a pensare che si tratta di lavoro?!
    …in ogni caso in bocca al lupo!

    1. Io aggiungerei anche:

      “Nel tuo letto la novità
      E’ fare a pezzi l’anima
      Ma la violenza della stabilità
      E’ un modo di morire a metà.”

      La stabilita’?? Blaaaa.
      E’ solo un modo, sopravvalutato, di morire a meta’.
      Manuel ha sempre ragione.

  6. Un enorme in bocca al lupo Elasti, qualunque sia la strada che prenderai spero ti porti solo tanta felicità (sarà una frase banale ma è detta col cuore!!)
    Un abbraccio

  7. Piangere credo serva a poco.
    Vedila come un’opportunità, cosa che da quello che leggo stai già cercando di fare…
    Pensa che per una porta che si chiude, in questo caso un muro che crolla, si può aprire un bel portone. La grinta non ti manca, le capacità anche, ricomincerai qui o altrove, ti re-inventerai e noi ti seguiremo!
    In bocca al lupo!
    Fede

  8. Mi sa che parli di lavoro con possibile trasferimento…….sei una in gamba buttati e niente rimpianti !!!!!! Con affetto da chi ti segue da anni

  9. a me è successo…dopo il secondo figlio il chiaro invito a trovarmi una collocazione lavorativa diversa dopo tredici anni di collaborazione.Panico, pesantezza e leggerezza al tempo stesso. Ho scelto e in parte dovuto mettermi in proprio con un figlio di due anni e uno di un mese. È difficile ed a volte deprimente, altre volte mi sento -ed è una sensazione nuova – padrona della mia vita. In bocca al lupo, in ogni caso e qualunque scelta tu debba fare, non sei sola 🙂

  10. Il mio mal di pancia si chiama bisogno di viaggiare… Che non è mai solo partire, è bisogno di esplorare, di trovare la tua pancia, di ritrovare quella ‘te’ che finora è stata brava e cauta e che ora ha bisogno di urlare e cantare al mondo che non si è mai una cosa sola, un’essenza sola… E te ne accorgi solo dopo una gran botta in testa, dopo un gran male che ti fa sprofondare in un pozzo buio ed un silenzio che non puoi più rispettare, una te che non puoi più far tacere! Benvenuta e buon viaggio Elasti

  11. cara elasti, é la prima volta che scrivo qui. anche io mi trovo piú o meno ad un bivio. sono emigrata 6 anni fa in germania per un lui, che da un anno per fortuna mia ho lasciato(!). adesso faccio un lavoro bellissimo, che amo, che mi permette di avere una vita mia e togliermi qualche soddisfazione. diciamo che sul lavoro il mio spazio, nel bene o nel male, me lo sono ritagliata. il problema é la mancanza di vita sociale. esattamente un mese fa sono andata in un altro Paese e ho avuto l´illuminazione: cambiare! adesso sono combattuta tra lasciare un bellissimo lavoro, sicuro, ma vita sociale pari a zero, per un Paese molto piú competitivo e dinamico, in cui la vita sociale potrebbe arricchirsi.
    la mia parte razionale dice: ma chi te lo fa fare? qui puoi fare quello che vuoi. la parte “non razionale” dice: prova e vedrai che come sempre riuscirai. forse alle volte dobbiamo semplicemente provare? forse ho paura di ri-mettermi in gioco? boh…

  12. se ci pensi bene si sceglie tutti i giorni, ma senza accorgersene. è lo “sdong” che fa la differenza, il carico da undici del cambiamento, della possibilità, della sfida, della paura. beati noi che si può.

  13. Ehi Elasti! Quel mal di pancia lo conosco fin troppo bene… io l’ho affrontato per decidere di trasferirmi a Bologna a studiare, e sto imparando a gestire famiglia, amici, una passione appena nata per il canto a 150 km di distanza. Sicuro che tu hai cose più difficili da affrontare, e hai responsabilità che io mi sogno, però per me questa è stata la più grossa scelta della vita. Forse la mia prima scelta adulta, visto che ho 22 anni. Ancora adesso sto cercando di abituarmi.
    Qualunque cosa sia successa, in bocca al lupo, un abbraccio e fai un bel respiro.
    Luz

    1. Vedrai che bologna ti prenderà a ti farà sua. Io mi ci sono trasferita 4 anni fa (ora ho 24 anni) per il tuo stesso motivo, lo studio. I primi tempi sarà difficile e la botta la sentirai anche sulla lunga distanza,ma fidati che Bologna è una famiglia, è un abbraccio, è una città che ti da la possibilità di essere chi vuoi. Come si fa a non amarla per questo?
      In bocca al lupo per tutto, ma fidati, non potevi fare scelta migliore. E lo capirai proprio quando tornerai a casa 🙂

  14. ognuno di noi si sta facendo un film, su questo post (il mio punta di più sul privato, chissà perché), ma mi pare evidente che tutti noi ti stiamo dicendo: vai, respira, la botta passa e segui quello che ti senti, a pelle. Il resto vien da sé. Anche io quoto “meglio vivere di rimorsi che di rimpianti”. Abbraccio da qualcuno che non ti conosce

  15. Sono un po’ in apprensione ora che ho letto e spero tanto che non sia la stessa cosa che è successa a me o qualcosa di simile.
    Di certo anche le mie certezze, i miei muri, si sono sgretolati…o meglio aperti: la mia decisione l’ho presa ed è stata durissima, la più dura della mia vita, ma ho capito che quel muro in fondo oltre a sostenermi mi limitava.
    Per questo ti dedico una canzone, Temporale di Jovanotti.

    Un abbraccio con tutto il cuore
    Barbara (esamamma eporediese)

  16. devi lasciare il tuo lavoro???
    ti capisco, può capitare da un momento all’altro anche a me….
    da mal di pancia,si!
    Good luck!

  17. Più di dieci mesi fa, al bivio del “contratto fisso o rinnovo”, la mia capa ha deciso per l’ennesimo rinnovo. L’ho presa male, sul momento, ma da quel momento in poi è stato tutto un susseguirsi di eventi che mi ha fatto rotolare fino alla Svizzera, a un posto di lavoro a tempo indeterminato con un capo assolutamente folle che adoro, in un ambito che per me è quasi sconosciuto e con una congrega di amici internazionali che mai avrei pensato, in 30 anni di vita, di trovare. Il mio inglese sta migliorando ogni giorno di più, sto imparando il tedesco e sicuramente imparerò anche il francese. Sono retribuita degnamente per il lavoro che svolgo, mi sento bene e ho appena trovato la mia casa “definitiva” (per quanto? chi lo sa). Tutto questo per dire che soltanto dieci mesi fa, dopo un ricovero in ospedale e l’ennesimo rinnovo senza speranze di stabilizzazione e alcuni fatti famigliari, non pensavo mi sarei ripresa dalla botta. E invece il salto nel buio mi ha fatto bene e resa una persona migliore e più rilassata, felice. Gli amici si sentono via internet e si vedono quando si torna oppure vengono a trovarmi, per la famiglia è lo stesso. Niente paura, se si tratta di lavoro e ne hai la possibilità, salta il muro e buttati. In bocca al lupo.

  18. Ciber pettegolezzo:
    . pronto erre hai letto il blog di elasti? Secondo te di cosa si tratta ? E… L’omme e’ omme!
    . Pronto zeta, hai letto il blog di elasti? Secondo te? Forse ha avuto crisi mistica e si è convertita forse si è scoperta bisex!

  19. Forse rischio di essere una voce fuori dal coro ma a me il “va dove ti porta il cuore” non piace sempre. Ci sono situazioni e situazioni, momenti e momenti, botte in testa e botte in testa.
    Da quanto ho capito elasti è preoccupata e non va fiera di ciò che è successo.
    Spero di sbagliarmi però. …

    Ora però dicci qualcosa di più. Siamo in molti ad essere preoccupati….

  20. W i salti nel buio…fanno passare tante notti insonni e causano tanti mal di pancia…ma vedrai che andrai alla grande!!! in bocca al lupo e chissà se un giorno avremo anche noi lo stesso coraggio..

  21. Un abbraccio a chi sta passando quello che ho passato io due anni fa. Perdere la certezza in chi hai accanto è destabilizzante. Non sono ancora riuscita a recuperarla del tutto. Altro che mal di pancia e notti insonni o piene di incubi. Almeno ho perso i kg della seconda gravidanza 🙂
    La scelta è dentro di noi.la prendiamo subito.la nostra testa può non essere d’accordo con noi, forse vorremmo essere capaci di reagire in altro modo, forse dobbiamo convincerci che è quellagiusta. Ma decidiamo.
    Lo stordimento passa, le ferite si curano, il dolore diventa più sordo. Lo superiamo. In bocca al lupo a voi tutti. Per tutte le scelte che fate e farete.

  22. Ma se al posto di guardare le macerie ed il bivio guardassi con altri occhi il “colpo”? Sei certa che sia così forte la causare tutto ciò? Forse può dipendere anche da te quanto quel colpo riesca a rompere, quanto oltre a essere rumoroso e doloroso, sia anche distruttivo. Qualsiasi sia il bivio fatti guidare dall’amore, anche per te stessa di oggi e di ieri.

  23. “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    muore chi non parla a chi non conosce.
    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
    chi è infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.”

  24. Secondo me è lavoro al 100%. Crisi=opportunità! In bocca al lupo, ti seguo da un bel po’ e oltre che molto intelligente mi sembri capace di autoristrutturazione più di un’araba fenice

  25. visto che la sede principale dell’agenzia dove lavora Elasti è a Londra si potrebbe ipotizzare una proposta di trasferimento la così la famiglia si ricongiungerebbe, credo che il quesito sia proprio questo, andare o non andare

      1. beata lei per Londra? ma ci sei stata a Londra, nei sobborghi, non in centro dove tutto riluce?

  26. ettepareva che l’autrice non sparava questa cosa lasciando poi (almeno) tre giorni di silenzio…. Elasti sei un genio del marketing. Senza offesa!

  27. Grazie Elasti. È incredibile come spesso, anche stavolta, le tue parole sembrano scritte per me, qualunque sia il tuo bivio capisco lo smarrimento. Poi mi accorgo che sono scritte per tanti, avrei preferito che tutti i lettori fossero super felici, ma ora mi sento meno sola.

  28. Io mi sono sentita così quando mi sono ammalata. Quando la mia vita è cambiata in un nanosecondo. E poi ho dovuto prendere decisioni importantissime per sopravvivere… Non è facile, ci sono momenti in cui ci sentiamo perduti e senza speranze… ma l’uomo è fatto per cavarsela sempre e una soluzione la troviamo. Io dopo 2 anni sono ancora qui 😉

  29. cara elasti,
    e cari tutti gli altri che si sono presi una botta in testa
    vi abbraccio e vi penso.
    anche io sto come voi, come se fossi un astronauta uscita dal razzo e a cui avessero tagliato il filo che ce la collegava.
    libera nello spazio,
    che libertà, che buio.
    eleonora

  30. chiudi il blog. I ragazzini crescono e forse è meglio dire basta al racconto in diretta della loro vita.
    Poi forse si magari vai anche via/cambi lavoro/ etc.
    E’ così?

    Daniela

  31. Mi sto preoccupando…
    In ogni caso, segui l’istinto.
    Ci sarà qualcosa che ti farà propendere verso una scelta. C’è sempre, in casi così, il dettaglio che ti fa decidere. Basta aspettarlo.

  32. Sembra una cosa seria, mi dà l’idea che possa trattarsi di qualcosa in ambito lavorativo (forse diventare blogger/scrittice/elasti a tempo pieno?) Che dire…riflettici ovvio ma essenzialmente buttati

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